martedì 27 febbraio 2018

CONFIDENZE

Dopo tempo oggi ci siamo rivisti. Da quando si è trasferita , i nostri rapporti si erano pressoché annullati. Sono cose che accadono quando decidi di dare un nuovo corso alla tua vita. Devi allontanarti dal passato per vivere pienamente il presente che hai scelto , in modo che possa essere il tuo futuro. Ma certe storie, pur distanti, hanno forse dei fili che le rendono indissolubili. Dei fili che neanche noi ci accorgiamo di avere, ma che la vita ci riconduce a ripercorrere , facilitandone il contatto smarrito. Fatto sta , che questi fili , oggi si sono riavvicinati. Da una distanza insormontabile ad una diretta vicinanza, quella degli occhi negli occhi, mano nella mano. Ero contento di rivederla, come chi sa cosa che è importante per lui , ora che non è più vicino a te. A volte le separazioni , i distacchi permettono di dare sostanza o evanescenza ai rapporti. Rivederla mi ha riempito di gioia e tutto intorno si è riempito di gioia. Come se tutto l’ambiente avesse bisogna di quella luce e di quella energia mancante da troppo tempo. Formalmente ci siamo rivisti per discutere di un progetto comune. Ma poi come sempre capita, quando capisci di aver di fronte chi ti può capire e ascoltare , allora ti affidi e ti apri. Il nostro incontro è stato una condivisione , intima, da parte sua , di confidenze di suoi problemi. L’ho ascoltata con immenso piacere , cercando di darle ciò che potesse essere a lei di utilità. Sembravamo due anime disperse che vanno in giro per il mondo in cerca di una soluzione, per poi trovare conforto e ascolto nell’incontrarsi. Sapendo di poter parlare liberamente, senza correre il rischio di essere giudicati, ma capiti. Questo è avvenuto oggi un incontro tra due persone distanti geograficamente ma vicinissime di animo. Forse con un pò di coraggio la vita sarebbe potuta andare diversamente oppure è giusto che sia andata così. Una cosa oggi però l’ho capito e ne ho avuto conferma. Le voglio bene e ho capito che mi manca. Ma se lei è felice , con le scelte fatte , è meglio così, perché sono quelle giuste

venerdì 23 febbraio 2018

OBIETTIVI

Nel corso della vita capitano periodi in cui ti sentì inadeguato.
Dove tutto credi che vada male, non nel verso giusto.
Ti fai prendere dalla tristezza e dalla disperazione.
Ti sembra che nulla possa cambiare.
Invece no.
Esiste un modo semplice ed economico, per volgere la tua energia in senso opposto, ridandogli vitalità.
È un esercizio quotidiano di una semplicità disarmante.
Ma di una efficacia enorme.
Consiste nel darsi degli obiettivi.
Obiettivi non nel senso di riuscire in qualcosa che hai sempre desiderato e non ci sei mai riuscito ne, ci hai provato.
Si tratta di obiettivi elementari.
Obiettivi che devi ricondurre alla tua quotidianità.
Allenarsi a raggiungerli.
Che sia stirare una montagna di vestiti che solo a vederli ti sentì male.
Che sia dover cucinare, fare la spesa o altro.
L’importante è non procrastinare, ma riuscire a fare tutto quello che devi.
Così facendo, inizi senza renderti conto, ad essere vitale.
Ti sentì vivo, attivo.
Utile per te stesso.
L’apatia di prima è spazzata via come le nuvole nere dal vento.
In te, un raggio di sole ti illumina il tuo cuore.
Di conseguenza dai luce anche a chi ti circonda.
Questo solo grazie ad un semplice agire.
Porsi obiettivi e perseguirli.
Obiettivi che hanno l’unico scopo di prenderti cura di te.

giovedì 22 febbraio 2018

CAREZZE DELL'ANIMA

Sono nata in Germania, quella dell’est.
In pieno periodo di guerra fredda e di muri alzati.
Ho vissuto la mia infanzia e adolescenza , passando da un paese dell’est all’altro.
Conoscendo nuovi mondi, nuove lingue , nuove persone.
Ma dovunque andassi , la scarsezza di approvvigionamenti alimentari e il controllo della tua vita privata , erano sempre gli stessi.
Qualcuno potrebbe invidiarmi e dire che ho avuto la fortuna di vivere una vita avventurosa.
Piena di insidie , ma ricca di esperienze che , in un mondo pacifico e sereno non avrei mai fatto.
Di certo questa vita mi ha temprato e mi ha permesso di essere quella che sono.
Nello stesso tempo mi ha donato il concetto di essenzialità.
Per come sono cresciuta io, la ricerca e il possesso di cose futili, è praticamente nulla.
Non corro dietro alla tecnologia o alle nuove mode.
Non perché sia rimasta traumatizzata dalla mia infanzia , ma perché ho imparato a vivere senza, capire che non sono essenziali per il nostro vivere in serenità.
Crescendo, ho fatto mio tutto questo girovagare.
Viaggiando questa volta , in tutta libertà, nei posti in cui volevo e non in quelli in cui potevo , andare.
Finché sono arrivata in Italia per poi mettere le mie radici e crearmi la mia famiglia.
In Italia ho scoperto tante cose, i cibi , i bellissimi paesaggi, i luoghi d’arte, la cultura.
Ma soprattutto la musica.
Musica che nella mia infanzia e adolescenza , era sempre presente e predominante, oltre che ricca.
Non mancava mai a dispetto del cibo.
Ma la musica che a me piace , sembra essere una musica di nicchia, come il jazz che amo.
Pochi conoscono , ad esempio Gianmaria Testa.
Mi sono sempre chiesta perché questa musica non arrivi e conquisti i molti.
Forse perché questa musica è come un terapeuta che con il suo operare ti fa carezze dell’anima.
Una musica con parole che parlano al profondo del tuo essere, e solo chi ha sofferto e manca di quelle carezze, può farle sue e apprezzarle.
Queste canzoni sono di un romanticismo o di una tristezza  , ma sempre sublime.
Capisci che nel cuore di chi le ha scritte c’è della profondità.
Io me ne sono innamorata.                                                     Per una persona così , potrei anche lasciare tutto.
A ben pensarci una persona così, nel mio passato, l’ho anche incontrata e frequentata.
Facendomi prendere completamente.
Da lui e dalle sue parole , dai suoi racconti.
Scritti con una libertà di linguaggio , disarmante e affascinante.
Ma poi ho anche capito , conoscendolo e frequentandolo , per quel poco che è stato, che dietro quella purezza d’animo scritta in versi, c’era anche una sofferenza.
Un dolore da acquietare e da lenire.
Alla fine ho scelto la realtà anziché il sogno.
Ho scelto quello che con amore e fatica ho costruito.                            
Sapendo che quando ho bisogno di carezze dell’anima mia, mi basta ascoltare le parole di Gianmaria Testa.
Morto purtroppo.
Ma vivo eternamente grazie alle sue parole.

mercoledì 21 febbraio 2018

CAMBIARE

Durante il corso della nostra vita ci troviamo di fronte a situazioni che ci chiedono un cambiamento.
Molti lo accettano con tranquillità e lo fanno loro.
Altri sono restii.
Per paura.
Per non lasciare la zona di comfort in cui si vive, dove per comfort non intendo comodità e benessere ma abitudinarietà.
Si può comprendere, senza demonizzare, che la persona si comporti così.
E’ naturale , umano.
Ma nello stesso tempo è un’occasione persa se non la si sfrutta.
Vivere il cambiamento , vuol dire dare una nuova vitalità a noi stessi.
Permettere a noi e al nostro corpo di poter fare altro di diverso.
Di sperimentare le nostre capacità e il nostro spirito di adattamento al nuovo.
A volte ai cambiamenti siamo costretti e se non reagiamo , o non possiamo reagire , rischiamo di rimanere traumatizzati.
Ma accettare il cambiamento, deve essere una forma di allenamento mentale.
Sperimentarlo ogni giorno, appena si presenta l’occasione.
Che sia una nuova strada che ci troviamo a fare per errore rispetto alla solita.
Che sia fare le stesse cose di ogni giorno, ma involontariamente con sequenza diversa.
Che sia prendere il caffè senza lo zucchero che gradisci perché è finito.
Tutto questo allena al cambiamento.
A volte possiamo anche sfruttare delle occasioni per decidere di operare un cambiamento anziché insistere su ciò che normalmente facciamo.
A me è capitato stamane.
Per abitudine e rifiuto , io detesto usare il Mouse incorporato nei PC portatili, usando un Mouse esterno.
Ma oggi , non so perché, il Mouse esterno ha iniziato ad impazzire.
Prima di scoprirlo , mi son dovuto estraniare da me stesso, per ascoltare dove era il vero problema.
Scoperto, avevo due alternative.
Continuare ad impazzire fino a sera quando avrei comprato un nuovo mouse esterno.
Oppure far cadere i miei pregiudizi e imparare a conoscere il Mouse incorporato.
Ho scelto di imparare a conoscere.
Può sembrare sciocco, ma è stato gratificante.
Sono riuscito ad abbattere un pregiudizio e nello stesso tempo ad imparare qualcosa di nuovo.
Sicuramente, ma non so, forse comprerò un nuovo Mouse.
Ma di sicura ho acquistato una nuova conoscenza , che sarà per sempre mia.
Acquisto fatto senza uso di Bancomat , Carta di Credito o Denaro.
Ma con uno strumento che non costa nulla e può darti tanto.
CAMBIARE.

GARANZIA

Qualsiasi acquisto reca con se una garanzia. Una assicurazione temporale per difetti di funzionamento. Normalmente è di due anni, ma in alcuni casi può essere più ampia o essere ampliata. Per poter però beneficiare della garanzia occorre dimostrare la data di acquisto. Quella che stabilisce se il periodo temporale è scaduto oppure no. Ma non basta solo questo . Occorre ben conservare lo scontrino, e facendone anche una fotocopia. Si perché le ricevute di acquisto con il tempo si sbiadiscono. Non si riesce più a leggere nulla, pena l’impossibilità di far valere il proprio diritto in fase di malfunzionamento. Ecco che entra in gioco la fotocopia. Quella che ti può salvare in queste circostanze. Purtroppo questo non vale per gli esseri umani. Non ci è possibile fare una copia del nostro certificato di nascita per poter porre rimedio ai nostri guasti. Siamo costretti, quotidianamente a vivere il nostro sbiadimento. Lo sbiadire di noi stessi. Guardandoci allo specchio. Guardando ciò che non funziona più in noi, pur cercando di non volerlo vedere , ingannando noi stessi. Lo capiamo dagli sguardi della gente, sempre più indifferenti e senza interesse per nessuno. Viviamo in un mondo dove ogni garanzia che avevamo acquisita, giorno dopo giorno ci viene tolta. Una vita che non ti da garanzia per il futuro. Figuriamoci se ti riconosce la garanzia per i tuoi guasti del presente.

sabato 17 febbraio 2018

PERPLESSITÀ

Stamane passeggiavo per il parco.
Sono stato attratto nel vedere due donne.
Non per la loro bellezza o per cercare un approccio.
Mi hanno attirato per la scena per cui i miei occhi sono stati rapiti.
Entrambe non erano sole.
Una era con un bambino e l’altra con un cane.
Di improvviso si sono fermate.
La prima per far pisciare il bambino e l’altra approfitta e fa pisciare il cane.
Dopo di che riprendono a passeggiare e a chiacchierare tra loro.
Uno con in mano un guinzaglio e l’altra il bambino.
A quel punto mi sono detto , che bello , una delle due tratta il cane come fosse un bambino.
Ma poi mi è sorto un dubbio.
Non è che l’altra tratta il bambino come fosse un cane ?
Perplessità.

venerdì 16 febbraio 2018

TO DO

Imparare ad amarsi, titolo una canzone dell’ultimo festival di Sanremo. Un invito a vivere la vita ogni attimo, ogni istante, senza sprecarne una goccia. Non per avidità. Ma perché le gocce di vita non vanno sprecate e dissipate. Sono nutrimento, concentrato, ricco di energia. Se fatto con continuità e quotidianità , ti permette di vivere sereno e felice. Senza rimpianti, senza rimorsi, sapendo di aver vissuto al meglio, ogni istante che la vita ci offre. Molti credono che la vita felice sia fare ciò che si ama. Si è vero, poterlo fare , sarebbe meraviglioso. Ma non tutti possono. Allora che fare ? Se non puoi fare ciò che ami, fai con amore quello che puoi fare, cita un adagio. In qualsiasi cosa tu faccia. Mettici impegno , passione , dedizione, proattività , creatività , fantasia. dedizione. Fallo in qualsiasi cosa tu debba fare. Da quella che può sembrarti più noiosa e inutile a quella più interessante. Mettere amore nelle cose, ti permette di farlo circolare, di essere di esempio. Prima di tutto per te stesso. Pertanto non importa ciò che fai. Non importa che non è quello che ameresti fare. Devi solo “to do” with love.

martedì 13 febbraio 2018

VOGLIO UNA DONNA !!!!!

E’ il grido di dolore che Ciccio Ingrassia interpreta nel film Amarcord, arrampicato alla cima di un albero. E’ una scena che mi è rimasta impressa. La trovo di una poesia immensa. Quel grido non è il lamento di un essere umano che non riesce a soddisfare i propri impulsi sessuali. Quel grido sta a rappresentare una mutilazione, una incompletezza , l’unità non raggiunta, perché privo di una donna. Senza una donna al proprio fianco , chiunque si sentirebbe incompleto. Una donna permette di completare ciò che a te manca e che solo lei può dare. Avere una donna , anzi stare , perché avere mi dà l’idea di un vocabolo che porta al suo interno un concetto di possesso. Stare con una donna vuol dire dare nutrimento al proprio cuore, renderlo vivo e palpitante. Stare con una donna è sinonimo di intimità , tenerezza , sostegno. Stare con una donna è condividere, è confrontarsi. Senza una donna siamo tutti come Ciccio Ingrassia nel film. Uomini soli , con il cuore che soffre e ti grida dolore per il mancato nutrimento. Senza una donna , è dura andare avanti. Senza una donna , la tua immagine nel mondo è sbiadita. Sei sempre un essere errante , dimezzato, a cui manca ciò che non ha. L’ho capito fortemente stamattina. Da qualche giorno ho un foruncolo o altro in fondo al gluteo. Senza una donna , è impossibile che tu da solo riesca a farti una foto , per capire cosa realmente hai in fondo alla chiappa.

domenica 11 febbraio 2018

SONO STUFO

Sono stufo di tutto questo sopravvivere.
Sono stufo di tutto questo sopportare.
Sono stufo di tutto questo mediare.
Sono stufo di tutto questo inutile sacrificio.
Sono stufo di tutto questo non riuscire a realizzare.
Sono stufo di dover sempre dimostrare di quel che sono capace pur essendone capace.
Sono stufo della diffidenza della gente.
Sono stufo dell’indifferenza delle persone.
Forse è il caso di andarmi a fare una doccia.
Sperando che l’acqua e il sapone detergano questi pensieri avvilenti.

sabato 10 febbraio 2018

FRIEND

Arrivato al bar speravo di trovarlo.
Da tempo non ci vediamo.
Mi sarebbe piaciuto fare due chiacchiere con lui.
Ma niente.
Però questi momenti di assenza, sono positivi.
Ti permettono di dare valore a ciò che non c'è.
Rassegnato , ma contento, di ciò che l'assenza mi ha donato, mi seggo a bermi quanto ordinato.
Finito di bere , accade una cosa che, quando te la dicono, ti sembra una assurdità.
L'amico sperato, entra dalla porta.
Come se il mio pensiero, la mia voglia di vederlo lo avesse chiamato a recarsi al bar.
Incrociamo lo sguardo e sorridiamo.
Si toglie il giubbotto e viene verso di me.
Per salutarmi.
Un bel gesto d'amico.
Ma il saluto è fugace.
La meta non ero io , ma la porta accanto dove sono seduto.
La porta del cesso.
Doveva pisciare , altro che salutarmi.
Quando è uscito, è andato dritto verso il bancone.
Dove sono gli altri.
Poteva almeno lasciarmi una monetina.
Come d'uso fare con la signora degli autogrill.

mercoledì 7 febbraio 2018

IL NAVIGATO

Oggi lavoravo da casa, per cui ho potuto dormire un po’ di più. Ho puntato la sveglia alle 6:45.  Ma purtroppo alle 6:35 non so perché, mi sono svegliato e non ho più preso sonno.
Che nervi.
Domani lavorerò ancora da casa.
Ma faccio tesoro dell’esperienza.
Non mi faccio fregare.
Punterò la sveglia alle 6:30.

martedì 6 febbraio 2018

MERDA E LETAME

Oggi faccio qualcosa di diverso.
Di solito quando scrivo , due cose sono fondamentali , il titolo e il finale, quello che c’è in mezzo viene di conseguenza.
Ma oggi non riesco ad avere nessun titolo ne finale.
Come Raymond Carver , sto nel mezzo.
E allora iniziamo.
Parliamo del mio scrivere iniziare e attuale.
Vediamo cosa ne esce fuori.
Quando inizi a scrivere , come ho iniziato io, non sai il perché.
Di improvviso riesci a mettere per iscritto cose che mai immaginavi di poter fare.
Come si fosse liberato qualcosa dentro di te, dando spazio ad un talento nascosto che, neanche sapevi di avere.
Come ogni talento devi coltivarlo , prendetene cura e permettergli di vivere di istintualità.
Scrivere quello che ti viene di scrivere.
Senza compromessi.
Il talento però come tutti i comportamenti umani , può essere limitato o inibito, dalla vita che vivi e ti circonda.
Ti rendi conto che ti manca quella fluidità con cui , prima , pennellavi le parole.
Vorresti scrivere ma senti che non è come ti piacerebbe.
Ti senti come imprigionato, incapace di fare ciò che prima ti era naturale.
In realtà a ben pensarci non è così.
C’è sempre qualcosa di cui scrivere.
Devi solo avere il coraggio di scrivere ciò che devi scrivere.
Avere il coraggio di dirti come stanno le cose.
Se non ti liberi di quel muro che ti opprime , parlandone, è impossibile dare spazio a ciò che riuscivi a  fare prima.
E’ una regola fondamentale per chi scrive.
Devi far spurgare , come in una ferita, tutto ciò che infetta e impedisce alle tue parole di prendere vita.
Solo così , pian piano ritornerai quello di prima.
E se non ritornerai quello di prima , vorrà dire che sei diventato un altro.
Fa parte della vita , fa parte del cambiamento.
Nel bene o nel male.
Quindi raccontiamola questa mia realtà.
Sto male , sono a disagio.
L’entusiasmo, la passione , l’abnegazione , l’impegno non sortiscono nulla.
Tutto questo ti deprime, ti svuota giorno dopo giorno.
Sai di aver bisogno di luce, di amore , di fiducia , di sostegno.
Ma devi anche sapere che ora di queste cose non ci puoi far di conto.
E allora devi fare come quando cucini, cucinando con gli ingredienti che hai disposizione, senza trascurare il risultato finale.
Cucinarti un piatto di merda e letame, ma farlo con dignità e con classe.
La stessa dignità e classe che hai quando hai luce , amore , fiducia e sostegno.

domenica 4 febbraio 2018

INCREDIBILE

Tre uomini non si conoscono e non sanno di avere alcune cose in comune.
Che solo la meta glielo comunicherà.
Entrambi hanno preso il treno per Verona.
Entrambi hanno preso il caffè nello stesso bar della stazione.
Entrambi hanno preso lo stesso autobus.
Entrambi recavano con se dei trolley.
Entrambi sono scesi alla fermata di Parona in valpolicella.
Solo scendendo hanno capito di avere avuto tutte queste cose in comune.
È bastato che uno dei tre parlasse , per collegare tutte le coincidenze.
Tutti e tre erano napoletani.
Incredibile.
Tre Napoletani, tutti insieme in un sol colpo a Parona.
Una invasione.
Cosa da far venire un colpo apoclettico ai dirigenti politici della lega.
A me ha fatto molto ridere di cuore.

FUNZIONE BELLEZZA

Ieri sera abbiamo trascorso una bella serata.
Tranquilla.
Tra persone che hanno creato una armonia nello stare insieme.
Condividendo gli stessi interessi, le stesse passioni, gli stessi disagi , la stessa voglia di trascorre il tutto con serenità.
A suggellare questa situazione, abbiamo deciso di immortalarlo in una foto , in un selfie.
Una foto che riproduceva il nostro stare bene insieme.
Ma fare un selfie non è come dirlo.
Devi saperlo fare.
Sapere come sfruttare le luci a tua disposizione.
Dopo vari tentativi ci siamo riusciti.
Ma la resa dell’immagine non rendeva merito al nostro stato armonioso.
Pur utilizzando le luci giuste, il risultato non era soddisfacente.
Poi una di noi , si è ricordata della funzione bellezza .
Quella che riduce gli inestetismi , fino quasi a farli scomparire.
Persino le rughe.
Detto fatto.
Abbiamo provato e miracolosamente , il risultato è stato raggiunto.
Ogni volto riluceva della sua bellezza .
Ogni inestetismo era scomparso.
Sono scomparso perfino io.
Sono stato sostituito da una bella pianta.
Miracoli della tecnologia.

venerdì 2 febbraio 2018

SMARTWORK

Da un po’ di tempo, ho l’opportunità di poter lavorare da casa grazie allo SmartWork.
Ovviamente quando lavoro da casa, i ritmi sono diversi e devi saperti abituare.
Con pazienza.
Come ogni cambiamento, richiede il suo tempo per adattarcisi.
Sembra strano , ma l’abitudine alla freneticità della vita da pendolare , quasi ti manca.
Come l’adrenalina di chi è abituato ad una vita piena di rischi rispetto ad una più accomodante.
In questa vita da lavoratore da casa ti cambiano i riferimenti e sei costretto a cercartene di nuovi.
Ma il bello di questa nuova vita è che hai l’opportunità di conoscere e osservare cose che prima non potevi, essendo da tutt’altra parte.
Un po’ un anticipo di vita da pensionato.
Noti che c’è parecchia gente che prende il treno molto più tardi di quello che prendi tu quando lavori e ti chiedi che lavoro e dove lavorano queste persone per poter prendere il treno così tardi.
Noto che sono tutti rilassati.
Tranquilli.
Che hanno dormito saziamente.
Poi va al bar a prendere un caffè e quasi ti manca quello dell’ufficio, perché ti senti fuori luogo , come se non conoscessi nessuno o corri il rischio di essere l’unico cliente.
Camminando per le strade dove vivi , in orari per te insoliti , ti permette di incontrare gente nuova o gente che non vedevi da tempo.
Hai l’opportunità di incontrare il vicino di casa e dirsi buongiorno.
Conosci la vita condominiale che diversamente non potresti e comprendi che non ti sei mai perso niente.
Il vuoto assoluto.
Devi imparare ad essere duttile e ad arrangiarti, perché sei da solo mentre lavori.
Ma il bello di quando lavori da casa è l’occasione di rivedere cose che non vedevi da tempo e che pensavi non esistessero più.
Come stamattina, al suono del citofono.
Era il postino a consegnarmi una raccomandata.
Il postino.
Da quanti anni non ne vedevo uno.
Da tempo ho solo e sempre visto avvisi di raccomandata che mi hanno sempre messo in agitazione perché non sai mai cosa aspettarti.
Ma grazie allo SmartWork sto rivivendo una vita che non mi ricordavo esistesse più.
Cavolo ma se mi ha trovato il postino potranno trovarmi anche quelli della Folletto o il parroco.
Aiuto.