mercoledì 30 settembre 2015

OSTEOPATA

Se diventerò un operatore Shiatsu, sarà un mio concorrente.
Anche se in realtà si porta assistenza in modo differente.
Nel suo caso per un sollievo nel breve periodo.
Nel mio caso per un sollievo a lungo termine.
Trattandosi comunque di attività che danno benefici ad una persona, per come la penso io, l'importante è che la persona percepisca il bisogno di avere un aiuto.
Poco importa chi sceglierà.
L'importante è la consapevolezza del ricevente di riconoscere di necessitare di un sostegno.
Stamane però questo mio eventuale futuro rivale , mi ha sottratto una ricevente.
O meglio lei ha scelto lui anziché me.
La aspettavo al treno ma non è arrivata.
Più tardi ricevo un messaggio su un servizio social, in cui mi comunica di essere stata da lui.
Tradimento.
Ha preferito le sue mani alle mie.
Peccato.
Però, ad onor del merito , leggendo le parole con cui mi ha messo al corrente, questo osteopata sa fare bene il suo mestiere.
Sembra che gli abbia sbloccato tutto.
Perfino Whatsapp.
Dove fino a ieri ero bloccato sul suo profilo. 

LA SARACINESCA

Lo si dice di un bravo portiere di calcio che non prende goal.
La si usa come espressione di chiusura.
Chiusura perché è finita la giornata lavorativa o perché non ha più senso restare aperto .
Allora la si abbassa.
Per dare inizio al meritato riposo o per dichiarare fallimento.
È quello che ho visto ieri recandomi in posta.
Un negozio vuoto, senza più nessuno .
Un negozio arresosi alla realtà della vita.
Vita in cui puoi essere il più bravo, quello che ci impiega più passione, che si impegna tanto ma se i clienti o i risultati non arrivano, poco conta la bravura , l'impegno e la passione.
Contano le persone che ti spingono al fallimento , facendo o non facendo nulla.
In quel negozio mi sono rispecchiato.
Come chi si rispecchia in un quadro, in un vestito in vetrina.
Quel negozio mi calzava a pennello.
Solo fondamenta ma vuoto, vuoto di vita e di anima.
Senza arredo , senza nulla.
Non mi resta che abbassare anche la mia saracinesca , ma non per riposarmi ma per buttarne le chiavi.
In fondo al fiume dove non è possibile ripescarle.
Comprese le chiavi per il Giappone.

martedì 29 settembre 2015

AUDIOLIBRO

Io preferisco leggere un libro nel modo classico.
Sfogliando la carta.
Portandone il peso.
Non mi piacciono i nuovi strumenti tecnologici che, sono utili per una vacanza, dove il minor peso ha la sua importanza.
Come del resto non mi sono mai piaciuti, pur non avendoli provati gli audiolibri.
Un libro è bello ascoltarlo per radio, vuoi perché non lo conosci e ti permette di conoscerlo , vuoi perché ben recitato ti è di compagnia senza richiedere attenzione mentre fai anche altro.
Stamane viaggiavo in treno per recarmi a lavoro.
Ma anziché leggere il libro che viaggiavo con me , ho avuto l'occasione di ascoltare per la prima volta un audiolibro.
Era una biografia.
La voce narrante era la biografa.
Ho avuto modo di sperimentare che anche le parole narrate ti danno emozioni.
Ti trasmettono anche il non detto.
Quello che viene detto con altre parole.
Quello che una volta scritto non può essere aggiunto ma, a voce contiene altre informazioni.
Sono fortunato.
Si trattava di una donna.
Una donna che ha aperto il suo cuore e mi ha confidato parte del suo contenuto.
Affidandosi a me.
E la cosa bella è che nel raccontarmi di lei mi ha raccontato anche di me.
Non cose belle ma consapevolezze inconsapevoli o rimosse.
Proprio come sanno fare i libri di carta.   

lunedì 28 settembre 2015

LA SECONDA SCELTA

Fino ad oggi non l'avevo mai considerata.
Non sembrava fare al caso mio.
Ho sempre preferito lei , dal carattere  più deciso.
Ma la settimana scorsa non ho potuto scegliere.
C'era solo lei.
Prendere o lasciare.
Un ricatto .
Non mi piacciono i ricatti.
Voglio avere la possibilità di scegliere.
Poi ho pensato diversamente.
L'ho vista come opportunità.
Una non scelta per apprezzare qualcosa che non faresti mai entrare in casa tua.
Una opportunità che la vita ti offre , perché tu non sei capace di afferrarla.
Ed aveva ragione la vita.
Anche con la pancetta dolce , la pasta e patate è buona, anzi de più.
Come direbbero a Roma.

sabato 26 settembre 2015

RICICLAGGIO

In una società che abbonda di sprechi , di cose che subito passano di moda, di scarti che non sai più cosa fare se non abbandonarli, l'arte del riciclaggio è un obbligo morale e una virtù per chi sa applicarla.
Oggi alla radio sentivo una intervista in cui una azienda produttrice di legumi, ha studiato e poi messo in pratica il riciclaggio degli scarti della loro produzione.
Sono riusciti ad ottenere la carta.
Per tutti gli usi, particolarmente per i giornali.
Questo permetterebbe col tempo a gli alberi di fare gli alberi e, non essere sacrificati per ottenerne carta.
Il riciclaggio bisognerebbe applicarlo a 360 gradi.
Anche con le persone.
Persone che non sono più ritenute utili per quel che facevano ma tanto possono dare per le potenzialità che hanno e che non si conoscono.
Si permetterebbe loro dì sentirsi utili in egual misura e andrebbero a coprire esigenze scoperte da ricoprire.
In questo periodo anch'io vivo uno stato di scarto, dovuto al mio essere e al tempo che avanza.
Sono uno scarto lavorativamente parlando.
Sono uno scarto nei rapporti sentimentali.
Sono diventato uno scarto per mia figlia.
Mi sento uno scarto anche negli interessi che sto praticando.
Ma la radio, con questa intervista , mi ha illuminato.
Mi ha donato nuove speranze.
Sto valutando di abbandonare tutto, ripartire da zero.
Mi darò al giornalismo, alla carta stampata.
Chissà quanta carta si otterrebbe da me.
L'importante è che chi mi riciclerà non dichiari l'origine di quella carta, dichiarando genericamente la provenienza.
In effetti chi comprerebbe un giornale con la carta ottenuta da me ?

martedì 22 settembre 2015

MA VAFFANCULO VA

È una espressione di uso comune.
Si usa urlandola in faccia a chi è rivolta .
Si usa dicendola tra i denti o nella propria mente .
In ogni caso è una forma dì sfogo.
Un modo per svuotare ciò che hai dentro e non vuoi più contenere.
Di solito viene detta in una circostanza casuale e circoscritta, ma in realtà va a ricoprire un arco temporale più vasto.
Un tempo in cui hai accumulato , hai trattenuto, hai sopportato.
Rare sono le persone che la usano in modo immediato.
Addirittura a volte chi la riceve è solo un povero malcapitato che senza intenzione ha risvegliato un sentimento di rabbia da parte dell'insultante.
Ieri sera ne ho ricevuto uno anch'io.
Di quelli che non ti aspetti.
Ma quando arrivano ti paralizzano.
Ti lasciano smarrito con una sensazione di fallimento.
Me lo ha detto mia figlia al telefono.
Il motivo era un equivoco, creato da una bambina adulta a cui ho fatto valere i miei diritti di padre che difende la privacy di sua figlia adolescente.
Ma quello che ho sentito, voleva dire ben altro.
Voleva dire tutto.

lunedì 21 settembre 2015

ESCLUSIONE

Non è mai bello essere esclusi. 
Ma è ancor più brutto quando significa che sei di troppo, che non servi.
In questo periodo sono di troppo un pó per tante cose. 
Per cui l'unica soluzione applicabile è escludermi.
Forse perché io sono una persona attiva e proattiva.
E le qualità sono qualità dove servono, altrimenti sono pesi, fastidi , esagerazioni.
Accade dappertutto, sul lavoro, in amore che , non c'è più ,  con mia figlia,  nei miei interessi privati. 
È brutto molto brutto. 
Le tue intenzioni vengono male intenzionate.
Come chi in passato ha fatto qualcosa e non ti aspetti da lui nulla di diverso di quello che pensi abbia sempre fatto.
Rimani impotente. 
Non resta che arrendersi e adeguarsi. 
Fare altrettanto. 
Escludere chi ti esclude. 
Non per ripicca. 
Ma per una presa di atto molto semplice.
Non insistere con chi non vuole il tuo supporto.

venerdì 18 settembre 2015

SCOMPARSA

Di improvviso non c'era più.
Dileguata.
Rimango smarrito.
Come al solito mi capita nella mia vita, non so il perché.
Ma so che è dipeso da me.
Cerco di mantenere il controllo.
Non farmi prendere dall'agitazione.
Porto a termine quello che stavo facendo.
Ma il pensiero è li.
Appena finito torna li.
Respiro profondamente.
L'impulsività, la fretta, fanno ottenere il risultato opposto.
La traccia della sua assenza è li , è evidente.
Vorrei chiedere aiuto.
Ma decido di no.
Capisco , in quest'occasione più evidente che mai, che è dipeso da me.
Nessuno può aiutarmi se non me stesso.
Ho fatto qualcosa che l'ha fatta rinchiudere in se stessa.
Penso e ci ripenso.
Poi a guardare bene , noto che ha lasciato una traccia.
Un mezzo per dirimi , se mi vuoi parti da li.
Non capivo , poi alla fine ho realizzato.
Ho usato la delicatezza, quella delle mie dita.
E la tastiera suggeritrice del mio smartphone è tornata.
Un sorriso sul mio volto l'ha accolta.
Rimane un problema , come ho fatto a farla sparire ?
Ma poco importa.
Ho imparato come farla ritornare. 

giovedì 17 settembre 2015

IL VIAGGIO

Quando si pensa di farlo occorre farlo senza indugi , senza pensarci troppo.
Altrimenti si troverebbero mille controindicazione e non lo faresti mai.
È quello che ho letto , scritto sul libro che sto leggendo.
Un libro che pagina dopo pagina continua a parlarmi di me.
Una sensazione bella ma allo stesso tempo un po' strana .
Il viaggio nella vita occorre sempre.
Per cambiare .
Per rigenerarsi .
Per vivere ciò che la vita ti offre in quel momento.
Ho sempre fatto così .
Sopratutto in amore .
Dove vivo la spontaneità e l'energia del momento .
La donna di turno rimane coinvolta .
Ma poi ci sono i distacchi .
Quelli che ti fanno pensare .
Che ti fanno trovare le controindicazioni .
E di improvviso mi ritrovo a viaggiare da solo.
Anzi a dover interrompere il viaggio .
Pazienza .
Attenderemo un'altro viaggio .
Attenderemo un'altra donna .
Non più una turista per caso ma una viaggiatrice consapevole .

mercoledì 16 settembre 2015

FOSCHIA

Solo una città come Milano può regalarti dei momenti di luminosità come oggi.
Partito di casa avvolto dalla foschia, arrivato in treno a Milano, mi ha accolto tra le sue braccia con uno splendido raggio di sole.
Quel raggio di sole che in altre parti è scontato se non fastidioso con il tempo.
È molto facile avere un raggio di sole quando ti affacci sul mare o da una montagna .
Ma quando questo avviene a Milano , il tuo corpo lo avverte e si gode questo momento di beatitudine , perché sa che è raro.
Allora godiamocelo  fino in fondo.
Come il raggio luminoso degli occhi e del viso che oggi aveva la donna che ogni giorno viaggia con me in treno .
Anche lei è molto Milano, ma è affascinante proprio per questo.

sabato 12 settembre 2015

DIPENDENZA

 D'abitudine dopo pranzo prendo il caffè.
Un po' per piacere , un po' per soddisfare un bisogno profondo, un po' per compensazione.
Anche se in mattinata ne ho già presi.
L'abitudine e la dipendenza hanno la meglio.
Ma ieri no.
Ieri ne sentivo più l'inutilità che il bisogno.
Mi sono stupito di me stesso.
Sarà per qualcosa accaduto prima.
Qualcosa che ha sbloccato un sensore nella testa.
Difatti ieri ho fatto una cosa.
Ho notato che una donna che ha deciso di percorrere altra strada nella vita, dopo avermi bloccato su tutti i social, stranamente ha iniziato a sbloccarmi .
Ne mancava uno.
Ieri ha sbloccato anche quello.
Presuntuosamente mi sono detto che, forse voleva contattarmi ma non ne aveva il coraggio .
Per cui riapriva le porte.
La presunzione e la curiosità hanno avuto la meglio.
Gli ho mandato un sms , di quelli classici però .
Di ritorno una risposta sgradevole.
O ho interpretato io male quelle porte riaperte o altro.
Ma poco importa.
Forse li il cervello ha capito che non occorre ricercare le cose inutili che , non soddisfano il tuo bisogno .
Proprio come il caffè di ieri e forse di stamattina.

RIMETTERSI IN GIOCO

Venerdì scorso, ore 16 circa.
Ho appena terminato di usare l'aspirapolvere.
Lo spengo.
Tolgo la spazzola e riaccendo per pulirla.
Nulla , il silenzio.
Non risponde.
Poco prima avevo per pigrizia aspirato una cimice che non voleva andare via.
Sarà stata la maledizione del regno delle cimici.
Per fortuna avevo finito ma, l'ansia di risolvere il problema si fa strada dentro di me.
Lo porto al centro assistenza.
A parer loro è un problema elettrico di facile risoluzione.
Tra una settimana è pronto.
Ma ieri dovevo fare pulizie.
Allora faccio le pulizie biologiche o vegane.
Compro una scopa nuova e spazzo con quella.
Apprezzo la differenza.
Con la scopa fatichi un po' di più ma arrivi dappertutto.
Mi chiedo che senso ha l'aspirapolvere.
Consuma corrente e non pulisce a fondo.
Ti da solo l'alibi di fare le cose prima e meglio.
La sera mi arriva un SMS dell'assistenza.
Li chiamo.
Mi dicono che è morto .
Ha bisogno di un trapianto .
Necessita il mio consenso .
Glielo do.
Fino a qualche giorno fa avrei fatto la vittima.
Avrei detto, anche lui mi ha lasciato, non ne può più di me.
Ma per fortuna ho un'amica che mi vuole bene e mi ha parlato con sincerità .
Per cui prendo questo evento come una sfida di chi vuole rimettersi in gioco.
Adattarsi alle esigenze attuali.
Ma per farlo ha dovuto lasciare se stesso per fare spazio ad un se stesso nuovo.
Quello che auguro ad ognuno di noi.

giovedì 10 settembre 2015

IL COLLEGAMENTO

In questo giorni leggo un libro di un autore Giapponese, il cui filo narrativo è legato al concetto di collegamento.
Di come le cose siano collegate tra loro senza che tu lo sappia, ma poi giorno dopo giorno scopri che l'incontro con persone , luoghi , eventi , non è per nulla casuale.
Tutto sembra tessuto da qualcosa che ci governa e che sta a noi scoprire i collegamenti della nostra vita , senza capirne il perché ma accettarli e farne parte di noi.
Ieri sera ne ho scoperto uno.
Ho finito di fare il trattamento Shiatsu e tutti attendevano me per chiudere la scuola.
Mi sono , con spontaneità e piacevolezza , lasciato trasportare , da quella compagnia di persone familiari.
Sembrava quasi che ci aspettavamo , per fare un pezzo di strada insieme per poi dividerci e tornare a casa.
Arrivati alla metro ci siamo separati , fatta eccezione per una di loro che , come me , andava in stazione a prendere il treno
Una sorpresa non cercata , non prevista e non prevedibile.
Ma la cosa bella è stata un'altra.
Parlando con lei, ho scoperto che io e lei abbiamo una cosa in comune.
Che avevamo da sempre ma non sapevamo di avere.
Entrambi abitiamo di fronte alla stazione ferroviaria.
Per di più stazioni ferroviarie che, se pur distanti , sono collegate tra loro.
Basta scendere di casa , attraversare , prendere il treno e uno arriva a casa dell'altro.
Un collegamento ottenuto grazie ad un binario lunghissimo.
Come un filo che tiene insieme le cose , se pur distanti.
Non so se ha un significato , oppure no.
Ma lo trovo , poeticamente, molto affascinante.     

domenica 6 settembre 2015

VERA GENTE DA BAR

Ero seduto di fuori a godermi il fresco della serata , dopo i tanti caldi afosi dei mesi scorsi .
Li vedo arrivare .
Sono una comitiva di persone adulte , per lo più donne .
Non li conosco , saranno di qualche paese vicino.
Entrano nel bar. 
Fuori è tutto occupato , non hanno scelta , penso.
Invece no.
Mi giro e li vedo tutti in piedi , nessuna tavolata di persone .
La cosa mi incuriosisce , questo è il paese della gente stanca .
Li sento parlare .
Sento un suono a me caro.
La lingua spagnola .
Quella dell'allegria e del vivere qui e ora .
Capisco che sono tutti spagnoli .
Lo capisco da tutto , non solo dal linguaggio.
Dal modo tranquillo di stare in un bar come chi sa come deve starci.
Gente raccolta in un cerchio aperto e non chiuso, pronti ad accogliere chiunque voglia partecipare .
Lo capisco dalla bellezza delle donne che pur se non lo sono esteticamente , lo sono di animo , di luminosità .
Di schiena dritta.
Mi sento a casa mia , tra gente che mi piace .
Sembrano averlo capito anche loro .
Mi chiedono di fargli una foto ma con un tono che quadri intendesse dire , poi la facciamo anche con te , tu sei dei nostri.
Gli chiedo nel mio spagnolo cosa ci fanno li nel mio paese .
Mi rispondono che sono per un convegno , che sono di Madrid .
Domani dice lei "Marchamos en Madrid ".
Che bella che è , solo una spagnola può affascinarti dicendoti una frase banale ma dal suono che ti illumina e ipnotizza .
Che bella gente.
Vera gente da bar.

L'ABBRACCIO

Da tempo dormo da solo.
Dormiamo separati .
Ci sono periodi in cui stare vicini diventa impossibile .
Come se ognuno avesse bisogno della propria intimità .
Di raccogliere i pensieri.
Un modo, forse, di recuperare le energie, per poter stare ancora insieme .
Distaccarsi per ritrovarsi .
Stanotte è stato così .
Complice il tempo più fresco .
Complice l'estate che sta per terminare.
Complice la voglia di non stare più separati .
Ho fatto io il primo passo .
Svegliato dal sentire il bisogno di averla accanto a me.
Di sentire il suo abbraccio .
Il suo calore piacevole .
La piacevolezza del copriletto di tarda estate.

venerdì 4 settembre 2015

AMORE TROVATO

Mi sono stufato di cercare .
È una cosa senza senso.
È molto più bello trovare.
Farsi sorprendere dalla casualità , dall'imprevisto.
Dall'amore spontaneo che sboccia di fronte a te senza che tu te ne accorga prima .
Certo ci vorrà più tempo .
Ma di sicuro troverai qualcosa di più puro , qualcosa che ti possa completare.
Basta con gli amori trovati con la ricerca .
Voglio farmi sorprendere dal trovare un amore non cercato .

mercoledì 2 settembre 2015

INVASORE DI CUORE

Stasera non so perché ma, il cervello è una macchina bella affascinate , ho avuto un attimo di chiarezza mentale riguardo ai miei amori finiti.
La chiarezza dell'onestà , di chi riesce a guardare le cose dal di fuori anche se riguardano lui stesso .
La giusta distanza per capire.
Senza nulla togliere alla immaturità e codardia delle donne di cui sopra.
Ho capito che quando io instauro un rapporto , non so dosare , do tutto me stesso .
Forse perché è così tanto l'amore che in me è depositato da tempo che, appena viene messo in libertà , esce fuori senza freni.
Investendo in pieno la donna a cui è rivolto.
All'inizio può fare anche piacere e lusingare ma con il tempo questo peso non può essere retto.
Come chi corre a cento all'ora senza mai fermarsi , e senza capire che l'altra o non riesce a starti dietro o non vuole .
Tu pensi di dare tanto e questo presuntuosamente e arrogantemente sembra darti sicurezza .
Invece poi rimani smarrito quando scappano da te.
Non basta dare.
Occorre saper dare .
Occorre capire se l'altra vuole ciò che tu vuoi dargli.
Se ha spazio e voglia per accettarlo .
Altrimenti è come dare da bere una damigiana d'acqua a chi chiedeva solo un bicchiere .
Per non morire affogata, scappa .
Non so se imparerò o se sarà una mia croce per la vita a venire .
Ma la consapevolezza di quello che hai fatto e che sei , è sempre una conquista.

martedì 1 settembre 2015

ELEGANZA ENERGETICA

E' di sua natura un tipo elegante.
Costituzionalmente .
Nei movimenti .
Nei gesti
Nell'approccio con gli altri.
Nel salutare.
Lo è anche nell'abbigliamento.
Dove , nella mia esperienza di vista, mi da l'idea di una persona di scelte nette.
Nessuna via di mezzo.
Energeticamente parlando ho sempre notato una prevalenza di abbigliamento YIN, forse lo è anche come persona.
Da qualche giorno indossava una scelta netta di tipo YANG, completamente opposta, bianca.
Ma c'era qualcosa che stonava.
Il bianco anziché dare luce , copriva, toglieva.
Oggi mentre leggevo, l'ho rivista.
Aveva combinato le scelte nette dei giorni scorsi.
Un capo di abbigliamento YIN insieme ad un capo di abbigliamento YANG.
Ho avuto modo di apprezzare come due colori basilari , messi insieme danno colore e eleganza.
Come in tutto il ciclo energetico , non può esistere YIN senza YANG e viceversa.
Lei lo ha fatto elegantemente con l'abbigliamento.
Un esempio di equilibrio di eleganza energetica.