domenica 31 luglio 2016

COURAGE TO CHANGE

Nella vita devi avere il coraggio di cambiare.
Uscire dagli schemi.
Affrontare nuove esperienze.
Scappare dalla routine che rischia di ammazzarti.
Non vincolarsi alle abitudini che ci impigriscono e ci chiudono gli occhi a nuovi mondi .
No , stamane voglia cambiare.
Voglio qualcosa di diverso.
Me lo chiede l'anima.
Me lo chiede il cuore.
Me lo chiedono gli occhi.
Ne necessitano i polmoni.
Si prendo il coraggio di cambiare.
Stamane per andare a Milano non parto dalla solita Codogno.
No stamane parto da Sondrio.
Ogni tanto un colpo di testa ci vuole.
Anche se a dire la verità, non è tutto merito mio ma di Trenord.
Senza non so se lo avrei avuto.
Grazie Trenord.

martedì 26 luglio 2016

RISERVA

Da guidatore non so cosa sia.
Faccio sempre il pieno appena il serbatoio è a metà.
Non so perché.
Se è un comportamento fantozziano, prudenza, saggezza, abitudine o semplicemente paura di rimanere senza benzina.
Ma anche se capitasse , in un modo o in un altro riuscirei a tornare.
Niente di tragico.
Ma ora mi trovo ad affrontare un altro tipo di riserva.
Quella della vita e voglia di andare avanti .
Quando sei in questo tipo di riserva, tornare diventa difficile.
Ti mancano forze , energia , entusiasmo e voglia.
Tutte cose che quotidianamente ti vengono tolte.
Da chi ogni giorno con il suo fare o non fare , ti toglie vita, ammazzandoti un po' alla volta .
Da chi non ti sostiene e non ti supporta.
Da chi ti vive con indifferenza.
Da chi trae godimento nel vederti sopravvivere in questo modo .
È difficile andare avanti così.
Ogni giorno è sempre peggio.
Ogni giorno è più pesante.
Non puoi farci niente.
Solo prenderne atto e farsene una ragione.
In questi casi forse resta da fare una sola cosa.
Un viaggio.
Di quelli in leggerezza.
Di quelli per cui non occorre nessun bagaglio, né biglietto.
 

lunedì 25 luglio 2016

DOCCIA SCOZZESE

Sapevo di non doverlo fare ma l’ho fatto comunque.
Quando la causalità e il destino non creano le condizioni non ha senso scavalcarli.
Soprattutto quando quello che hai voglia tu non corrisponde alla voglia dell’altro.
L’ho capito immediatamente , anche se il mio io interiore lo aveva già capito ma , con fastidio ha dovuto comunque seguirmi.
Mi è bastato uno sguardo.
Il capire di non essere gradito.
La mia presenza occupava uno spazio di libertà .
Da buon Shiatsuka non ho continuato e ho rispettato l’impenetrabilità.
Forzare non serve a nulla e uno Shiatsuka lo sa.
Visto ieri pensavo diversamente, ma non è stato così. 
E’ stata una doccia fredda, una doccia scozzese.
E con questo caldo non è detto che sia un danno, può esserti di beneficio.
Pulire e rinfrescare il cervello dal caldo e dalle illusioni.

LA FLACA

Non credevo di averne il coraggio ma, l’ho fatto.
In tempi come questi fare una cosa del genere rischi tanto.
Può essere male interpretato e , passare da ammiratore a molestatore basta un niente.
Ma mi sono fidato , fidato di lei e della sua bellezza.
Sono sceso una fermata prima , dove scendeva lei.
Come in un film, l’ho fermata e le ho chiesto se potevo dirgli una cosa e, mi sono dichiarato.
Le ho dichiarato quanto la trovavo bella e affascinante.
Quanto fosse calamitante il suo sguardo fatto di sola bellezza naturale e senza orpelli.
Le ho anche fatto leggere ciò che avevo precedentemente scritto su si lei.
E’ rimasta stupita, ma contenta di questa ammirazione.
Come chi con umiltà non si vanta delle doti che la natura le ha fornito e timidamente le porta per il mondo.
Ci siamo presentati.
E’ tedesca , non italiana.
Questo spiega la sua essenzialità e semplicità nel portare la sua bellezza.
Purtroppo, c’è un purtroppo, è sposata con figli.
Spero che l’uomo che condivide con lei la sua vita, sia ben conscio della fortuna di avere a fianco di se una così fatta bellezza.
L’ho salutata con un bacio, castamente sulla guancia.
Non capita a tutti di baciare un’opera d’arte.
A me stamane è capitato.
Ora capisco cosa volevano dire gli Jarabe De Palo , quando cantavano “La Flaca”.
L’ho subita risentita, dopo averla salutata e lasciata.
Quella canzone sentita migliaia di volte , oggi aveva un sapore diverso.
Ne capivo tutta l’essenza, avendola vissuta di persona.

domenica 24 luglio 2016

FOTORITOCCO

Ascoltando un programma radiofonico sono venuto a sapere che le bellissime modelle di Victoria Secret, prima di pubblicarne le loro foto, vengono ritoccate.
Pur essendo bellissime , per ricercare e pubblicare la perfezione, si avvalgono di strumenti e programmi che le rendono più che bellissime, perfette, celestiali.
La cosa mi è sembrata assurda , nella mia semplicità.
Ma forse quando lavori con la bellezza , non puoi permetterti la minima imperfezione.
La concorrenza è tanta, la pretesa degli osservatori è sempre maggiore.
Anche se credo il solo non vivere con una di loro ma semplicemente uscire al bar con una delle modelle non fotoritoccate, non credo che qualcuno si rifiuti e dica di no.
Di questo strumento ne è stata fatta una app.
Io che son curioso più di un gatto l’ho voluta provare subito.
Provarla sull’impossibile.
Una mia foto.
Ho scelto una mia foto di tanto tempo fa che mi ritraeva con lo sfondo del golfo di Napoli.
Mi sono detto che ritocco potesse mai fare questa applicazione su di me.
Volevo dimostrare che funziona solo se alla base c’è del bello e non l’opposto.
Do il DONE e aspetto il risultato.
Non ci posso credere, ha funzionato.
Ha ritoccato la foto in modo perfetto.
Ne sono rimasto stupefatto e affascinato.
Ha reso una foto squallida , perfetta e bellissima.
Nella foto è rimasto solo il golfo di Napoli.

Una delle meraviglie del mondo.  

sabato 23 luglio 2016

TEMPORALI CON SCHIARITE

Sono in giro.
Mentre arrivavo a destinazione le nubi aumentavano e si facevano più nere.
Controllo per sicurezza il meteo.
Prevedono temporali con schiarite.
Proprio oggi che ho deciso di andare al cinema all'aperto.
Prendo l'ombrello dalla macchina e mi incammino.
Più passeggio è più le nubi sembrano meno minacciose.
Ormai l'ombrello l'ho preso.
Pazienza se farò la figura dello stupido.
Bagnarmi sarebbe peggio.
Ma mentre credo che le previsioni siano sbagliate, di improvviso si scatena un temporale.
L'ombrello torna utile.
Mentre mi incammino sotto la pioggia torrenziale, incontro lei, insieme ad altri.
Lei che non credevo di incontrare.
Mi accoglie con un bellissimo sorriso, pur bagnandosi sotto la pioggia perché senza ombrello.
Ma questo non le fa perdere il suo splendido sorriso.
Mi saluta e va.
Questa sera previsioni indovinate.
Temporali con schiarite.
Dove a schiarire non c'erano i raggi del sole ma la luce degli occhi di uno splendido sorriso di una donna.
Che non a caso di nome fa Chiara.

IL VIAGGIATORE

Ogni volta che io viaggio, inteso andare incontro a qualcosa di nuovo, porto sempre con me qualcosa di irrinunciabile, la curiosità.
Ma fino ad oggi il mio modo di viaggiare l'ho sempre vissuto come un peso per chi è con me.
Mi sono sempre sentito più un paranoico è una persona in perenne bisogno di contatto umano.
Quando io viaggio, mi piace conoscere la gente , come vive, parlarci , acquisire le abitudini che ti possono essere utili.
Ma se questo lo fai se chi viaggia con te ha l'animo del turista , è un problema.
Per entrambi.
Oggi ascoltando la radio sento parlare un esperta di organizzazione di viaggi.
È quello di cui parlava nei minimi particolari, ero io.
Non ero più un paranoico ma un viaggiatore perfetto.
È proprio vero che nessuno di noi è sbagliato.
Deve solo essere messo nel luogo e nel ruolo a lui più congeniale.
Oggi ho capito di essere un viaggiatore e non un turista.
Un curioso aperto al mondo.
Ma in un mondo di gente chiusa, non è una virtù ma un difetto.
Motivo per cui meglio starne lontani o al massimo farsene beffa.
Questo accade quando regna la mediocrità.

ROUTINE

Stamane avevo intenzione di svegliarmi prima , dovendo fare una commissione.
Per cui avevo organizzato un planning diverso rispetto al solito sabato.
Ma il sonno ha avuto la meglio .
Ho preferito dormire un po' di più , finché non ho avvertito una paralisi da sonno e mi sono alzato immantinente.
Ormai era tardi , ma ho voluto comunque fare come avevo deciso.
A partire dal caffè.
Purtroppo è andata male.
Il caffè non era come pensavo.
Capita , il caos del sabato distrae.
Ma anziché lamentarmi e arrabbiarmi, ero quasi contento.
Si , perché mi ero concesso una scelta, rivelatasi errata ma comunque mia e in libertà.
Mi ha permesso di capire che cambiare ogni tanto serve .
Serve o per apprezzare cose nuove che non vivi o per dare valore a quelle che pensi siano routine.

venerdì 22 luglio 2016

DOMANDE

Mi sto chiedendo perché sono uscito stasera.
Che utilità ne ho avuto ?
Si, ho preso un po' d'aria , fatto un giro in bici ma poi ?
Al bar sembrava di essere ad uno spettacolo teatrale, lo stesso di ogni venerdì.
Le stesse persone a recitare sempre lo stesso ruolo.
Sulle stesse sedie , nello stesso posto.
Gente che credevi gay ma si accompagnano con donne , come fidanzati, mah.
Donne eternamente sole in cerca di chissà che principe azzurro.
Uomini allo sbando, io per primo.
Forse sarà invidia, senso di esclusione.
Non so.
So che era meglio fare il coglione a casa che fuori.

mercoledì 20 luglio 2016

RIDICOLO

È ridicolo vivere così.
Non ha nessun senso.
È solo uno spreco di tempo e di dignità.
Inseguire l'inafferrabile.
Andare in cerca di qualcosa che non c'è.
Proporsi per qualcosa che nessuno vuole.
Occorre fermarsi.
Averne il coraggio.
Guardarsi allo specchio e essere onesti con se stessi.
Ammettendo che questo vivere non porta a nulla.
Se non a coprirti di ridicolo.
E non te lo meriti.
E se non riesci a cambiare marcia , resta in folle, che è meglio.

PREVEDERE È PROVVEDERE

Non voglio più dire amore ne sentirmelo dire.
Non voglio più dire ti voglio bene né che mi venga detto.
Ho già vissuto troppe situazioni ipocrite in passato.
Dove si usava senza valore e sincerità queste parole.
Voglio che viviamo giorno dopo giorno, avendo la voglia di vederci.
Vedere i nostri occhi illuminarsi di ciò che sente il nostro cuore .
Non voglio più parole ma fatti , sostanza.
Questo è quello che dirò alla mia prossima donna.
Quando sarà.
Per adesso le ho annotate per non dimenticare.
Prevedere è provvedere.
Speriamo che sull'IPhone 15 me le conservi e non me le perda.
Altrimenti sarò preso per il culo un'altra volta.

martedì 19 luglio 2016

KM ZERO

Tempo fa ho avuto una relazione sentimentale con una donna di una città di mare.
Per lei ho percorso migliaia di Km in treno.
Per lei ho tolto tempo a mia figlia.
Per lei mi sono separato e uscito di casa.
Per lei mi stavo trasferendo in quella città di mare.
Ma quando tutto sembrava compiersi ecco il taglio, netto.
Tutto è finito in un attimo.
Mi ha lasciato.
Ormai non si poteva più tornare indietro, la strada era stata intrapresa, pur senza di lei.
Eccetto il trasferimento nella sua città.
Stamane messaggiando con un'altra persona ho fatto riferimento a lei.
Senza volerlo il mio io mi ha fornito una interpretazione dell’accaduto , del perché ha troncato.
Lei si diceva vegana, anche se lo era quando gli facevo comodo.
In più faceva spesa al biologico.
Forse la spiegazione è tutta qui.
Voleva semplicemente trombare a KM zero

domenica 17 luglio 2016

JEEG ROBOT

Era un film che non volevo vedere.
Poi visto il successo e i premi ricevuti, mi ha incuriosito.
Ieri sera ho avuto l'opportunità di vederlo.
Per di più all'aperto.
Non da solo come al solito ma in compagnia delle zanzare.
Mentre stavo per avvicinarmi all'arena, vedo tanti papà con bambini e ragazzi che sembrano andare al cinema anche loro.
Forse il titolo li ha ingannati.
Gli ha fatto credere di poter far vedere ai loro bimbi un film che parlava del loro eroe giapponese di quando erano bambini.
Tutt'altro.
Un film di una violenza realistica .
Di quelle che oggi giorno viviamo vicino senza renderci conto , pur non trattandosi di isis ma, la crudeltà è uguale.
Mi sono chiesto perché hanno fatto entrare quei ragazzi .
Non potevano avvertire i loro genitori ?
O vietare il film ai minori ?
D'accordo che io ho fatto di peggio con mia figlia ma, consapevole di quello che facevo.
Allora mi è venuta , in mente una domenica di quando vivevo a Roma .
Ero andato a vedere il film di Almodovar, La Legge del desiderio.
Film vietato ai minori di 18.
Tra gli spettatori c'era un genitore con un figlio che, era evidente che non avesse 18 anni ma, lo voleva iniziare a film con scene erotiche .
Difatti riesce a far entrare il figlio, solo che essendo un film di Almodovar , il desiderio non era con donne ma un triangolo tra tre uomini, tra cui Banderas.
Quel genitore iniziò a impallidire.
Non riuscì ad andare avanti, prese il figlio e andò via.
Anche se il film era un grande film ma, lo potevo capire.
Ieri sera invece non si è alzato nessuno.
Tutti lì fino alla fine .
Comunque il film è un grandissimo film.
Un film italiano con eroi simil Marvel.
Con la differenza che le scene pur con eroi con poteri straordinari, parlavano tristemente della realtà in cui viviamo.
La realtà della violenza anarchica e senza scrupoli.

sabato 16 luglio 2016

L'INVESTITORE

È un periodo in cui fare un investimento è difficile.
Vuoi perché non ti puoi fidare più di nessuno.
Vuoi perché soldi da investire ce ne sono pochi.
Soprattutto per uno come me che, vivendo  da separato, di soldi ne deve spendere tanti.
Ma al futuro occorre pensarci.
Bisogna essere previdenti e lungimiranti.
L'occasione mi si è presentata stamane, di sabato.
Giorno in cui questi affari sono a riposo.
Era al bar a prendere il caffè e entra una bambina con sua madre.
Porta con se un salvadanaio e lo tiene stretto a se.
Mi dice che deve fare così perché a casa , il suo fratello gli ha preso dei soldi.
Allora ho capito che quello era il momento di fare l'investitore.
Ho preso delle monete e le ho messe nel salvadanaio della bimba.
Di sicuro è stato un investimento senza ritorno e senza guadagno personale.
Ma spero che questo gesto, possa essere un investimento per quella bambina per il suo futuro.
Capendo che nel corso della sua vita incontrerà sia dei birbantoni come suo fratello ma anche persone che credono in lei investendo nella sua fiducia verso il futuro.

mercoledì 13 luglio 2016

WHATSAPP

Ne ho sempre apprezzato le potenzialità ma, con il tempo ho iniziato ad odiarle per l’uso distorto ci cui se ne fa.
E’ passato da uno strumento di contatto senza frontiere , ad un modo per rapportarsi , limitando o annullando gli incontri di persona.
Si usano in modo inflazionato baci, bacetti che , per chi come me è abituato al significato reale del gesto , si confonde e non capisce che è un modo per fare i simpatici o i falsi e null’altro.
A volte mi è stato usato per essere confinato da una vita, quando bastava chiedermi di non contattare più.
A volte è stato il messaggero di interruzioni amorose, in sostituzione di un telegramma e del coraggio di dirlo di persona in faccia.
Pertanto è uno strumento di cui con il tempo ho perso la fiducia e il disincanto della sua utilità.
Ma stasera mi sono dovuto ricredere.
Ho scoperto un lato positivo che mi ha spiazzato.
Una utilità che ti aiuta a vivere.
Stavo facendo yoga e terminato la pratica, stavo facendo l’esercizio di rilassamento.
Mi sono più che rilassato, addormentato della grossa.
Ma per fortuna c’era lui vigile a vegliare su di me.
E’ partito un trillo per un messaggio ricevuto e immediatamente mi sono destato.
Diversamente , avrei dormito fino a domattina senza cenare e per di più sul pavimento.
Ma grazie a Whatsapp tutto ciò non è accaduto.
Sono riuscito a ritornare in vita.
Una stranezza per uno strumento che la vita te la toglie , isolandoti dal mondo.
A me stasera me l’ha ridata.
Grazie bistrattata tecnologia.

  

martedì 12 luglio 2016

OSTILITÀ

È una sensazione che mi accompagna dall'infanzia.
Tutto ciò che io ho intrapreso ha sempre generato ostilità negli altri.
Nei miei fratelli e al di fuori della famiglia.
Una ostilità malvagia.
Quella fatta di chi ti aspetta al fallimento.
Di chi non fa nulla per supportarti, ma è lì pronto quando tu cadrai sconfitto.
Non ho mai capito il perché.
Forse porto in viso qualcosa di arrogante e superiore, pur non avendo intenzione.
Ma una cosa è fronteggiare chi ti pone in modo esplicito degli ostacoli che dovrai superare.
Altra è quella passiva, generata dall'indifferenza e dalla attesa della tua sconfitta.
Ne ho dovute affrontare tante .
Alcune le ho superate , altre no.
Ma quando ti si uccide l'entusiasmo è difficile portare avanti qualcosa nonostante il mondo contro.
La morte dell'entusiasmo è la chiusura dei rifornimenti alle tue azioni.
Oggi mi sento così.
Riguardo a tutto.
E credo che abbandonerò tutto.
È dura andare avanti con un mondo ostile.
Tanto vale lasciare tutto e mandare tutti a fanculo.
Sarò un fallito ma almeno ci ho provato.
Ho messo tutte le energie che avevo.
Ma se la fonte principale che te le deve dare neanche lei te le da, allora non ha più senso nulla.
Ha più senso ammainare bandiera bianca e arrendersi, non facendo più nulla.
E fa niente se gli altri rideranno di te e diranno lo sapevo.
Non me ne può fregare un cazzo.

lunedì 11 luglio 2016

ASILO DEL BENESSERE

Io non ho mai frequentato l’asilo da piccolo.
Ho fatto direttamente la primina, per poi passare l’anno dopo in seconda.
Non ho mai saputo il perché di questa scelta dei miei genitori.
Se era una cosa usuale ai miei tempi nel luogo mio di nascita oppure se si è trattato di uno dei tanti trattamenti bizzarri che , i miei genitori mi hanno dedicato.
Non ho neanche potuto chiedere ai miei fratelli più grandi di me, in quanto con loro non c’è mai stato , e tutt’ora non c’è , un rapporto di comunicazione e di scambio.
Pertanto le dinamiche di un asilo non mi sono note.
Ho assimilato qualcosa quando lo frequentava mia figlia o per esperienze cinematografiche o documentaristiche.
Di solito un bambino che frequenta un asilo, se non è di animo generoso o non gli è stato insegnato ad esserlo, si comporta in modo del tutto istintivo e primitivo.
Le cose che gli vengono spontanee sono quelle di affidarsi ad un gruppo di appartenenza per non rimanere escluso, di far propri i giochi prima che gli altri ne possano entrare in possesso, in quanto non gli è stato ancora insegnato il senso della condivisione.
Purtroppo tutto questo non l’ho vissuto.
Sono stato scaraventato in un mondo già grande.
Un mondo di regole.
Un mondo di punizioni.
Un mondo in cui c’era qualcuno che governava che tutto ciò seguisse correttamente il suo corso.
Ora a quasi cinquant’anni , mi rendo conto che questa esperienza non fatta , è un’esperienza mancata.
Una esperienza che ti impedisce di capire alcune dinamiche di gruppo e rimanerne di conseguenza spiazzato.
Stasera è capitato di nuovo.
C’era organizzata una serata di scambio trattamenti e purtroppo eravamo di numeri dispari, oltre che tutti adulti.
Ma anziché condividere tutti il problema venutosi a creare, e, cercare una soluzione per non danneggiare nessuno e cercare tutti di lavorare, come in un asilo, ognuno in modo istintivo e primitivo si è preoccupato di assicurarsi il compagno di trattamento, trascurando chi rimanevo escluso.
Sono rimasto smarrito, anche se questi comportamenti da circa due anni , non sono inconsueti.
Avrei potuto fare anch’io lo stesso, visto che l’ultimo era una persona di età anziana che , tardava ad arrivare.
Ma mi sono ricordato che lo scorso anno , senza che me ne rendessi conto, quel signore , rimase da solo e fu costretto ad andarsene.
Allora visto che nessuno lasciava il proprio trofeo per cercare di risolvere il problema, non avendo fatto l’asilo ma la primina , mi sono autoescluso e sono andato via io.
Ovviamente furibondo e non con il cuor contento.
Ma quando hai a che fare con questi adulti bambini, forse non puoi fare altrimenti.
Li ho lasciati nel loro asilo del benessere.
Poi mentre cercavo di prendere un treno per ritornare a casa, in quanto quando una serata va storta continua ad andare causa ritardi assurdi, mi è venuta in mente una frase.
Una frase che mi è stata consegnata in un attestato ad un seminario dal Maestro Masunaga.
Il quale ha scritto “Lo shiatsu è un contatto emozionale fra le persone, uno scambio di sentimenti”.
Ovviamente il maestro , e quanto meno io , non intendeva ciò che è avvenuto stasera.
Però se le cose avvengono, servono per farti riflettere.
E se non puoi pensare di cambiare la testa di tutti questi adulti d’asilo, devi fare una sola cosa.
Farti da parte e chiamarti fuori.

Perché sei tu l’elemento fuori luogo , non loro.  

sabato 9 luglio 2016

U2

Ho sempre pensato che non fossero di mio gusto.
Non per snobismo o superiorità.
Semplicemente non li credevo attinenti a me.
Forse per abitudine a scelte di vita già consolidate e difficili da cambiare.
Ma poi come sempre nella vita, ti ci trovi coinvolto senza volerlo e allora vivi questa esperienza che mai avresti fatto.
E ti accorgi che hai sbagliato a non averla mai fatta.
Ma ora sei contento di avere avuto questa opportunità.
La godi a pieno.
E quello che non credevi attinente a te, scopri che ti dà emozioni che da tempo non provavi più.
Un qualcosa di passato ma che ti dà vitalità, perché è ancora pieno di vita.
Davvero belli questi U2.
Se non fosse stato per i ticket elettronici, non avrei mai avuto il piacere di frequentarli e ammirare la professionalità dei loro dipendenti e la bontà dei loro prodotti.

venerdì 8 luglio 2016

PASSA MIA MADRE

Eravamo seduti l'uno accanto all'altro.
Due generazioni a confronto.
Poteva essere mio figlio.
Dall'eloquio , sembra un ragazzo che conosce la vita.
Parlano di Riccione, e lui pur avendo una giovane età conosce tutto.
Come chi carico di esperienza di vita, la offre sinceramente e gratuitamente a chi ne ha bisogno.
Mi dico tra me e me, che questi ragazzi sono molto più grandi della loro età.
Più vissuti.
Almeno più di me di quando avevo la sua di età.
Ma arriva il momento in cui tutto quello che ho pensato di buono , crolla in un attimo.
Come un bellissimo castello ma, fatto di carta.
Arriva il momento di pagare e allora chiede se sua madre è già passata.
Gli rispondono di no.
Allora senza scomporsi, si alza e dice che passa mia madre per pagare.
D'un tratto l'uomo vissuto, alla bisogna e alla convenienza, è tornato , da paraculo, un ragazzo.
Purtroppo mia madre non c'è più, io non ho potuto dire la stessa cosa, ed ho pagato di tasca mia.
Ma se mia madre ci fosse stata e fosse passata, più che pagare , mi avrebbe riempito di scoppole, perché sicuramente avrebbe trovato qualcosa che non avevo fatto e me l'avrebbe fatta pagare , per essere lì a bighellonare.
Bei tempi , ora hanno tutto e non sanno il sapore della conquista.

giovedì 7 luglio 2016

LA MANCANZA

Sono stato in vacanza per 4 giorni in Spagna.
Giorni che vivendo la giornata sempre in giro è come fossero stati il doppio.
Partendo ho dovuto lasciare tante cose e arrivato ne ho trovate altre .
Nuove da vivere e da scoprire.
Cose a cui devi abituarti o per lo più cose di cui ne apprezzi da subito la novità.
Tante altre invece sono le stesse che hai da te, ma ti accorgi della differenza.
Noti che sono fatte meglio.
Non so perché, se quello dell'altro è sempre migliore oppure è effettivamente così.
Ho visto una città in continuo rinnovamento nell'offrire sempre qualcosa di nuovo e nello stesso tempo una città con le sue belle tradizioni che con orgoglio mantengono.
In tutto questo viaggiare , una mancanza c'è stata.
Certo in qualche modo ho rimediato ma, è come quando prendi qualcosa in prestito che, sai che non è tuo.
Sei connesso a questa nuova realtà ma sai che non è la tua.
Quell'unica cosa , ti manca e ti dà sofferenza, ti dà disagio.
Nello stesso tempo è un qualcosa che ti lega alla voglia del ritorno.
Sapere che prima ritorni e prima la riavrai.
Sarà di nuovo tua.
Arrivati in aeroporto non vedevo l'ora di partire.
Di riaverla con me.
Ormai quei minuti di attesa erano minuti in più, più che gli ultimi del viaggio fatto.
La mancanza si sentiva ancor di più.
Ma arrivati , tutto si è risolto.
Appena arrivati , l'ho riavuta con me.
Neanche fossero trascorsi chissà quanti giorni.
Ma quando una cosa ti manca e per di più ci tieni tanto, anche un giorno è troppo.
Solo allontanandoti ti accorgi dell'importanza che ha per te.
Nel quotidiano è sempre lì , è scontata quasi.
Ma ora ho capito che senza di lei non posso più stare .
La prossima volta dovrò fare diversamente.
Non poter avere la tua sottoscrizione di internet per lo smartphone, è una sofferenza atroce.
E fino a questo viaggio non me ne ero mai reso conto .


martedì 5 luglio 2016

ABBANDONATI

Nella casa in cui sono cresciuto , all'ingresso , di fianco ad uno specchio, c'era appesa una stampa di riproduzione di un quadro.
Una stampa che mi ha sempre messo tristezza e mai ho saputo di chi fosse e chi l'avesse mai acquistata.
Anni fa venendo in vacanza a Barcellona, vado in visita al museo di Picasso e in una delle sale mi trovo questo quadro dinanzi.
Una emozione mi colpisce, mi viene istintivamente di piangere, non so perché.
Scopro di aver avuto in casa una copia di Picasso e non lo sapevo.
Oggi ci sono ritornato.
Questa volta con me avevo una audio guida.
Arrivato al famoso quadro, ne sento il titolo e la spiegazione .
Il quadro si intitola "Gli Abbandonati".
Da lì capisco che quel quadro in casa mia non è mai stato per caso.
Ma ne rappresentava l'anima di quella casa.
Una famiglia di abbandonati che , anziché unirsi e fare corpo unico , fronte comune, hanno sempre vissuto separati , abbandonandosi l'un con l'altro.
Una famiglia picassiana.
Un modo artistico per non dire altro di più sgradevole.
Mi circondo sempre di persone che usano questa risposta.
Mi chiedo il perché.
Perché mi circonda di queste persone e non di altre.
Sarà la mia presunzione di cambiarle ?
Sarà la mia presunzione di bastare per loro ?
Sarà perché non trovo altro ?
Non lo so, ma di sicuro è deprimente.
Reprime e distrugge ogni mio entusiasmo e iniziativa.
Ti viene la voglia di non fare più nulla.
In tutti i campi .
Ti senti demotivato ad andare avanti.
È peggio che non interessarsi a te.
È come farti sentire il loro disappunto per scalfire tutto il tuo io.
Stare con te o rifiutarsi di stare con te solo per disappunto.
In questo modo rimani senza energie mentali.
Come un ameba.
A cui verrebbe solo voglia di essere calpestato e schiacciato.
In modo da portare a termine questa esistenza piena di disappunti.
Una esistenza di NO.

sabato 2 luglio 2016

IL COMMENTA-TORE

Ci sono limiti di cui ti accorgi di aver superato solo dopo averlo fatto.
Non per mancanza di rispetto o sbadataggine.
Semplicemente non ne avevi l'intenzione ma l'effetto è quello che conta.
Questo vale ancor di più sui social.
Dove c'è troppa libertà di interazione, per cui è facile caderci dentro.
Nel caso particolare mi è capitato di fare un commento che poi è stato cancellato, in quanto il proprietario del post così ha deciso.
Giustamente , se quello da me scritto è stato recepito come inopportuno o fuori luogo.
E poco importa se le mie intenzioni non fossero malevoli.
La prenderò come una esperienza di cui tener conto in futuro.
Forse è meglio non farlo più.
Non commentare , non postare.
Mi sa che li faccio oltre i limiti.
Forse per riempire una vita vuota di contatti , utilizzando come succedaneo questo strumento altrettanto vuoto.
Penso che non farò più il commenta-tore
 mi limiterò a fare il silenzia-tore.

venerdì 1 luglio 2016

LA MANIGLIA

Da qualche giorno sul social per eccellenza stanno postando dichiarazioni in difesa della propria privacy.
Sembrerebbe che ogni cosa pubblicata , sarà visibile a chiunque.
Tra questi anche una mia amica .
Forse , tra quelle che conosco è stata la prima a dare battaglia.
A difendere con i denti la sua vita, la sua libertà , il suo privato.
Ma combattere contro chi è più forte di te porta i suoi rischi.
Ne devi valutare le conseguenze e le reazioni.
Devi accettarne la forza messa in atto per distruggere ogni tua ribellione.
La risposta non si è fatta attendere.
Ovviamente ha giocato molto sporco ma sempre sullo stesso tema, la privacy.
Non ha fatto quello che tutti si sarebbero aspettati, ossia ritorsioni sul social, impedendogli di usarlo.
No è andato sul personale.
Gli ha fatto rubare la maniglia del cesso.
Così oltre che sul social , la privacy non l'avrà più neanche li.
Tutti gli altri sono stati avvertiti.
Che decidano di arrendersi , altrimenti i servizi segreti faranno sì che i loro servizi non avranno più segreti.
E la mia amica da oggi ne sa qualcosa.