La prima volta che l’ho vista mangiare il bombolone, mi sembrava una bimba felice, di fronte alla sua conquista fatta, dedicandogli il giusto tempo per l’attenzione a mangiarlo.
Ieri sera l’ho rivista di nuovo , con il suo bombolone.
Ma questa volta tutto era diverso, un qualcosa di più maturo ed adulto.
Il bombolone era stato oggetto delle cure più amorose, riposto con grazia , in attesa di consumare quel giusto amore che meritavano.
Arrivato il momento ,lo ha preso, ed insieme a lui si è seduta al tavolo del bar.
Operando con una pazienza romantica, lo ha spogliato di tutti i suoi vestiti, con cui lo aveva riposto e salvaguardarto.
Lo ha riportato alla sua essenza, alla sua totale nudità.
Lo ha guardato con gli occhi di come chi guarda il proprio innamorato, prima di baciarlo.
Lentamente si è avvicinato a lui, ed ha iniziato a morsicarlo un po’ alla volta.
Alcuni la scherzavano, credendo che quella fosse una sua debolezza incontrollabile, un gesto compulsivo, osservato da chi superficialmente osserva.
Invece quel bombolone per lei era un atto d’amore.
Un Eros fatto di zuccheri.
Un momento in cui si può amare ed essere amati.
Poco importa se di fronte allo sguardo degli altri.
Il vero amore si può consumare anche alla luce del sole, nel caso di ieri, alla luce delle stelle.
E lei quell’atto d’amore lo ha completato tutto.
Istante per istante , morso dopo morso.
Fino a che alla fine non è rimasto il solo letto vuoto su cui quell’amore è stato celebrato, il piattino.
Ma dentro di lei, quell’amore era più che vivo che mai , i suoi occhi brillavano di felicità e di compensazione.