sabato 30 maggio 2015

OCCHI

Una levataccia che ne è valsa la pena.
Sembrava una riunione di condominio dove ognuno portava oltre alle proprie idee anche tutto il suo io.
Poi per fortuna abbiamo fatto quello che sappiamo fare, trattamenti shiatsu. 
Io ero l'unico studente circondato da insegnanti e operatori professionisti. 
Avevo timore di fare brutta figura. 
Invece ho avuto la bellissima esperienza di ricevere un trattamento Shiatsu di stile diverso dall'operatrice professionista che poi è stata la mia ricevente. 
Invece ho fatto il più bel trattamento Shiatsu mai fatto fino ad ora. 
Un passaggio energetico mai vissuto prima. 
Una intimità del tutto particolare e difficile da descrivere. 
Ma quello che me lo ha fatto capire di più, sono stati gli occhi della mia ricevente. 
Occhi di chi ha ricevuto ciò che doveva ricevere.

venerdì 29 maggio 2015

LO SGUARDO OMBELICALE

Stamane l'ho rivista di nuovo , come la scorsa volta, mentre uscivo di casa.
Stavolta era in compagnia , una piacevole compagnia .
Almeno, la serenità e il piacere del suo sguardo e di chi l'accompagnava , erano così .
Non mi è sembrato di conoscerlo , però l'affinità era evidente .
Dopo un po' si sono salutati , con un bacio , casto e puro.
Ma il saluto più importante è stato lo sguardo finale .
Uno sguardo di due innamorati .
Di chi sa che sono una persona sola e tale rimarranno per tutta la loro vita futura.
Ma non quell'amore che prima o poi è destinato a finire .
Un amore che non avevo mai avuto il piacere di osservare fino ad ora.
In quello sguardo c'era gratitudine reciproca .
Uno sguardo in cui lui era la forza che gli dava sostegno e il suo era quello di orgoglio nel riceverlo .
Entrambi al distacco erano più forti .
Forti di quella energia condivisa e da loro alimentata.
Oggi ho visto e ho capito come è importante e diverso il rapporto di una madre con suo figlio.
Quel rapporto che nasce dal concepimento e continua per tutta la vita .
Si quei due innamorati , erano una madre e un figlio.
L'ho capito dopo ma è stato bello capirlo.
Quello sguardo era uno sguardo ombelicale .
Quel cordone visivo che sostituisce quello tagliato alla nascita ma, a differenza di quello che ha separato , questo unisce per tutta la vita .
E nessuno potrà mai tagliarlo.

IL FILO

Da quando sono separato sono tornato a vivere da solo.
Una esperienza dura e traumatica ma, pur sempre una esperienza.
E come tutte le esperienze ha il suo fascino.
Devi riorganizzarti , ricrearti, ricostruirti.
E questo lo fai in totale libertà.
Senza fili che ti legano a qualcosa.
Scopri la libertà di fare le cose quando hai voglia di farle.
Scopri la liberta di fare cose che se legato ad un filo non potresti.
Non potresti, perché , il filo inizierebbe a tirarti, per disturbarti a farla o impedirtela di farla.
E questa libertà c'è l'hai un po' in tutti i campi della tua vita.
Da quella personale a quella lavorativa.
Anche se si accompagna ad una cosa che può sembrare pesante ma, se la sai gestire diventa anch'essa partoriente di cose che non avresti mai fatto prima.
La solitudine.
Stamane però dopo tanta libertà , ho riscoperto la differenza di come è vivere legato ad un filo o senza.
Come tutti i tuoi movimenti se non sei più abituato, diventano non limitati ma soggetti a chi quel filo lo tiene.
A lavoro oggi è giorno di trasloco e ho dovuto impacchettare tutto in anticipo.
Compreso il mio mouse wireless.
Per cui ho dovuto utilizzare quello con il filo.
Non immaginate che limitazione da e come limita la tua fantasia lavorativa.
Quel filo ti costringe a muoverti secondo la libertà che ti concede e non più quella a cui tu ti eri abituato a darti da solo. 

mercoledì 27 maggio 2015

RIFLESSIONI BILINGUE

Se fino ad oggi avevo dei dubbi, delle perplessità, delle speranze, delle remote possibilità, delle illusioni, da ora non le ho più ma ho capito una cosa e molto bene di me stesso, oggi. 
Sono un COGLIONE. 
Ed è giusto così. 
Ed è giusto che viva nel modo in cui vivo e ne raccolga tutte le conseguenze. 

If until now I had doubts , doubts , hopes, remote possibility , of illusions , now I have not more but I realized something very good about myself today . I am an IDIOT . And rightly so . And rightly it lives in the way they live and collect all the consequences .

IL BISOGNO DEL CUORE

Ho scoperto che la voce del mio cuore mi inganna .
Mi inganna perché carica di bisogno di ricevere quello che non ha.
L'ho scoperto tramite una esperienza social di messaggi.
Nel giro di pochi giorni, per ben due volte ho letto messaggi dando una mia interpretazione.
Quella che l'impulsività del cuore voleva interpretare .
Fortunatamente quei messaggi li ho riletti , per bearmi di ciò che c'era scritto.
Salvo poi rimanere deluso per quello che poi la mente ha letto e non il cuore , ingannandomi, in buona fede, perché aveva bisogno di ciò che io non riesco a dargli e che lui ha bisogno per vivere meglio .
È una esperienza sociologica, intima, psicanalitica , macrobiotica affascinante.
Una esperienza che racconta molto di te.
Una esperienza che mi da consapevolezza .
La consapevolezza che il mio cuore ha bisogno di essere amato .
E questi sintomi non sono risolvibili da un cardiologo .
Anche il più bravo che esista al mondo .
Ma da chi si innamorerà di me e alimenterà il mio cuore con il suo amore.
E siccome non posso dipendere da chi può darmi questo.
Forse è il caso che impari ad amarmi , ad autoalimentarmi.
Autarchia coronarica.
Perché come dice Michio Kushi "Quel che conta è la dipendenza non da cui siamo dipendenti".

lunedì 25 maggio 2015

I TRE DITTATORI

Come ogni buon dittattore, ognuno dei tre ha uno sguardo sorridente ed accogliente.
Ma come ogni dittatore, dietro quello sguardo sorridente ed accogliente si nasconde la loro vera crudeltà.
A testimoniarlo è anche la stessa macrobiotica che loro divulgono.
Dietro ad ogni diritto c'è sempre un rovescio.
E più forte è il diritto e molto più forte sarà il rovescio.
A frequentarli sembrano tutt'altro.
Uno di loro si dedica alla botanica , all'ortocultura, forse per lenire quell'anima dittatoriale che ha ed esercita.
Un altro, suo padre, neanche a dirlo, è sempre li disponibile con la sua gentilezza , la sua saggezza , forse per placare anch'egli la crudeltà quotidiana che esercita.
Ma l'emblema del vero dittatore dei tre , è la terza.
Sguardo austero ma sorridente.
Bionda, teutonica.
Accogliente ma con riserva.
Gentile ma decisa.
Autorevole.
Ma la vera caratteristica che la contraddistingue e dimostra che cio che si dice di lei è vero, lo porta lei stessa sempre con se.
Il suo cognome.
E' un cognome tedesco.
Un paese che i dittatori li ha conosciuti. 
Un indizio che è certezza

L'OSSERVATORE O L'IMPREVEDIBILE VIRTÙ DELLA TRASPARENZA

Per mia natura e per mia formazione di vita, sono un osservatore .
Tutto mi rapisce e tutto è oggetto di mia osservazione .
In particolare sono un osservatore delle differenze .
Di ciò che c'è ora rispetto a prima .
Una donna che è andata dal parrucchiere o banalmente ha fatto uno shampoo .
Una persona che ha cambiato occhiali .
Ma sopratutto osservatore dell'anima .
Una sensibilità che mi fa notare una nota di tristezza che prima era assente oppure un sorriso interiore che è segno di un anima felice.
Mi accorgo che qualcuno sta poco bene oppure che sta meglio.
Ero convinto che fino ad oggi questo prima o poi mi ritornasse .
Ossia qualcuno che si accorgesse di un cambiamento avvenuto in me.
Stamane il mio cambiamento era troppo evidente .
Ho un problema ad un piede che mi costringe a camminare arrancando .
Già ero preso dall'ansia nel dover raccontare a tutti, la stessa storia per tante volte .
Invece con mio stupore, nulla.
Nessuno mi ha chiesto niente.
Quasi come fossi trasparente o invisibile.
Un vero colmo per un osservatore come me.
Rimanere inosservato.

sabato 23 maggio 2015

IL DISTACCO

Ho deciso.
Una cosa dura da farsi .
Che ti spezza il cuore il solo pensarlo , immaginiamoci metterlo in pratica .
Ma quasi venti anni , sono tanti.
Ognuno di noi due ha dato tanto all'altro .
Siamo stati utili a vicenda .
Ci siamo spogliati per rivestirci insieme tante volte.
Ma dopo tanto tempo tutto si affievolisce.
Come una luce di una candela che prima o poi deve terminare di illuminare.
Tra noi è accaduto così .
No che non siamo più capaci di illuminare ma di illuminarci noi.
Per cui è giusto che ognuno di noi vada dove chi della nostra luce ha bisogno .
Non pensavo di farcela .
Ancora ora il cuore mi si stringe al pensiero.
Io che ho subito nella mia vita , dei distacchi traumatici .
Imposti e mai condivisi.
Strano il destino , ti pone oggi nella parte di chi in passato ti ha procurato dolore , facendo proprio quello che fai ora tu.
Io però ho spiegato , è stato capito e compreso .
Da entrambi condiviso .
Spero che questo paio di pantaloni che sto dando via , vestino di dignità ed eleganza chi ne necessità .

venerdì 22 maggio 2015

LA CANTONATA

Non è una donna svizzera, ma di una donna si tratta.
Come è strano quello che tu ipotizzavi di una persona, sia completamente sbagliato .
Basta dialogare con atmosfera e ambientazione adatte e conosci davvero , quello che solo immaginavi ipotizzando .
Ero convinto, non so perché , che della squadra bar , fosse quella più disadorna al gruppo .
Invece no , l'opposto .
Una persona con un bel passato e un bel presente .
Una persona che nella vita si è sempre data da fare anziché lamentarsi per ottenere il dovuto .
Pur avendone tutti i diritti . 
Una ragazza, ora donna , flessibile che si adatta alle circostanze , con pragmatismo illuminato .
Una vera ricchezza di persona .
Chissà perché stiamo sempre ad immaginare le persone.
Forse perché il mondo di oggi è fatto più per l'apparenza , per l'immediato che per la conoscenza reale .
Ho davvero preso una vera cantonata , pur essendo napoletano e non svizzero.
In più ha una qualità che è la classica ciliegina sulla torta.
Sa fare anche il caffè e, pure bene.

giovedì 21 maggio 2015

TAXI DRIVER

Fantastico film di Martin Scorsese interpretato magistralmente da un magnifico Robert De Niro.
Narra la storia di un reduce di guerra, Vietname o Corea non ricordo, che al ritorno in patria deve reintegrarsi alla vita ordinaria.
Deve trovarsi un lavoro per vivere , un luogo in cui vivere, farsi degli amici.
Trova un lavoro di tassista e un appartamento in cui vivere 
Naturalmente scopre anche l'esigenza di doversi innamorare e, trova anche la donna di cui innamorarsi.
Non una qualunque ma, quella che per lui gli trasmetteva qualcosa.
La incontra proprio facendo il suo lavoro, avendo lei preso il suo taxi per andare a lavoro.
Questa donna lo colpisce sentimentalmente e lui allora cerca di conoscerla , sperando di conquistarla.
Riesce a conoscerla, parla con lei e la conoscenza va così bene che riesce anche ad invitarla ad uscire con lui e, lei accetta.
Peccato che lui è un reduce di guerra , abituato a trovare i modi per sopravvivere ma dimentico, dei modi per godersi la vita.
A suo modo crede di aver risolto.
Le compra un regalo, da vero gentiluomo, un disco e la porta al cinema.
Ahime , per lui il cinema era solo di un certo tipo.
In guerra vedeva solo film porno.
Per cui per lui risulta normale se non l'unica scelta possibile che poteva fare.
Quando entrano nel cinema e la donna capisce dove l'ha portata , lei lo insulta e va via.
Lui non capisce , rimane smarrito.
Si chiede cosa ha fatto.
Alla fine dopo vari tentativi, falliti, capisce che quella donna l'ha persa.
Gli capita però lavorando , di assistere ad una scena sgradevole a cui lui decide di porre rimedio.
Uccide un potettore che fa prostituire una ragazzina, un suo cliente di taxi.
Salvando la ragazzina da una vita infernale.
Diventa un eroe.
Tutti ne parlano.
Tutti lo decantano.
Anche la donna che era scappata da lui lo cerca, prende il suo taxi e lo invita a stare con lei.
Ma lui rifiuta.
La dignita per lui ha un valore.
Stamane mi è venuto in mente questo film , dopo che ho fatto una cosa .
Viaggiavo in treno, con di fianco una donna che, non capisco più se mi sopporta, non mi sopporta più o altro.
Di fronte due signore anziane.
Una di loro si alza in piedi, ha problemi di circolazione alla gamba.
Mi viene da darle sostegno.
Le chiedo se posso farle uan tecnica shiatsu per cercare di aiutarla.
Lei accetta.
Forse il dolore è troppo grande,per dire di no e, provare.
Faccio la tecnica e la signora sta meglio.
Di improvviso gli sguardi verso di me cambiano.
Come se avessero visto una persona diversa da quella che credevano.
Eppure io il treno lo prendo da più di vent'anni. 

mercoledì 20 maggio 2015

GLI INGREDIENTI

Rapportarsi con le persone, per me è un pò come cucinare.
Se tu sei un cuoco tradizionale e rispetti le ricette , difficilmente avrai problemi.
Sia con i piatti che cucini , sia con le persone con cui ti rapporti.
Certo farai qualcosa di tradizionale , di impersonale, ma non rischi nulla.
Io invece ho un modo di cucinare e rapportarmi con le persone , istintivo e creativo che, ha i suoi rischi e anche il suo fascino.
Il fascino della ricerca e della scoperta.
Quando cucini e ti rapporti cosi, susciti stupore, ammirazione a volte, sgomento, spiazzamento.
Se ti va bene anche il risultato finale va bene.
L'importante è essere molto attento a quello che fai prima di proporlo ad altri.
In modo da capire cosa è sbagliato e come rimediare.
A volte ci riesco, altre no.
Addirittura il più delle volte quello che faccio mi va molto bene e mi da molta soddisfazione.
Ma quando porti il tuo cucinato e il tuo modo di essere in offerta ad altri, allora quello è il vero feedback.
Feedback che conta se la persona che te lo da , è una persona che tu ritieni esperta nel dartelo.
Allora accade che quello che tu pensavi fosse un equilibrio, una meta raggiunta , per l'altro non lo è.
Quindi sei costretto a metterti in discussione.
A rivedere gli ingredienti, i sapori e le dosi.
A rendere sapido ciò che è insipido.
A rendere più amaro ciò che è troppo dolce.
E così via.
Se sei molto bravo, ed io non mi ritengo tale , rimedi subito.
Per cui quando ripropongo la stessa pietanza a chi il feedback te lo ha dato, commetto un errore ancor più grave.
Il piatto sarà troppo insipido, o troppo amaro.
Per paura di sbagliare ancora.
Perchè come la regola della cucina insegna, ciò che insipido si può salare e ciò che amaro si può dolcificare.
Il viceversa no.
Ma preferisco essere un cuoco istintivo, con tutti i rischi che ne conseguono.
Piuttosto che un cuoco tradizionale che con la sua impersonalità piacerà a tutti ma, non imparerà null'altro di quello che la ricetta gli dirà di fare.

martedì 19 maggio 2015

LA VALANGA

È quella che ho visto sabato sera in un film .
Affascinate , imponente , bella.
La pensavano così anche gli attori del film che, mangiando su una terrazza di uno chalet di montagna , la ammiravano rapiti.
La riprendevano con i telefonini, quasi come fosse uno spettacolo organizzato dalla struttura che li ospitava per allietarli.
Nessuno scappava.
Forse sicuri della protezione del luogo in cui si trovavano che , se costruito in montagna , in quel posto, dove anche le valanghe arrivano , l'affidabilità era certa.
E invece no.
La valanga dirompe, non conosce argini.
Quando si mette in moto, acquista velocità e potenza, passo dopo passo, fino a travolgerti.
Allora non occorre che scappare, fuggire da questa forza bella, naturale , spontanea ma che può farti molto male .
Di fronte ad una valanga si scoprono anche i più bassi istinti umani .
Chi pensa solo a salvare se stesso dimenticandosi di chi sta con lui, chi pensa a chi gli sta accanto e che vuole bene e con un abbraccio cerca disperatamente di creare un argine in più .
È una esperienza che comunque ti segna, in qualunque modo tu ne esca.
Certo a ben pensare la valanga pur nella sua bellezza , una sua origine ha.
Quando c'è una valanga c'è sempre troppo un accumulo di forze ed energie inespresse, che nel suo manifestarsi non può che esplodere e travolgere gli altri .
Bisognerebbe agire preventivamente ma anche le valanghe hanno un loro passato che le fa diventare ed essere quelle che sono .
Proprio come me.
Una valanga umana che , carica dei suoi bisogni, travolge tutti.
Nel mio caso solo a farli scappare non di certo ucciderli.
Ma a differenza della valanga che quando finisce ne resta solo il tragico ricordo , nel mio caso io non sono un ricordo ma un presente continuo .
Una valanga umana pronta ad esplodere ed invadere tutti in qualsiasi momento .
Ed allora non resta che starci lontano o a distanza di sicurezza.

lunedì 18 maggio 2015

TU TI AMI ?

Questa è la domanda fattami da una donna.
Non una donna qualsiasi, ma da una donna che mi illuminava la vita e che forse da stasera ritorna al buio. 
La domanda è semplice ma la risposta può cadere in vittimismo, soprattutto se la ricavi dal tuo vissuto .
Be io mi ritengo una bella e brava persona, perfettibile di sicuro e non perfetta di certo. 
Ho le mie caratteristiche, anche negative. 
Chi non le ha.
Ma il bello o il brutto che anche se tu sai quello che sei, quello che conta è come sei per l'altro. 
Per come l'altro ti vede o ti vuole vedere. 
Ma alle domande occorre rispondere, sopratutto quando chi te le fa non è una persona qualsiasi. 
Per cui rispondiamo. 
La risposta è no.
No, non perché io non ami me stesso. 
Io sono stato in grado di rimettermi in piedi tante volte nella vita.
Anche quando c'era chi ti voleva sempre far cadere giù. 
Ho avuto il coraggio di affrontarmi.
Di guardarmi in faccia e dirmi, mi spiace ma così non vai bene, non vai da nessuna parte. 
Per cui mi sono analizzato, non da solo naturalmente. 
Mi sono messo in discussione .
Ma la vita è sempre li in agguato. 
Come un alluvione a portarti via e a distrugge ciò che hai cercato di costruire. 
Per carità nessuna colpa ad altri. 
La macrobiotica insegna che noi siamo il risultato delle nostre azioni, gli altri sono solo un mezzo che mettono in rilievo i tuoi errori, anzi comportamenti.
Io ho fallito.
Ho fallito come uomo.
Ho fallito come marito. 
Ho fallito come figlio. 
Ho fallito come padre.
Ho fallito come amante. 
Ho fallito come amico.
Come posso amare uno cosi. 
Con tutto il bene che gli voglio, non posso proprio. 
E se questa domanda te la fa una donna per te non indifferente, hai fallito ancora una volta. 
No Giuseppe, non ti amo. 
È tutta una vita che mi fai soffrire. 
Mi dispiace, ma non posso perdonartelo.

sabato 16 maggio 2015

IL CONSIGLIO

"Cara, il dottore mi ha detto che devo fare una tac , due biopsie e poi vediamo"
"Sono appena tornata dal lavoro mi fa ancora male ma piano piano andiamo avanti "
"Se mangia verdure ha diarrea , se non le mangia si blocca tutto. Ma come si fa"
Questi sono discorsi che oggi ho sentito al supermercato .
Ormai luogo di ritrovo , per incontrare amici , coetanei .
Trovare qualcuno a cui confidare o parlare dei tuoi problemi .
Mentre pensavo a questo , mi è venuto in mente ciò che una sera disse la barista del bar che frequento.
Disse : "Sentite a me che sono una donna.
Per trovare le donne da adescare , non bisogna più andare al bar la sera ma, al supermercato il sabato pomeriggio".
Be, io oggi sono andato al super di sabato pomeriggio , non per seguire il consiglio della barista ma, perché stamane ero impegnato a Milano .
Però viste le tipologie di donne , mediamente oltre una certa età e sentiti i discorsi di cui sopra , le cose sono due .
O la barista mi ha preso per il culo oppure ritiene che sono un tipo per quel tipo di donna li.
Non ci sono più le bariste di una volta.
Non puoi fidarsi neanche più di loro .

giovedì 14 maggio 2015

ESCLUSIVITÀ

 Come è strano e affascinante il cervello.
O forse in questo caso il cuore.
Sei li a guardarti sempre intorno , a cercare un volto che ti colpisca , un animo che ti rapisca e poi di improvviso questa ricerca e osservare si silenziano .
Lo fanno perché credo hanno già trovato chi di queste sensazioni ti riempe l'animo .
Un po' come chi è nutrito in modo sano e genuino , resta indifferente di fronte a cibi succulenti .
Non perché non gli piacciono .
Ma perché ha conosciuto il vero nutrimento .
È quello che mi è successo ieri sera dopo aver accompagnato il mio amore di figlia a casa .
Sono andato a prendere il caffè al bar e tutti quei cibi che prima osservavo cercando di trarne ispirazione o nutrimento, non avevano senso .
Ho capito che i miei occhi erano in altro luogo.
Erano in esclusività a chi questo nutrimento te lo da quotidianamente.
Con i suoi occhi.
Il suo sguardo .
La sua luce.
La sua bellezza d'animo .
Il suo bisogno inconsapevole di essere amata .
Forse per lei non sarà così .
Che importa .
Il mio cuore è felice.
Al massimo può sempre dire di averci provato.

ATTO DI CORAGGIO

Non so come dirglielo.
Non so come comunicarglielo.
Sono cose che dette con parole non giuste sortiscono l'effetto sbagliato.
Ma devo farlo.
Non posso nasconderglielo.
Ad un'altra si.
Ma a lei no.
Si è instaurato tra noi un rapporto speciale, almeno per me, per lei lo spero ma non so.
Se non lo facessi non mi perdonerebbe.
Non so perché ma mi da l'idea di una donna di eccessi.
Sia nel darsi , sia nel non darsi più.
No non posso.
Anche se rischio di entrare troppo nella sua intimità.
Intimità dove c'è sempre un confine da non attraversare mai.
Rischio.
Glielo dico.
Quel che accada , accada.
Meglio un coraggioso morto che un vigliacco vivo.
Cara , domattina, quando ti recherai a raggiungere il treno e forse anche me, non dimenticare.
Non dimenticare, di prendere l'ombrello.
E' prevista pioggia, anzi temporale.
Quello dal cielo non quello dal cuore. 

mercoledì 13 maggio 2015

IL RAPIMENTO

Avviene quando il mondo intorno a te scompare.
Avviene quando lei ti parla e per te esiste solo lei.
Avviene quando lei ti parla e ti accorgi che il viaggio fatto non è quello del treno ma quello fatto con lei.
Avviene quando rielabori le sue parole e non ti accorgi che devi scendere alla fermata del Metrò.
Avviene quando lei ti parla e il tuo cuore si sente nutrito.
Avviene quando lei ti parla e tu capisci un pò di più di te stesso.
Avviene quando lei ti parla e tu ti senti più consapevole.
Avviene quando lei ti parla e tu ti senti più istruito sul tuo io, come nessun analista riuscirebbe a fare.
Ecco cosa avviene quando Alice Munro mi parla tramite i suoi libri.

martedì 12 maggio 2015

IL SILENZIO

Sarà per la mia esperienza di infanzia .
Sarà perché facendo Shiatsu apprendi metodi di osservazioni per valutare lo stato di una persona .
Ma stamane l'ho sentita così .
Come un brivido di freddo che ti attraversa la schiena .
Come un pugnale di ghiaccio che affonda senza lasciare traccia.
Mi è sembrata già nel vederla camminare sul ponte , un suo atteggiamento stanco .
Stanchezza verso un futuro prossimo .
Una presenza che voleva essere assenza.
Un rispondere secco, senza fluidità di conversazione.
Forse saranno solo mie paranoie o forse no.
Ma quando nella tua vita hai vissuto più volte l'esperienza di essere di troppo, ti basta un attimo e lo avverti.
Uno sguardo, un dialogo , un respiro.
Se così fosse chissà cosa è intervenuto .
Delusione ?
Fastidio ?
Parole non previste ?
Non so.
So che anziché sentirmi un'unità mi sento un corpo estraneo .
Colpa o frutto della vita sentimentale vissuta.
Ma se così è così deve essere .
Mi sbaglierò sicuramente .
Sono come quei cani che avvertono i cataclismi in anticipo.
Qualcosa di positivo però c'è in tutto questo .
Porterò con me il cappello a protezione della testa che ho ricevuto in omaggio tempo fa in una convention.
Quelli che si usano in cantiere.
Dovessi avere ragione , almeno la testa è salva.
Purtroppo non ne esiste uno per il cuore .
E forse è giusto così .

NUMEROLOGIA

Ho conosciuto una donna.
Una donna molto affascinante.
Non solo per l'esteriorità ma sopratutto per l'interiorità.
Conoscendoci abbiamo scoperto molte cose in comune.
Oltre ad essere pendolari con lo stesso treno, ci uniscono anche altre materie.
Entrambi facciamo Shiatsu, lei operatrice io allievo.
Entrambi siamo interessati dal concetto di Energia , io dal punto di vista macrobiotico lei dal suo olistico .
Entrambi usiamo prodotti biologici e integrali per alimentarci,
Entrambi abitiamo a Codogno pur non essendone originari.
Entrambi siamo interessati al Tai Chi.
Entrambi siamo separati.
Entrambi abbiamo una figlia.
Entrambi abbiamo un gatto in casa, lei di più.
Ma la cosa che più mi unisce a questa donna è un altra.
Una cosa a cui non avevo fatto caso.
Una cosa che ho scoperto anzi ho notato oggi.
Una cosa fondamentale.
Una di quelle cose che crea un legame forte.
Entrambi abitiamo allo stesso numero civico.
Il 4. 
La potenza della NUMEROLOGIA. 

domenica 10 maggio 2015

LA DONNA DEL LUNEDÌ

Ero sul binario .
Non so perché , ma mi sono girato e volto lo sguardo verso il ponte.
Lei era li , arrivava con quel suo passo sicuro di chi ha una sua direzione nella vita e con lo sguardo rivolto verso la vita da vivere , cioè davanti ad essa .
Arrivata mi è venuta incontro e mi ha accolto con il suo sorriso .
Nel frattempo il treno arrivava, per cui ho staccato lo sguardo da lei e ho cercato come ogni buon pendolare la carrozza dove sederci .
Siamo saliti , sistemati , e poi ho telefonato a mia figlia.
Finita la mia telefonata mi è venuta alla mente una cosa che lei mi ha detto .
Che oggi lei non c'era .
Ma allora dormo o son desto.
Mi guardo intorno e allora capisco.
Capisco che questa donna c'è sempre anche quando non c'è .
La sua energia mi irradia comunque.
In effetti a ben pensarci neanche questo fine settimana l'ho vista ma, al mio risveglio , sia sabato che domenica , una luce intensa ha riempito la mia casa .
Una luce mai vista .
Una luce dolce ma piena di energia .
Una luce che ti porti accanto e che non cerchi di evitare chiudendo le tende che peraltro non ho.
Chissà , forse si era appena svegliata anche lei ed aveva aperto le imposte oppure era fuori ad innaffiare i fiori, non so.
So che ho capito cosa vuol dire che è tutto merito della GRAZIA come lei dice.
Ah dimenticavo , la GRAZIA non è la sua mamma.

LA LEGGE DELL'UNIVERSO 2

È quella che tutto regola e tutto decide .
Se qualcuno mi avesse detto una cosa del genere prima del 7 febbraio scorso , gli avrei dato del matto.
Gli avrei detto : "cambia pusher !"
E invece oggi ho avuto ulteriore dimostrazione che è tutto vero .
Vere come sono le cose che effettivamente vivi con la tua esperienza.
Questo fine settimana ho partecipato ad un seminario Shiatsu .
Come di buona e sana abitudine , a conclusione del seminario facciamo una cosa stupenda.
Tutto il gruppo si unisce in cerchio , alternativamente , se possibile , uomo e donna e, tenendoci con le mani l'un l'altro cantiamo dei mantra.
Un gesto che da segno di unità e condivisione energetica .
È difficile da descrivere ma è una emozione intensa .
Be, oggi come una scorsa volta è accaduta una cosa.
Si , questo fine settimana come in un precedente seminario , sono stato disturbato da un atteggiamento .
Vuoi per mia paranoia, vuoi perché mi ha dato effettivamente fastidio .
Sia la scorsa volta che questa avevo avuto uno scontro , interiore , uno scontro nel mio sentire un rapporto che, mi ha fatto distaccare da persone che con me seguivano il seminario .
Ma sarà il caso , sarà altro , sia questa volta che la scorsa è accaduto qualcosa di incredibile .
In entrambe le occasioni , senza nessuna premeditazione mi è toccato stare di fianco proprio di fianco a queste persone .
E allora avviene la magia.
Tutto il malumore si dissolve .
La legge dell'universo entra in campo .
Decide e risolve .
Ci fa capire che il rancore non occorre , fa vivere male .
Bisogna volersi bene , cancellare ogni dissapore.
Perché quando si sta tutti in cerchio per cantare il mantra , l'individuo non esiste più .
Esiste il gruppo .
Il gruppo unisce tutti.
E allora con quelle mani , appoggiate nelle mani delle persone con cui il tuo io si è scontrato, fanno si che il rancore va via e rimane la pace.
La pace che sola la grande legge dell'universo è capace di farti trovare.
Perché lei tutto regola e tutto dispone .
Per farti stare meglio al mondo .

APPROFONDIMENTO

La frequento da sette mesi .
Da quando ho iniziato il corso Shiatsu .
C'è sempre stato tra noi un rapporto fugace .
Dettato dall'essere nello stesso posto nello stesso tempo.
Ma non ho mai approfondito la sua conoscenza .
Non per disinteresse .
Semplicemente che non c'è stata mai occasione di fermarsi con più attenzione .
E quando ti fermi , o meglio la casualità o il fato, fanno si che ciò avvenga , scopri un qualcosa di nuovo e bello di chi credevi già di conoscere solo per la frequentazione dello stesso luogo.
Forse sarà stata la bella giornata di sole di oggi che, rende anche gli animi più ritrosi e ciechi ad essere ben disposti e con la vista attiva , quella del cuore.
È accaduto durante la pausa pranzo.
Questa volta ho mangiato all'aperto .
E li mi sono accorto di cose che prima non avevo mai fatto caso.
Di cose semplici e belle .
Di chi cura con amore le sue cose .
Di come la semplicità sia il vero segreto della bellezza.
Eppure lei era sempre li , come c'ero io .
Ma solo oggi ho notato che belle qualità che ha.
Questa terrazza è ricca di piante di basilico, di sedano , di insalata .
Ed io per tutto questo tempo l'ho solo vista come solo un passaggio per entrare in sala corsi , anziché approfittare della ricchezza di frutti che offriva da vedere.

sabato 9 maggio 2015

CONVERSAZIONE SHIATSU

Stamane è stato l'inizio di un fine settimana intenso.
Il solo pensiero fino ad ieri mi angosciava .
Invece stamane già dal risveglio, c'era positività nell'aria .
Mi sono svegliato ben riposato e con una luminosa luce dal cielo .
Mi sono diretto in stazione per prendere il treno , tranquillo .
Al binario incontro una ragazza , anzi una donna che, come me , durante la settimana fa la pendolare .
Come sua buon abitudine , mi ha accolto con un sorriso.
Mi ha chiesto come mai ero li e, gli ho detto che andavo a fare Shiatsu .
Stranamente , per me, non sono abituato , si è seduta vicino a me.
Abbiamo iniziato a parlare .
Mi ha raccontato molto di lei ed io altrettanto di me.
Senza accorgermene , ho introdotto concetti macrobiotici e di Shiatsu .
Una conversazione Shiatsu .
Ho notato che quel parlare le faceva bene .
La aiutava ad aprirsi con se stessa , non certo con me che sono, pur se mi conosce , un estraneo .
Ho provato il potere delle parole dello Shiatsu .
Come puoi fare un trattamento non solo con l'uso delle mani ma anche con l'uso delle parole .
È scesa dal treno rinfrancata e riconoscente .
Un po' perché ha capito di più di se stessa , un po' perché ha trovato qualcuno che sapeva gestire le sue emozioni e indirizzarle nel verso giusto .
Non so se la incontrerò , anzi sicuramente si , ma forse non avremo modo di parlare come oggi, chissà .
Resta comunque una esperienza bellissima .
Ieri c'è stato un temporale .
Quelli che ripuliscono tutto e rimettono le cose a posto.
Sarà stato dovuto a questo ciò che è accaduto ?

venerdì 8 maggio 2015

LA TELEFONATA

Finita la tua telefonata , un dono non previsto e per questo più gradito , pensavo ad una cosa .
Pensavo che a volte gli eventi avversi servono.
Servono per sapere più di te e più di qualcun altro.
Nel mio caso tu già sai di me un po' di cose .
Che pratico il corso di operatore Shiatsu .
Che pratico Tai chi.
Che sono separato con figlia .
Che amo il cinema.
Che amo Alice Munro .
Che cucino e che cucino anche macrobiotico o vegano.
Che sono di Napoli .
Che abito di fronte la stazione.
Ma stasera hai appreso una nuova cosa di me.
Una cosa che spero che ti ricorderai e che serberai di conservare gelosamente.
Da stasera sai, che ho un ombrello da prestarti.

mercoledì 6 maggio 2015

EXPO MILANO

Stamane al risveglio il cielo era di una bella luce.
Anche in stazione la piacevolezza era ancora presente.
Per di più ho avuto il piacere di viaggiare con una donna che di luminoso ha già di suo.
Mentre parlavo e poi leggevo , ascoltando musica , non mi sono accorto che eravamo arrivati a Milano.
Un benvenuto tremendo .
Siamo passati dalla luce al grigio e alla tristezza .
Tipica luce autunnale di Milano.
Purtroppo la donna luminosa che viaggiava con me, è scesa prima .
Quindi ero avvolto nel grigio più totale .
Sceso dal treno mi sono trovato tremendamente incupito come il cielo sopra la mia testa .
Poi scendendo le scale ho letto un avviso , per cui la mia cupezza si è trasformato in sorriso e gratitudine .
Quel grigio e quella cupezza non erano frutto del cielo .
Semplicemente avevano trasferito in città un padiglione EXPO, per pubblicizzare la manifestazione .
Il padiglione CINESE, quello di PECHINO.

I PENDOLARI VERDI

Sono diversi dai pendolari gialli.
Lo noti da tutto.
Dai vestiti che indossano che devono tener conto di eventuali cambiamenti climatici .
Dai pesi che portano , trasportando oltre quel che occorre per il solo lavorare.
Dallo sguardo che è stanco già di prima mattina , vuoi per l'accumulo dei giorni precedenti , vuoi per sapere ciò che l'aspetta .
Dal loro atteggiamento rassegnato .
Dal loro sapere che vanno incontro a nessuna alternativa di paesaggio se non la scrivania.
Pensavo di essere un pendolare che aveva il diritto di lamentarsi.
Ma dopo questa esperienza mi sento più sollevato e fortunato.
La vita ti permette di capire, se hai voglia e capacità di osservare , che c'è sempre qualcosa di diversa dalla tua vita , per cui devi sempre essere riconoscente a quella che hai il piacere di vivere.

martedì 5 maggio 2015

LA PAUSA INTELLETTUALE

In questi giorni sono assente dal lavoro per seguire un corso di formazione.
Corso che si tiene in una zona della città che, a dir deprimente è limitativo.
Sia paesaggisticamente che architetturalmente.
Prendere il caffè dopo pranzo ti passa anche la voglia di uscire , ma occorre farlo.
I bar sono pochi e dall'aspetto sono quello che sono .
Oggi ho fatto un azzardo , anziché prendere il caffè schifoso nel bar di ieri ho scelto un altro bar, sperando che fosse meno schifoso .
Al banco una signora più avanti con l'età di me che neanche si è accorta che chiedevo il caffè .
Quando ha realizzato , i suoi occhi sono stati rapiti.
Non da me naturalmente ma, dal libro che portavo con me per leggerlo dopo il caffè .
Mi ha chiesto tutto.
Chi fosse l'autrice , cosa scriveva .
Abbiamo scoperto di avere gli stessi interessi e la stessa curiosità per le cose che arricchiscono l'animo .
La musica , la lettura , il cinema .
Sicuramente ma non ne abbiamo parlato sarà anche una appassionata di arte.
La conversazione è andata avanti senza sosta.
Se non fosse stato per la pausa pranzo sarei rimasto li chissà per quanto tempo .
È insolito in un bar che ti capito ciò .
Di solito c'è sempre gente senza interessi particolari .
È proprio vero che l'apparenza a volte inganna.
Se hai il coraggio di approfondire ne scopri di cose .
Oggi non ho fatto la pausa caffè , ho fatto una pausa intellettuale .
Dimenticavo , naturalmente anche il caffè era buono.
Fatto con una macchina vecchia ma che sa ancora come riprodurre un caffè buono.
Proprio come la signora che sapeva come far uscir di buono cose dalla sua bocca .
Una bocca allevata con l'arte .