lunedì 29 gennaio 2018
EL BAR
domenica 28 gennaio 2018
LA DONNA DEL PARCHEGGIO
È la seconda volta che accade.
In circostanze analoghe.
Come la scena di un film che ti è piaciuta e la rivedi ancora.
Oppure la ripeti per farla migliore.
Ovviamente, avviene senza intenzione, senza ricerca.
Pura casualità e piacere di quel che accade.
Non so dire se è una piacevole coincidenza fortuita o altro.
Chissà.
Di sicuro il piacere di quella vista e di quel fugace incontro non ti lasciano indifferente.
Eppure questa donna la conosco e da tempo.
Ma in queste circostanze è come se mi apparisse in una luminosità che precedentemente non avevo mai colto.
Forse per il buio della sera,
Buio che permette di vedere la luce che la luce oscura.
Di sicuro posso dichiarare che è bello questo incontro, con la donna del parcheggio.
MACROBIOTICO 2.0
La Macrobiotica tra i tanti aspetti della vita dell’essere umano , di cui si dedica , per fornirgli strumenti per una vita migliore, quello per me più interessante e stuzzicante è l’aspetto relativo all’alimentazione.
In macrobiotica , il cibo che assumiamo ha una importanza rilevante.
In quanto ciò che noi mangiamo si traduce in ciò che noi siamo.
La macrobiotica ci permette di riconoscere questi comportamenti alimentari e i loro effetti sul nostro corpo, per ricondurci ad una vita più salubre.
La macrobiotica non è una dieta tassativa ne rigida.
La macrobiotica tende al bilanciamento alimentare.
Abbinando cibo di un estremo alimentare all’altro, secondo uno schema studiato e descritto.
La cosa migliore però sarebbe quello di essere equilibrati alimentarmente , scegliendo quei cibi che di loro natura hanno già quella caratteristica di equilibrio.
Come i cereali integrali, legumi, verdure.
Cibi pieni di fibra utile al nostro corpo e alla motilità intestinale.
Io da tempo sto adottando questo regime alimentare.
Inizialmente per curiosità.
Successivamente per consapevolezza.
Ma ho voluto fare un passo avanti.
Ho voluto essere un macrobiotico 2.0 .
Ho esteso l’adozione della macrobiotica anche nella tecnologia.
Ieri mi ha contattato la Vodafone, proponendomi il servizio Fibra anzi Iperfibra.
Non potevo credere alle mie orecchie.
Da convinto macrobiotico ho accettato all’istante senza indugi.
Ma mi sorge un dubbio.
Mi sa che la Fibra informatica al di là del termine ha poco ha che fare con quella dei cereali.
Mi sono fregato da solo.
sabato 27 gennaio 2018
VUOTO E PIENO
Noi essere umani siamo fatti di vuoto e di pieno. Vuoto e pieno che si creano in una naturale alternanza per permettere il fluire e lo scorrere del flusso vitale dentro di noi. Necessariamente abbiamo bisogno che questo avvenga. Ci permette di vivere in equilibrio e di stare al mondo con serenità. I problemi nascono quando questa naturale alternanza viene ad interrompersi. Creando troppi vuoti e conseguentemente troppi pieni. In quanto nulla può uscire da noi, ma può accantonarsi anziché fluire. Quando ciò avviene , lo squilibrio prende possesso del nostro corpo. Il fluire vitale viene ostacolato e bloccato. Iniziamo avere degli scompensi , delle manifestazioni corporee che non hanno motivo di essere, ma ci sono. A volte questi pieni si creano per necessità. Sono delle protezioni dei vuoti creatisi dentro di noi. Sono i nostri difensori, i nostri protettori. I pieni sono per noi vitali, senza di loro non potremmo attingere alle loro risorse per riequilibrare i nostri vuoti. In un certo senso questi pieni sono la nostra fonte di salvezza. Basta ridistribuirli , permettendo al flusso vitale di ripristinarsi come natura vuole. Ma la cosa più importante è saperli riconoscere e rendersi consapevoli di ciò che è avvenuto. Scoprire l’origine di quel male mai albergato in noi, ma che da tempo si serve del nostro corpo senza essere capaci di mandarlo via. La consapevolezza è il migliore antidoto per una migliore vita futura , facendo tesoro dell’esperienza , affinché ciò che è avvenuto non avvenga più. Occorre riequilibrare i vuoti e i pieni. Ci sono tantissimi modi , in cui è possibile riottenere questo. Quello che io conosco e ritengo più efficace, è lo Shiatsu. Ovviamente quello del Sensei Shizuto Masunaga.
giovedì 25 gennaio 2018
ASPETTATIVE
Nella vita , credo , sia meglio non averne.
Rischiano di obbligarti in un percorso non libero , privo di sorpresa e stupore.
Possono portarti delusioni, in proporzione alle illusioni che ti eri costruito in esse.
Occorre imparare a farsi trascinare dalla corrente dell’acqua della nostra vita.
Farsi guidare da lei, senza tracimare.
Andare incontro al nuovo che troveremo davanti.
E poco importa se quel nuovo ci recherà qualche ferita.
Sarà comunque una esperienza.
Una memoria di vita che custodiremo per il futuro.
Una vita senza aspettative, ne speranza.
Solo una vita da vivere e degna di essere vissuta.
Evitando di rimpiangere quell’aspettativa mal riposta e quella speranza che mai si avvererà.
martedì 23 gennaio 2018
TROVARE
Oggi è stata una giornata propizia , di quelle che non ti aspetti.
Di quelle che non puoi programmare.
Oggi ho trovato un fantastico sole , con una fantastica luce.
Oggi ho trovato un’area da respirare a pieni polmoni.
Oggi ho trovato un amico che ha fatto l’amico.
Oggi ho trovato la disponibilità della mia parrucchiera.
Oggi ho trovato la cover per il laptop, al prezzo che volevo.
Oggi ho trovato la frusta per lavorare nella pentola senza graffiarla.
Oggi ho trovato le mitiche magliette bianche che usa il BOSS.
Oggi ho trovato una carissima amica che non vedevo da tempo.
Oggi ho trovato la sempre splendida accoglienza nei bar che frequento.
Oggi non sono ancora riuscito a trovare me stesso.
È da tanto che ci provo.
Ma occorre sapersi accontentare, non si può mica pretendere tutto dalla vita.
SGOMBERARE
Tutto è iniziato per delle medicine che inspiegabilmente ho scoperto essere scadute.
Mi ha stupito, non è da me.
Allora mi sono chiesto, chissà quante cose avrò accumulato, che saranno scadute e inutilizzabili.
È un meccanismo automatico.
Come l’accensione di un interruttore.
L’interruttore dello sgomberare.
Di fare spazio per accogliere il nuovo che arriverà.
Di lasciare andare chi in passato ti ha dato calore, intimità, copertura.
Di fare ordine nella tua disordinata vita.
Quell’evento è stato salvifico.
Mi ha permesso di essere più leggero e aperto verso il nuovo.
Confesso che è stato difficile.
Staccarsi dalle cose, anche materiali, per me non è semplice.
Portano con se un pezzo della tua vita.
Un passato, che non c’è più ma è servito per costruire il presente.
Quindi sei sempre in dubbio sul da farsi.
Ma alla fine ho preso il coraggio a due mani e con una lacrimuccia , mi sono separato da ciò che sicuramente non mi occorrerà più.
Ho dato via il vestito della mia prima comunione che tra l’altro era anche un saio.
Come facevo a riadattarlo ?
sabato 20 gennaio 2018
I PESI DELLA VITA
domenica 14 gennaio 2018
QUANDO TI HO VISTA
Quando ti ho vista , ho visto una luce penetrare il mio cuore.
Quando ti ho vista , ho visto le nostre anime che si avvicinavano calamitandosi.
Quando ti ho vista , ho visto qualcosa di conosciuto.
Quando ti ho vista , ho sentito armonia e vicinanza.
Quando ti ho vista, ho visto un bisogno d’amore camuffato da una piacevole allegria.
Quando ti ho vista , mi sono sentito in pace.
Quando ti ho vista , la solitudine si è allontanata da me.
Quando ti ho vista, ho visto il due che diventa uno.
Quando ti ho vista , ho visto l’amore.
Chissà se mai ti rivedrò.
giovedì 11 gennaio 2018
CAMBIAMENTI
mercoledì 10 gennaio 2018
SCAMBIO E ELIMINAZIONE
Quando le leggi e le studi sembrano parole e concetti ovvi.
Del tutto naturali.
Che ti sembra quasi sprecato dedicargli tempo per approfondire i concetti.
Poi però ci sono momenti della vita in cui ti sentì chiuso in gabbia.
Senza sapere il perché.
Come se ti fossi chiuso da solo , da te stesso, gettando le chiavi, per paura che qualcuno possa liberarti.
Eppure ci soffri.
Vorresti uscirne, liberarti da questo senso di oppressione che ti avvolge.
Che ti annebbia il cervello, i pensieri e l’agire.
Come ti mancasse il nutrimento essenziale e principale per il motore del tuo corpo e della tua mente.
L’aria, l’ossigeno.
Poi fortunatamente ti aggrappi a quelle circostanze che forse possono cavarti fuori.
L’istinto in questi casi è il maggiore maestro e consigliere.
Seguendolo capisci che quelle parole non sono del tutto scontate.
Quando sono lontane da te , tutto è lontano da te, compreso te stesso.
Però seguendo l’istinto, ritorni nel ciclo della vita.
Come una pianta che riportata alla luce , riprende contatto con il mondo.
Riassapori tutto.
La bellezza di muoverti.
Di respirare quel nutrimento mancante e percepire che man mano tutto quello che era imprigionato dentro di te , si dissolve, viene eliminato.
Tutto questo grazie ad uno scambio con il mondo da cui ti eri scioccamente allontanato e all’eliminazione di tutto quel mal di vivere che ti opprimeva l’anima.
Altro che ovvio.
IL COGNOME CORRETTO
Ho un cognome che dalle mie parti è molto ricorrente.
Difficile sbagliarlo.
Ma fuori dai confini natii è una vera tragedia.
Viene storpiato nei modi più assurdi.
Un po’ per colpa mia che quando parlo si capisce poco o nulla.
Un po’ per difficoltà ad usarlo nel modo giusto.
Bene che vada mi tolgono una consonante, quella doppia , la R.
Capirei fossimo in Spagna, dove l’uso della doppia R, è più fonetico che letterale.
Ma siamo in Italia , al nord.
Stasera però in modo del tutto inaspettato è accaduto l’incredibile.
Sono andato a ritirare un lavoro che avevo commissionato e sul pacchetto consegnatomi , c’era in bella mostra il mio cognome scritto in modo perfetto.
Mi sono commosso e nello stesso inorgoglito.
Sono uscito dal negozio con il petto gonfio.
Come chi ha ricevuto il rispetto e l’attenzione dovuta.
Più camminavo e più mi beavo dell’accaduto.
Accaduto che a ben pensarci se non fosse accaduto , sarebbe stato una bella tragedia.
Il pacchetto ritirato conteneva dei miei biglietti da visita.
Vorrei vedere a sbagliarmi il cognome sul pacchetto.
D’accordo mi piacerà giocare facile.
Ma chi se ne frega, è una cosa che non capita quasi mai, che me la godo comunque.
martedì 9 gennaio 2018
TACHIPIRINA
Quest’anno ho trascorso un capodanno diverso dal solito.
Non più da solo, come da un paio d’anni, ma in compagnia.
Con l’influenza.
Una influenza che con la sua compagnia mi ha isolato dal mondo, più di quanto non lo fossi.
Tanto che hanno deciso di proporre di cambiare il proverbio, non più solo come un cane ma solo come me.
È stata una influenza devastante.
Non tanto per la febbre ma per le conseguenze di tipo psicologico.
Mi sono riapparse delle cose che credevo sepolte e sparite da tempo.
Invece erano ancora lì, dentro di me, solo ad aspettare l’occasione di ripresentarsi.
Un incubo.
Mi è partita completamente la brocca.
Una sensazione assurda e ingestibile.
I livelli di sopportazione al di sotto dello zero.
Situazione che si è andata a peggiorare quando ho finito di prendere i farmaci per febbre sparita.
Il mio corpo si ribellava, come un drogato per astinenza.
Eppure ho solo preso della tachipirina e non nelle dosi massicce che voleva propormi il medico.
Fortuna che non bevo alcool, non fumo ne uso canne.
Altrimenti non so come andava a finire.