La mia infanzia è stata vissuta con gli adulti che giocavano a carte e noi a guardare.
C'erano due tipi di giocatori.
Quelli come il mio papà che giocavano a tressette e quelli più bohémien che giocavano a poker.
Può sembrare strano il poker nel ricordo di un bimbo napoletano, ma nel mio palazzo era così.
Tressette o poker.
Noi ragazzi anziché indirizzarci verso il classico gioco di carte napoletane ,ci siamo fatti affascinare dal poker.
Trascorrevamo serate a giocarci, anche con i soldi.
Facevamo anche i bari tra di noi , quando si prendeva di mira uno di noi, me compreso.
Ci divertivamo.
Ma tutto ha una fine.
La mia è coincisa quando ho perso e ho dovuto dare dei soldi.
Niente di che ma, a me a quell'epoca mi sembravano tanti.
Potevo non darli, ma le regole sono le regole.
Questo mi ha fottuto nella vita, rispettarle.
Da allora ho giurato che mai più avrei giocato a carte con soldi.
Così è stato.
Ma le caratteristiche del giocatore da poker mi sono rimaste.
Tra tutte , la sfida di scoprire il bluff.
Molte volte ci ho indovinato , altre no.
Mi è venuta da usarla anche in amore.
Quando la donna che amo o amavo chissà, ha alzato la posta.
Sono quelle situazioni in cui ti alzi dal tavolo , molli le carte e te ne vai.
Ma non mi convinceva, sono rimasto seduto con le mie carte e ho messo i soldi nel piatto, per vedere se le carte che avesse in mano fossero quelle dichiarate.
Purtroppo ad alzarsi dal tavolo è stata lei .
Scappando e portandosi via anche i soldi puntati da entrambi.
Un grande bluff.
Il più grande mai visto in vita mia.
Avrei preferito tanto che non fosse così.
Ma se non avessi preso questa fottuta fregatura, mi sarei continuato ad illudere.
Invece sono stato tramortito con una botta in testa.
Come chi ha scoperto il trucco e deve essere stordito per permettere all'altra di scappare.
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