domenica 29 settembre 2019
NOTTE AL MUSEO
domenica 15 settembre 2019
LEGGERE
venerdì 13 settembre 2019
NEI TUOI OCCHI
Da quando sto con te, non ho più motivo di tornare a Napoli.
La vedo tutta nei tuoi occhi.
Nei tuoi occhi vedo il mare che mi ha visto nascere e diventare uomo.
Nei tuoi occhi vedo l'immensità del golfo.
Nei tuoi occhi, le tue pupille sono le isole di Capri e di Ischia, viste dal lungomare.
Nei tuoi occhi vedo la luce di quel sole che riscalda e ristora il mio cuore.
Nei tuoi occhi...., cavolo...., vedo anche un sacchetto dell'immondizia.
giovedì 12 settembre 2019
OLD PERSON
The life is short.
I don’t have time for the rancor anymore.
I don’t have time to get angry.
I don’t have time for the pain, but I will respect it if it will come.
I have no time to cry on me.
I have no time for who did to hurt me in the past.
I want joy in my life.
I want to be happy.
I want a quietly life.
I don’t want to lost time no more.
I want to live living , no to live as a dead man walking.
I am becoming a old person.
The life is short, to need live it !
martedì 10 settembre 2019
IL CAPPOTTO
domenica 8 settembre 2019
LA SCELTA
IL MIO OPPOSTO
giovedì 5 settembre 2019
TALENTI DORMIENTI
Stamani in metropolitana ho letto un manifesto che citava "trasforma la tua passione nel tuo mestiere".
Che bello sarebbe , ho pensato.
Ma poi mi sono subito detto, meglio di no, non è un buon periodo per fare la pornostar.
NESSUN DUBBIO
L’ho vista di sfuggita da lontano.
Come quando vedi una stella cadente o un paesaggio visto da un treno in corsa.
Ho capito che fosse lei, pur avendo a disposizione quel fugace frammento visivo.
Ho vista la sua determinazione.
Ho visto il colore luminoso dei suoi capelli.
Ho visto la luce dei suoi occhi che gli illuminava la strada dinanzi.
Ho visto il suo sguardo duro ma pieno di amore.
Ho visto il suo incedere di donna.
Ho visto il suo passo deciso.
Ho visto il suo passato che andava verso il suo futuro.
Ma più di tutto, ho visto il suo culo.
E allora non ho avuto più nessun dubbio.
Era lei.
mercoledì 4 settembre 2019
FRUTTO
E’ proprio vero che il cervello è selettivo.
Vede quel che vuol vedere e non quello che gli si offre.
Cerca dei riferimenti che se confermati, si accontentano di ciò che cercavano.
Così facendo si perde l’occasionalità.
Come un saluto sincero che arriva da lontano, ma che tu non senti, perché non vedi.
Chi ti saluta, in quel momento, per te è come un fantasma, non puoi vederlo quanto meno sentirlo.
Tutta la tua concentrazione è rivolta alla destinazione finale.
Alla curiosità di scoprire chi troverà ad accoglierti.
Alla fretta di arrivare prima di un altro cliente.
Ecco perché non l’ho vista !
Ero concentrato in una gara, tra me e l’altro.
Colui che mi ha intralciato il percorso e mi ha costretto a farne un altro, per arrivare in tempo, prima di lui.
Chissà perché poi.
Potevo dirgli che quello era stato il motivo della mia distrazione.
Ma me ne sono ricordato solo ora, scrivendone.
Facendo emergere la vera ragione, che era sepolta nella memoria, ma grazie all’esercizio analitico delle scrittura, è tornato a galla.
Chissà quante altre cose ci perdiamo per analoghi motivi.
Quanti saluti a cui non abbiamo risposto.
Quanti volti che cercavano il nostro sguardo.
Da questo emerge un’altra verità.
Ossia se pur più strade ti portano alla stessa destinazione, solo una di esse ti permette di cogliere il frutto che il destino ti ha donato.
Quello che dobbiamo fare ogni mattina, è sperare di percorrere, tra le tante, quella che ci porta a raccoglierlo.
Oggi non è andata così.
IT'S MORE EASY WITHOUT YOU
E’ una frase sentita ieri sera al cinema.
Per di più un film già visto.
Ma quella frase l’ho colta solo ieri.
Forse perché, come ha ferito l’uomo, in debolezza, a cui è stata rivolta, ha ferito di riflesso anche me.
E’ una frase che fa male, che scuote, negativamente, tutto il tuo animo.
Soprattutto se pronunciata a chi non ha più la difesa mentale per poterla gestire.
E’ un colpo di pistola, una frase che può uccidere, che può portarti alla morte.
Proprio come il protagonista del film, che dopo quella frase, risulta essere più vulnerabile e impotente al vivere.
Quella frase ha permesso di aprire un solco nel suo animo, portandolo ad un percorso di annullamento della sua vita.
Capendo che la sua assenza avrebbe reso più facile la vita, a chi sarebbe rimasto.
Ho subito fatto un parallelo con la mia vita.
Mi sono stati chiariti di improvviso alcuni dubbi irrisolti, a cui prima di quella frase, non trovavo spiegazione, o forse non trovavo il coraggio di dirmela.
Ho compreso tutto in un lampo.
E’ dura da digerire.
Ma è un boccone da ingoiare e masticare molto bene, perché diversamente può ucciderti.
I’m still here.
30 ANNI
Ci conosciamo da sempre.
Mi sono innamorato di lei dal primo istante.
Anche se da lei mai ricambiato.
Mi ha sempre rifiutato.
Sia che fosse un invito ad una festa, un invito ad uscire insieme o come l’ultima volta in cui gli chiesi se potessi darle un bacio.
No, sempre no.
Poi ci siamo persi di vista.
Ognuno ha fatto la sua vita e le sue esperienze.
Dopo più di trent’anni ci incontriamo per caso, in stazione.
Prendevamo lo stesso treno.
Abbiamo iniziato a parlare, parlare della nostra vita, dei nostri progetti, dei nostri interessi.
Scoprendo di averne alcuni in comune.
I dinieghi ricevuti in passato, sono diventate delle accettazioni, con uscite tra di noi, ormai adulti e maturi.
Siamo usciti insieme più di una volta, scoprendo di stare bene tra noi.
Il mondo e il tempo ci passava intorno ma noi non ce ne accorgevamo.
Intenti a recuperare ciò che in gioventù, scioccamente, era stato rifiutato.
Ma chissà, forse se quelle richieste di uscite avessero ricevuto un consenso, non sarebbero state belle come quelle tra noi ora forgiati dalla vita.
Una di queste sere usciamo con la sua macchina, per cui è lei a riaccompagnarmi a casa.
Parcheggiata la macchina, nei pressi della mia abitazione, comprendo che non vuole andare via, vuole prolungare quell’incontro.
Inizia ad avvicinarsi, portando le labbra dinanzi alle mie orecchie per sussurrarmi “Ho una voglia tremenda di baciarti !”.
“NO !!!” le rispondo.
Lei rimane stupita e disorientata.
Assume una espressione di chi non comprende cosa sta accadendo e perché.
E allora aggiungo.
“Sono 30 anni che aspetto questo momento”.
Esco dalla macchina e senza neanche salutarla, me ne salgo in casa.