Gli recapitarono dal comune una sovrattassa per i rifiuti.
Non capiva, aveva pagato tutto regolarmente.
Occorreva controllare le ricevute.
Ma prima di controllarle dovette cercarle.
Rovistò dappertutto.
Cassetti, armadi, scatoloni.
Ma niente.
Poi vide una scatola di biscotti.
Quelle di latta, quelle che contenevano i biscotti danesi pieni di burro e zenzero che gli avevano regalato al supermercato per Natale.
E allora capì dove potevano essere le ricevute.
Si scaraventò sulla scatola e l’aprì.
Le ricevute erano tutte lì, comprese quelle pagate per i rifiuti.
Si fece calma, per non farsi prendere dal panico.
Le mise in ordine e le controllò.
Tutte pagate.
Allora perché questa sovrattassa?
Si recò in comune, recando con se le ricevute.
Attese un’ora prima che arrivasse il suo turno.
Si sedette dinanzi al responsabile dei tributi e chiese spiegazioni.
Sicuramente è un errore, disse, qui ci sono le ricevute di quanto pagato.
Il responsabile con un gesto paterno, si tolse gli occhiali, lo guardò negli occhi e gli spiegò tutto.
Le tasse pagate erano relative ai suoi rifiuti.
Ma lui aveva dimenticato di essere stato rifiutato dai figli, dalla famiglia, da chi prima frequentava.
Per cui era diventato lui stesso un rifiuto.
Per questo gli avevano comminato la sovrattassa.
Capì.
Ringraziò.
Mestamente andò in posta e pagò tutto.
L’anno prossimo cambierà tutto, a cominciare da questa nuova tassa da mettere in conto.
sabato 30 dicembre 2017
LA SOVRATTASSA
venerdì 29 dicembre 2017
IL NEMICO
Ormai siamo nemici e lo sai benissimo.
È guerra dichiarata.
Il tuo abbigliamento mi fa capire che lo hai capito.
C’è una guerra da combattere.
Hai indossato gli occhiali da sole specchiati e il cappotto diplomatico, credendo forse di incudermi più timore.
Ma non mi fai paura.
Non sai che nemico ti sei scelto.
Uno rognoso e tenace.
Impavido e determinato.
Te ne vai via con lo sguardo beffardo.
Convinto di aver vinto.
Ma hai vinto solo una battaglia, la guerra è ancora lunga.
Domani sarò pronto.
Ti sorprenderò.
Rimarrai smarrito a vedermi.
Domani punterò la sveglia prestissimo.
Andrò al bar appena si apriranno le porte.
E la gazzetta dello sport , sarà mia.
Brutto bastardo.
La guerra è guerra.
Combatti.
martedì 26 dicembre 2017
LONTANO
Vorrei andare via.
Lontano.
Abbandonare tutto.
Lasciarmi ogni cosa alle spalle.
Posare a terra tutti i miei pesi e viaggiare leggero.
Migrare come una rondine in autunno.
Verso territori caldi e temperati.
Andando verso il mare.
Passeggiare sulla spiaggia o sugli scogli.
Godermi il panorama infinito che solo lui può darti.
Vedere il sole che gli si specchia dentro.
Vedere le barche che lo attraversano.
Vedere le onde incresparsi o meglio ancora godermi la tranquillità nel suo essere calmo.
Vivere nella sua immensa libertà.
Eppure in questi posti ci sono nato e cresciuto.
Per poi scappare.
Allora perché ritornarci ?
Forse perché da li so come scappare.
A differenza di qui , che non so proprio come fare.
lunedì 25 dicembre 2017
NATALE
I PROVINCIALI
Se ieri avessi ascoltato il mio cuore anziché la mia testa , avrei agito diversamente.
Ma se non l’avessi fatto , non avrei avuto l’opportunità di apprendere.
Ero in giro nel paese in cui abito.
Scegliendolo a quello in cui sono residente per adozione.
Non so perché lo abbia fatto.
Se per pigrizia o per trovare qualcosa, che poi non c’era.
Forse un po’ di calore per portar tepore al mio raggelato cuore.
Chissà.
Sta di fatto , che purtroppo o fortunatamente, ho assistito a cose che era meglio rimanessero nascoste ai miei occhi.
Camminando ho visto gente che quotidianamente incontro in altri luoghi, cercando di avvicinarmi per poter fargli i miei auguri.
O forse ero io che avevo bisogno dei loro.
Mah.
Queste persone, anziché avvicinarsi si sono tenute a debita distanza, vuoi dietro una vetrina , vuoi evitando il contatto.
Dei veri ipocriti provinciali.
Stupito di ciò a malincuore torno indietro per far ritorno a casa.
E qui arriva il colpo di grazia.
Incrocio mia figlia con le sue amiche.
Anziché salutarmi, volta la faccia e assume un sorriso come per prendere distanza da quella visione inopportuna.
Non è colpa sua , sono stato io a farla crescere in provincia.
E lei a differenza mia che sono cresciuto in città, ne è diventata una perfetta provinciale.
Come i precedenti incontrati prima.
Provinciali ipocriti , senza pietà.
Che quando si accorgono di qualcuno in affanno , anziché soccorrerlo, alzano lo stivale e affondano il loro calcio per farlo sprofondare ancor di più.
Con la stessa energia con cui ti sono accanto , quando per loro sei una persona da ammirare.
sabato 23 dicembre 2017
DIRSI LA VERITA’
RECESSIONE
venerdì 22 dicembre 2017
I AM
Sono triste.
Sono deluso.
Sono amareggiato.
Sono stanco.
Sono svuotato.
Sono stufo.
Sono solo.
Sono anche in ritardo.
Il supermercato chiude tra mezz’ora e rischio di non poter fare la spesa.
mercoledì 20 dicembre 2017
PROTEZIONE e CIRCOLAZIONE
martedì 19 dicembre 2017
I MALESI
VACANZE DI NATALE
sabato 9 dicembre 2017
AGUZZA LA VISTA
Oggi con mia figlia ci siamo comportati da veri provinciali.
Giornata di festa con gita a Milano.
Ovviamente da provinciali siamo andati nel luogo più nuovo e attraente della città.
La piazza dei grattacieli più alti d’Italia, la piazza delle tre torri.
Ma l’interesse non era per le torri , i grattacieli, ma , da vero milanese, senza paesaggi e panorami, il nuovo mega centro commerciale aperto nella piazza.
Fantastico, ha zittito tutti i miei pregiudizi.
Un centro commerciale dove trovi di tutto.
Ben organizzato con architettura nord europea, ossia con il tetto a vetri per illuminare con la luce solare.
Un ambiente se pur affollato, comunque regnato da tranquillità, con lo stress messo alla porta.
C’è davvero di tutto finanche il cinema, quello serio non commerciale.
Tutti i tipi di ristoranti, molto caratteristici e originali.
Anche la pizzeria in forma self service ma di qualità eccelsa.
Ci sono centro diagnostici, supermercati, calzolai, lavanderie, negozi di tutto le marche.
Ma più giravo, più sentivo un vuoto che mi chiamava.
Un vuoto che mi chiedeva “Aguzza la vista”.
Un vuoto non di qualcosa ancora da inaugurare.
No , un vuoto di cui scioccamente non si è pensato.
Quel vuoto che , chi se ne accorge, annulla la bellezza di tutto il resto, grattacieli compresi.
Alla fine ci sono arrivato , ho capito.
Ciò che manca e fa ridimensionare il tutto , c’è.
Non hanno previsto un centro massaggi cinese.
Ma come si fa , a non averci pensato?
Ma chi li ha scelti questi architetti.
lunedì 4 dicembre 2017
LA LONTANANZA SAI E' COME IL VENTO
Citava una canzone che la lontananza è come il vento, che fa dimenticare chi non si ama.
Possono sembrare parole ad effetto, combinate per il solo scrivere una canzone.
Ma in realtà, spesso mi capita nella mia vita che persone che da tempo non hai più modo di incontrare , quando capita , anche dopo anni, ti manifestano tutta la loro contentezza.
Quell’incontro non è solo un ricordo che diventa presente.
Quell’incontro è il segno che si era costruito qualcosa di duraturo che andava oltre la frequenza degli incontri.
Ma la sensazione più bella è quando tu non credevi di essere stato così importante per quella persona.
Lo capisci solo quando lo incontri dopo tempo e vedi nei suoi occhi una luce che in passato celava.
Ma il piacere di rivederti non può più tener nascosto quella timida prudenza e manifesta tutta la sua contentezza.
Ed è quello che mi è capitato ieri sera.
Era da tempo che non ci vedevamo.
Addirittura quando ci frequentavamo eravamo come cani e gatti.
Ieri invece appena mi ha visto , mi si è avvicinato.
Cercando timidamente il contatto con me , quasi a non volersi più staccare.
Sono rimasto incredulo e nello stesso tempo contento.
Non credevo che il tempo passato gli avesse generato la mia mancanza.
E invece si.
Il mio micione che da tempo non vedevo , in quanto non abitiamo più insieme, ieri non voleva più lasciarmi andare.
Aveva bisogna delle carezze di quel cane con cui spesso in passato litigava.
Che bello.
E’ proprio vero che gli animali sono capaci di provare sentimenti che per noi umani sono diventati sconosciuti e sepolti.
sabato 2 dicembre 2017
SVEGLIE
Il mio papà era un operaio.
Un operaio specializzato, Linotipista.
Per tanti anni il mio papà per portare più soldi a casa, ha lavorato di notte.
In quel periodo il suo problema più che svegliarsi era riuscire a dormire.
Dopo tanti anni ritornò a fare il turno giornaliero.
A quel punto la sveglia divenne una sua priorità.
Il mio papà si svegliava alle 5 per poter essere in fabbrica alle 7, dopo aver attraversato mezza Napoli.
Per essere certo di svegliarsi, il mio papà utilizzava non una ma tre sveglie.
A noi , piccoli, sembrava bizzarro, ma era il mio papà.
Crescendo poi capisci che quelle non erano bizzarrie ma altro.
Quelle tre sveglie rappresentavano varie cose.
La sicurezza di essere in fabbrica in orario pena arrivare tardi e subire ammonimenti.
Ma più che altro quelle tre sveglie stavano a significare che il mio papà non poteva contare su nessuno se non su se stesso .
I figli ereditano tanto dai loro genitori per assimilazione e dna.
Io dal mio papà ho ereditato tante cose.
Tra queste l’abitudine ad utilizzare più sveglie per svegliarsi la mattina.
Ad orari diversi qualora la principale non funzionasse.
Ovviamente tutti mi danno del matto e fino a ieri sera ci stavo credendo anch’io.
Ma stamane è accaduto l’imprevedibile.
La sveglia principale per un problema a me ignoto , non ha funzionato.
Fortunatamente c’era il backup.
Mi ha permesso di svegliarmi all’orario previsto e rispettare l’impegno preso.
Stamane se non fosse stato per il mio papà avrei avuto dei problemi.
Fortunatamente ho avuto il suo insegnamento.
Grazie papà.
Ti voglio bene.