mercoledì 21 gennaio 2015

IL SUPEREROE

Oggi con mia figlia siamo andati a vedere un film più per bimbi che per adulti come me o grandi come lei .
Ma ne avevamo voglia entrambi .
Siamo arrivati in orario , con in sala le luci ancora accese.
Questa volta riusciamo a vedere con calma i trailer , le pubblicità .
Le luci si spengono .
Lo spettacolo sta per iniziare .
L'attesa è tanta .
I bimbi in sala sono ansiosi ma felici .
Attendono l'inizio .
Ma qualcosa non va.
Il film non inizia .
Solo il buio.
Il nervosismo inizia a salire un po' in tutti.
Nessuno si muove.
Tutti si lamentano .
Mi viene da pisciare.
Approfitto del black out e vado .
Ritorno e mentre sto per salire le scale e tornare al mio posto , il film sta iniziando .
Mi sto per affrettare ma una ovazione generale mi accoglie .
Tutti hanno lo sguardo verso di me e applaudono .
Non capisco .
Un bimbo mi si avvicina e mi dice :
"Grazie , ma tu sei il supereroe dei cinema ?"
Non so coda rispondergli.
Vorrei dirgli la verità ma, lo deluderei.
Allora lo guardo negli occhi, gli faccio una carezza sulla testa e gli dico :
"Di niente piccolo , questo è il mio mestiere"

PARLARE CHIARO

L'ho incontrata all'ipermercato .
Dovunque io andassi la ritrovavo.
Non perché la conoscessi o seguissi.
Pura casualità .
Però ha comunque attirato la mia attenzione da subito .
Truccata tantissimo , tacchi alti e minigonna.
Molto appariscente , bella non saprei .
Al bar dove io e mia figlia abbiamo preso un caffè e una cioccolata , lei ha preso una cioccolata con panna, una fetta di torta con crema e due brioche .
Poi l'ho incontrata al cinema , stesso film nostro , ed aveva comprato una mega porzione di pop corn , più per lei che per la figlia .
Alla fine uscendo , andando al parcheggio ho sentito un urlo disperato .
Era lei.
Urlava e chiedeva a tutti che le erano intorno : "ma da quando c'è un limite giornaliero ".
Allora ho capito tutto.
Ho capito che oggi finalmente , qualcuno ha avuto il coraggio di dirgli la verità.
Qualcuno ha avuto il coraggio di parlare chiaro con lei.
Qualcuno non ha avuto paura di dirgli che stava esagerando .
Qualcuno gli ha detto una buona volta che aveva superato il limite .
Il bancomat .

LA DISATTENZIONE

Me ne sono accorto per la prima volta ieri sera .
Non so il perché .
Eppure l'ho sempre avuto dinanzi agli occhi.
No che stessi a guardare sempre li .
Ma certe cose si notano , non possono sfuggire .
Che strano che è il cervello .
Affascinante e spiazzante .
Chissà perché molte volte non ci accorgiamo di cosa è evidente .
Forse perché è nascosto e ha bisogno di attenzione.
Come accorgersi dei begli occhi di una donna celati da un paio di occhiali .
Oppure dei bellissimi capelli nascosti  da un cappello o da una cuffia di lavoro .
Forse ieri sera era una situazione tipo nebbia.
Quella che ci costringe a guardare in prossimità e, a farci notare cose che prima non avevi mai visto .
Come una corte con giardino all'interno di un portone sempre chiuso o mai visto .
Perché avendo la visuale libera si tira dritto e non si fa attenzione a ciò che ci circonda .
Ci vuole calma per fare questo.
Proprio la calma che ti obbliga ad avere la nebbia .
Forse ieri sera è andata così .
Penso proprio di si.
È assurdo che non mi sia mai accorto che la barista ha proprio un bel culo .

L'INQUIETANTE

Si aggira nello spazio dell'area caffè.
Lo trovo quasi sempre in tutti i momenti di pausa.
Se fossi un pò paranoico e, lo sono , ma non a questi livelli, penserei che stia li ad aspettarmi.
E' un anima in pena.
Una persona sola.
Un uomo travolto dalla vita.
Mai nessuno a fare pausa con lui.
Mi inquieta tanto.
Forse perchè in quella persona mi specchio.
Quella persona rappresenta la mia anima attuale.
In pena.
Sola .
Stravolta dagli eventi.
Un anima che non trova pace.
Siamo come due cani randagi.
Che sanno di esserlo ma si chiedono, perchè siamo così ?
Cosa abbiamo fatto di male ?
Che colpa abbiamo se, non aver vissuto ?
Quindi forse quest'uomo non mi sta inseguendo.
Semplicemente quando mi incontra , come un cane , ha affinato il fiuto.
Ha capito che io come lui indosso gli stessi vestiti.
I vestiti che nessuno ci aiuta a togliere e spogliarci.
I vestiti della disperazione.
Forse vede in me un suo simile.
Uno in cui cercare conforto.
Uno che può dare risposta alle sue domande.
Ma un cane randagio non può risolvere i problemi di un suo simile.
Un cane randagio non ha risposte.
Un cane randagio vaga senza meta, come una barca che ha perso il timone in mezzo al mare. 
Un cane randagio al massimo può condividere un osso, se lo trova.

L'ECCESSIVO

L'ho conosciuto ieri sera al bar .
All'apparenza mi sembrava un tipo strano .
Poi ascoltandolo parlare , ho capito .
È un esperto di vino e, come il vino ha un animo allegro , socievole e aperto .
Io non ne capisco nulla ma si vedeva che era un intenditore.
Una persona che parlava con competenza e passione.
Mi ha detto che per fare il mestiere che fa, occorre essere un eccessivo .
Devi bere, dedicarcisi con passione.
Senza limiti.
Devi provare e assaporare .
Solo così puoi diventare un esperto .
Bastava vedere i suoi occhi , mentre guastava e assaporava .
Come faceva muovere il vino nel calice per identificarne i sapori .
Molto affascinate , anche se io sono completamente astemio .
Ma vedere una persona che fa qualcosa con passione che , si distingue da chi lo fa con esaltazione , ti fa avvicinare , anche solo per capire , ad un mondo che non ti appartiene .
In fondo perché la passione è la stessa dovunque la eserciti e siccome tu sei fatto così , quando incontri queste tipo di persone non puoi che entrare in empatia e rimanerne rapito.
Ma la cosa che mi ha fatto capire di più il senso di eccessivo , di cui lui parlava, non è stato vederlo bere con gusto più calici di vino diversi e averne una lucidità , frutto dell'esperienza , di analizzarli seriamente ognuno .
È stato in un altro gesto che ha fatto.
Quelli che ti fanno capire che si è eccessivi perché lo sei in tutto .
Altrimenti non potresti esserlo solo in un determinato momento .
Be, questa persona ieri al bar mi ha rivolto la parola , parlato con me e si è anche presentato .
Davvero una persona insolita , fuori dal comune .
Un eccessivo.

PUNTI A CAPO

Sono quelli che devi mettere in occasione di un grave problema di salute nella tua vita o in caso di fallimento di vita.
Ne ho sentito parlare da una persona  malata di cancro e dal proprietario della Virgin dopo un suo fallimento imprenditoriale .
In entrambi casi non potendo contare sull'esistente , su chi poteva dargli una mano , sono stati costretti a partire da zero .
Di ricostruirsi da capo.
Da soli , con le loro forze .
È dura , è tremendo ma, se ci riesci è una forza inestimabile .
Certo , si rischia anche il suicidio.
Ma a ben pensare e a guardarmi intorno , ne vedo di gente suicidata che ancora vive.
Nel mio caso mi trovo ad affrontare un fallimento su tutto.
Ho fallito come marito , come famiglia , come padre , come lavoratore , come amico , come amante in maniera continuativa .
Ho così fallito che ormai e, li posso comprendere , neanche mi danno più retta.
Non rispondono a messaggi , non ti likeno più , non ti seguono , non ti chiamano .
Ti evitano , cercano di starti lontano .
Allora occorre azzerare tutto.
Perché da un fallimento non si può recuperare ciò che hai perso.
No da un fallimento puoi solo ripartire.
Ripartire da zero.
Abdicare da tutto.
Da quello che non ti da più niente e ti fa solo sprecare inutilmente energie .
Allora occorre aprirsi al mondo.
Bello o brutto che sia .
Non ha senso percorrere le stesse strade che non ti portano da nessuno parte .
Un po' come quando vai in giro in bicicletta per la campagna o a passeggio per una città nuova .
Perdersi per imparare a conoscerla .
Certo il rischio è alto .
Rischi di rimanere solo.
Di affondare completamente .
E se così sarà ci lasceremo annegare , fino in fondo .
Perché un fallimento una soluzione deve trovarla , in un modo o nell'altro

MAYONESE

Occorre energia e cura nel prepararla.
Occorre stare attenti , perché si rischia di farla impazzire .
Non mi è mai capitato , mai accaduto.
Quindi per me è sempre rimasto un semplice vocabolo .
Una accortezza da rispettare .
Impazzire l'ho sempre associato a qualcosa di esterno da me.
Ne ho visto di gente impazzita .
Ma sempre alla fine del loro percorso.
Quando ormai la meta orrenda era raggiunta .
Mi son sempre chiesto come si fa ad impazzire.
Cosa possa spingere una persona a cambiare uno stato mentale , degradandosi fino all'abbisso.
Certo ho visto dei film , ho letto libri che narravano di questo orrendo percorso.
Ma vederli o leggerli , ti fa solo avere una consapevolezza a termine.
Che finisce a fine film o libro.
Ma quando senti che le fruste nel tuo cervello continuano a girare e non riesci più a fermarle, allora capisci cosa vuol dire.
Capisci cosa si intende in cucina quanto si monta troppo .
E se ti capita con la mayonese, la butti e al massimo la rifai.
Se ti capita a te , è troppo tardi , non puoi rifare più niente .

PRESSIONE

È l'accusa che viene posta ad un personaggio del libro che sto leggendo , per giustificarne l'abbandono da parte dell'amante.
Queste parole lette hanno riaperto una ferita nel mio cuore che non ne vuole sapere di rimarginare.
La stessa accusa è stata fatta a me , prima di dirmi che mi abbandonassero .
Che strana ironia ho pensato .
Ora sto intraprendendo un percorso per imparare un trattamento terapeutico basato proprio sulle pressioni .
Mi è stato insegnato che nel praticarlo occorre sapere riconoscere le zone KYO da quelle JITSU .
Quelle morbide , vuote ed accoglienti (KYO ) da quelle dure , piene (JITSU ) .
La pressione va fatta sul KYO , per permettere al JITSU di divenire con un sistema parasimpatico pure esso accogliente e lavorabile .
Altrimenti il corpo ricevente rifiuta la pressione, non riesci a praticarla.
Allora mi sono detto forse ho sbagliato proprio questo .
Ho continuato a fare pressione su quello che prima in loro era KYO ed era diventato JITSU .
Ma la consapevolezza , sta nel fatto che la mia pressione non gradita , non era perché fatta in un posto in cui non ce n'era più bisogno e, quindi dovevo dedicarmi ad altra parte del corpo loro.
No , ho capito che volevo fare pressione in una zona divenuta JITSU , perché tale pressione ora era esercitata da un altro operatore , no perché l'avessi riempita troppo.
E quindi se tu vuoi premere li , vieni rifiutato , semplicemente perché il KYO ora è occupato e riservato ad altri.

FALSO ALLARME

Ho appena finito di cenare .
È tardi.
È sabato sera.
Sono tornato tardi da Milano per il corso Shiatsu .
Ma anche se domattina devo svegliarmi come se andassi a lavoro , ho voglia di prendere un po' d'aria e vado al bar a prendere il caffè .
Arrivo in bici.
L'atmosfera è piacevole ed accogliente .
Si sta bene.
Tutti allegri a godersi la serata in modo tranquillo e spensierato.
Stasera c'è anche lei , la mia amica barista che mi accoglie con sorriso e mi preparo il solito, il caffè .
Mentre sto per berlo, il terrore prende possesso del locale .
Chi poco prima era allegro e sorridente ora è smarrito.
Impaurito di qualcosa di indefinibile .
Una defragazione  potente ha reso tutti sordi .
Le bottiglie sono cadute dalla dispensa .
Gli allarmi suonano all'impazzata.
Sembra l'allarme della contro aerea in tempo di guerra.
Arrivano i pompieri .
Entrano nel bar .
Si dirigono verso il bancone .
La defragazione è partita da li.
Di improvviso i pompieri sorridono mentre sta entrando il loro capo con gli estintori.
"Capo è un falso allarme "
"Ma come ? E questo botto a cosa è dovuto "
"Niente capo , è la barista , ha starnutito ."

IL BENE

Ieri sera ho fatto un'opera di bene , anzi un'opera di non male .
Si perché il bene lo possono fare tutti una volta ogni tanto nella vita.
Chi perché è un'anima buona e sa solo comportarsi così .
Chi per lavarsi la coscienza per quello di sporco che fa abitualmente nella vita.
Ma il vero bene , non perché l'abbia fatto io ma, ne apprezzo la potenza, è quando scegli questo anziché il male.
Ero combattuto se vendicarmi e farla pagare ad una persona che mi ha arrecato dolore .
Alla fine ho scelto di non farlo .
Perché quel male inferto, sarebbe stato anche il mio.
Quando fai del male a qualcuno fai principalmente del male a te stesso .
Cambi , diventi un carnefice ed un vigliacco .
E allora qui sta la differenza .
Qui sta la scelta di fare del male e non farlo.
Io sono io e, quindi non l'ho fatto .
Ma ho fatto una cosa.
Ho comunicato a chi doveva ricevere quella azione che non l'avrei fatta, spiegandogli il perché .
Sperando che abbia capito , in modo che in futuro non faccia più quello che ha fatto .
È un dono .
E come tutti i doni , ognuno è libero di farne ciò che vuole.

4 GALLINE

Oggi ne ho imparata un'altra .
Ormai sto diventando uomo da bar , di solo caffè con qualche crodo saltuariamente, ma da bar .
Ne sto acquisendo usi, costumi e linguaggio .
Tra i miei amici vissuti e quelli meno vissuti come me, dell'altro bar, devo dire che è una bella scuola .
Stasera , anzi nel pomeriggio ero a prendere il caffè , naturalmente , e insieme a me lo prende anche un altro cliente .
Questo cliente paga con 50€.
Allora il mio amico barman-proprietario dice :
"Con questo mi prendo 4 galline".
Alla prima avevo dato un allusione sessuale , però mi sono detto, 4 x 50 un po' poco.
Mentre penso , il mio amico fa i conti mentalmente e dice si con 50, 4 ci stanno.
Non capisco , allora faccio fondo alla mia esperienza di uomo di spesa e cerco di ricordarmi quando possa costare una gallina al super.
Ma mentre penso questo ecco che mi si apre il mondo .
Il mio amico esplicita il suo conto e dice : si con 50€ ci escono 20 tequile.
Allora inizio a capire .
Lui per non fare lo sbruffone , si mantiene largo e dice che 3 di sicuro , 4 forse .
Che mondo .
Per me sconosciuto .
Quindi l'allusione sessuale c'era .
Be , ne ho da imparare e finché mi limito al caffè di galline ne beccherò zero .
Sono proprio d'altri tempi .
Io che credo ancora di conquistare una donna con le poesie che scrivo.
Sono proprio un pollo per essere in tema .
Ma fuori dal tema , a dir la verità son proprio un pirla.
Capis nient.

LA FATA

Era anche lei li, al supermercato.
Non l'avevo vista , non mi sono neanche accorto che mi ha salutato .
La testa mi è proprio partita , non mi accorgo di lei e credo pure che mi abbiano rubato il telefonino .
Fortuna che c'era la mia bimba che mi ha fatto capire di averlo dimenticato a casa .
Ma il trauma è stato forte .
Così forte che non mi sono accorto di lei.
Assurdo.
Lei che per me è un raggio di sole che illumina il mio animo .
Ultimamente al buio.
Ma più è al buio e lei è sempre li a darmi la luce.
Sarà casualità , destino , ma lei quando ho bisogno di luce c'è sempre , con il suo sorriso sincero e puro .
Stasera l'ho vista mentre uscivo .
Era nel reparto bambole/peluche.
L'ho riconosciuta immediatamente anche se era di spalle .
Non sono riuscito a chiamarla per salutarla.
Vuoi per la distanza , vuoi per la tensione del telefonino assente, ma vuoi sopratutto per non essere invadente .
Era come disturbare una fata al lavoro.
Attenta a prendere non una cosa qualsiasi ma quella giusta a cui forse doveva donarla.
Si lei per me è così , anche se non la conosco e non la frequento.
Una donna che sa fare la donna .
Ed oggi è una rarità .
Ma lei è una fata , lei è unica , lei può tutto.
Beato quel principe azzurro che, la porterà in groppa al suo cavallo bianco , verso la felicità che merita.

SMARRITI

Una volta ti accorgevi di loro quando le città si svuotavano per le vacanze o in orari dedicati al sonno o al ristoro.
Persone che vagavano per la città con un anima senza meta.
Che parlavano da sole .
Che cercavano un contatto.
Li vedevi accudire gatti , cani randagi o colombi.
Come chi ha l'esigenza disperata di offrire il proprio amore che, nessuno vuole ricevere e accogliere.
Ora invece li noti nel quotidiano.
In treno, per strada , in ufficio o guardandoti allo specchio.
Gente normale.
Gente che lavora.
Ma tanta gente sola.
Sarà per colpa delle tecnologie che con il loro uso fanno credere che si è tutti amici e vicini , invece rimaniamo estranei e distanti, inaridendo i rapporti umani.
Rapporti che ora trovi solo in gente vissuta, nata molto tempo fa, gli analogici.
Quellli dell'era pre-digitale.
Quelli che non hanno paura a fare due chiacchiere con te.
Quelli che dopo una volta che ti incontrano allo stesso Bar , ti offrono da bere.
Perchè loro così fanno , loro sono sani, genuini , spontanei.
Forse questi vissuti dovrebbero fare come le baby sitter con i bambini piccoli.
Prendere in cura ognuno di noi smarriti e dedicarsi a loro.
Insegnandogli ad aprrezzare la vita.
A riscoprirla.
Si dopo i Dog Sitter bisognerebbe istituzionalizzare gli Smarriti-sitter. 
Quelli che ti portano a giocare a Bocce o a Briscola al Bar.
Quelli che ti portano in Osteria.
Quelli che ti portano allo chalet a ballare il liscio.  
Voi non immaginate che vitalità che c'è in quei posti.
Pieni di gente che sa godersi la vita.
Quella vita che abbiamo smarrito e non riusciamo più a ritrovare.   

V COME VENDETTA O COME VIGLIACCO

E' un sentimento che non mi appartiene.
Più che per mancanza di esperienza che per scelta personale.
Me ne manca sempre il coraggio.
Sempre a valutare le conseguenze.
Non so se per trovare motivi per non esercitarla , perché non ne ho il coraggio o altro.
Resta il fatto che il danno procuratomi mi da molto dolore.
Mi fa molto male.
In questi giorni si parla, giustamente, di violenza sulle donne da parte di essere vili che definirli uomini o umani è un oltraggio a chi lo è davvero.
Non basta avere un organo sessuale per definirsi tale, occorre testa, in senso di cervello, occorre sensibilità, occorre maturità.
Quella che queste persone non hanno.
Ci sono però nello stesso tempo, dall'altra parte, donne che, definirle tali è un oltraggio per chi lo è davvero.
Donne che esercitano il loro potere affascinatorio solo per conquistare ed abbandonare.
Per puro amor proprio.
Per diletto.
Usando una violenza psicologica nell'abbandonarti.
Come un oggetto da discarica senza riporlo li, ma dove capita.
Una mancanza di ecologia amorosa.
Io ultimamente ne ho trovate due , di seguito, che hanno agito in egual modo. 
Certo di sicuro ci sarà il mio modo di essere.
Che quando intraprendo una nuova esperienza, che sia d'amore o altro , do tutto me stesso.
Sbagliando , perché dare troppo è come dare nulla.
Non viene ricevuto ma, rifiutato.
Come continuare a portare da bere o da mangiare a chi è già sazio o perché preferisce altre bibite o altro cibo.  
Vuoi perché emergono le persone che nel momento dell'infatuazione sono nascoste dallo slancio amoroso e sessuale.
Resta però il dolore causato dal comportamento vile che hanno avuto queste donne nell'abbandonarmi.
Non limitandosi a scappare ma, addirittura addossandomi la colpa dell'accaduto.
Neanche fossi uno di cui sopra.
Per una di queste ho ritenuto corretto fare chiarezza nella mia vita privata e sono uscito di casa, separandomi  e, chiesto il trasferimento dove lei viveva.
Ma proprio arrivati alla meta , arriva anche l'abbandono, la fuga.
Per cui devi riorganizzarti una vita diversamente da quella che avevi in mente e, ritornare indietro con la valigia in mano ma, con una vita familiare ormai tracciata e ufficializzata legalmente.
L'altra , si presenta come una donna che vive una situazione sentimentale arida e quasi imposta da altri.
Mi faccio coinvolgere.
Do tutto me stesso, ma non forzo la situazione.
Vivo la storia , mi innamoro.
La complicità è stupenda.
Ma ecco che arriva la fuga .
In modo analogo al precedente.
Sono fortunato ad avere raziocinio e maturità, altrimenti mi sarei rovinato la vita.
Ho capito, sulla mia pelle, come basta poco per uscire fuori di testa e fare qualcosa di irreparabile.
Come il confine è labile.
Ma fortunatamente non l'ho attraversato.
Quel passaporto non mi appartiene.
Ma il dolore causato è forte.
L'umiliazione ancora di più.
Mentre la prima ormai è lontana , l'ultima è in prossimità.
La voglia di reagire è tanta.
Reagire mettendo a conoscenza di chi non sa, cosa è accaduto.
In modo che lei si renda conto che quello che uno fa ha sempre conseguenze.
Ma non ci riesco.
Mi sembra un gesto vile.
Sono un vigliacco senza coraggio, o un uomo che ha ancora cervello ?

MIAO

Stavo uscendo per andare a prendere il caffè.
Dalla porta a vetri vedo che è ancora alla sua scrivania.
E' a capo chino.
Attenta a fare qualcosa.
Sta mangiando.
Come un uccellino che becca dal terreno.
Come un gattone dinanzi ad una ciotola.
Mi avvicino.
Sta mangiando del cibo in scatola con grissini.
Un orrore per me, per me che mi preparo tutto.
Per me che dedico tempo a cucinare e a cucinarmi.
Forse per ingannare il tempo o dare un senso alla mia giornata.
La scherzo, ironizzo.
Ma poi mi guarda con quegli occhioni.
Occhi a cui perdoni tutto.
Occhi di un gattone.
Gattone che ti fa sorridere e a cui daresti una carezza sul crapin.
E allora l'orrore istintivo si dissolve.
Il gattone prevale sul cibo.
Il gattone prevale su tutto.  

SOLE SPENTO

Lo noti da tutto .
Dal grigio del cielo .
Dalle nuvole , stanche ,che non sembrano aver voglia di fare nessun passo , come chi non sa dove andare.
Lo noti dalle strade senza colore, in cui risalta l'asfalto , che finalmente si prende il suo spazio e non solo essere calpestato dalle macchine.
Ma lo noti di più dalle persone .
Gente smarrita.
Gente che aveva riposto speranze nella stagione del sole e vede i frutti non nati .
Gente arresa.
Gente che deve affrontare il freddo con il solito bagaglio di sempre .
Nei loro occhi vedi , nel fondo, la speranza smarrita .
Come chi è stato vicino li per conquistarla e poi si è dovuto arrendere alla realtà .
La gente va spedita , sguardo basso , con la paura di incrociare quello degli altri .
Forse con il timore che venga letto la delusione che prova dentro .
Quando manca il sole , quando è spento , tutto si spegne .
E chi abita qui lo sa.
Non si illude.
Sa bene che quelle luci che vede per le strade , sono artificiali .
Dopo il natale si spegneranno e il grigio tornerà a dominare la luce e il loro animo .
In attesa delle rondini .
Che annunceranno lo sbocciare dei fiori e l'inizio di una nuova speranza per tutti.

LA CULTURA

Ho sempre pensato che leggere sia una bella attività .
Aiuta a capire il mondo .
A confrontarsi .
A scoprire te stesso.
Ad aprirti nuovi mondi.
A fantasticare .
A sognare .
A darti nuove opportunità .
Ad ascoltare quello che uno dice , con lo scritto, senza paura che venga interrotto.
I libri servono molto .
Ti danno molto , se lo sai raccogliere .
Un raccolto il cui frutto e il beneficio lo vedi dopo tempo.
Cambiando te stesso e il modo di guardare la vita.
Ma quando lo hai , è tuo, nessuno può più togliertelo.
Stamane è capitato così .
Qualcuno nello scendere dal treno , per la fretta , ha dimenticato dei libri su un sedile.
Ho colto subito il messaggio .
Quei libri dimenticati mi hanno permesso di sedere e non fare il viaggio in piedi in treno.
Nessuno ha osato toglierli finché non sono arrivato io.
Ho chiesto se fossero di qualcuno .
Quando ho realizzato che erano frutto di una dimenticanza , allora li ho tolti , messi per terra e mi sono seduto .
Certo che c'è ne di gente ignorante in giro , piuttosto che leggere e farsi delle domande preferisce viaggiare in piedi .