lunedì 31 ottobre 2016

POKER

La mia infanzia è stata vissuta con gli adulti che giocavano a carte e noi a guardare.
C'erano due tipi di giocatori.
Quelli come il mio papà che giocavano a tressette e quelli più bohémien che giocavano a poker.
Può sembrare strano il poker nel ricordo di un bimbo napoletano, ma nel mio palazzo era così.
Tressette o poker.
Noi ragazzi anziché indirizzarci verso il classico gioco di carte napoletane ,ci siamo fatti affascinare dal poker.
Trascorrevamo serate a giocarci, anche con i soldi.
Facevamo anche i bari tra di noi , quando si prendeva di mira uno di noi, me compreso.
Ci divertivamo.
Ma tutto ha una fine.
La mia è coincisa quando ho perso e ho dovuto dare dei soldi.
Niente di che ma, a me a quell'epoca mi sembravano tanti.
Potevo non darli, ma le regole sono le regole.
Questo mi ha fottuto nella vita, rispettarle.
Da allora ho giurato che mai più avrei giocato a carte con soldi.
Così è stato.
Ma le caratteristiche del giocatore da poker mi sono rimaste.
Tra tutte , la sfida di scoprire il bluff.
Molte volte ci ho indovinato , altre no.
Mi è venuta da usarla anche in amore.
Quando la donna che amo o amavo chissà, ha alzato la posta.
Sono quelle situazioni in cui ti alzi dal tavolo , molli le carte e te ne vai.
Ma non mi convinceva, sono rimasto seduto con le mie carte e ho messo i soldi nel piatto, per vedere se le carte che avesse in mano fossero quelle dichiarate.
Purtroppo ad alzarsi dal tavolo è stata lei .
Scappando e portandosi via anche i soldi puntati da entrambi.
Un grande bluff.
Il più grande mai visto in vita mia.
Avrei preferito tanto che non fosse così.
Ma se non avessi preso questa fottuta fregatura, mi sarei continuato ad illudere.
Invece sono stato tramortito con una botta in testa.
Come chi ha scoperto il trucco e deve essere stordito per permettere all'altra di scappare.

SPALLE FORTI

Sono figlio di una mamma che ha conseguito il master Montessorri.
Con lei non c'era mediazione, o così o giù botte.
Ma non con le mani , con quello che capitava, dalla ciabatta al mestolo.
La si poteva capire.
Da sola con 4 uomini, tre figli e un marito .
Un marito che per guadagnare quel poco in più per non farci mancare nulla, lavorava di notte e si portava da mangiare il pane con burro e marmellata.
Altri tempi.
Per cui le doveva badare sempre e solo a noi, senza avere neanche la consolazione del conforto coniugale a letto quando andava a dormire.
Per cui i nervi erano tesissimi.
In più le era stato impedito di dedicarsi alla sua passione, la sarta.
Mio padre non ha mai voluto che lavorasse, doveva badare ai figli.
Un obbligo che non gli ha mai perdonato.
Per cui ad ogni occasione giù botte.
Ma non per vendicarsi, tutt'altro.
Quelle botte erano per farci capire la sua rinuncia.
Anche se a dire il vero io sono quello che ne ha subito di meno.
Mai come i miei fratelli, per come mi hanno raccontato gli altri.
Io ho solo vissuto le mie.
Ma il lato positivo di queste esperienze è che col tempo le tue spalle diventano forti.
Le botte prese , le hanno rinforzate.
Tanto che lei si arrabbiava notando che non facevano lo stesso effetto di quando ero piccolo.
Ecco perché stamattina quando ho ricevuto quel SMS, che portava un rifiuto , ho ringraziato mia madre.
Le spalle forti di cui lei mi ha reso, hanno sostenuto a quest'ultima vigliaccata di una donna.

HO CAPITO

Stamane ho capito perché nessuna donna possa essere interessata a me.
Beffardamente, l'ho capito per opera di due uomini.
Uomini che al mio arrivo al bar , si sono limitati al saluto , non permettendomi ne coinvolgendomi in loro discorsi.
Posso capirli.
Cosa può portare in parole un uomo che beve solo caffè.
Cosa può portare un uomo che legge libri.
Cosa può portare un uomo che scrive.
Cosa può portare un uomo che non fuma.
Cosa può portare un uomo che che gira in bici.
Cosa può portare un uomo che cucina.
Cosa può portare un uomo che fa il pane in casa.
Cosa può portare un uomo che ha il coraggio di separarsi.
Cosa può portare un uomo che studia Shiatsu e macrobiotica.
Nulla.
Meglio lasciarlo perdere, può essere pericoloso.
Può devastare quell'equilibrio di mediocrità e ipocrisia in cui riescono queste donne a sopravvivere.

sabato 29 ottobre 2016

OPPORTUNITÀ

Se mi fosse capitato in passato ciò che mi è accaduto ieri sera, sarei andato fuori di matto.
Mi sarei rovinato la serata e avrei riempito di insulti il servizio clienti del mio gestore telefonico e altri a cui mi sono rivolto.
Ma fortunatamente la vita mi ha temprato, mi ha fatto maturare.
Insegnandomi che prima di tutto viene il problema e dopo arriva il mio ego ferito.
Problema che devi portare a soluzione e urlando non si risolve nulla.
Ho cercato di capire, di trovare il motivo, la causa dell'errore.
Perché se non trovi la causa, l'errore si ripresenterà ancora una volta e, non capirai perché.
Ho fatto un viaggio a ritroso , cercando di capire cosa avessi potuto fare con il mio agire per procurarmi danno.
È stato un viaggio per tentativi , per esclusioni successive.
Alla fine ci sono riuscito.
Ragionando con calma, ho capito il perché.
Questa esperienza negativa , è stata una opportunità per me.
Mi sono stupito di me stesso.
Poi mi sono ricordato del perché ho potuto fare questo.
Io sono un allievo operatore di keiraku Shiatsu.

venerdì 28 ottobre 2016

HIGUAIN

Ormai tutto ha un prezzo.
Tutto deve poter essere acquistato.
L’unica tutela che puoi avere e applicare, è quella di stabilire un prezzo altissimo.
Un prezzo che è sinonimo di non acquistabilità e reca l’informazione di volontà di non vendere.
Ma se quel prezzo qualcuno decide di volerlo pagare, non puoi rifiutarti.
Devi vendere.
Non puoi contestare, ne fare ostruzionismo.
Ti è stato pagato il prezzo che hai chiesto.
Devi consegnare la merce.
Con dispiacere ma, devi farlo.
Questo modo di agire si è mutuato anche nei rapporti privati.
Dove per non concedersi , dicendo semplicemente NO, ti presentano una offerta impossibile da accettare.
Ma se tu, dopo averle tentate tutte, quell’offerta la accetti, dovresti ricevere in cambio, immediatamente l’offerta proposta.
E invece no.
Hai fatto un gesto che ha stupito.
Un gesto impensabile.
Un gesto che inimmaginabile potesse essere compiuto.
Un gesto di cui non si è capace di gestirlo.
Un gesto che fa emergere la vera natura.
La vigliaccheria.
Il Bluff.
In fondo lei è solo una donna a cui ho donato il mio amore.
Mica Higuain.

giovedì 27 ottobre 2016

IL VASO BUCATO

Vorrei scrivere.
Avrei tanto da scrivere ma non esce nulla.
Il mio è uno scrivere che parte dal di dentro.
Che sia gioia o dolore, tristezza o allegria, deve venire da li.
Ma ora sono vuoto.
O forse ghiacciato.
Sono senza parole da dare, ne da offrire.
Mi sento come chi ha innaffiato il suo fiore , la sua pianta.
Per poi accorgersi che erano riposti in un vaso bucato.
Dove tutto scorre , passa ma non rimane.
Si disperde.
Come ceneri di un fuoco che non arde più.
Un fuoco accesosi e spentosi troppo volte.
Di cui non si è avuta l’accortezza di aggiungere altro legno.
Rimanendo stupiti che non ce n'è sia più.
E forse neanche più occorre.

martedì 25 ottobre 2016

PERCHÉ

Ancora una volta è finita male.
Ancora una volta mi sono illuso di un qualcosa che non poteva essere.
Mi sono chiesto il perché.
Cosa ho che non va ?
Chiunque ha un lato marcio che non può non emergere.
Ma non può un baco coprire il bello del resto.
Ho voluto capire.
Analizzare.
Senza fare sconti, prima di tutto a me stesso.
Ho capito che non ho nulla da rimproverarmi.
La situazione era frangibile.
Si è fatta confusione, di desideri e bisogni contrapposti.
Desideri e bisogni che inizialmente sembrano combaciare, ma poi col tempo divergono.
Non ho capito o non ho voluto capire che in realtà ero solo un passatempo.
O eravamo un passatempo per entrambi.
Ma per me non era così.
Ero un brivido da provare per vedere l'effetto che fa.
E quando un passatempo inizia a portare pretese, rabbia , diritti, non ha più senso averlo.
Meglio tornare e rimanere con quello che si ha.
Che senso ha , avere un clone di vita che hai già.
Se scelgono me , è per essere spensierate.
Io invece confondo con l'impegno in futuro che, mai potrà esserci e mai sarà.
Ecco qui il motivo.
Ecco perché.

AVANZA

Per un giovane è un verbo verso una vita da conoscere e fare sua.
Per un non giovane è un verbo che vuol dire essere di troppo.

domenica 23 ottobre 2016

IL CANE CONDOTTIERO

Oggi ho ricevuto un insegnamento di vita.
Da un cane.
Lo conosco da tempo.
Sempre in giro con la sua padrona.
Dove c'è lei c'è anche lui.
Inseparabili.
Anche stamattina.
Sono passati mentre ero seduto fuori al bar a leggere.
Li ho salutati .
Ma dopo un po' li vedo che ritornano.
La padrona mi dice, stupefatta, che è dovuta tornare indietro.
Non ha voluto andare per quella strada.
Chissà cosa sarà successo.
Quali ricordi risvegliano il dolore dell'animo di quel cane.
Cosa significherà quella strada per lui.
Di sicuro una strada non più da percorrere.
E lui come un cane condottiero,soprattutto della sua vita , ci ha rinunciato per sempre.
Con grande dignità.
Quello che dovrei fare anch'io nella mia vita , per quelle strade che non mi portano mai da nessuna parte.

ATTRAVERSARE L'AUTUNNO

Oggi per molti è una giornata uggiosa.
Di quelle che ti impediscono di fare cose.
Di quelle in cui preferiresti rintanarti in casa sotto le coperte.
Invece uscendo ho avuto la forza di attraversare l'autunno.
Questo giorno senza sole.
Ma come sempre l'assenza di qualcosa risalta la presenza di chi comunque c'è sempre ma non risalta.
Ho incrociato gli occhi di una bella donna con cui ho avuto il piacere di conversare di cose non banali.
Ho visto il verde delle campagne che circondano il posto in cui abito.
Ho visto le foglie multicolori sugli alberi, come un arcobaleno floreale.
Ho visto piazze con voglia di vivere e bambini festanti per la presenza di giostre.
Ho visto persone senza fretta attardarsi al semaforo anziché correre per non perdere il verde.
Ho visto la calma del fiume.
Ho visto il sorriso di chi non è scontento nel vedermi.
Ho visto me stesso capace di creare pur trafitto da un dolore nel cuore.
Perché l'autunno non è morte è rinascita.
Facendo morire, senza gettarle ciò che deve perire , per darti nutrimento per il futuro.
Ecco cosa accade nell'attraversare l'autunno.

sabato 22 ottobre 2016

OGGI

Oggi ho avuto la prontezza di cogliere una opportunità, rendendomi utile per la mia famiglia Shiatsu, oltre che a me stesso.
Oggi ho sacrificato ore di sonno per vivere qualcosa che non fosse la solita routine.
Oggi ho pranzato dopo tantissimo tempo, con una vera donna.
Oggi ho badato a ciò che erano i miei obblighi domestici.
Oggi son diventato amico di due nuovi amici, due gemelli di un anno, giocando con loro , permettendo alla madre, stanchissima di bersi una birra in tranquillità.
Oggi ho cenato a casa da solo ma mi sono inventato qualcosa di nuovo per me per colorare la mia solitudine.
Oggi ho fatto delle scelte in serata, sbagliate, considerati i risultati, ma ho scelto.
Oggi ho dato fine ad una illusione.
Sperando che non ne nascono più ma dubito.
Buonanotte.

MI AMI ?

Ma mi ami ?
Ho paura di dire queste parole ?
Perché, se mi ami ?
Perché spesso in tutta la mia vita mi sono state dette con superficialità.
E quindi ?
Quindi rimani ferito , quando alle parole non segue l'atto, come a chi si illude di dissetarlo senza mai portargli da bere ?
Ma io ti amo ! Ti amo davvero.
Ci credo , ma viviamo l'amore , non restiamo schiavi dei vocaboli.
Cosa intendi ?
Amiamoci e sarà sincero, sia il mio che il tuo cuore intenderà .
D'accordo ! Mi fai una carezza , però ?
Farò di più , ti guarderò negli occhi , ti abbraccerò, così capirai se il mio è un fingere o è un darsi all'altro.

venerdì 21 ottobre 2016

BUONGIORNO

Buongiorno nella nebbia.
Buongiorno da questo freddo pungente che inizia a crescere quotidianamente, emergendo dalla sua tana estiva.
Buongiorno da un treno in un sabato mattina.
Verso chissà dove.
Verso chissà cosa.

PULIZIA

Oggi ho capito di aver necessità di fare pulizia , chiarezza.
Approfittando di questa giornata di riposo forzato.
Un riposo che forse giunge nel giusto momento.
Devo pulire tutto lo sporco che ho indosso.
Quello che ti rimane se hai il coraggio di affrontare la vita con tutte le sue intemperie.
Brutte o belle.
Sole , vento, pioggia , nebbia , gelo, neve.
Il coraggio di chi non ha paura di sporcarsi le mani, perché solo sporcandole puoi raccogliere i frutti che sono radicati nel terreno.
Ma è anche giusto , non trascurarsi.
Fare pulizia di se, dopo il lavoro fatto.
Per evitare che chi veda scambi quello sporco per trascuratezza , che non è.
Non che importi cosa pensano gli altri ma importa per te stesso.
Sentirti la sensazione di pulito.
Quel sapore buono dopo la fatica fatta.
Mi sono fatto coraggio e l'ho fatto.
Ho portato a lavare la macchina, sporca di scirocco.

giovedì 20 ottobre 2016

UNA GIORNATA NO

Eppure era iniziato nel migliore dei modi.
Sembravo essermi riavvicinato alla mia donna tedesca dell'est.
Ma da quando ho fatto ritorno a casa , ho capito che qualcosa non andava come credevo.
Ha iniziato il controllore del treno che, per fare lo sceriffo e far scendere chi non aveva pagato il biglietto, ha fatto arrivare in ritardo a casa tutti gli altri passeggeri paganti di trenord.
Poi è stato il turno del dentista, ho fatto attesa di quasi un ora ma, non potevo lamentarmi , ero arrivato tardi causa lo sceriffo.
Alla fine mi ha presentato un conto così salato che se ci incarto le alici, si conservano fino al prossimo anno.
Poi è arrivata lei , la mia donna tedesca dell'est.
Ho scoperto che dietro il suo viso si nascondeva in realtà quello della Merkel.
Volendomi costringere a vivere un amore in austerità.
Facendomi imbufalire  , con il risultato che ci siamo allontanati ad una distanza lunare.
Molto probabilmente impossibile da cancellare.
Ma il peggio doveva ancora arrivare.
È arrivato l'aggiornamento di whatsapp.
Non posso più mettere la mia suoneria.
Ora sì che sono un uomo distrutto.
Questo colpo non ci voleva .
Durissimo da sostenere.

SANTA KLAUS

Da piccolo io è come fossi stato adottato dai miei vicini di casa.
Forse perché la prossimità anagrafica con due dei loro figli lo ha permesso.
O forse perché vedevano quello che di schifoso accadeva tra le mura di casa mia con i miei fratelli.
Un bambino abbandonato e isolato dai suoi fratelli.
Con loro andavo a mare.
Con loro ho imparato a tuffarmi.
Grazie a loro ho imparato ad andare in bicicletta.
Con loro ho imparato come essere galantuomo , offrendo un pranzo ad una donna, ma questa è un’altra storia che non può essere limitata in queste poche righe.
A mare andavamo con una bellissima Mercedes beige.
Il loro papà lavorava per il consolato tedesco e quella macchina gli veniva concessa per servizio e uso privato.
Ma il bello di quella macchina non era il lusso del tipo di macchina, ma lo spazio per accogliere chi aveva bisogno di essere accolto.
Ossia io.
In quella Mercedes , io ero coinvolto.
Mi si parlava , si giocava con me.
Qualcosa per me insolito e inusuale.
Ma la cosa che ricordo con più tenerezza era il natale tedesco.
Loro mi portavano insieme ai loro figli alla festa di Santa Klaus al consolato tedesco di Napoli.
Era qualcosa di magico.
Mi ricordo questa enorme sala piena di bambini seduti, ma forse era grande perché io ero bambino.
In quella sala proiettavano film per noi.
E a fine film c’era un altro spettacolo , dove a farlo erano chiamati i bambini.
Si chiedeva di recitare una poesia , una canzone.
Nessuna ne aveva il coraggio , tutti intimiditi , tranne uno.
Io ovviamente.
Ero la star di quegli incontri, l’unico che aveva il coraggio di alzarsi e recitare in pubblico.
E poi c’era il momento più bello, la consegna dei dolci per ogni bambino.
Dolci che non mi sarebbero spettati, non essendo figlio di dipendente.
Ma io ero la star.
La star del SANTA KLAUS napoletano.

mercoledì 19 ottobre 2016

IMMERSIONE

Quando vuoi isolarti dal mondo e non sentire più nulla, la cosa più bella da fare è immergersi.
E’ qualcosa che ho imparato da piccolo , a mare.
Provare ad immergersi nell’acqua e non sentire più nulla se non il suono dell’acqua che ti accarezza le orecchie, portandoti pace.
Una immersione nel tuo animo, sottoposto ad una alternanza di eventi a cui non sempre si può far fronte.
Ogni cosa ha un limite.
Stamane senza volerlo l’ho fatto, o l’ho fatto perché ne necessitavo, senza neanche dirlo a me stesso.
Mi sono immerso in una lettura di un libro.
Quel libro era il mare adatto in cui immergersi.
Sono arrivato a destinazione senza accorgermene.
Senza a pensare a ciò che da giorni mi sta sconvolgendo il cuore e la testa.
In queste occasioni ci vorrebbe una vita così.
Per non pensare a ciò cui non devi pensare.
Ma purtroppo ci sono i tempi morti, i tempi in cui la vita ti costringe a stare .
E allora i pensieri ritornano.
Se sono di gioia , sei eternamente sorridente e gioioso con tutti.
Se sono l’opposto , sei l’opposto.
Aveva ragione il poeta quando diceva “il naufragar m'è dolce in questo mare”.  

lunedì 17 ottobre 2016

IL SARTO

Sono nato e cresciuto tra sarte e pellicciaie.
Ho respirato quei luoghi pieni di magia per tutta la mia infanzia.
Ma tra le tante cose che ho fatto non ho seguito le orme di famiglia.
Ma in realtà, il sarto in un modo l'ho fatto.
Almeno per come mi dicono gli altri.
Faccio il sarto di ruoli.
Mi cucio addosso i ruoli che vorrei essere e non sono.
Un po' come un bambino a carnevale che si veste da supereroe.
Anche se da piccolo i miei unici vestiti di carnevale sono stati dartagnan e pulcinella.
Non che li avessi scelti, quelli c'erano per me.
Per cui crescendo, avendo vissuto l'impossibilità di scegliermi i vestiti che avrei voluto, ho portato questo mio vuoto da colmare nel quotidiano.
Per cui faccio l'amico di persone che non mi sono amici.
Faccio il gentile con gente che con me non lo fa.
Faccio l'innamorato pur sapendo di non poterlo fare e non potermelo permettere , o quando ormai il sipario è calato e la commedia è finita, ma io imperterrito continuo a recitare.
Ridicolmente me ne vado in giro con questo ruolo cucito addosso, dimenticando o volendo dimenticare che sotto c'è ben altro.
Un vuoto e nulla più.

domenica 16 ottobre 2016

FOGLIA

È caduta dall'albero come vuole la natura .
Ha fatto il suo corso.
Ha cercato , come ultimo tentativo, di aggrapparsi al vetro della macchina.
Sperando di essermi in quel modo accanto.
Ma il vento non gli ha lasciato scampo.
Trascinandola via verso la sua nuova vita.
Perché ognuno ha una nuova vita.
Trascinandola via dalla mia auto.
Trascinandola via da me.
Impossibilitato a trattenerla.

CAMALEONTE

Analizzando la mia vita, non potevo essere altrimenti.
Da sempre mi sono dovuta adattare a nuovi ambienti, a nuove situazioni.
Ho vissuto in paesi diversi , allontanandomi da quelli precedenti.
Ho dovuto crearmi nuove amicizie.
Ho dovuto subire e vivere la separazione dei miei genitori, adattandomi a nuovi tipi di famiglia.
Parlo molte lingue , colloquiando indifferentemente e passando dall'una all'altra.
Per mestiere ho dovuto mediare tra persone che avevano gli stessi interessi ma con obiettivi diversi, e il mio compito era di trovare un punto di incontro che, poi era anche la fonte del mio guadagno.
Ma ho scoperto di essere un camaleonte anche in amore.
Innamorandomi di un uomo pur essendo già innamorata di un altro.
Un amore di cui ho scoperto di esserne priva.
Credevo bastasse vivere separatamente ogni amore, in modo da poterli vivere entrambi.
Non ci sono riuscita.
Ho cercato di mediare, di creare un nuovo ruolo ad uno dei due , pur di non perderlo.
Ma in amore non si può essere camaleonti.
Me lo ha fatto capire lui.
Lui che ha rifiutato tutto, perché uno che ama non può aver assegnato il ruolo del non amante.
Non mi resta che rimanere con quel che ho.
Provando con lui ad essere camaleonte, cercando di creare in lui ciò che era l'altro.
Ma mi sa di un lavoro inutile e senza profitto.
Mi sa tanto di un fallimento, per tutti.
Per me, per chi rimane e per chi ha preferito andarsene via.

sabato 15 ottobre 2016

ABBI

Abbi rispetto per chi soffre.
Abbi rispetto per chi porta un dolore.
Abbi rispetto per un lutto.
Abbi rispetto per un uomo urlante di pazzia.
Abbi rispetto per chi gli è stato estirpato un pezzo di cuore, senza neanche l'anestesia.
Abbi rispetto per un cuore grondante sangue.
Abbi rispetto per un uomo mortalmente ferito , per opera delle tue stesse mani.
Non perdere il tuo tempo per una persona inutile nella tua vita.
Come lo è stato durante la sua vita per tante altre vite, per ragioni di opportunità meschine.
Abbi rispetto.

PIOGGIA

Sei arrivata come una pioggia di fine estate.
Quelle che puliscono e purificano l'aria.
Invece , terminato , ero più sporco di prima.
Eri si una pioggia , ma di Scirocco.
Quelle che lasciano terreno e polvere.
Piogge inutili , a cui è meglio preferire la siccità.

venerdì 14 ottobre 2016

OCCHI

Gli occhi dicono tutto di una persona.
Sono lo specchio dell’anima.
Il parlato della vita interiore.
La cosa che più amavo in lei erano i suoi occhi danzanti mentre mi venivano incontro.
La cosa che più amavo in lei erano i suoi occhi gioiosi e felici mentre stavamo insieme.
La cosa che più amavo in lei erano i suoi occhi appagati al nostro salutarci alla fine del nostro incontro.
Ma poi quegli occhi hanno cambiato vocaboli.
Erano occhi tesi, rancorosi , accusatori per il suo squilibrio interiore.
Da li ho capito tutto.
Ho capito che tutto stava per terminare.
Era questione di tempo, quando non lo sapevo , ma era un tempo a scadenza.
E così è stato.
Ma ho preferito non vedere più quegli occhi.
Ho preferito che la scadenza si consumasse in mia contumacia.
Lontano dai miei occhi , lontano dal mio cuore.

NETFLIX

Ho ricevuto la bolletta di SKY.
Ancora un aumento.
Basta, non ne voglio più sapere, disdico l’abbonamento.
Per di più , dopo che mia figlia mi dice di non usarlo quasi più.
Era solo per lei.
E allora andiamo avanti con il nuovo.
Sottoscriviamo Netflix, così lo potrò usare anch’io.
Mi permettono di usarlo gratuitamente per un mese prima di pagarne il servizio.
Accetto.
Bello , molti contenuti.
Ovviamente non tutti quelli che vorresti ma, tanti altri che neanche ne sapevi l’esistenza.
La bellezza dello streaming.
Avere la possibilità di accedere all’ignoto.
Mi sento sollevato.
Anche la mia vita sembra grata di questa mia scelta.
Come un peso di cui si è liberata, perché non più gestibile da portarsi dietro.
E sarà un caso o meno, ma dopo due giorni una donna di cui sono rimasto affascinato in modo estasiato ma, consapevole dell’irraggiungibilità di sperare qualcosa di diverso, mi viene a cercare.
Come in un film, un film visibile su Netflix.
Rimango stupito , meravigliato e onorato di questo gesto mai ricevuto in vita mia.
Quel gesto non può che dare inizio a qualcosa di reale, ad un amore.
Ma questo amore è un amore in streaming .
Mi fa conoscere tante cose stupende che non pensavo che esistessero ma, come capita con gli streaming , quando sei sicuro di fare affidamento su di esso e sederti per vedere un film, non funziona.
Spesso il nostro amore ha avuto queste interruzioni.
Abbiamo dovuto intervenire sui nostri server per risistemare la  comunicazione e poterci riamare.
Ma ieri è finita.
Ma ieri è finito anche il mese gratuito di Netflix.
In realtà questa storia era un film, come quelli che vedi su Netflix e, come ogni film ha un THE END.
Tutto torna.
Faceva parte anche lei del periodo di prova.
Ma per poter andare avanti avrei dovuto pagare un prezzo insostenibile.
Ho disdetto.
Lei , non Netflix.

giovedì 13 ottobre 2016

RABBIA

Vorrei cercare di capirmi, come mai spesso degli accadimenti mi generano rabbia.
Frutto di una delusione o di comportamenti non previsti o non graditi.
Azioni che di sicuro vanno a colpire qualcosa che è in te sopito e viene risvegliato.
Un dolore che vorresti estirpare ma puoi solo silenziarlo, sapendo che si presenterà alla prossima occasione.
Mi piacerebbe essere diverso o forse è giusto che non lo sia.
Forse la rabbia permette di reagire , di non implodere.
Ma ci sono i danni collaterali, quelli che subiscono gli effetti della rabbia.
Vuoi perché l’hanno risvegliata , vuoi perché sono lì nel momento sbagliato.
Chissà se c’è un modo giusto per comportarsi .
So solo come dicono in Germania, che c’è “Traurig und Trostlos”, quando avviene quel risveglio.

mercoledì 12 ottobre 2016

TURNING POINT

Io sono per mia caratteristica , acquisita nel vivere, una persona che cerca di trovare una soluzione ai problemi che gli si pongono.
A qualcuno do l’impressione di essere rigido, inflessibile, incapace di pensare diversamente.
Ma chi mi conosce sa che non sono così.
Anzi io sono l’opposto, sono duttile, cercando nell’introspezione del problema di intravedere una soluzione.
E le mie soluzioni sono quelle che lasciano smarriti.
Perché partoriscono cose fuori dal normale pensare.
Non so se sia un difetto o una qualità.
Di sicuro quando mi capita di proporle , ricevo a volte ostilità , semplicemente perché l’idea è venuta a me e non all’altro.
Mi ricordo quando decidemmo di rifare la stanza di mia figlia, dovendola riorganizzare diversamente, causa problemi  di umidità.
Mi rivolsi ad un mobiliere, il quale per tranquillizzarmi e darmi sicurezza , si definì un architetto del design , una cosa che neanche i veri architetti sono in grado di fare, disse.
Era una persona anziana , di quelle che i mobili li costruiscono e li sanno costruire oltre che venderli già fatti e montarli.
Mi fido.
Viene a casa per prendere le misure e capire l’esigenza della camera di mia figlia, ossia spostare la zona letto dal lato opposto.
Mi presenta il progetto ma, non è null’altro che qualcosa di simile a quello che già c’era.
Fortuna che era un architetto.
Ma ormai il progetto doveva andare avanti, arrendersi significava procurare problemi a mia figlia.
Inizio a pensare, partendo dai motivi da lui indicati nell’impossibilità di spostare la zona letto.
Mi viene una idea , telefono all’elettricista che ha fatto l’impianto in casa, una persona affascinata dalle mie soluzioni.
Gli chiedo se è possibile fare un impianto in modo che ci possa essere luce all’altro lato.
E’ perplesso, poi gli suggerisco qualcosa di bizzarro che, non so neanche se si può fare.
Invece quella era la soluzione. 
Occorreva trapanare, fare buchi nel muro ma era fattibile.
Riuscito , mia figlia ha la nuova stanza dal lato opposto.
Ma non è finita qui.
Pensando unicamente alla dislocazione dell’armadio non avevo notato che era un armadio diverso dal precedente internamente.
Quando tutti erano andati via , non sapevo più dove mettere le cose.
Volevo urlare, piangere.
Poi nella disperazione ho una visione, i negozi Benetton.
Mi ricordo che le cose non possono essere solo appese ma anche piegate e riposte.
Ridò alle cose una nuova vita, l’armadio contiene tutto.
Sono felice , pieno di gioia.
Mia figlia ha una stanza bellissima, come merita.
Ecco un esempio per capire come sono fatto.
Ora mi trovo un dilemma in amore.
Amo una stupenda donna che, ama me ma è combattuta per l’amore per suo marito.
Viviamo di alti e bassi.
Di sofferenze per questo amore a due facce dove ognuno si trova a vivere , gioire e soffrire.
Occorre una soluzione o come dicono gli americani, fa più effetto, un TURNING POINT.
L’ho trovato.
Grazie alla mia passione per il cinema e le fiction.
Mi sono ricordato di una serie che vedevo che, narrava la vita di un mormone nell’America di oggi.
Sposandone ufficialmente una e vivendo , in poligamia, con un'altra.
Se invertiamo i ruoli possiamo vivere una poliandria.
The turning point

martedì 11 ottobre 2016

50 VOLTE L'ULTIMO BACIO

Sto vivendo una situazione sentimentale tipica di un film.
Solo che come sempre, l’originalità che mi accompagna nella mia vita, da quando ho emesso il primo vagito, fa si che il mio film sia una commedia dell’assurdo.
Differente da quella di Adam Sandler e Drew Barrymore nel film , 50 volte il primo bacio.
Dove il protagonista si innamora, di una donna fantastica, non sapendo però che ha problemi di memoria.
Ha una forma di amnesia che le cancella ogni cosa vissuta , riportandola ad ogni risveglio, sempre allo stesso giorno in cui un incidente gliel’ha provocata.
Ma lui anziché abbandonarla, essendone innamorato, ogni giorno crea una situazione affinché lei si innamori di lui.
Conscio che lei si innamorerà di lui.
Ovviamente con un The End strappalacrime tipico americano.
Ma io sono originale.
A me non piace vivere storie già raccontate in un film.
Voglio la mia storia.
Non che io le scelga , sono loro a scegliere me, o mi piace credere così.
Nel mio caso non si tratta di 50 volte il primo bacio ma, 50 volte l’ultimo bacio.
Continuiamo a lasciarci e a riprenderci, come un meccanismo da carillon.
Perché non è una storia semplice.
C’è di mezzo un bambino capriccioso che non fa l’adulto che dovrebbe essere e comportarsi conseguentemente.
C’è di mezzo lei con la sua esigenza di non sradicarsi  da un vissuto, anche se inariditosi, come già è stata obbligata in tutta la sua vita più volte.
E poi ci sono io che, non ho possibilità di azione se non quella di sparire.
Ma se lo facessi il film avrebbe più senso ?
Sarei denunciato dalla casa cinematografica ?
Non mi resta che attendere la fine di questo film.
Conscio che io non posso che essere un personaggio dei film dei fratelli Coen.
Il quale alla fine , pur non scegliendo, gli viene imposto di soccombere.
Perché la vita è così , non è un film.

DONNA JAZZ

Ci ha tenuto a farmi sapere che a lei piace il Jazz.
Una musica che la coinvolge e la rapisce in modo pieno.
Considerando ciò che mi ha raccontato della sua vita, non mi stupisce.
Ha vissuto in paesi diversi , dovendosi adattare ad ogni  luogo.
Ha dovuto adattarsi a regole di vita molto limitanti , ma che ti forgiano e fanno crescere  in te una forza espressiva, da contenere ma quando puoi la liberi , perché è vita che scorre..
Ha conosciuto la privazione che le ha donato in cambio la sensibilità di apprezzare il bello in ogni cosa.
Parla almeno cinque lingue, o forse di più, rapportandosi sempre con l’animo e non solo con la grammatica.
Lei vive i linguaggi , li fa suoi e, parlando li condisce della sua musicalità , della sua luminosità e della sua bellezza d’animo.
Questa donna non poteva non essere una Donna Jazz.   

lunedì 10 ottobre 2016

LA SCELTA DI S

Di solito sono una donna risoluta.
Ho sempre scelto nella mia vita, senza mai nessun dubbio.
Ma ci sono cose in cui è difficile scegliere.
Sono cose per cui non esistono soluzioni già esistenti.
O meglio esistono ma sarebbero distruttive.
Non porterebbero a nulla .
Farebbero solo macerie.
Danneggiando tutti , me compresa.
Sono le scelte di amore.
Quelle che devi fare, quando hai la fortuna e la sfortuna di avere due amori.
Quello di una vita , con cui hai messo quelle radici che non eri mai riuscita a piantare nel terreno della tua vita, costruendo una famiglia.
Quello nuovo che arriva e spazza via tutto, come un vento impetuoso, senza averne nessuna intenzione di farlo, portandoti quell’ossigeno e quell’aria che il tuo cuore ha bisogno.
Due amori , ognuno disposto a farsi da parte per me.
Facendo diventare tutto ancora più difficile.
Vorresti viverli entrambi.
Perché entrambi si completano.
Ma come si fa ?
Facciamo come i figli dei separati , un weekend per uno ?
Non so proprio cosa fare.
So solo che non scegliendo li perderò entrambi.
E potrebbe essere la soluzione.
Ma per chi ?

O' FANTASMA

Sarà perché ha vissuto una vita in cui non esistevano certezze.
Sarà perché ha vissuto una vita in cui i suoi sogni , i suoi desideri erano custoditi nel suo cuore perché non realizzabili , in quanto tutto il suo vivere e sopravvivere era pilotato da altri.
Sarà perché ha dovuto mettere e togliere radici tante volte che, ritoglierle anche per qualcosa che le da nutrimento, risveglia in lei quell’instabilità vissuta.
Sarà per altro o per nessuna delle cose sopra scritte ma, resta il fatto che questa donna appare per poi scomparire e per poi riapparire ancora.
Poeticamente è anche qualcosa di bello.
Come chi per non sciupare una cosa bella, quando non la può indossare , la ripone con cura e la custodisce gelosamente, per poi indossarla quando può.
Ma oltre all’aspetto poetico ,  c’è anche il vissuto di chi vive questa alternanza, tra esserci e non esserci.
Come chi si addormenta con il sole e non sa che tempo ci sarà domani.
E se domani non ci sarà il sole non sa quando ritornerà.
Non è data a lui la scelta.   
E non può neanche sfregare una lampada per permettere una apparizione, ammesso che la possegga.
Può solo attendere che O’ FANTASMA si palesi , sapendo prima o poi sarà ancora O’ FANTASMA.

sabato 8 ottobre 2016

RISPETTO

Ti AMO Cazzo, lo capisci ? Non puoi non aver rispetto per quest’amore. Quest’amore è una brace che arde. Ha bisogno di essere rianimata e non lasciata sopire. Basterebbe poco, un segno , una tua presenza in qualche modo. Ma nulla. Sparisci in un mondo altro, come se non ci fosse il mondo quest’altro. Occorre avere rispetto. Non per me ma per l’amore. Senza è una mancanza nei suoi confronti. E’ come il mio altoparlante bluetooth. Di cui sistematicamente mi dimentico di ricaricare, pur sapendo di chiedergli di esserci sempre per me. E quando smette di funzionare perchè l’energia si è esaurita, me la fa pagare. Non basta rimetterlo in corrente. Prima di riprendere vita ci vuole un pò. Come riaccendere quella brace che hai lasciato, non curante, spegnersi. Per poi riaccenderla chissà quando.

VEDERTI

Ormai dovrei conoscerla, avere memorizzata la sua persona.
Quel bel vedere che i miei occhi fanno ogni volta che la incontro.
Ma stamane mi sono stupito.
Positivamente, ovviamente.
Sono andato da lei in orario insolito e, ne sono stato premiato.
Ho avuto modo di vederla nel suo andare spontaneo.
Vederla muoversi con la passione che la guidava mentre cercava libri tra uno scaffale ed un altro.
La sua luce e il suo corpo erano fluidi e morbidi.
Uno spettacolo che ho potuto assistere grazie al ritardo di apertura del mio bar.
Non ho potuto non scriverglielo.
Vederti è sempre un bel vederti.
Stupendomene positivamente ogni volta .

venerdì 7 ottobre 2016

LA FILA

Ieri Gertrud è venuta a chiamarmi.
Era tutta festante.
La madre gli aveva fatto recapitare il messaggio che oggi in Kinderstrasse ci sarebbe stata la fila.
Mi ha invitato a prepararmi.
Siamo salite di corsa in camera mia.
Mi ha aiutato a prepararmi.
Insieme abbiamo scelto il nastro per raccogliere i miei capelli e il maglione da mettere sulla camicia.
Correndo e festanti siamo arrivati in Kinderstrasse.
Quello stupendo spettacolo si apriva ai nostri occhi.
Erano tutti li.
Con il cuore palpitante e speranzoso.
In attesa del traguardo.
La fine della fila , il turno di ognuno per ricevere il pacco.
Nessuno sa cosa ci aspetta alla fine della fila ma, il bello è proprio questo , la sorpresa.
Non potrai mai essere deluso da questo rito, perché non può deluderti ciò che non hai chiesto e riceverai in dono.
Inoltre e , forse la cosa più bella , è il piacere di stare li insieme agli altri.
Per evitare che il dono non ci venga concesso perché stiamo assieme alle nostre madri, come di regola facciamo finta di non conoscerci.
Anche se il realtà il dono sarà lo stesso per entrambe.
Non è per ingordigia, ma perché è così bello ricevere un dono, anche perché non sai quando ce ne sarà un prossimo.
Penso che questa esperienza farà parte della mia vita futura, della mia vita di donna.
Penso che mi insegnerà a vivere il bello delle cose , in tutte le sfaccettature e non per come sono fine a se stesse.
Alla fine il vero dono non è il pacco ricevuto.
Il vero dono è la fila , la speranza che essa accompagna, ossia il non pretendere nulla dalla vita ma accogliere con amore ciò che essa ti può offrire. 

L'AGRICOLTORE

Fare l’agricoltore non è un mestiere banale, dove basta mettere dei semi in un terreno e attendere in panciolle che i frutti maturino per poi raccoglierli.
Per fare l’agricoltore ci vuole perizia, sensibilità , ascolto.
Un agricoltore deve sempre sapere quale sia la cosa giusta da fare.
Un agricoltore sa bene che il vero lavoro non è solo la semina o il raccolto ma, l’aver cura della gestazione, della nascita dei frutti.
Un agricoltore deve saper riconoscere il terreno fertile dove seminare.
Deve sapere quando quel terreno occorre farlo riposare.
Deve sapere quali frutti quel terreno potrà partorire.
E quando un agricoltore scopre quel terreno sa che non deve perdere l’occasione.
Altrimenti quei frutti non potrà mai vederli in vita sua.
Deve essere ostinato e caparbio.
Non arrendersi alle mille difficoltà.
Non scoraggiarsi se il vento e le intemperie possano distruggere ciò che lui ha seminato.
Devi continuare, ritornare a seminare , non scoraggiarsi. 
Deve realizzare il suo scopo.
Sapendo che quando nascerà quel frutto, avrà un sapore speciale.
Il sapore della cura, del sudore e della fatica, della gioia a vederlo sorgere e viverlo.
Quando ti innamori di una donna e capisci che è la donna giusta per te, devi comportarti come l’agricoltore.
Non arrenderti mai.

giovedì 6 ottobre 2016

FREDDO DI AUTUNNO

Come questo improvviso freddo autunnale, il nostro amore si è presentato.
Lasciandoci senza riparo e senza possibilità di prepararci all'evento.
Rimaniamo scossi, infreddoliti e intorpiditi.
Indecisi sul da farsi.
Ma consapevoli che la natura ha il suo corso.
Occorre rispettarlo e imparare a seguirlo.
Non sfuggire, ma farsi prendere da quel freddo.
Imparando a conviverci.
Trovando gli abiti giusti per lui.
Evitare di rimanere nudi e senza protezione.
Scoprendo che la vera protezione siamo noi.
Sono i nostri abbracci.
Le nostre mani che si intrecciano.
Le nostre bocche che si baciano.
Questo nostro amore è come l'improvviso freddo di autunno.
L'unico suo errore è stato arrivare troppo tardi.
Ma è arrivato.

IL BRACCIO

Stamane siamo riusciti ad incontrarci.
Cercando di avere più cautela ed evitare slanci emotivi spontanei.
Un incontro tra due innamorati adulti.
Scesi ci siamo incamminati verso l’uscita, dove di solito le prendo la mano fino all’uscita, finché si è sicuri di non trovare occhi indiscreti.
Ma stamane non ha voluto, ha preferito darmi il braccio.
Guardandola negli occhi e vedere rispecchiato il suo amore , non ho detto nulla, ho accettato con piacere.
Sapendo che con braccio o con mano , l’amore quando c’è lo senti ad ogni contatto.
Mi è venuta in mente una poesia di Montale, in cui racconta di questo gesto che faceva con la sua amata donna.
Le ho inviato questa poesia che non conosceva.
Mi ha risposto “d'ora in avanti ti darò SEMPRE il braccio!”.
Come sempre le sue affermazioni contengono tanto.
In quella frase c’era la promessa per un futuro nostro.
In quella frase c’era la sua promessa a sostenermi sempre.
In quella frase c’era il ti amo.
In quella frase c’era il nostro domani.
Di istinto le ho risposto “Non te ne approfittare, io preferisco la mano “.
Ma subito ho pensato che l'importante è averla con me, questo è ciò che conta.
Vedere i suoi occhi che mi guardano.
Sapere che c’è.
Accorgersi che quel cuore batte per me.

ENDODERMA

E’ uno dei foglietti embrionali .
Si riferisce agli organi interni senza i quali non potremmo vivere.
Organi che per contattarli occorre andare in profondità.
Uno tra questi è il cuore.
E’ un concetto scientifico che deve essere considerato nella pratica Shiatsu.
Stamane però ho avuto conferma che questo contatto in profondità avviene anche senza fare Shiatsu.
Anche se secondo me , quando fai l’operatore Shiatsu, pur da allievo come me, fai Shiatsu in qualunque cosa che fai.
Me lo hanno detto i suoi occhi.
Me lo ha detto la sua tenerezza.
Me lo hanno detto le sue mani.
Me lo ha detto il suo cuore , aprendomi le sue porte, accogliendomi senza più riserve.

mercoledì 5 ottobre 2016

DUPLEX

Quando nasce un amore , di quelli solidi , veri , che non hai mai vissuto , che nascono nel cuore e crescono nella mente , è difficile che si arrenda.
Questo amore è tenace.
Anche quando tutto sembra finito , non si dà per vinto.
Vuole vivere sapendo che ha vita.
Sapendo che quella fine è uno schema legato a classiche tipologie amorose.
Questo amore pretende nutrimento.
Lo fa con l’egoismo della ragione.
Si prodiga per nuove alternative conciliabili a chi per questo amore è impedimento.
Si trasforma in amore in Duplex.
E può permetterselo di farlo , perché la sua natura è diversa dagli altri esistenti.
Sapendo che non è un clone , un accomodo o un passatempo.
E’ un amore con personalità che, nessun‘altro potrà mai emulare.
Questo è il suo segreto , questa è la sua forza.

DELETE

Ho dovuto farlo, cancellare ogni traccia cancellabile.
Ma non è servito , non è bastato.
Perché non posso cancellare il cielo che c’era sopra di noi.
Perché non posso cancellare il sole che ci illuminava.
Perché non posso cancellare le stelle che ti facevano strada in bici portandola con me anche se non c’era.
Perché non posso cancellare i palazzi che ci facevano ombra.
Perché non posso cancellare le strade in cui abbiamo fatto i nostri passi insieme.
Perché non posso cancellare la stazione della metro dove ci siamo incontrati.
Perché non posso cancellare la stazione ferroviaria dove mi ha cercato.
Perché non posso cancellare il treno che la portava da me e via da me.
Non si può cancellare tutto.
Questa lavagna continua ad avere tracce indelebile di lei e di noi.
Non mi resta che soffrire , in silenzio, di quello che fu e non è più.

martedì 4 ottobre 2016

RIPARTIRE DAL VIA

Più di una persona a me vicina, mi ha fatto notare che io espongo troppo la mia vita a conoscenza di altri.
Pubblicando a mio modo, ciò che vivo, rendendolo visibile a chiunque.
Mi ha fatto pensare, deve essere onesto.
Ma la regola che mi sono dato quando ho iniziato questa mia modalità di ascoltarmi , me lo impedisce.
L’unica regola , quando rendi qualcosa di pubblico è di evitare di recare offesa a qualcuno.
Inoltre se io facessi come mi viene suggerito , bloccherei di conseguenza ogni slancio creativo che è figlio di quell’ascolto, reso pubblico al mondo.
Ne ho avuto conferma oggi , nel leggere il libro autobiografico di Janice Galloway.
Una autobiografia vera , senza sconti per niente e per nessuno, prima di tutto verso di lei, dove anche le cose più traumatiche viste con gli occhi di chi sei oggi, ti fanno scorgere anche un lato bello di esse.
Oggi leggendo, ho scoperto che ha avuto il coraggio di scrivere di un tentativo di stupro ricevuto da bambina.
Un qualcosa che è meglio lasciarsi alle spalle e che poco serve rendere pubblico al mondo.
Ma lei no , se devi parlare di stesso non devi nascondere nulla , altrimenti inizi a nascondere sempre di più , inizi a perdere la poesia , finisci col perdere l’occasione di rivedere le stesse cose con occhi maturi.
Come ad esempio nella mia infanzia ora mi viene da sorridere parlare di esperienze con mia madre che, ai tempi erano fonte di dolore e trauma, ma quel dolore e quel trauma da bambino ha dato nutrimento a ciò che sono , nel bene e nel male.
In quei momenti , in quei ricordi , sento la mancanza di mia madre.
Occorre evitare che quel filo di dolore, come diceva Giuseppe Berto, rimanga intrappolato dentro di noi , per poi incancrenirci , ma lasciarlo a poco a poco districarlo e liberare il nostro corpo.
Oggi sono ancora qui ad essere testimone e protagonista della bellezza e della crudeltà dell’amore che, occorrerebbe imparare a gestire con leggerezza.   
Prendendo atto che è come il Monopoli.
Rischi che durante il percorso sei costretto a raccogliere una carta degli imprevisti o delle probabilità.
Proprio come è accaduto a me.
Comunicandomi che devo ripartire dal via.
E finché ti capita a Monopoli , o sorridi o, male che vada dai un pugno sul tavolo.
Quando ti capita in amore , ti viene voglia di fermarti e non ripartire più.
Riporre i dati nella scatola per non più riaprirla.

lunedì 3 ottobre 2016

UNA RAGIONE PER VIVERE

Nel film dei fratelli Dardenne , il matrimonio di Lorna, la protagonista , una immigrata, per ottenere la cittadinanza , decide di pagare un tossicodipendente per sposarla.
Convinta che il tossicodipendente presto o tardi muoia di overdose e se così non fosse è disposta a pagare per chi lo farebbe.
Certa del fatto che nessuno potrebbe sospettare che la morte di overdose di un tossicodipendente fosse procurata dolosamente per opera d’altri.
Ma quando inizi a convivere con una persona , a condividere gli spazi, anche se per uno scopo ultimo, se hai dei sentimenti quella persona non è più un tramite per un fine da raggiungere ma, un essere umano che si palesa giorno dopo giorno.
Il tossicodipendente pur sapendo che il matrimonio, a cui si è sottoposto per pagamento, non è frutto di un amore, inizia ad affidarsi comunque a quella che è comunque legalmente sua moglie.
La vede come un’ultima speranza.
Nell’illusione di una vita futura con lei, decide di intraprendere la strada per la disintossicazione.
Ci riesce giorno dopo giorno.
Ogni mattina quando lei esce di casa per andare a lavorare, l’accompagna, nell’illusione di accompagnare un suo amore , la sua speranza ultima di attaccamento alla vita.
Arrivati al luogo del lavoro , gli chiede sempre a che ora torna , cosa vorrebbe per cena.
Lorna , stupita , non capisce il perché di quelle domande, non avendo realizzato il sentimento che sta maturando in quell’uomo.
Lui risponde , è per avere una ragione per vivere , far trascorrere la giornata legandosi a qualcosa che  lo tenesse in vita in modo sano senza rifugiarsi nella droga.
Alla fine il linguaggio dei corpi ha la meglio, e i due estranei, come due persone entrambe bisognose di amore , si concedono l’un l’altro, e uniscono i loro corpi.
Il tossicodipendente deve essere ucciso e , chi non sa di ciò che è accaduto, provvede a fare quello che doveva fare se non fosse accaduto anzitempo.
Questo lascia un po’ disturbata Lorna, ma non troppo , sapendo che comunque ciò doveva accadere anche per sua condivisione iniziale.
Ma accade qualcosa che rompe tutto, che stravolge tutto.
Lorna pensa di essere incinta, incinta di quell’uomo che lei stessa ha portato alla morte.
Convinta che la vogliono far abortire , inizia un viaggio verso un luogo lontano per difendere ciò che crede di portare in grembo.
Un viaggio che la porterà alla pazzia.
Spero tanto che alla mia Lorna non accada questo, quando si accorgerà di portare in grembo, non un nostro figlio non avendo avuto occasione di incontrarci in tal senso, ma quel nostro amore che ormai è nato dentro di se e non potrà più sparire.

domenica 2 ottobre 2016

LA CICLISTA

La incontro spesso.
Dove io vado in macchina lei va in bici.
Che ci sia sole , vento o pioggia, lei è lì, sulla strada.
Sembra quasi una scena da film.
Una donna in bici , con la campagna di lato  a farle compagnia.
Sulla sua testa sembrano esserci tanti pensieri, come nei fumetti , quando sono accompagnati dai pallini.
Per lei la bici non è uno strumento per rilassarsi con il verde intorno, no la bici le serve come mezza di trasporto , è una estensione dei suoi arti.
Stamane arrancava come altre volte che l'ho vista, portando con se con un equilibrio perfetto le borse cariche di spesa.
Di sicura è una donna che deve badare a se stessa.
Che conta su quello che ha.
Una donna piena di dignità.
Una donna che sembra pagare il prezzo delle scelte fatte.
Le scelte che costano fatica.
Ma sono le più belle e arricchenti,
Chissà se conoscendola sarebbe tutto diverso.
Sono quei casi in cui è meglio vivere il percepito per non farlo sporcare dal reale .
Reale che potrebbe anche arricchire il percepito.
Quante belle cose , se hai gli occhi per vedere, la vita ti  offre mentre con la tua macchina ti rechi al bar a prendere il caffè.
E pensare che stamane volevo fare diversamente.
Che stupendo spettacolo mi sarei perso.

sabato 1 ottobre 2016

FARSI DA PARTE

Vorresti contenere tutto, ma non puoi .
Non riesci a fare spazio , inteso come il giusto spazio che il nuovo merita.
Cerchi di tenere tutto.
Il vecchio e il nuovo.
Ma ti rendi conto che così facendo , non ti godi né l'uno né l'altro.
Ognuno sembra essere di ingombro all'altro.
Ma tu non ti decidi, vai avanti comunque, non curante di questa dicotomia straziante.
Pensando che con il tempo si abitueranno , impareranno a condividere lo spazio a loro concesso.
Ma non si può .
Anche loro hanno una dignità.
Non accettano questa condivisione.
Non resta che uno dei due decida di farsi da parte.
E ciò che ha fatto stamane il pannetto degli occhiali, arrendendosi e lasciando spazio a quel nuovo fazzoletto bianco per pulire questi maledetti occhiali.
L'ho perso e non l'ho trovato più.