giovedì 29 settembre 2016

Il CAFFE

Pur essendo napoletano la mia passione e abitudine per il caffè è iniziata in tardi età.
Ho iniziato quando mi sono trasferito a Milano per lavoro.
Sembrerebbe un fuori luogo ma, come sempre le esperienze vanno fatte dove c’è occasione e motivo per farlo.
Col tempo però il Napoletano e perfezionista che c’è in me, è sempre andato alla ricerca del buon caffè.
Dapprima per la qualità e successivamente anche per la realizzazione.
Un buon caffè parte sempre dalla realizzazione, come ho poi imparato a Napoli.
Deve essere pulito .
Deve essere un qualcosa di sacro sia per chi lo produce per chi lo beve.
Questo mi porta a chiedere quando ordino il caffè, anche che venga fatto con una certa modalità.
Ciò , a molti non mi fa apparire simpatico ne un cliente gradevole,  ma rompiscatole.
Ma nello stesso tempo ho trovato anche persone che hanno apprezzato questa mia richiesta e sono ben contenti di farlo, ed è bello che questo accade.
Addirittura domenica scorsa , durante la pausa del corso Shiatsu , mi sono recato nel ber gestito da cinesi vicino alla scuola.
Un bar che ho frequentato poche volte e non ricordo più l’ultima.
Appena ho ordinato il caffè , una delle bariste , si è precipitata , senza che io dicessi nulla , a farmelo come io gradisco.
Stupefacente, da sposare all’istante.
Non  solo non mi ha considerato un rompiscatole ma si è ricordato della mia richiesta della scorsa volta e me lo ha porto con un sorriso.
Ma non sempre è così.
Per cui a volte quando vedo che non lo vogliono fare o lo fanno sgarbatamente male, piuttosto non lo prendo o non frequento più quel bar.
Che senso ha prendere qualcosa che non ti piace , che devi pagare e poi ti fa star male.
Certo a volte subisco per assenza di alternative, ma solo in tal caso o perché del caffè poco mi importa, perché mi interessa altro, come una compagnia per esempio.
Oggi ho applicato la regola del caffè con una donna.
Una donna che ritengo speciale che purtroppo è infelicemente sposata.
Ma quando capita e per di più quando è lei a cercarti, la ragione viene meno e comanda l’istinto.
Ho però subito messo in chiaro le cose, chiedendo che il nostro amore fosse pulito.
Sembrava andare liscio.
Poi ha voluto fare l’azzardo , comunicarlo a lui per liberarsi la coscienza, forse inconsciamente per uno scopo a me oscuro.
Resta il fatto che da quel giorno l’amore è diventato sporco , come quei caffè nei bar in cui non entro più.
Ci siamo lasciati.
Poi mi ha ricercato, dichiarandomi di nuovo amore e io gli ho creduto , ho creduto ai suoi occhi.
Ma poi già dalla sera c’era qualcosa che non andava.
Oggi ne ho avuto conferma.
Mi ancora offerto un amore sporco.
Ho chiuso.
Il suo cuore non mi vedrà più.     

mercoledì 28 settembre 2016

LA RICERCATRICE DI PERLE

Di mestiere fa l’agente editoriale. E’ molto conosciuta e famosa. Concede interviste , sia radiofoniche che giornalistiche. Non è uno di quegli agenti che stanno seduti in poltrona ad attendere lo scrittore di turno. Lei va a stanare gli scrittori. Come una ricercatrice di perle va in giro a trovare nuovi scrittori da far conoscere al pubblico e permettere agli stessi scrittori di avere una occasione per farsi conoscere e chissà diventare famosi. Lo fa per una casa editrice piccola , di nicchia, specializzata in queste pubblicazioni. E’ molta amata e ben voluta nel suo mondo. Quando si incontrano è come una riunione di famiglia. Forse perché lei nella sua vita è sempre stata abituata a frequentare persone, anche di nazionalità diverse, fin da piccola , tanto da farle sviluppare questa sua capacità empatica. E pensare che questo mestiere lo ha iniziato quasi per caso. Parallelamente grazie al fatto che conosce perfettamente cinque lingue , fa anche la traduttrici di testi. Ma non si limita a tradurli da uno stampato. No lei deve conoscere l’autore, parlargli, per capire che equilibrio dare alla traduzione che dovrà fare. Creare un rapporto di amicizia. Amicizia che nella sua vita è qualcosa di fondamentale , che sia in amore , lavoro , prima di tutto deve esserci l’amicizia , intesa come una modalità per conoscere l’altro senza barriere e ostacoli. Un giorno quest’agente mentre prende la metropolitana si accorge di un uomo che la osserva. Quell’osservare non le da fastidio, non le è molesto. Capisce che quello sguardo , quella osservazione cela qualcosa di puro, di poetico. Le capita più volte di rivedere quest’uomo e si ripete la stessa scena. Poi un giorno , scesa dalla metro quell’uomo la ferma. La ferma per dichiarare quanto la trova bella , di una bellezza fuori dal comune. Iniziano a parlare. L’uomo che non sa lei chi è e che mestiere fa, per dare credito alle sue parole , le fa leggere cosa ha scritto per lei, perché lui ha la passione della scrittura. Lei legge e per la prima volta in vita sua , dopo tanti libri che ha letto per il lavoro che fa, si trova a leggere qualcosa che parla di lei. Che parla di lei in un modo pulito, reale e pieno di ammirazione. Ne resta affascinata, di quest’uomo che senza conoscerla le ha parlato di lei come forse nessun altro ha mai saputo fare pur conoscendola e frequentandola. Lei è quest’uomo non si vedono più, il destino vuole che stiano lontani. Poi un giorno si ri-incontrano, entrambi felicissimi di rivedersi. Si conoscono un pò di più ma poi si separano ancora una volta. Ma la ricercatrice di perle che è in lei non può farsi scappare quell’uomo, non può attendere il destino ancora una volta. Allora inizia a cercarlo lei, utilizzando la logica dei comportamenti pendolareschi. Riesce a ritrovarlo. A quel punto si accende una fiamma che arde. Lui la bacia e lei altrettanto. Ha trovato la sua perla. Ma questa volta anziché proporgli un contratto editoriale, decide di tenersi quella perla per se . Una perla da mettere sotto contratto della casa editrice del suo cuore.

martedì 27 settembre 2016

LA MIA AMICA TEDESCA

Sono a teatro ad assistere ad un opera di Bertold Brecht, il cerchio di gesso del Caucaso. Chissà perché la mente va a lei , la mia amica tedesca di quando ero un bambino. Colei che mi ha aperto al mondo , alla lettura e ad apprezzare il bello delle cose anche in un contesto squallido. Arrivò nella nostra classe a scuola già iniziata. Bellissima , con gli occhi azzurri e i capelli biondi. Veniva dalla Germania, Germania dell’Est ma, era venuta a vivere in Russia causa il lavoro dei suoi genitori. È stato per me un amore a prima vista, mai corrisposto purtroppo, anche se a dire la verità non ho mai osato dichiararmi. Era una bambina speciale. Non solo perché era bella ma rispetto a noi aveva un qualcosa in più. Forse perché avendo viaggiato e vissuto in diversi paesi ciò l'aveva resa più permeabile ad acquisire tutte le cose belle che aveva avuto modo di vivere anche se i posti erano quelli che erano. Si fece subito amare da tutti , maestre comprese . Fatta eccezione per una che non amava i tedeschi, risentimenti di guerra, fatti del passato, sepolti ma non dimenticati. Ancora oggi non mi spiego come quella maestra potesse identificare quell’amore di bambina in chi aveva commesso cose atroci, solo perché era di quella nazione, come a dimenticarsi che noi avevamo avuto Stalin. Non si tirava mai indietro in qualsiasi cosa la coinvolgevamo. Sapeva essere di compagnia e conosceva bene l’importanza del gruppo. Ricordo che la convincemmo a fare uno scherzo alla nostra insegnante di tedesco che non sapeva che lei fosse tedesca o faceva finta di non saperlo per non demoralizzare noi che il tedesco faticavamo ad imparare. Ad ogni domanda lei rispondeva in tedesco perfetto, fintanto che la maestra , forse per stare al gioco della offesa la faceva uscire dalla classe. Fosse capitato a qualcuno di noi ne saremmo rimasti traumatizzati. Una macchia indelebile nella nostra autostima. Lei invece no. Per lei ogni momento era vita, perdere tempo per angosciarsi non era incluso nel suo vivere. Anziché piangere e mettersi in un angolo, approfittò di quella occasione per visitare la scuola. Andando in luoghi che mai frequentavamo. Era una esploratrice della vita. Al ritorno mi disse che aveva scoperto tante sale vuote, la palestra e la biblioteca, un luogo in cui potevi prendere in prestito dei libri e leggerli. Io che i soli libri che leggevo erano quelli che ci dava il regime per studiare. Ma lei no, lei non era russa , aveva una mente libera, osava a differenza nostra. Leggeva non so quanti libri ed ogni volta i suoi occhi avevano una bellezza diversa. Portavano dentro di loro l'esperienza letta. Io che non osavo andare in biblioteca visto che nessuno mi aveva dato il permesso, le chiesi se poteva raccontarmi delle storie. E lei lo faceva felicemente. Dopo anni le nostre strade si separarono, non ricordo il perché, forse i suoi dovettero trasferirsi per lavoro. Non l'ho più rivista anche se la porto nel mio cuore , tuttora che sono padre di due figli. Sono certo che il suo lavoro avrà a che fare con i libri. Scrittrice, libraia chissà. E sarà anche una splendida mamma che cullerà i sogni dei suoi figli con i suoi racconti accompagnati dalla sua bellissima voce, come faceva con me facendomi restare estasiato ad ascoltarla. Questa era la mia amica tedesca. La donna che porterò sempre nel mio cuore, ovunque si trovi adesso.

LE COSE CHE NON HO DETTO

Ieri non sono riuscito a dirle nulla di quello che avrei voluto dirle.
Gli ho detto qualcosa ma, la mia intransigenza ha avuto la meglio.
Sono stato molto duro.
Le parole scritte mi hanno ferito brutalmente.
Non tanto per il contenuto ma per la modalità e per i tempi.
Bastava che non facesse nulla di quello che ha fatto.
Bastava che ci sedevamo da qualche parte , anche su una panchina e li mi informava della sua decisione.
Ci sarei rimasto male comunque, ma avrei capito di più e l’avrei lasciata andare con meno durezza.
Invece no, non gli ho lasciato spazio e scampo.
Ormai quello che doveva dirmi, lo aveva già scritto.
Ferendomi ferocemente senza avere rispetto dei miei sentimenti e della mia reazione.
Il mio cervello lo aveva già capito da un po’, prima che lei mettesse nero su bianco.
Lo ha capito dai messaggi ricevuti che mancavano di quella dolcezza come un caffe alla macchinetta privo di zucchero.
Il cervello ha iniziato a capire che qualcosa non andava, il peggio stava per arrivare.
Ma il cuore, ingenuo , non lo ha ascoltato e si è illuso.
Un cuore presuntuoso che pensava di vincere su tutto.
Invece ha perso su tutto e ha perso tutto.
Quello stesso cuore apertosi completamente a lei, si è chiuso come una pietra, impenetrabile.
Questo ha impedito al cuore di esprimersi e dirle le cose che non ho detto.
Avrei voluto dirle che ha fatto la scelta non giusta.
Non perché non ha scelto me, perché non ha scelto la vita.
Non ha scelta quell’occasione che la vita, attraversa me, le ha dato, per emergere dall’aridità di cui si nutre.
Che così facendo non ha danneggiato solo me , ma anche se stessa.
Ha bloccato tutta quell’energia positiva che era ritornata a circolare in lei.
Ha preferito un amore arido.
Un amore che imprigiona il suo cuore senza farlo più uscire.
Come quelle persone che vengono rapite e segregate dal mondo e alla fine non conoscono altra vita al di fuori di quella.
Rifiutando la libertà quando gliela si presenta, perché ormai non ne capiscono più l’essenza.
Per loro è naturale quell’alimentazione in dipendenza , che ti ammazza, day by day.
Questo ha deciso il suo cuore.
Entrambi da ieri , porteremo in noi le nostre ferite, le cicatrici nei nostri cuori.
Ma lei porterà con se qualcosa di cui non si dimenticherà mai per tutta la vita.
Un occasione, rifiutata, per avere una vita diversa sperando per il meglio.
E’ un peccato.
Quella fantastica donna se lo meritava.
Eccome se, se lo meritava.
Ma dopo il BOOM che fa esplodere tutto c’è anche il PUFF che fa sparire il tutto.

CRY

Finalmente stamane sono uscite.
Mentre bevevo il caffè in ufficio dinanzi a tutti.
Non so chi si è accorto e chi no, poco importa.
Non dovevo destare attenzione.
Dovevo solo portare fuori il dolore che ho di dentro.
Un dolore pazzesco.
Un dolore che passerà , ma che rimarrà nel mio cuore.
Quando ami , e ami con tutto te stesso, anche se rimani deluso, non riesci a evitare la sofferenza.
Almeno io non ci riesco.
E’ un rubinetto senza fine .
Anche ora che sto scrivendo faccio fatica a trattenerle.
Sembrerebbe stupido piangere per una donna che hai appena conosciuto e hai frequentato per pochi giorni.
Ma per il tuo cuore quei pochi giorni sono stati necessari per capire l’essenza di qelll’amore che potevi avere e invece si è interrotto bruscamente.
Restano solo queste.
Come canta Jack Savoretti, written in scars.

lunedì 26 settembre 2016

L'AGGIUSTACOPPIE

Da quando sono separato ho avuto poche esperienze sentimentali.
Tutte travolgenti e tutte finite con me che ne ho la peggio.
Analizzando razionalmente , alla mia età non si può pretendere tanto, soprattutto quando si è come me.
Un cane abbandonato in cerca di carezze.
Le mie poche storie vanno per finire sempre allo stesso modo.
Uno potrebbe parlare di sfortuna , di aver incontrato le persone sbagliate.
Invece no, occorre essere onesti con se stessi , è dire la causa del problema sei tu.
Sei tu , perché sei tu che dai l’origine , tu che fai azioni per instaurare quelle relazioni.
Relazioni che da subito sai che non potranno avere un futuro.
Vivono finché l’altra persona si alimenta del vuoto che ha.
Una volta riempito quel vuoto si ritorna alla vita di prima, come se quel pieno fatto , bastasse a mandarla avanti.
Alcune forse lo fanno per abitudine, spiluccando da un tavolo alla volta senza porsi problemi.
Alcune per provare il brivido con quelle esperienze che nella loro vita non è possibile vivere e che non ha senso viverle dopo averle sperimentate.
Altre perché le fai sentire vive , rispetto a chi le considera morte.
Ma per fortuna che esisto io.
Senza risparmiarmi rimetto queste donne in equilibrio, riconducendole, purtroppo da chi per loro non aveva cura.
E’ difficile avere il coraggio di dichiarare un fallimento, di azzerarsi e rimettersi in gioco.
E’ più facile stare con il piede in due scarpe, tanto per provare l’altra scarpa che effetto fa.
Sembrano tutte dichiarare amore eterno e io, ingenuamente mi illudo.
Mi illudo come quando si fa la foto nelle sagome al luna park per sognare di essere qualcosa di diverso.
Queste relazioni durano il tempo di una foto.
Poi bisogna scendere , o per fare spazio ad un altro o perché fatta la foto la tua vita devi prendere atto che è quella dietro la sagoma.
Sintetizzando io sembro essermi specializzato a fare l’aggiustacoppie.
A saperlo fare , ne trarrei anche profitto.
Ma sono solo un povero sciocco che si fa ingannare dall’amore.
Amore a cui col tempo ti devi abituare a non credere più.
E’ un qualcosa per i giovani, per chi ha la fortuna di viverlo.
Io ho solo un amore che mi è concesso .
Fortunatamente il più bello.
Anche se ha alti e bassi ed è a volte molto più doloroso dell’amore simulacro.
L’amore per mia figlia, l’unico in cui vale la pena e in cui devo credere.

THE POWER OF LOVE

La potenza dell’amore l’ho sempre considerata un bel titolo di un film o di una canzone.
Un incitamento.
Ma vivere la potenza dell’amore , no, mai capitato.
Certo sono stato innamorato e di conseguenza la mia vita si è plasmata su di esso.
Ma quello che mi sta accadendo è qualcosa di diverso.
Un qualcosa che ti accompagna nella vita.
Nelle scelte , nel quotidiano.
Quando vivi un amore puro, corrisposto , maturo, avviene in te un mutamento.
Nel quotidiano inizi a fare cose che prima non facevi.
Oltre ad avere una forza che ti accompagna , hai anche una modalità decisionale diversa.
Fai pulizia delle cose inutili.
Intuisci ciò che ti occorre davvero.
Riesci a fare meno di cose che prima c’erano solo perché non c’era quest’amore, come banalmente bere un caffè in più o in un bar per trovare un affetto succedaneo.
Stai più serenamente da solo in casa.
Organizzi la giornata facendo ciò che serve.
Tutto questo perché sei pieno di energia.
The power of love. 

domenica 25 settembre 2016

LA FIGLIA DEL FOTOGRAFO

Le ho chiesto se poteva darmi una sua foto, per poterla rivedere quando non posso vederla.
Credevo mi mandasse a quel paese.
Invece no , me le manda.
Ma quando le vedo mi accorgo che c'è qualcosa che non va.
In quelle foto quegli occhi non guardano me.
Ovviamente, erano state fatte in passato , in mia assenza e senza che ci conoscessimo.
Quando glielo dico, lei pensava la stessa cosa.
Bello avere non solo gli stessi pensieri ma la stessa sensibilità.
Mi toccherà fargliene una io.
Ma purtroppo non basta avere una macchina fotografica per fare un fotografo.
Fare foto non è arte mia.
So cogliere ciò che altri difficilmente vedono ma , fare una foto di una persona mi viene quasi sempre male .
Ci vuole perizia , conoscere il gioco di luci.
Fortuna mia figlia al contrario di me è una esperta.
Provo a fargliene una, ma è un disastro.
Me lo dice con dolcezza anche lei.
Aggiungendo che lei sa come vanno fatte.
Il suo papà era un fotografo professionale anche se per mestiere ha dovuto fare altro.
Ne prendo atto.
Ma capisco il senso di quello che mi ha detto quando mi invia delle foto fatta da lei per me.
Dei selfie.
Non sono dei banali selfie.
Quelle foto non solo sono belle foto , senza nessuna distonia.
Quelle foto parlano .
Fanno parlare i suoi occhi.
Occhi che dicono che lei sta guardando me, anche se siamo lontani uno dall'altra.
Occhi che mi dicono essere innamorata di me.
Magie fotografiche.
Magie che solo la figlia del fotografo è in grado di fare.

sabato 24 settembre 2016

CRESCERE CON BREZNEV

È cresciuta in Russia.
Erano i tempi di Breznev.
Sentirglielo dire è stato di una dolcezza infinita.
Mi ha fatto sentire più vicino a lei, come se avessimo in comune un qualcosa che nessun altro possa avere.
Chi oggi sa chi era Breznev.
Io lo ricordo perché da piccolo vedevo la TV e leggevo i giornali, non perché in casa mia ci fosse abitudine a comprarli ma semplicemente perché mio padre avevo un amico giornalaio e, io che uscivo sempre con lui anziché con i miei coetanei, potevo leggere il giornale, stando attento a non sgualcirlo perché doveva essere venduto.
Lei invece in quei tempi non poteva leggere né giornali ne guardare TV.
La TV c'era solo per due ore al giorno e era quello che era.
Per cui a differenza mia , è cresciuta senza esserne dipendente.
E forse col senno di poi questa è stata una sua fortuna.
A volte vivere momenti duri , ti tempra e nello stesso tempo ti insegna ad adattarti e a vivere la vita senza sprecarla .
Avere poco ti insegna ad avere tanto , ossia te stesso.
Cresci con la fierezza negli occhi e le spalle dritte, perché non sottoposte al peso del compromesso.
Sarà per questo che è quello che è.
Una donna non mediata ma diretta.
Una donna abituata a prendere il bello quando c'è.
A vivere il momento.
Quando vivi in un mondo in cui tutti decidono per te, appena puoi decidi tu per te stesso.
Come ha fatto con me.
Sono fortunato ad amare una donna che hanno fatto crescere con Breznev anziché 
con le ragazze del programma TV "Non è la RAI".
Grazie Breznev, per avermi temprato una donna fantastica.

venerdì 23 settembre 2016

AMORE CHE ARRIVA, AMORE CHE TORNA

L'esperienza stupenda che sto vivendo, mi permette di assistere in modo estasiato a qualcosa che mai mi era capitato fino ad oggi.
Il godermi la visione del mio amore.
Sia quando sta per arrivare, sia quando sta per andare.
Questa donna mi conferma l'amore che porta per me in ogni singolo gesto che fa .
Quando la vedo arrivare, prima che i nostri sguardi si incrociano, vedo il suo amore per me , portato in ogni passo che fa.
Capisci che sono passi che hanno voglia di vederti e di incontrarti .
Capisci che sono passi convinti di quello che stanno facendo.
Capisci che sono passi di una donna innamorata del suo uomo.
Poi arrivano i suoi occhi ad accarezzarti l'animo e a farti aprire il sorriso, facendo sparire tutto ciò che ti circonda.
Poi arriva il suo abbraccio ad avvolgermi.
Poi arriva il suo bacio a completare il tutto.
Poi arrivano le sue mani che si incrociano con le mie e insieme si incamminano.
Dove non importa.
Quando c'è amore qualsiasi luogo va bene.
Poi ci sono i nostri passi, le nostre parole, le carezze reciproche.
Gli sguardi dove ognuno si rispecchia negli occhi dell'altro.
Arriva poi il momento di lasciarci.
Di ritornare.
E quello è il momento più bello.
Vederla incamminarsi, felice e innamorata.
Come chi ha donato quello che desiderava donare e ha ricevuto quello che era sicuro di ricevere.
I suoi passi sono pieni d'amore.
Questa donna riesce ad essere luminosa anche quando mi è di spalle.
E io come un bambino rapito , ed un uomo orgoglioso di condividere l'amore con lei, mi beo estasiato ad osservarla.
Amore che arriva, Amore che torna.

BENCHMARK

Il segno o punto di riferimento.
E’ un concetto che per lavoro o leggendo i giornali mi sono sempre trovato ad affrontare.
Come tutti gli inglesismi finanziari, mi è sempre stato indigeribile come un peperone.
L’ho sempre considerato un vocabolo privo di poesia.
Mi ha sempre dato un l’idea di un concetto che ti racchiude in un recinto.
Un qualcosa che esclude.
Cosa vuol dire punto di riferimento, mi sono sempre detto.
Avere un punto di riferimento può essere utile ma è anche vero che ognuno ha i suoi tempi e i suoi riferimenti.
Se così non fosse avremmo un mondo in cui nessuno creerebbe nulla di nuovo.
Si andrebbe avanti sempre a lavorare su qualcosa che c’è già, e non per superarlo ma per raggiungerlo.
Per una mente come la mia , questo vocabolo è una gabbia.
Appeno lo sento mi si accappona la pelle.
Ma mai pensavo che esistesse il Benchmark anche in amore.
Non perché io l’ho applicato mutuandolo dalla finanza.
Ma l’applicazione è sorta spontanea.
In questo periodo di sbandamento , capita di essere affascinato da una donna o da un’altra.
Ciascuna per una sua caratteristica, particolarità , ma mai per la loro completezza.
Poi ti capita di incontrare il Benchmark.
E tutte quelle di cui eri affascinato svaniscono come neve al sole , come nuvole scacciate via dal vento.
Quando hai il Benchmark, è lei il punto di riferimento, il resto è nulla.
Ora ho finalmente capito l’essenza e il significato di questo termine.  

giovedì 22 settembre 2016

SPAZIO

In questi ultimi tempi, dalla separazione in poi,  mi sono rammaricato e non poco per situazioni  finite male o che non hanno avuto seguito.
Col tempo la demoralizzazione aumentava sempre più.
Come a spingerti a rinunciare sapendo già cosa sarebbe accaduto , anzi non accaduto.
Ho anche avuto la fortuna di incrociare e conoscere qualcosa di irraggiungibile, il cui già solo averla conosciuta mi ha reso felice.
Era così irraggiungibile che non potevi pensare ad altro, se non ad un suo splendido sorriso, se capitava.
Ma poi accade quello che non ti aspetti.
Che l’irraggiungibile è in cerca di te.
E allora capisci che le cose nella vita , se accadono o non accadono, è solo per fare spazio.
Fare spazio a ciò che dovrà arrivare e tu non sai ancora che arriverà.
A ciò che non sarebbe arrivato se qualcosa non finiva male o avesse avuto seguito.
E non una cosa qualsiasi ma,  quell’irraggiungibile che ora fa parte di te.
Che in un istante ti riempie la vita e ti affida il suo cuore.
Senza chiedere nulla in cambio se non riempire la sua vita e affidargli il tuo cuore.
Ora non c’è più spazio, ora c’è lei, l’irraggiungibile.

THE OTHER SIDE OF LOVE

Arrivati ad una certa età, fatta eccezione per chi è felicemente innamorato, o si è sbandati senza trovare approdo o si è rinchiusi in un rapporto ormai esaurito , arido e senza più stimoli.
A volte gli appartenenti dell’uno o dell’altro tipo, finiscono per incontrarsi.
E questo incontro non può che sfociare in quell’amore che il tuo cuore ha bisogno e, dalla vita non riceve.
E’ un amore diverso, un amore maturo, un amore consapevole di quello che fai, un amore che sa di avere dei limiti non appena inizia a muovere i primi passi.
E’ un amore che ti travolge.
E’ un amore che riaccende ciò che è spento.
E accendere ciò che è spento da tempo è nello stesso momento meraviglioso  e pericoloso.
Meraviglioso, perché ti fa sentire vivo, capace di dare amore e trasporto.
Quell’amore e trasporto che ormai avevi accantonato , ma mai sepolto, sperando che prima o poi tornasse.
Come chi stipa un abito da mettere solo in determinate occasioni, che non si ripresentano più da tempo , curandolo , stando attendo a non sciuparlo , in modo da essere pronto all’uso quando occorre.
Pericoloso perché quando accendi qualcosa di spento, non vuoi più fermarti.
Come ritornare in vita dopo un coma.
Non vuoi più dormire , lo hai già fatto , obbligato per troppo tempo.
Non so se sia giusto farsi travolgere e non fermarsi più oppure arrivando da una immobilità ,  è più saggio fare un passo alla volta.
So solo che quando dai voce all’amore , a questo amore, quella voce non dorme mai , neanche quando riposi e quando sogni.
E’ un amore diverso da quello tradizionale, secondo i normali schemi.
E’ un altro lato dell’amore, forse più bello del lato originale.
Perché nasce da dentro , senza compromessi , con la sola voglia di donarsi e ricevere.
E’ amore puro, non ti importa di nulla, se non riceverlo e darlo.
Come chi ha capito che la cosa più bella è donarsi.
E quando trovi la persona giusta che il tuo cuore ti indica e ti indirizza ,lo fai senza limiti, anche se la tua vita ti costringe a vivere quell’amore con dei limiti.
The other side of love , come cita una canzone di Jack Savoretti.

mercoledì 21 settembre 2016

BOOM

Non riesco più ad incontrarla.
È dura mettersi contro il destino, non ottieni mai nulla.
Ci ho provato.
Ho atteso per alcune mattine che passassero altre metrò, sperando di vederla arrivare , ma nulla.
Stamane non ci ho neanche provato.
Mi sono diretto in ufficio abbandonando ogni illusione.
Stasera sono uscito ugualmente al solito orario , sapendo di andare incontro al normale quotidiano e nulla più.
Perdo la metrò ma sono comunque in tempo.
Mi avvio verso il binario e magicamente lei è lì.
Dove non l'avevo mai vista e dove non pensavo di incontrarla.
Beffardo e incantevole il destino.
Quando non cerchi il tuo tesoro , il tuo tesoro e lì ad attendere te.
Sono felice.
Bisogna fidarsi del destino, sa quello che fa.
Ci salutiamo , entrambi felici di vederci, abbracciandoci.
Pensavo fosse lì per prendere il treno, invece mi dice che era lì ad aspettare me.
Aveva voglia di vedermi.
Non posso crederci.
La Flaca era lì per me.
I suoi bellissimi occhi azzurri erano lì per me.
Il suo bel viso era lì per me.
Le sue labbra erano lì per me.
Mi viene spontaneo baciarla sulle labbra.
Tutto intorno a me cambia, non esiste più nulla.
Solo io e lei.
Ci prendiamo per la mano e andiamo incontro al nostro primo incontro in intimità.
Sembra di essere in un film.
Ma non ci sono né cineprese ne luci ne carrelli, solo noi e la panchina che freme per il nostro arrivo.
È tutto così spontaneo e naturale.
Entrambi sembriamo avere incontrato ciò che li compensa.
Ci amiamo fino al prossimo treno.
Io sono di solito una persona che sogna molto ed ha molta fantasia.
Ma per la prima volta in vita mia, il sogno è entrato nella mia realtà.
Arriva l'ora del treno, la accompagno al binario che poi sarò lo stesso dove arriverà il treno per portarmi a casa.
Sale sul treno e ci diamo l'ultimo saluto della serata.
Le porte si chiudono e lei si sistema per sedersi.
Ancora un ultimo saluto prima che scompaia dalla mia vista ma non dal mio cuore.
Boom.
È quello che mi ha detto il cuore, mentre la salutavo che partiva col treno.

venerdì 16 settembre 2016

FOTO TATTOO

Quando termina una relazione amorosa di solito si fanno cose che mai faresti.
Ti compri una moto.
Inizi a fumare sigari.
Cambi drasticamente il tuo modo di vestire.
Ti fai un tatuaggio.
O altro 
Io ho scelto il Tattoo.
Non so perché ma la testa così girava.
Certo il tatuaggio è un qualcosa di indelebile.
Pertanto oltre ad avere la testa per fartelo fare, devi anche scegliere qualcosa di cui non hai da pentirti dopo averlo fatto.
Altrimenti ti ritrovi un corpo estraneo dipinto sulla tua pelle ed è dura averlo con se per tutta una vita.
Peggio di una suocera che a differenza del tatuaggio, se dovesse mancare, non c'è più.
Per cui ho scelto di farmi tatuare un qualcosa che non potessi mai rinnegare.
Le mie origini.
Però ho scoperto sulla mia pelle che a volte queste scelte con il tempo ti si possono ritorcere contro.
E così è stato.
Ero riuscito, per fare pratica di Shiatsu, di poter mettere uno stand alla festa che c'era in paese, quella della lega nord.
Hanno voluto fare una foto di ogni espositore , me compreso, da mettere nel cartellone.
Quel giorno faceva caldo, quindi sono andato a maniche corte.
Pubblicata la foto , qualcuno ha notato il mio tatuaggio.
Sono iniziate le proteste.
Mai un terrone alla nostra festa.
Ma cosa c'entra mi sono detto.
D'accordo che io non sono della lega nord ma, vado lì per fare Shiatsu.
Alla fine l'organizzazione ha dovuto arrendersi.
Mi hanno sospeso e cancellata la mia partecipazione.
Niente Shiatsu per la foto Tattoo.

mercoledì 14 settembre 2016

LA SCIA

Stamane i miei occhi si sono subito accorti di lei.
Come l'olfatto segue istintivamente la scia di un profumo, i miei occhi di istinto hanno seguito la scia della sua luminosità.
Bella come sempre.
Le nostre strade sembravano prendere direzioni diverse , poi in realtà era solo una scelta dettata dalla sua flessibilità verso la vita.
Si siamo ricongiunti sul binario della metropolitana.
Ero li ad attenderla.
È arrivata recando con se il suo splendido sorriso e la contentezza manifestata nel rivedermi.
Ci siamo salutati , contenti di rivederci.
Entrambi ci siamo chiesti nei giorni precedenti, perché non ci vedevamo più .
Ci siamo conosciuti un po' di più.
Quel che basta per non far rimanere la nostra conoscenza qualcosa di occasionale ma qualcosa che può avere continuità.
Ben contento sono sceso alla sua fermata .
Ci siamo salutati , e mi sono incamminato verso l'ufficio. 
Sostenuto dalla luminosità da lei ricevuta.

LA RESA

Arriva il giorno in cui non riesci più a sopportare il peso.
Quel peso che ogni giorno ti viene caricato addosso.
Quello stesso peso a cui dovresti essere abituato e dovrebbe averti fortificato.
Invece no, quello stesso peso ti distrugge. 
Vuoi per resa , vuoi per la mancanza di mutamenti , dettati dallo sterile vivere quotidiano.
Non ce la fai più.
Non puoi essere di sostegno a nulla .
Nemmeno per appoggiare un qualcosa di leggero , come un fazzoletto.
Stramazzi al suolo, senza poterti più rialzare.
Senza neanche la forza di chiedere pietà.
La dignità non te lo permette.
Urli, con il tuo silenzio, tutto il maltrattamento ricevuto.
Chi ha agito così non può rimanere sordo all'accaduto.
Non può che prenderne atto e cercare di imparare la lezione per non comportarsi così in futuro con chi prenderà il tuo posto.
Il nuovo stendibiancheria.

UN POSTO IN FONDO AL CUORE

Stamane l’ho rivista.
Da tempo non ci incrociavamo più.
Vuoi per le vacanze , vuoi perché la vita ha deciso così.
L’ho riconosciuta subito, mi era davanti, ma non so perché mi sembrava invadente fermarla.
Ho preferito attenderla , vederla arrivarmi incontro.
Ed è stata la scelta più bella che potessi fare.
I suoi occhi , appena accortisi di me, si sono illuminati.
Era , come me , contenta nel vedermi.
Addirittura , mi ha detto , si chiedeva che fine avessi fatto.
Questo vuol dire che la mia sfacciataggine e ciò che gli ho scritto, le la lasciato un bel ricordo.
Ha permesso di trovare un posto , piccolo, in fondo nel suo cuore, pur se impegnato.

domenica 11 settembre 2016

LE SORELLE MACROBIOTICHE

Sono quattro, come le stagioni. Sono la B1 , la B2 , la B3 e la B4. L’associazione numerica sta solo ad indicare la sequenza di nascita anagrafica. Non sapevo che fossero sorelle. Anche perché se non lo sai non lo sembrano, sono una differente dall’altra. Poi quando lo sai e guardi attentamente , hanno dei tratti caratteristici che li accomunano, ma devi saperlo ed essere un ottimo osservatore. Io sono conoscente della B2, avendo interessi su argomenti in comune, e fino a poco tempo fa non ero a conoscenza delle altre B. Ovvero la prima che ho conosciuto, a dir la verità è stata la B4, tempo fa, ma non sapevo che era una delle B, ma solo che era ed è una Bella donna. La cosa affascinante è che fisicamente sono strutturalmente una diversa dall’altra. Come se i loro genitori si fossero impegnati di volta in volta fino ad ottenere quello per loro era il risultato ideale. Difatti non esistono che io sappia delle B oltre la B4. Come qualcuno che inizia a fare il pane in casa e di volta in volta cerca accorgimenti per trovare la ricetta finale, facendo ogni volta un pane diverso, sempre comunque buono ma diverso. Poi mi sono ricordato di un seminario di macrobiotica a cui ho partecipato per la mia scuola di Shiatsu, in cui il responsabile della nostra scuola ci spiegava che in funzione del periodo di nascita , una persona poteva essere più Yin o più Yang. Al momento l’ho presa come una di quelle tante teorie che devi sapere a puro titolo indicativo ma, in tutta onestà poco ci credevo. Poi grazie alla conoscenza con B2, mi sono fatto dare i mesi di nascita delle altre B e, ho scoperto con mio stupore che quella teoria aveva fondatezza reale. Loro sono un esempio di sorelle macrobiotiche del passaggio da Yin a Yang e viceversa. Affascinante scoperta. Ma anch’io sono terzo di tre fratelli e anche noi siamo nati in periodi dell’anno differenti. Ed in effetti anche noi se uno non lo sa non ci associa come fratelli. Difatti uno è un coglione, l’altro è una testa di cazzo e l’altro ancora un pirla. Non so se questa è una caratteristica macrobiotica che deve esserci ancora spiegata. Ma resta il fatto che siamo così

sabato 10 settembre 2016

ADDOBBI FLOREALI

Stamane sono arrivato prima del solito al bar a prendere il caffè.
Per fortuna.
C'era la preparazione degli addobbi per un matrimonio.
Al solito orario non avrei trovato parcheggio.
I festeggiamenti sono anche lì al bar dove vado io.
Lo sposo ha organizza un brindisi.
Tutto addobbato anche lì.
Iniziano ad arrivare gli invitati.
Arriva la fotografa e dopo arrivano le wedding planers.
Ad ogni invitato , a differenza che sia uomo o donna , pongono sul vestito un rametto fiorito.
Poi si accorgono di me, una di loro da di gomito alla collega per attirare l'attenzione.
Faccio capire che non sono un invitato ma un cliente, lo si nota dai vestiti.
Ma una di loro, forse la capa, con un cenno della mano mi dice di attendere e mi fa capire che tutti devono essere addobbati, ospiti e non.
La cosa mi fa sorridere.
La collega esce, forse a prendere l'addobbo giusto per me.
Di improvviso la porta del bar si apre, è la collega.
Reca con se una enorme pianta.
Si fa spazio e me la pone davanti.
Nascondendomi completamente.
Poi dice alla fotografa , ora puoi riprendere a fotografare.

venerdì 9 settembre 2016

BASKET

Ho sempre considerato una prerogativa maschile quella di avere la bava alla bocca , quando si trovano ad osservare una bella donna, o solo perché è alta oppure perché ha un bel culo o belle tette.
Un qualcosa che per una donna può fare anche piacere inizialmente ma credo che col tempo rechi molto fastidio.
Avere gli occhi bavosi indosso , sopratutto se non sei a cercarli, impedisce di trascorrere una tranquilla serata al bar, magari insieme ad altre amiche.
Ma stasera al bar si sono invertiti i ruoli.
Al bar ci sono tutti i giocatori della squadra di basket del paese.
Il più piccolo ha le gambe lunghe come la mia altezza.
Effettivamente dei ragazzi prestanti e un bel vedere diverso rispetto ai soliti sfigati frequentatori (io sono un frequentatore)
La bava alla bocca stasera esce anziché agli uomini a quasi tutte le ragazze.
Sembrano rivitalizzate.
Compiacenti nel conoscere e stare vicino a questi nuovi divi.
Neanche fossero persone con cui hanno una confidenza da tempo e gli si concede quel qualcosa in più che fatto da qualsiasi altro farebbe entrare in azione le loro unghie feline .
Sarà emancipazione oppure esigenza di bearsi di qualcosa a loro insolito.
Queste sono le classiche situazioni in cui prendi atto che per uno come te nulla cambia.
Non ti cagavano prima , non ti cagano ora.
Per cui non si può essere invidiosi.
Però visti i risultati, mi sa che anziché fare Shiatsu o andare a correre o in bici , forse è il caso che inizi a imparare a giocare a basket.
Ma chissà perché, ho il dubbio che non cambierebbe nulla comunque.

IL SENSO DI COLPA

È lì che ti aspetta quando meno te l'aspetti.
Quando non porti a soluzione qualcosa, non la trasformi in consapevolezza, appena può si rifà viva.
Come qualcosa che hai riposto in fondo all'armadio , senza dargli una sua collocazione, solo per illuderti di non vederla.
Credendo che così facendo, nascondendola, eviti di affrontarla.
Un po' come stanlio e olio che quando devono pulire la stanza, mettono tutta la polvere sotto il tappeto.
Purtroppo non è così e, oggi ne ho avuto contezza.
Non so se si dica così, ma prima poi volevo usare questo vocabolo e qui ci stava bene.
È come qualcuno che ti guarda dentro e scopre cose che non sono visibili.
Ti senti nudo e indifeso.
Scriverne servirà a poco .
Ma nella vita prima o poi un primo passo occorre farlo, per cercare la strada in cui forse troverai la luce.

giovedì 8 settembre 2016

IL BAGLIORE

Eppure dovremmo essere abituati a vederci.
Aver capito che abbiamo vite divergenti.
Però di solito il nostro vederci è frutto del quotidiano , del sapere con molta probabilità che ci incontreremo.
Per cui si è preparati.
A volte quasi un fastidio perché ti ricorda di una quotidianità che non darà mai frutti.
Stasera però ci siamo incontrati casualmente, di nascosto ai nostri cuori e sentimenti.
E quando accade questo, tutte le maschere e le difese non ci sono.
Le abbiamo lasciate a casa , come l'abbonamento del treno che sai che non ti serve e non ha senso portare con se.
Per cui quell'incontro rivela te stesso.
Nel caso di stasera il mio stupore e piacere di incontrarla e vederla , nel suo caso quel bagliore che porta nell'anima e ti illumina e che non può non donarti perché è la persona disarmata che lo porta , quella che in quel momento non scende a compromessi con il quotidiano ma vive l'attimo e il presente.
Il vivere istintivo e non mediato.

CI SENTIAMO

Grazie a quella che si definisce la buona memoria, comprendo, in ritardo il senso di alcune cose dette o eventi accaduti.
Cose o eventi che ti avevano e ti hanno illuso, in quanto da bonaccione non percepisci il nascosto dietro queste cose.
Il mio trainer è mia figlia che mi ripete le stesse palle con lo stesso tono che mi intortava una mia ex.
Il mio cervello collega all'evento passato e percepisce immediatamente la fregatura ricevuta, per cui non riesce a farmi fesso.
Ma essendo mia figlia faccio finta di niente e gliele faccio passare.
Oggi invece, la comprensione di un evento l'ho avuto grazie ad una mia collega.
Non la vedevo da tempo e voleva salutarla, nulla più.
Lei chissà cosa ha capito , mi ha liquidato con un "vado di fretta, ci sentiamo ".
Ci sentiamo cosa che, bene che vada ci salutiamo.
Poi mi sono ricordato che quel ci sentiamo, me lo ha detto una donna a cui ho dato il mio numero di telefono.
Ma ad oggi l'unica cosa che sento dal telefono è il servizio clienti della tre.
Quindi oggi ho capito, grazie alla buona memoria, che la sua risposta era di circostanza senza nessuna intenzione.
Eppure era una bella donna bruna con gli occhi neri .
O erano verdi  ?
Cavolo con l'età che avanza la memoria non inizia ad essere più buona.

martedì 6 settembre 2016

IL BACIO NON DATO

"Perché non mi hai baciata ?"
Perché non voglio un bacio rubato o occasionale.
Voglio un bacio appassionato.
Un bacio al buio dei nostri occhi chiusi.
Un bacio illuminante la nostra anima.
Un bacio che ti toglie il respiro ma che ti dà linfa vitale.
Un bacio il cui tempo è scandito dal nostro cuore e non da quel poco tempo che ci rimane prima di arrivare a casa , per poi separarci.

sabato 3 settembre 2016

L'ANCORA

Se trovi l'ancora giusta, qualsiasi porto in qualsiasi mare, va bene per te.
Anche se non c'è nessun porto.
Anche se non c'è nessun mare.

L'ARCHEOLOGA

Ieri sera al bar ho conosciuto una donna.
Di mestiere fa l'archeologa.
Una bella tipa, simpatica , con mente pratica e dai modi spicci.
Dopo due ore eravamo già a casa mia.
Abbiamo iniziato a fare l'amore .
Ma sul più bello si è dovuta fermare.
La sua professionalità è emersa.
Ha trovato un reperto archeologico nelle mie mutande.
Il mio pene.

MAI RIMANDARE

Occorre imparare nella vita a non rimandare mai. Imparare ad evadere ciò che sappiamo dover fare ma, per vari motivi lo riponiamo sempre in ultima posizione della lista o addirittura neanche lo inseriamo in lista. Questo ci permette di essere leggeri e di non trovarci poi con un problema ancor più grande da gestire. Come una multa non pagata che , più tardi a pagare e più dovrai pagare , anche se ritieni ingiusto che ti sia stata commissionata o ti si dimenticato di farlo. Se adottiamo questo principio di vita , tutto scorre più velocemente. Anche perché pur non volendolo, rimandando ciò che deve essere fatto , releghiamo anche quella quota di memoria del nostro cervello che dovrà tenerne nota per noi stessi in futuro. E’ una cosa che mi è stata ripetuta in un corso che ho sostenuto questa settimana. E manco a farlo apposta , oggi mi si è presentata l’occasione. Devo dire che mi vergogno a raccontarlo ma, ognuno ha il suo Kyo o il suo punto di disattenzione. Oggi ne ho scoperto un’altro tra i tanti che, per come sono fatto io è una assurdità ed una bestemmia. Riguarda la cucina, cosa che amo e che curo , dall’inizio alla fine , fino al pulire tutto. Ma chissà perché mi dimentico sempre di manutenere la cappa. La quale stufa della mia disattenzione , si è fatta sentire, inviandomi un messaggio inequivocabile. Puliscimi. Sono stato spiazzato, come se la tua donna ti facesse notare una disattenzione continua nei suoi confronti. Non puoi che porre rimedio. Ma poi mi sono detto , ho altre cose da fare, e lo segno e lo farò. Invece no , mi sono imposto di non rimandare . Per cui sono andato a comprare il filtro nuovo ,prima del caffè e dopo sono tornato a casa. Tornato ho detto rimando a domani ? No , fallo subito altrimenti rimanderai sempre . Ho fatto così , ho cambiato il filtro e pulito la cappa. Dopo ero più grato a me stesso . Oltre ad avere una cappa pulita e più bella da vedere, mi sono sentito più leggero io. Come un segno di maturità di chi non rimanda di fronte alle cose importanti. In più mi sono anche preso l’impegno di farlo periodicamente, dimostrato che me ne dimentico. A questo punto visto che mi trovavo, avevo ancora una cosa da fare e che rimandavo da tempo. Ma come tutto , una volta che inizi, nulla più ti ferma. Sono andato in bagno di fronte allo specchio. Mi sono guardato e mi sono detto, sei un coglione. Mi sono liberato da un peso , è da molto che volevo dirmelo ma non avevo il coraggio e il tempo per farlo. Il tempo della consapevolezza.

venerdì 2 settembre 2016

SAMSUNG S7

Oggi ho fatto una cosa da film , da pubblicità o da pirla, dipende come ognuno la vede con i propri occhiali di vita.
Ho dato il mio numero di telefono ad una donna , dichiarandole di avere voglia di conoscerla.
Questo dopo quattro giorni in cui abbiamo scoperto l'esistenza l'uno dell'altra.
Ogni giorno è stato un giorno di avvicinamento e di distanze.
Di piccoli passi e di semplici gesti.
Un sorriso, un buongiorno, un parlarsi con gli occhi, un far finta di fare altro mentre si osservavo l'altro, un dire cose non di circostanza ma di ascolto della persona.
Be dopo quattro giorni l'ho fatto.
Forse vado troppo al cinema e mi faccio influenzare, in quanto il cinema non è la vita.
Ma a volte regalarsi illusioni è un modo per darsi energia, per dire a te stesso che sei vivo.
Non so se mai chiamerà, per adesso non lo ha fatto.
Mi sento come il ragazzo della pubblicità del Samsung S7 che, fa la mia stessa cosa con una ragazza.
Ogni momento e giorno che passa è atroce.
Più il tempo passa e più sembra impossibile che possa essere contattato.
Poi dopo giorni mentre lava i piatti lei gli telefona.
Ma sbadatamente gli cade nel lavello pieno d'acqua.
Ma lui ha il Samsung S7, per cui funziona comunque.
Io ho l'iPhone, per cui cazzo, anche se mi chiamerà, non potrò parlagli.
Perché caduto nel lavello il mio non funzionerà più.

giovedì 1 settembre 2016

L'ATTESA

Arrivo al bar per prendere il caffè .
Il mio solito posto è occupato.
Mi infastidisce non solo perché sono abituato a sedermi dove mi piace ma perché lì vicino si siede lei e, così non posso essergli vicino.
Poi mi ricordo di una frase ascoltata qualche giorno fa , in cui si consigliava di fare sempre strade diverse per arrivare in un posto.
Mi siedo dove c'è posto , mi affido al destino.
Ma lei non arriva .
C'è tanta gente che nei giorni scorsi non c'era, ma lei no.
L'attesa inizia a crescere.
Poi vengo attratto da qualcosa in lontananza.
Un bagliore.
È una donna che parla al telefono.
Sembra lei ma ha qualcosa di diverso.
Capelli sciolti, scarpe generiche, anche se fisicamente gli assomiglia.
Il bagliore continua ad illuminarmi e non posso non porre attenzione.
Poi la vedo arrivare .
È lei.
Diversa ma sempre bella .
Ordina il caffè e l'unico posto libero è quello accanto al mio.
Quel posto che stamane non gradivo, il destino me lo ha riservato per poterle stare accanto.
La saluto e mi saluta  anche lei.
Attendo che dica qualcosa ma ha troppi pensieri che le girano per la testa.
Mi beo ad osservarla.
A guardare i suoi occhi, le sue mani, le sue dita, il suo sguardo annegato nei pensieri.
Finito il caffè si alza e mi augura buona giornata con i suoi splendidi occhi.
L'attesa è stata ripagata.