Stasera sono andato al cinema a vedere un film che non potevo vedere con mia figlia ma, forse gli avrebbe fatto bene .
Il film narra della miserabilità della vita in cui siamo sommersi .
Come chi di improvviso nota che la strada del cammino quotidiano è diventata come le sabbie mobili .
Se non stai attendo affoghi e non risali più .
Sono quei film che ti danno da pensare.
Perché narrano il quotidiano.
Il quotidiano umano .
Un film diretto , duro, senza sconti ma un bel film .
Non i film americani con i super eroi e il lieto fine .
Quelli che ti fanno viaggiare e vivere la leggerezza .
Per carità , ci vogliono anche quelli .
Guai a non averne.
Occorre poter scegliere e vedere anche cose differenti .
Facendo questi pensieri son tornato a casa .
Posato la macchina e preso la bici per tornare a casa.
Mi concedo un ultimo svago.
Faccio un giro per il paese per riambientarmi.
Si lo so, è da sfigati, ma mi serve farlo.
Mentre sono per la strada di casa , noto una ragazza che esce da una macchina e entra nel portone dove ho la casa in cui abita mia figlia con la madre .
Torno indietro .
La chiamo .
È lei.
Mi stupisco dell'orario .
È tardi.
Ma lascio perdere , è uscita a mangiare una pizza con gli amici per un compleanno .
Ma ecco che il film dallo schermo si trasferisce li da me.
Mia figlia mi risponde ma, rimane dietro al cancello chiuso .
Ero convinto , illuso , che lo aprisse per salutarmi , darmi un bacio e un abbraccio prima di andare a letto.
Invece no nulla .
Sono quei gesti inconsci che dicono tutto.
Dicono che anch'io e mia figlia viviamo in una miserabilità di rapporto .
Siamo entrambi caduti nelle sabbie mobili .
Stiamo affondando senza possibilità di uscirne vivi .
Son tornato a casa .
Non so come ma l'ho fatto.
Ma pieno di fango.
Eppure oggi non ha piovuto per nulla ed era tutto asciutto .
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