lunedì 29 gennaio 2018

EL BAR

E’ importante scegliere il bar giusto. Per di più quando devi bere il primo caffè della giornata. Quello che ti dà la spinta per iniziarla. Occorre che il caffè sia di tuo gradimento. Occorre che l’ambiente sia confortevole e piacevole. Occorrono le giuste luci. Occorrono le giuste facce e i giusti timbri di voce. Occorre che sia un ambiente eterogeneo, fatto di gente che vuole godersi la pausa del momento , senza nessun lamento. Occorre poter sentirsi in pace anche se da soli, leggendo un libro , il giornale o altro. Occorre che chi ti accoglie , lo faccia con il giusto sorriso, senza farti sentire un inutile intruso. Quando hai tutto questo, questo è EL BAR. E’ come una custodia in cui riporti, dove le tue misure sono perfettamente contenute. E’ quello che ho scoperto stamane, complice la necessità di cercare altro, per la chiusura del mio solito bar. Ho agito di istinto, rischiando. Ma non avevo nulla da perdere. Le alternative le conoscevo e non lasciavano speranze. In un certo senso sono stato costretto ad agire così. Mi è andata bene. Pur essendo dove ero, mi sembrava di essere in Spagna, la tipica atmosfera da bar spagnola. Una bellissima scoperta. Ma purtroppo mi conosco , anche lì troverò qualcosa che non va bene e inizierò a lamentarmi. Forse devo imparare a trovare EL BAR , dentro di me. Che non vuol dire prendere il caffè in casa.

domenica 28 gennaio 2018

LA DONNA DEL PARCHEGGIO

È la seconda volta che accade.
In circostanze analoghe.
Come la scena di un film che ti è piaciuta e la rivedi ancora.
Oppure la ripeti per farla migliore.
Ovviamente, avviene  senza intenzione, senza ricerca.
Pura casualità e piacere di quel che accade.
Non so dire se è una piacevole coincidenza fortuita o altro.
Chissà.
Di sicuro il piacere di quella vista e di quel fugace incontro non ti lasciano indifferente.
Eppure questa donna la conosco e da tempo.
Ma in queste circostanze è come se mi apparisse in una luminosità che precedentemente non avevo mai colto.
Forse per il buio della sera,
Buio che permette di vedere la luce che la luce oscura.
Di sicuro posso dichiarare che è bello questo incontro,  con la donna del parcheggio.

MACROBIOTICO 2.0

La Macrobiotica tra i tanti aspetti della vita dell’essere umano , di cui si dedica , per fornirgli strumenti per una vita migliore, quello per me più interessante e stuzzicante è l’aspetto relativo all’alimentazione.
In macrobiotica , il cibo che assumiamo ha una importanza rilevante.
In quanto ciò che noi mangiamo si traduce in ciò che noi siamo.
La macrobiotica ci permette di riconoscere questi comportamenti alimentari e i loro effetti sul nostro corpo, per ricondurci ad una vita più salubre.
La macrobiotica non è una dieta tassativa ne rigida.
La macrobiotica tende al bilanciamento alimentare.
Abbinando cibo di un estremo alimentare all’altro, secondo uno schema studiato e descritto.
La cosa migliore però sarebbe quello di essere equilibrati alimentarmente , scegliendo quei cibi che di loro natura hanno già quella caratteristica di equilibrio.
Come i cereali integrali, legumi, verdure.
Cibi pieni di fibra utile al nostro corpo e alla motilità intestinale.
Io da tempo sto adottando questo regime alimentare.
Inizialmente per curiosità.
Successivamente per consapevolezza.
Ma ho voluto fare un passo avanti.
Ho voluto essere un macrobiotico 2.0 .
Ho esteso l’adozione della macrobiotica anche nella tecnologia.
Ieri mi ha contattato la Vodafone, proponendomi il servizio Fibra anzi Iperfibra.
Non potevo credere alle mie orecchie.
Da convinto macrobiotico ho accettato all’istante senza indugi.
Ma mi sorge un dubbio.
Mi sa che la Fibra informatica al di là del termine ha poco ha che fare con quella dei cereali.
Mi sono fregato da solo.

sabato 27 gennaio 2018

VUOTO E PIENO

Noi essere umani siamo fatti di vuoto e di pieno. Vuoto e pieno che si creano in una naturale alternanza per permettere il fluire e lo scorrere del flusso vitale dentro di noi. Necessariamente abbiamo bisogno che questo avvenga. Ci permette di vivere in equilibrio e di stare al mondo con serenità. I problemi nascono quando questa naturale alternanza viene ad interrompersi. Creando troppi vuoti e conseguentemente troppi pieni. In quanto nulla può uscire da noi, ma può accantonarsi anziché fluire. Quando ciò avviene , lo squilibrio prende possesso del nostro corpo. Il fluire vitale viene ostacolato e bloccato. Iniziamo avere degli scompensi , delle manifestazioni corporee che non hanno motivo di essere, ma ci sono. A volte questi pieni si creano per necessità. Sono delle protezioni dei vuoti creatisi dentro di noi. Sono i nostri difensori, i nostri protettori. I pieni sono per noi vitali, senza di loro non potremmo attingere alle loro risorse per riequilibrare i nostri vuoti. In un certo senso questi pieni sono la nostra fonte di salvezza. Basta ridistribuirli , permettendo al flusso vitale di ripristinarsi come natura vuole. Ma la cosa più importante è saperli riconoscere e rendersi consapevoli di ciò che è avvenuto. Scoprire l’origine di quel male mai albergato in noi, ma che da tempo si serve del nostro corpo senza essere capaci di mandarlo via. La consapevolezza è il migliore antidoto per una migliore vita futura , facendo tesoro dell’esperienza , affinché ciò che è avvenuto non avvenga più. Occorre riequilibrare i vuoti e i pieni. Ci sono tantissimi modi , in cui è possibile riottenere questo. Quello che io conosco e ritengo più efficace, è lo Shiatsu. Ovviamente quello del Sensei Shizuto Masunaga.

giovedì 25 gennaio 2018

ASPETTATIVE

Nella vita , credo , sia meglio non averne.
Rischiano di obbligarti in un percorso non libero , privo di sorpresa e stupore.
Possono portarti delusioni, in proporzione alle illusioni che ti eri costruito in esse.
Occorre imparare a farsi trascinare dalla corrente dell’acqua della nostra vita.
Farsi guidare da lei, senza tracimare.
Andare incontro al nuovo che troveremo davanti.
E poco importa se quel nuovo ci recherà qualche ferita.
Sarà comunque una esperienza.
Una memoria di vita che custodiremo per il futuro.
Una vita senza aspettative, ne speranza.
Solo una vita da vivere e degna di essere vissuta.
Evitando di rimpiangere quell’aspettativa mal riposta e quella speranza che mai si avvererà.

martedì 23 gennaio 2018

TROVARE

Oggi è stata una giornata propizia , di quelle che non ti aspetti.
Di quelle che non puoi programmare.
Oggi ho trovato un fantastico sole , con una fantastica luce.
Oggi ho trovato un’area da respirare a pieni polmoni.
Oggi ho trovato un amico che ha fatto l’amico.
Oggi ho trovato la disponibilità della mia parrucchiera.
Oggi ho trovato la cover per il laptop, al prezzo che volevo.
Oggi ho trovato la frusta per lavorare nella pentola senza graffiarla.
Oggi ho trovato le mitiche magliette bianche che usa il BOSS.
Oggi ho trovato una carissima amica che non vedevo da tempo.
Oggi ho trovato la sempre splendida accoglienza nei bar che frequento.
Oggi non sono ancora riuscito a trovare me stesso.
È da tanto che ci provo.
Ma occorre sapersi accontentare, non si può mica pretendere tutto dalla vita.

SGOMBERARE

Tutto è iniziato per delle medicine che inspiegabilmente ho scoperto essere scadute.
Mi ha stupito, non è da me.
Allora mi sono chiesto, chissà quante cose avrò accumulato, che saranno scadute e inutilizzabili.
È un meccanismo automatico.
Come l’accensione di un interruttore.
L’interruttore dello sgomberare.
Di fare spazio per accogliere il nuovo che arriverà.
Di lasciare andare chi in passato ti ha dato calore, intimità, copertura.
Di fare ordine nella tua disordinata vita.
Quell’evento è stato salvifico.
Mi ha permesso di essere più leggero e aperto verso il nuovo.
Confesso che è stato difficile.
Staccarsi dalle cose, anche materiali, per me non è semplice.
Portano con se un pezzo della tua vita.
Un passato, che non c’è più ma è servito per costruire il presente.
Quindi sei sempre in dubbio sul da farsi.
Ma alla fine ho preso il coraggio a due mani e con una lacrimuccia , mi sono separato da ciò che sicuramente non mi occorrerà più.
Ho dato via il vestito della mia prima comunione che tra l’altro era anche un saio.
Come facevo a riadattarlo ?

sabato 20 gennaio 2018

I PESI DELLA VITA

Nel nostro quotidiano , senza accorgercene, portiamo dei pesi inutili. Siamo così abituati a portarli che non ci facciamo più caso. Fanno parte di noi, come la nostra pelle , il nostro corpo , il nostro se. Pur se notiamo il fastidio che ci danno , non ci badiamo. Come se dovessimo rifiutare noi stessi. Ma più tempo passa, più i pesi inutili si accumulano, più la zavorra si fa sentire. Senti che il tuo corpo fa fatica, perché a differenza tua é conscio di quella inutilità. Questi pesi ti fanno apparire anche ridicolo agli occhi degli altri. In quanto ognuno ha la propria visione e mette a fuoco quel che vede , sopratutto se strano e senza senso. Ma tu quella visione non puoi averla. Un pò come vederti allo specchio la mattina , quando ti lavi la faccia. Cosa vuoi notare di strano, sei tu in quello specchio. Ma lo specchio e gli altri vedono ben altro. Ma poi per fortuna un giorno arriva un’anima innocente che ti vuole bene e senza aver intenzione di ferirti, ti fa notare quello che tu non vuoi notare o che non riesci più. Ti chiede il perché di tutti quei pesi , a cosa ti servono. A quel punto non puoi far finta di niente. Quella voce innocente ti ha aperto la luce della consapevolezza. Quei pesi devi osservarli anche tu e chiederti il perché continui a portarli inutilmente con te. Non puoi che liberartene. Dare spazio a qualcosa di più utile o al nulla , semplicemente ad una maggiore leggerezza. Fare Auto Shiatsu nella tua vita. Stasera mi sono liberato di chiavi inutili che inutilmente mi portavo appresso. Ho verificato prima di toglierle. Non aprivano nessuna porta, nessun portone, nessun cuore di donna , nessuna cassaforte. E allora , eliminazione. Se ho fatto così con le chiavi, non oso pensare quello che mi porto dentro, inutilmente , nell’anima.

domenica 14 gennaio 2018

QUANDO TI HO VISTA

Quando ti ho vista , ho visto una luce penetrare il mio cuore.
Quando ti ho vista , ho visto le nostre anime che si avvicinavano calamitandosi.
Quando ti ho vista , ho visto qualcosa di conosciuto.
Quando ti ho vista , ho sentito armonia e vicinanza.
Quando ti ho vista, ho visto un bisogno d’amore camuffato da una piacevole allegria.
Quando ti ho vista , mi sono sentito in pace.
Quando ti ho vista , la solitudine si è allontanata da me.
Quando ti ho vista, ho visto il due che diventa uno.
Quando ti ho vista , ho visto l’amore.
Chissà se mai ti rivedrò.

giovedì 11 gennaio 2018

CAMBIAMENTI

A volte auspichiamo che avvengano. Con la speranza che possano portare un mutamento al vivere stagnante. Inizialmente ne sei euforico, contento che quanto sperato si sia realizzato. Ma poi capita che il realizzato si scontra con quello che pensavi si realizzasse. Inizi a mettere dubbi e a preferire la situazione precedente. Situazione che pur non bella , ormai eri corazzato per affrontarla e gestirla. Questa no. L’avevi solo ipotizzata. Ma devi fare i conti per quella che è. L’errore principale è quello di farsi sopraffare, o di ricercare in questa nuova situazione le stesse dinamiche di quella precedente che abiuravi. Ma non può essere così. Ogni cambiamento presuppone altri cambiamenti. Il primo deve partire da te stesso. Devi rimodularti, rivedere i tuoi schemi , riadattarli. Devi fuggire dalle abitudini. Fare un ascolto più attento del tuo corpo. Corpo che più di te ne risente del cambiamento. Ma a differenza tua, non può stare a crogiolarsi o a rimpiangere il precedente. Il corpo ha bisogno di attenzioni , di azioni. Se il corpo lo ascolti tutto cambia. Se stai attento a fare ciò che necessita al tuo corpo, ogni peso diventa più leggero , tu diventi più vivo. In questi momenti non bisogna mai esagerare. Ne nell’euforia , ne nello sconforto. Ma bisogna fare tesoro di ciò che ci viene fornito e trasformarlo in opportunità. C’è sempre una opportunità in tutto. Fatta eccezione per una . L’abitudine. Quando c’è un cambiamento in corso, la devi abbandonare. Ma nello stesso tempo custodire, perché quello che sei e hai imparato , lo devi a lei. Non rinnegarla. Tienila lì come un libro a cui attingere quando ne avrai bisogno, per ricercare lumi nell’esperienza fatta in passato. Solo così potrai dare spazio a nuove abitudini. Che con il tempo se imparerai , non saranno più tali. Saranno come dei fiori , che ogni giorno , nasceranno diversi, nel giardino del tuo cuore.

mercoledì 10 gennaio 2018

SCAMBIO E ELIMINAZIONE

Quando le leggi e le studi sembrano parole e concetti ovvi.
Del tutto naturali.
Che ti sembra quasi sprecato dedicargli tempo per approfondire i concetti.
Poi però ci sono momenti della vita in cui ti sentì chiuso in gabbia.
Senza sapere il perché.
Come se ti fossi chiuso da solo , da te stesso, gettando le chiavi, per paura che qualcuno possa liberarti.
Eppure ci soffri.
Vorresti uscirne, liberarti da questo senso di oppressione che ti avvolge.
Che ti annebbia il cervello, i pensieri e l’agire.
Come ti mancasse il nutrimento essenziale e principale per il motore del tuo corpo e della tua mente.
L’aria, l’ossigeno.
Poi fortunatamente ti aggrappi a quelle circostanze che forse possono cavarti fuori.
L’istinto in questi casi è il maggiore maestro e consigliere.
Seguendolo capisci che quelle parole non sono del tutto scontate.
Quando sono lontane da te , tutto è lontano da te, compreso te stesso.
Però seguendo l’istinto, ritorni nel ciclo della vita.
Come una pianta che riportata alla luce , riprende contatto con il mondo.
Riassapori tutto.
La bellezza di muoverti.
Di respirare quel nutrimento mancante e percepire che man mano tutto quello che era imprigionato dentro di te , si dissolve, viene eliminato.
Tutto questo grazie ad uno scambio con il mondo da cui ti eri scioccamente allontanato e all’eliminazione di tutto quel mal di vivere che ti opprimeva l’anima.
Altro che ovvio.

IL COGNOME CORRETTO

Ho un cognome che dalle mie parti è molto ricorrente.
Difficile sbagliarlo.
Ma fuori dai confini natii è una vera tragedia.
Viene storpiato nei modi più assurdi.
Un po’ per colpa mia che quando parlo si capisce poco o nulla.
Un po’ per difficoltà ad usarlo nel modo giusto.
Bene che vada mi tolgono una consonante, quella doppia , la R.
Capirei fossimo in Spagna, dove l’uso della doppia R, è più fonetico che letterale.
Ma siamo in Italia , al nord.
Stasera però in modo del tutto inaspettato è accaduto l’incredibile.
Sono andato a ritirare un lavoro che avevo commissionato e sul pacchetto consegnatomi , c’era in bella mostra il mio cognome scritto in modo perfetto.
Mi sono commosso e nello stesso inorgoglito.
Sono uscito dal negozio con il petto gonfio.
Come chi ha ricevuto il rispetto e l’attenzione dovuta.
Più camminavo e più mi beavo dell’accaduto.
Accaduto che a ben pensarci se non fosse accaduto , sarebbe stato una bella tragedia.
Il pacchetto ritirato conteneva dei miei biglietti da visita.
Vorrei vedere a sbagliarmi il cognome sul pacchetto.
D’accordo mi piacerà giocare facile.
Ma chi se ne frega, è una cosa che non capita quasi mai, che me la godo comunque.

martedì 9 gennaio 2018

TACHIPIRINA

Quest’anno ho trascorso un capodanno diverso dal solito.
Non più da solo, come da un paio d’anni, ma in compagnia.
Con l’influenza.
Una influenza che con la sua compagnia mi ha isolato dal mondo, più di quanto non lo fossi.
Tanto che hanno deciso di proporre di cambiare il proverbio, non più solo come un cane ma solo come me.
È stata una influenza devastante.
Non tanto per la febbre ma per le conseguenze di tipo psicologico.
Mi sono riapparse delle cose che credevo sepolte e sparite da tempo.
Invece erano ancora lì, dentro di me, solo ad aspettare l’occasione di ripresentarsi.
Un incubo.
Mi è partita completamente la brocca.
Una sensazione assurda e ingestibile.
I livelli di sopportazione al di sotto dello zero.
Situazione che si è andata a peggiorare quando ho finito di prendere i farmaci per febbre sparita.
Il mio corpo si ribellava, come un drogato per astinenza.
Eppure ho solo preso della tachipirina e non nelle dosi massicce che voleva propormi il medico.
Fortuna che non bevo alcool, non fumo ne uso canne.
Altrimenti non so come andava a finire.

domenica 7 gennaio 2018

IL CONFORMISMO

Un detto Giapponese cita “L’anima di un bambino di Tre anni rimane uguale fino a cent’anni”. Quando l’ho letta , l’ho letta da occidentale, sbagliando completamente. Ossia avevo interpretato che ogni persona è sempre un bambino, ognuno di noi lo porta custodito dentro di se in tutta la vita. In realtà il significato è più profondo. Sta ad intendere che quello che acquisisci da bambino , farà sempre parte di te, del tuo essere , del tuo vivere , delle tue scelte, dei tuoi errori , delle tue vittorie. La spiegazione mi ha affascinato e , sarebbe troppo facile e comodo , verificarla osservando qualcun’altro per capire se fosse vera. Ma queste sono esperienze che devi imparare su te stesso, solo se riesci a capire su te stesso il significato delle parole di quel detto , allora ti potrai permettere , a solo scopo di sostegno ed aiuto , di applicarle ad altri. E’ strano come certe risposte che non sai darti , sono li ad attenderti in una pagina di un libro. In effetti io alla mia età continuo ad essere un anticonformista. Un comportamento che agli altri può apparire presuntuoso, di superiorità, come molte volte mi è stato rinfacciato. Ma non è così, anche se così può apparire. E questo detto mi viene in aiuto. Se io sono così è perché da piccolo sono cresciuto così. Non perché fossi figlio di intellettuali e letterati a cui somigliare. No , io sono anticonformista, perché io dalla nascita non sono mai stato conforme. Ero stato concepito per essere la figlia femmina e mi sono ostinato senza conformarmi al desiderio dei miei genitori a nascere come maschio. Un qualcosa di cui si possedeva già. Come a chi regalano un Iphone a chi ce l’ha già, cosa te ne fai. Ma mentre un iphone in più puoi rivenderlo, un figlio così te lo devi tenere. Per cui crescendo nell’isolamento, io per sopravvivere, devo aver, senza averne nessuna intenzione, inoculato il germe dell’anticonformista. Anche perché avevo imparato a mie spese che pur facendo il conformista, se non eri voluto e gradito, non serviva a nulla, non ti accettavano comunque. Allora usare l’energia di senso opposto, che mi ha salvato in tanti periodi della mia vita ma molti problemi , tutt’oggi mi porta. E grazie a Masunaga , lo sto capendo. Io infatti sono un eterno anticonformista , ma non per sfida o provocazione, perché è il mio DNA, Non fumo dove tutti fumono, non bevo dove tutti bevono, sono aperto ed interessato ad imparare nuove cose , dove la maggior parte vuole solo stare a godersi la propria vita stando seduti o in piedi intorno ad un calice o similare. Non riesco a stare in un gruppo, non ne comprendo il senso, siamo tutti un eterno gruppo, ma purtroppo non far parte di un gruppo è un problema , non sei definibile. Una persona come me da fastidio, è insolito , urticante, sfigato , meglio tenersi alla larga da me e da quello che posso proporre. Perché una persona così mette disagio e crea diffidenza. Ma purtroppo non posso cambiare , io non sono stato bambino come voi e di conseguenza non posso essere adulto come voi. Ma una cosa ho che a voi manca, la curiosità di conoscere lo sconosciuto. Qualità che solo un anticonformista può essere in grado di avere. Perché lui non accetta o rifiuta , in conformità come tutti gli altri. No lui accoglie e per di più come nel mio caso , fa anche lo Shiatsuka. Che se qualcuno si sforzasse a capire cosa è , capirebbe che non è uno stregone ma ben altro. Ma il conformismo non vuole sprecare tempo e fatica , per cui chi se ne frega se è ben altro, alziamo i calici, alla salute e al prossimo giro di bianco.

sabato 6 gennaio 2018

IL VUOTO

Mi è stato insegnato di non farmi spaventare dal vuoto. Di farmi incuriosire. Di viverlo , accettando tutto quello che porta. Nel vuoto c’è tutto quello che sei. Nel vuoto non ci sono distrazioni, alibi o rifugi. Il vuoto ti parla , ti dice ciò che sei e perché lo sei. Basta impararlo ad ascoltarlo e accettare quello che ti dice. Il vuoto al primo momento può darti disorientamento, paura , stordimento, ansia. Ma poi quando tutte queste difese che metti naturalmente in atto, si ritirano, allora il vuoto lo osservi. Capisci che non è qualcosa di cui aver paura , ma qualcosa in cui ricercare te stesso. Cercare quelle risposte che non riuscivi a darti. Il vuoto è come un paesaggio immenso, come il mare. Può sembrarti burrascoso o può cullarti dolcemente. Quando imparerai a vivere nel vuoto , imparerai a vivere con te stesso con più serenità. Capirai che quel vuoto non deve essere riempito. Non occorre. Perché nel vuoto ci sei tu, e questo basta.

RELATIVITA’

A “Ciao, cosa ci fai qui a quest’ora , sei in ferie ?” B “No, oggi lavoro da casa” A “Anche tu ? Anch’io ! Una Figata !” B “Mhh” A “Ma dai, vuoi mettere. se voglio farmi una spremuta , mi alzo , vado in cucina e la faccio, con le arance . Se voglio farmi un caffè me lo preparo e poi vado in soggiorno sul divano e me lo sorseggio con tranquillità, senza gareggiare con colleghi o fare le file alla macchinetta. E se voglio fumare , apro il balcone , esco in giardino e mi fumo la mia bella sigaretta. Questa non è una figata ? Anche per te è così” B “Si anche per me, con la differenza che io per qualsiasi motivo mi alzi , rimango sempre nella stessa stanza, le uniche altre stanze che ho sono il Bagno e la camera da letto. E fortuna che non fumo, altrimenti dovrei prendermi un permesso per andare a fumare in strada”. A “Ah!” B “Eh!