martedì 20 gennaio 2015

LO SCHIAFFO

È stato come prendere uno schiaffio in piena faccia.
Di quelli che ti fanno aprire gli occhi e ti fanno vedere la realtà per quella che è .
Quella visione mi ha colpito.
Mi ha messo in imbarazzo .
Mi ha fatto dubitare di me stesso .
Di chi non si prende cura per gli altri.
Stavo per preparare la cena , ma ciò che ho visto mi ha destabilizzato .
Ogni cosa che facevo , il pensiero era a ciò che era di fianco a me, che urlava la mia disattenzione.
Con lo sguardo in silenzio che dice tutto.
Eppure io non sono così .
Sono attento per mia natura .
Osservo .
Non sono riuscito a cenare in tranquillità , avevo cucinato anche peggio.
Il pensiero mi ossessionava .
Le grida di dolore e attenzione si facevano sempre più forti .
Occupavano ogni spazio della mia testa .
Velocemente .
Come un sacchetto di caffè versato in un barattolo .
Dovevo fare qualcosa .
Ho finito di mangiare ed ho affrontato il problema .
Non ho fatto lo struzzo .
Ho cercato di capire cosa avessi potuto fare per aver creato questa situazione .
Ma queste sono situazioni in cui conta di più l'agire immediato che pensare al perché .
Quello ci badi dopo .
È come ad un pronto soccorso devi pensare a salvare e poi curare perché non ricapiti più .
E così ho fatto .
Mi sono avvicinato .
Ho osservato bene e recepito il messaggio .
Gli ho posato una mano come a dirgli , ho capito , ora mi dedico a te .
Per creare , anzi riprendere un contatto, sapendo che non mi avrebbe respinto .
Perché aveva bisogno di me e me lo chiedeva .
Scusami se non sono stato attento.
Sono andato in bagno ho preso la bacinella , riempita di acqua e aceto ed ho pulito quella macchia nera sulla gomma del frigo .

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