venerdì 1 maggio 2026

WATCHING AND LISTENING

Stasera è stata una di quelle occasioni in cui riuscivo ad osservare cosa stessi facendo, come se fossi qualcuno al di fuori di me che osservava me.
Mi sono chiesto perché lo stavo facendo.
Perché stavo ascoltando i discorsi di un gruppo di persone amiche seduti al tavolo, allo stesso modo come se stessi guardando un reality in televisione.
Forse per gli argomenti della conversazione, che per la mia realtà di vita, sembravano più una sceneggiatura di un film di Vanzina o di Avati, che vita reale.
Non lo so, ma guardarli ed ascoltarli era magnetico, difficile da staccarsi.
A quel punto, il mio esterno si è chiesto perché.
Una risposta me la sono data.
Potrei dire perché stando quasi sempre da solo, mi sono abituato ad osservare gli altri o perché prima lo facevo per trovare fonte per i miei scritti.
In realtà non è questo.
Io sono sempre stato da solo, fin dalla nascita, escluso da tutti e da tutto.
L'unica cosa possibile da fare era osservare gli altri, da lontano, cercare di ascoltare i loro discorsi, per sentirne di esserne parte se pur escluso.
Quando nasci in queste condizioni, risulta difficile cambiare, risulta difficile sentirsi incluso.
Non ti resta che vivere nel tuo stato di uomo solitario, che legge i giornali, i libri , le persone ed oggi ha letto un po' di se stesso.
Un esercizio ammirevole e incantevole, fermo restando il fatto che pur avendolo capito e scoperto l'origine, sei  consapevole che domani e nei giorni futuri, nulla cambierà, restando solo a guardare gli altri che vivono.
È il tuo destino, non puoi farci nulla, puoi solo fartene una ragione e non pensarci più.
Sei stata vittima di una violenza in infanzia, le cui conseguenze ti accompagneranno per tutta la tua vita.

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