sabato 28 novembre 2015

QR CODE

Due anni fa ho comprato un piumino alla Decathlon.
Sono stato attirato , dal colore sgargiante e dal prezzo.
Mi sono detto, male che vada, non dovesse funzionare, ho speso pochissimo.
Invece no, quel piumino ha fatto un lavoro egregio.
Mi ha fatto da compagnia per tutto l'inverno, anche a temperature rigide.
Non credevo essere un uomo da piumino, invece mi sono trovato a mio agio, come una mia seconda pelle.
Accogliente, morbida ma protettiva alle incursioni esterne.
Dopo una intera stagione di lavoro era arrivato il momento che qualcuno si prendesse cura di lui.
L'ho portato a farsi bello, a lavare.
Anziché farlo io, l'ho portato in lavanderia.
Non mi sono fidato di me , come sempre faccio e puntualmente sbaglio.
Al ritiro, non era più quello di prima.
Sembrava una persona uscita da uno ospedale dopo una cura psichiatrica.
Senza più vitalità.
Ho pensato che fosse l'estate, il caldo ma anche in inverno , quando l'ho riindossato , non era più quello di prima.
Quest'anno ancora peggio.
Stamane non so perché l'ho preso in mano e, l'occhio mi è caduto su una figura che, avevo sempre visto.
Un avviso per una vita migliore che, come sempre non consideriamo, non ne teniamo conto, ci sembra inutile.
Ma quando sei al limite l'attenzione a quei segnali si accende.
Ho notato che era un qr-code con di fianco il simbolo di una lavatrice.
Prendo il telefono, provo ad usare l'applicazione per leggerlo e mi si apre un mondo.
Si attiva un video che illustra come lavarlo e prendersi cura da solo.
Non ci potevo credere.
Ho speso denari in lavanderia e in più mi è uscito senza vita.
Mi sono detto, visto che anch'io sono come il mio piumino chissà se ho su di me un qr-code che mi faccia vivere meglio.
Ho cercato,ma non c'era nulla sul mio corpo.
Poi mi ricordo del tatuaggio.
Avvicino il telefonino, attivo l'applicazione e , con stupore, il tatuaggio viene letto.
Mi si sta per aprire un video su internet.
Non ci posso credere, la soluzione ai miei problemi.
Ecco che parte.
Dura un secondo.
Un fermo immagine con una sola scritta.
FOTTITI !!!!

venerdì 27 novembre 2015

L'IMMAGINE È TUTTO

Stamane ho dovuto fare gli esami del sangue.
Essendoci lo sciopero dei treni e, anche per comodità, li ho fatti, come sempre, a Milano, al solito centro prelievi della ASL.
L’ultima volta è stato un delirio.
C’erano dei lavori in corso e personale in sostituzione a quelli effettivi.
Risultato , caos totale e attese di tempo lunghissime.
Stamane ero già preparato ma, essendo riuscito a prendere il treno prima e , arrivato prestissimo, ero confidente nel non avere problemi.
Appena arrivato, noto che è tutto rinnovato.
I lavori in corso sono terminati.
L’ambulatorio vecchio e triste di una volta è diventato un ambulatorio moderno.
Appena sono entrato , tutte le mie paure e sospetti sono svaniti.
Di fronte a tanta efficienza e bellezza architettonica, anche le attività che si svolgono all’interno non possono che essere dello stesso tipo.
Questa illusione è durata 20 metri.
Il tempo di mettere piede in sala accettazione per il ticket.
Su sei sportelli aperti appena due.
E dietro ogni sportello l’efficienza lasciava lo spazio alla lentezza.
Financo la stampante, adibita a stampare le etichette per le analisi, si è messa a riposo.
Pur essendo un automa e agire dopo comando, influenzata dall’ambiente si è adeguata anche lei.
Arrivato al centro prelievi, la lentezza che poteva essere giustificata dall’anagrafica di chi ci lavorava, si è attenuata.
Me la sono sbrigata in breve tempo.
Oggi ho imparato , quello che da tempo sto percependo e non riesco a farmene una ragione.
Ossia che l’immagine è tutto, predomina su ogni cosa.
Ma quel tutto vuol dire che è tutto quello che c’è.
Oltre c’è il nulla.
E pensare che quando era un ambulatorio fatiscente , la gestione in fase di accettazione e prelievo era di una efficienza ammirevole.     
Però a ben pensarci, le sedie erano scomode e usurate, ora sono nuove e comode.
Funzionali all’attesa che ci aspetta.

giovedì 26 novembre 2015

FESTA DEL RINGRAZIAMENTO

Oggi si festeggia la festa del ringraziamento.
Tipica tradizione americana.
Il giorno del tacchino.
Da piccolo mi ricordo che mio zio che, lavorava per la NATO, la faceva sua.
Cucinava il tacchino.
Per me una cosa incomprensibile.
Quando ero piccolo non sapevo neanche come fosse un tacchino, quantomeno la sua carne.
Ma come halloween, che è diventata una festa americana di importazione, ho scoperto che si festeggia anche qui la festa del ringraziamento.
Il bar che frequento è sempre attento a queste novità, vuoi perché attirano clienti, vuoi perché festeggiare fa sempre bene e ogni occasione buona.
Ma mi chiedevo come festeggiassero.
Ordinavano un tacchino e lo servivano li ?
No , niente di tutto questo.
Quando sono arrivato , tutti festeggiavano bevendo whisky.
WILD TURKEY, ovviamente.
Io che sono un WILD PIRLA, ho festeggiato bevendo il solito caffè.

mercoledì 25 novembre 2015

SHIATSUKA DI SE STESSO

Avevo bisogno che qualcuno si prendesse cura di me.
Che ascoltasse quello che avevo da dire.
Che sentisse ciò che avevo dentro.
Quella parte invisibile che è visibile solo a chi sa contattare la tua anima, la tua fonte energetica.
Questa sera anziché praticare un trattamento Shiatsu, l'ho ricevuto.
Ho approfittato del trattamento obbligatorio che devo ricevere da programma di studi.
Mi son fatto trattare dalla mia insegnante.
È stata una esperienza totale, sia come allievo che come ricevente.
Ho percepito la vera essenza della pressione e del trattamento Shiatsu.
Quello a cui devo auspicare a tendere.
Ma ancor di più ho ricevuto conferma che quello che sentivo di me ha avuto un riscontro.
Ho indovinato tutto di me.
Mi ha trattato dove io ritenevo di essere trattato.
La piena consapevolezza di me.
Uno shiatsuka di se stesso.

venerdì 20 novembre 2015

MANGIARE CON GUSTO

Mi sembrava di impazzire.
Ero convinto che fossero i segnali che qualcosa si fosse rotto nel mio cervello.
Ho dubitato di me stesso.
Ho fatto un compromesso con il possibile.
Ho cercato di non incolparmi .
Ho trovato il modo di accertarmi che poteva solo essere distrazione.
Eppure ieri sera ho rovistato dappertutto, non ci potevo credere.
Ho pensato che fosse dovuto alla troppa pressione che ho addosso.
Non ci pensavo più, mi ero rassegnato.
Ormai era andata e pensare a quello che doveva esserci e non c'era più non aveva senso.
Ma proprio quando alle cose non ci pensi più, che ti sei rassegnato, eccole che ritornano da te.
E quell'assenza che ti aveva tormentato l'animo , ora ti rincuora con la sua presenza.
Ti fa ritrovare te stesso.
Ti rassicura che non sei impazzito ma solo star vivendo troppe cose complicate che occupano molto la tua testa, fino a dubitare di te.
Ma quando stasera mi sono messo a cucinare , ho capito che quello che credevo di aver distrattamente buttato in pattumiera o chissà riposto in quale anfratto della casa, in realtà era sempre lì.
Solo che era girato di spalle e senza vestiti, tanto da sembrare un semplice filetto di merluzzo.
Invece era il filetto di branzino comprato sabato a cui avevano tolto la pelle, criminali.
L'ho assaporato e mangiato con gusto.
Con tranquillità, come chi dopo aver capito che si trattava di un equivoco fa pace.
Nel mio caso , con me stesso.

mercoledì 18 novembre 2015

IL MONDO E' DEI GIOVANI


Non passa giorno che non me ne renda conto.
In quest’ultimi tempi ancor di più.
Stare al loro passo è sempre più difficile.
La velocità con cui si muovono, apprendono , decidono, non ha pari con la nostra.
E’ impressionante e, nello stesso tempo affascinante.
Ne ho una completa ammirazione anche se, come tutte le cose fatte in velocità , gioco forza, qualcosa si dimentica.
Purtroppo stanno acquisendo più una educazione da social che familiare.
Prima gli insegnamenti te li davano i genitori, i tuoi insegnanti , i tuoi maestri.
Ora si auto aiutano, fanno auto insegnamento fra loro.
Come se il nostro non stare al loro passo, li costringesse a non fidarsi più di noi ma solo di lori stessi.
Sono feroci e famelici.
Hanno preso alla lettera il mantra di Steve Jobs.
“Siate affamati , siate folli”.
Difatti, oggi una mia collega mi ha informato che c’erano ancora fette, della sua buonissima torta.
Ma con lei lavorano tutti giovani.
Non me ne hanno lasciato nemmeno una briciola.
E’ proprio così, il mondo è dei giovani.
E anche la mia fetta di torta.     

martedì 17 novembre 2015

LA PIUMA

È un periodo in cui troppi pesi mi vengono posti sulla schiena, ma ancor di più nella testa.
Il più, sono pesi scaricati da altri e non scelti da me.
Come se fossi diventato una discarica delle scelte di altri.
Ma comunque devo farmene carico, perché investono la mia persona e il mio vivere quotidiano.
È da quando sono nato che il concetto di peso aleggia sulla mia testa.
Non riesco ad allontanarlo.
Forse ho troppa , gravità e , li attiro tutti.
Sento i pesi su di me e di conseguenza mi continuo a sentire un peso per gli altri.
Ma ora sono in una situazione limite.
Quelle situazioni che solo tu puoi quantificare, perché sono un peso nella tua testa.
Testa che non gira più come prima, la stanno sabotando dall'esterno.
E anche se si trattasse di una piuma , quel peso in più da gestire, in questo momento mi tramortirebbe, stendendomi al suolo , senza più rialzarmi se, non urlando come un pazzo a cui è stata fatta perdere la ragione.

EMIGRANTE

Da Napoletano, l’essere un emigrante è insito nei miei geni.
Per persone come me , emigrare significa trovare qualcosa che da te non c’è.
Emigrare ti permette si, di trovare quello di cui sei in cerca, ma porta in dono il peso del distacco.
Quel distacco che a volte, parlo per me , origina disorientamento e difficoltà di integrazione.
L’integrazione reale, non quella di facciata, per cui essere Napoletano è essere un passo avanti  a chi non si è mai mosso da casa sua.
Nella mia vita ho emigrato per lavoro, anche se è stata più una scelta che una necessità.
Nella mia vita ho ampliato l’emigrazione , andando sempre più lontano da dove sono partito.
Nella mia vita ho emigrato per amore, anche se poi si è rivelato una truffa e quindi ho dovuto fare ritorno e pagarne le conseguenze.        
Ora mi toccherà , forse , emigrare per studio.
Per non disperdere quello che ho fatto fino ad oggi.
Per non impedirmi di apprendere quello che mi occorrerà per domani. 
E questa spinta te la può dare solo la passione.
Il credere ciecamente in quello che stai facendo.
Il sentirti parte di un tutto , anche se sei una infinitesima parte di esso. 
Spero che tutti questi sforzi e questo impegno , siano col tempo ripagati.
Ma quello che spero di più , e mi auguro non ci siano ostacoli a frapporsi è, che dove andrò, accetteranno i ticket per mangiare

lunedì 16 novembre 2015

REGALO PER PAPÀ

Oggi è il compleanno di mio padre.
Compie 84 anni.
Mio padre nella sua vita, non è riuscito a realizzare un suo sogno.
Andare via da Napoli e venire a lavorare in Lombardia.
La famiglia di mia madre gli è andata contro e l'hanno convinto a restare.
Il sogno si è infranto.
Io potevo essere un terrone lombardo da molto tempo prima che lo sono diventato.
Pensare che dovevamo andare a vivere a Sondrio.
Il solo pensiero di napoletani del centro di Napoli che si trasferiscono al nord e per di più a Sondrio, mi ha sempre fatto sorridere.
Magari sarei diventato il primo napoletano sciatore famoso.
Ma non è andata così.
Ma i sogni dei padri se possibile devono essere realizzati dai figli.
Ed oggi è accaduto.
Proprio il giorno del compleanno di mio padre .
Un regalo tutto per lui.
Oggi mi hanno comunicato che il corso Shiatsu del weekend è sospeso.
Il corso del weekend, se voglio posso proseguirlo nella sede di Sondrio.
Al momento sono rimasto basito, senza parole.
Poi ho pensato al mio papà, ai sacrifici che ha fatto per tutti noi, al suo sogno infranto.
Come potevo non accettare.
Dal destino non bisogna scappare.
Anche perché se non vado io toccherà a mia figlia.
Ma si papà, per te andrò a Sondrio, te lo meriti.
Ma solo a fare Shiatsu.
Almeno che.......
No, no, solo a fare Shiatsu.

DEATH OF FREEDOM

Avevo pensato di scrivere sulla tragedia di Parigi, poi ho pensato che le mie fossero parole inutili e fantasie esagerate, nonché fuori luogo.
Invece stasera ho ascoltato tramite PODCAST la testimonianza della sorella di PIF che, vive a Parigi.
Ha raccontato che sono in essere misure di emergenza.
Come ad esempio il divieto di manifestare, l’obbligo di usare un unico ingresso negli istituti scolastici, accesso a scuola solo per insegnanti ,lavoratori della scuola e studenti, possibilità di istituire coprifuoco da parte dei prefetti, blocco delle frontiere e via di seguito.
Misure di emergenza di un paese in guerra che, devono essere previste ma mai ci si augura di applicarle.
Ho capito che quello credevo fossero mie visioni erano pura realtà.
Il 13 Novembre 2015, a Parigi, oltre ad essere assassinate tante persone innocenti , è stata assassinata la stessa libertà.
Libertà che dopo questi eventi ne esce ridimensionata.
Rivista nei suoi limiti.
Da oggi in poi nulla sarà più come prima.
Ci saranno più controlli e maggiori misure di sicurezze.
Limitazioni su tutto, a cui non potremmo opporci, anzi le appoggeremo, essendo uno strumento per sconfiggere questo nemico invisibile che, quando si rende visibile provoca tragedie.
Limitazioni che non avremmo mai accettato.
Ma di fronte alla sopravvivenza si deve accettare tutto.
E’ un gioco al ribasso.
Per sopravvivere si fanno compromessi che in altri tempi neanche si immaginava che venissero proposti e presi in considerazione.
Un po’ come per il mondo del lavoro a cui , giorno per giorno vengono tolti tutti i diritti acquisiti , in nome del poter lavorare. 
Mi chiedo se dietro tutta questa violenza terroristica che, fatico personalmente ad immaginare ad essere così organizzata e precisa in quello che fa, non ci sia un potere occulto che si serve di essa , a sua insaputa.
Un modo per prendere possesso di tutto, libertà compresa, con l’accettazione di coloro che se ne spoglieranno.
Un nuovo modo di vivere che anziché puntare ad unire , avrà come obiettivo la divisione.    
Divide et impera.
Una modalità semplice ma, sempre efficace, per prendere il comando senza più nessun fastidio.
Death of Freeedom

domenica 15 novembre 2015

L'INGORGO

È la classica giornata autunnale padana.
Cielo grigio, piove umidità che, ti entra nelle ossa e, c'è anche la nebbia.
Il clima ideale per la creazione degli ingorghi.
In quanto tutto va a rilento, non puoi accelerare come nelle splendide giornate di primavera o di estate.
Sono in bici , sto andando nel box a prendere la macchina.
Appena entro, vedo cose che non mi piacciono.
Macchine parcheggiate in cortile dove non dovrebbero.
Ma ormai mi sono rassegnato.
Far intendere la ragione a chi non la possiede, oltre ad essere tempo perso, spesso genera violenza.
Forse anche per questo accade la violenza terroristica, perché pur vedendo gente che fa cose strane, come andare in giro con mitra o altro, magari in un box di un condominio, non riusciamo più a reagire, perché nessuno difende i tuoi diritti.
Arrivo nel box , poso la bici e esco con la macchina.
Ma prima di partire mi viene un dubbio, l'ingorgo è anche nella mia testa, sopratutto.
Ho messo la bici nel box ?
Fuori non c'è ma, l'ingorgo procede.
Non mi resta che aprire la basculante.
C'è, è lì, il mio cervello chissà dov'è invece.
Uscendo mi imbatto nelle macchine parcheggiate fuori posto con in più gente intorno.
Sto uscendo ma, sta entrando una macchina.
Stoltamente, le do la precedenza.
Non l'avessi mai fatto.
Nel fare marcia indietro, le persone che sono intorno alle macchine, anziché passare dal davanti, mi passano dietro.
Rischio di investire due persone.
Riesco a fare retromarcia, la macchina entra ma, deve andare dove sono io e, io non posso fare niente, non ho spazio, ci sono le macchine parcheggiate fuori posto.
Inizio ad innervosirmi.
Dico a chi guida la macchina a cui ho dato la precedenza di scendere nel percorso box e poi risalire, ma non vuole , lei deve parcheggiare dove sono io.
Nel frattempo arriva un'altra macchina che blocca ancor di più.
Cerca di passare dove c'è spazio, non ci riesce.
Allora ritorna indietro e attende, senza far nulla.
Il classico italiano che nella vita ha fatto carriera.
Inveisco contro la conducente.
Alla fine si convince e fa la cosa più logica.
Libera lo spazio e scende nel percorso box.
La macchina in attesa dietro la segue.
Nel frattempo noto lui.
Fermo a guardare.
È la persona che insieme alla sua donna ha parcheggiato bloccando tutto.
È lì con le braccia conserte.
Con un atteggiamento di persona soddisfatta anziché in imbarazzo per il problema creato.
Mi sono sempre chiesto perché la sua donna, esteticamente piacente, stesso con un tipo così.
In più esteticamente sgradevole.
Oggi l'ho capito.
È una coppia di simili che si sono trovati.
Due grandissime teste di cazzo.

sabato 14 novembre 2015

POST PARIGI

Come ogni sabato mattina, ho preso la macchina e sono andato al mio paese defaticante a bere il caffè.
Il bar che frequento è l'emblema della pura genuinità e semplicità.
Ci conosciamo quasi tutti ed io sono tra i più giovani.
È un luogo per sedare i nostri pensieri o fare due chiacchiere per sconfiggere la solitudine.
Da gente semplice che sono, non hanno timori ne fanno calcoli nell'esprimere ognuno di loro la sua opinione.
Oggi ancor di più.
Ero curioso di sapere come avrebbero reagito, verbalmente, agli accadimenti parigini.
Stranamente si parlava di altro, di caccia, oggi inizia la stagione.
Finché non è arrivato lui.
A quel punto la discussione si è animata e , si è arrivati alla conclusione che, ognuno di noi deve essere guardiano della libertà dell'altro.
Non si può pretendere che qualcuno ci difenda se non iniziamo prima noi a difenderci.
Un discorso di sostanza filosofica, quasi voltere-iano.
Io ho ascoltato senza intervenire, affascinato da questi pensieri semplici.
Ho pagato e dopo sono uscito .
Poi sono ripassato davanti al bar e incontro lui.
Prima non ci avevo fatto caso.
Andava in giro con una sega elettrica.
Un modo esagerato per difendere la propria libertà ma, ognuno ha le sue armi.
Poteva essere una scena di un film di Tarantino, invece è stata una scena reale in un paese padano .
La reazione al post Parigi di ieri sera.
Ovviamente la sega elettrica in mano a quella persona era del tutto casuale.
Ma la mia mente di cinefilo, mi ha fatto ipotizzare questa sceneggiatura.

venerdì 13 novembre 2015

FOLLOWER

Stasera ho chattato con la mia FOLLOWER ufficiale.
In realtà siamo FOLLOWER ognuno dell'altro.
Entrambi scriviamo traendo ispirazione dalla nostra vita.
Senza fare sconti a nessuno.
Prima di tutto a noi stessi.
Entrambi portiamo avanti la scrittura dal reale, il nostro reale.
Che sa di vita, di rabbia , di dolore, di delusioni, di amarezze ma , che in fondo è ancora pieno di speranze e di fiducia.
Credevo fosse una trentenne lombarda.
Non so perché.
Invece è una splendida ragazza, maturanda, della provincia della mia città.
Potrebbe essere tranquillamente mia figlia, visto la mia e la sua età.
Che coincidenza, due blogger che scrivono a loro modo ma, con stesso intento, entrambi provenienti dalla stessa terra.
Non ci potevo credere.
Sembrava uno scherzo.
Invece no.
Si vede che la bellezza e il dolore di questa terra, sforna autori di vita reale.
Una vita di rifiuti e di escrementi.
Ma siccome sei nato lì, è ancora piena di speranze.
Altrimenti non scriveresti come facciano io e lei.
Ma ci suicideremmo, subendo passivamente, questo immondo mondo.

ATTERRATO

Avevo già ipotizzato dei programmi.
Volevo invitarla ad uscire domani sera per mangiare una pizza.
E per non tradire errate interpretazioni, ho studiato anche il messaggio più opportuno per chiederlo.
Non so, sarà la mia solita fretta ma, mi è sembrato si sia creata da subito una certa complicità.
Complice lo Shiatsu che le avevo proposto di provare e lei ha accettato.
E invece il messaggio me lo manda lei.
Mi dice che non può.
Ha litigato con il suo compagno.
Non può venire a shiatsu , figuriamoci una pizza.
In colpo solo è svanita una illusione per domani e un appuntamento per un trattamento.
Sono atterrato, nella realtà.
L'ho presa con filosofia, apprezzando la sincerità del suo messaggio che, avevo già intuito ma credevo di essermi sbagliato.
Pazienza.
Ho sognato come sempre.
Domani andrò comunque a mangiare una pizza.
E se sarò solo, chi se ne fotte.

giovedì 12 novembre 2015

L'UOMO UTILE

Mi viene spontaneo rendermi utile, anche se non me lo si chiede.
Non so se per presunzione o per compensare un complesso di inutilità che mi porto dalla nascita.
O forse perché vorrei che gli altri facessero lo stesso con me.
Non saprei.
Ma resta il fatto che ho questa caratteristica che, spesso può non essere gradita.
Oggi però l'ho utilizzata al meglio.
Ero in fila alla cassa del biologico che, a differenza delle casse non biologiche , vanno più a rilento.
Vuoi per la filosofia del luogo, vuoi per il tipo di clientela che li frequenta.
Fatto sta, che avevo poco tempo a disposizione e dovevo rientrare dalla pausa pranzo.
Ma alla cassa c'era un intoppo.
Una cliente biologica con tempo da perdere e molta confusione da spendere.
Pagava con i ticket ma, a differenza mia che compro tenendo conto che devo spendere tutto l'importo del ticket, lei il problema non se l'era posto.
Tutti eravamo in fila in trepida attesa, al biologico non sta bene incazzarsi.
Lo fai ma non devi darlo a vedere.
Nessuno faceva nulla per risolvere l'impasse.
Le mancavano 75 centesimi ancora da spendere.
Ma era li impietrita e noi li ad attendere lei.
E allora l'uomo utile si è messo all'opera.
Rapido sguardo allo scaffale dolciumi e gli propongo un succo alla mela, costa 80 centesimi.
Ma lei dice che non le piace.
Allora con santa pazienza le offro subito l'alternativa, quello al mirtillo.
Rimanere spiazzata , non può dirmi di no.
Accetta.
Con buona pace di tutti , il problema è stato risolto ed io son riuscito a pagare e rientrare in tempo utile in ufficio.
Col petto gonfio dell'uomo utile.

mercoledì 11 novembre 2015

LE SCARPE

L’ho vista stamane.
Una donna piacente.
Sulla quarantina , anno più anno meno.
Di sicuro dall’aspetto una donna che riveste un ruolo apicale.
Ma la cosa che me l’ha fatta notare di più, sono state le scarpe che indossava.
Quelle tipo anfibio, di cui mia figlia teenager va matta.
Quelle scarpe erano una distonia dal tutto.
Ma nello stesso tempo raccontavano tante cose.
Raccontavano di una persona che forse deve attraversare , per il suo lavoro, terreni , metaforicamente accidentali.
Una persona che deve frequentare , metaforicamente, ambiente di guerra aperta.
Ma più che altro quelle scarpe mi comunicavano qualcosa di molto femminile.
Un antidoto ad una età che avanza.
Un voler far emergere un modo di essere giovanile a dispetto dell’anagrafica.   
Questi sono i lati negativi di essere un allievo operatore shiatsu.
Non guardi più ne tette, ne culo.
Guardi le scarpe che una bella donna indossa. 

L’OPPOSTO

Essere l’opposto all’interno di un ambiente comporta i suoi problemi.
Anche se il valore del tuo essere opposto ha una connotazione positiva generale, ne diventa una connotazione negativa nel contesto in cui è esercitata.
Non puoi essere un pacifista in un mondo di guerrafondai.
Non puoi essere razionale in un contesto irrazionale.
Non puoi essere proattivo in un ambiente reattivo.
Non puoi essere logico dove vige l’illogicità.
Non puoi essere ordinato dove comanda il caos.
Se sei questo , diventi tante cose.
Un elemento di disturbo.
Una mina vagante.
Una potenziale minaccia futura.
Un qualcuno da cui occorrerà difendersi prima o poi.
Qualcuno da evitare.
Qualcuno con cui non occorre avere contatti e prenderne le distanze.
Comanda il pensiero dominante, anche se di connotazione negativa generale.
Purtroppo non c’è soluzione a tutto questo.
Rimane solo la consapevolezza.
Quella di essere nel modo giusto nel contesto sbagliato.

martedì 10 novembre 2015

ARIDITÀ

Sono in un periodo di vuoto di scrittura.
Non perché non abbia da scrivere .
Ma perché mi sa tutto di già scritto o di non interesse per nessuno.
Un vuoto che pian piano sta aumentando di dimensione.
Un vuoto assoluto , dappertutto.
Dovunque mi volti c'è un vuoto.
Una sensazione di smarrimento.
Si vive per inerzia.
Giorno per giorno ma, senza nessun raccolto.
Forse il meglio deve ancora arrivare.
Il vuoto è qualcosa in cui sprofondare .
Forse mi attende quello.
Questa è solo una preparazione.
Una aridità dell'animo.
Come una preparazione per una colonscopia.
In cui necessita che tutto sia svuotato per analizzare cosa c'è che non va.
Forse il mio svuotarmi o sfogliarmi quotidianamente è condizione necessaria, affinché in quel vuoto sprofondi, per un viaggio senza più ritorno.

sabato 7 novembre 2015

NUTRIMENTO E MANGIARE

Stamane ne ho percepito chiaramente la differenza.
L'ho capita mentre preparavo da mangiare per il pranzo da mangiare in treno.
Grazie all'incontro con la macrobiotica, ho avuto modo di conoscere alimenti che prima non ne sapevo l'esistenza ne mi sarebbe mai venuto in mente dì comprare per cucinarli.
Questi alimenti ti fanno capire la differenza tra il nutrirsi e il mangiare.
Dove il primo non è possibile senza il secondo ma, il secondo senza il primo lo è il più delle volte.
Mangiamo più presi dalla vista, dalla voglia psicologica del momento che dal reale nutrimento.
E questo avviene con tutto.
Sia esso un cibo , un libro o un film.
Se questo non porta nutrimento, lo vedi subito .
Basta guardarsi in giro.
Vedendo come la gente si trasforma , nel corpo, nel parlare e nel pensare.
Tutto è il frutto di ciò che abbiamo ingerito.

giovedì 5 novembre 2015

SOGGETTO OGGETTO

In termini di vocabolo la differenza è minima.
Li distingue una consonante.
In termini di significato la differenza è sostanziale.
Il soggetto è una persona con cui devi rapportarti seguendo regole di convivenza civile, se possibile, ma a volte, anche no.
L'oggetto invece , si dice di qualcosa che se ne fa uso, che te ne servi.
Tutto va bene quando la distinzione è evidente.
Io sono un soggetto, la sedia o una penna, sono un oggetto.
I problemi sorgono, quando al soggetto gli togli la consonante.
In pratica sta ad intendersi che chi si rapporta con te lo fa a solo scopo di uso e servizio.
Può sembrare una banalità o un esercizio grammaticale senza senso, a puro titolo teorico.
In realtà non è così.
Chi ti tratta , trascurando la consonante, lo fa perché non ti rispetta, perché non ti considera una persona con cui rapportarsi nella vita ma, solo traendone utilità.
Mi sto accorgendo che molte persone nei miei confronti omettono la consonante iniziale.
Finanche mia figlia.
Se accade questo, un po' sarà per mia predisposizione.
Il mio volermi sempre rendermi utile, anche se non richiesto.
Alla fine ti fa vedere negl'occhi dell'altro come uno senza consonante.
Occorre farsi un esame di coscienza e trovare una soluzione, senza piangersi addosso.
Penso di averla trovata.
Ho fatto stampare su tutti i miei abiti la S.
Specificando che non si tratta della taglia.
Chissà se funzionerà.

mercoledì 4 novembre 2015

INTOCCABILI

Inteso non di chi può fare ciò che vuole senza pagarne le conseguenze ma, di chi non può avere contatti se non con i suoi simili.
Fa parte del sistema delle caste vigente in India ufficialmente, in tutto il resto del mondo in modo non esplicito.
Una situazione che vista dall’esterno, rappresenta una forma di Apartheid da debellare.
Leggendo un libro sull’argomento, ho trovato una rappresentazione filosofica che ne spiega l’esistenza senza darne nessuna connotazione negativa.
Per far capire il sistema delle caste , viene usata come immagine di riferimento il corpo umano e i suoi organi.
Organi, ognuno dei quali , è deputato a svolgere i propri compiti e azioni senza interferenze con altri.
Come nel corpo umano esistono organi che sovraintendono funzioni importanti come il Cervello , il Cuore, ve ne sono altri deputati a trattare le materie prime, come lo Stomaco, gli Intestini.
Ognuno di essi eseguendo la sua funzione, permette al corpo umano di funzionare.
Guai se un Intestino volesse fare il Cuore o il Cervello venisse deputato a fare lo Stomaco.
Non sarebbe una forma di democrazia ma il non funzionamento del corpo umano sino alla morte.
Vista così , questa analisi è inattaccabile.
Ma mi è servita a capire il mio ruolo nel mondo.
Che a differenza dell’India non è classificato ma, nei fatti lo diviene.
Non mi resta che prendere atto di non essere ne un Cervello ne un Cuore, nel corpo umano relativo al sistema sociale in cui vivo.
Non posso che identificarmi che con un Intestino.
E se faccio una vita di merda , non è un lamentarsi di ciò che la vita mi offre ma, la consapevolezza di star compiendo in maniera eccellente il lavoro a cui sono stato deputato.
La mia vita, rimane si di merda ma, ora ne sono onorato, sapendo che contribuisco al tutto per poter funzionare.
Fino ad un’ora fa , ne ero afflitto.     
Il leggere ed essere curioso , alla fine da i suoi frutti

lunedì 2 novembre 2015

NON HAI PIÙ L'ETÀ

Arriva il momento che lo capisci.
Non che prima non lo sapessi, ma volevo credere non fosse così.
Andare avanti, illudermi che la realtà fosse un'altra.
Tirare avanti ancora per un po'.
Vuoi perché non ci vuoi rinunciare, vuoi perché non l'hai mai fatto e vuoi vivere l'esperienza anche tu.
Ma ci sono cose che non puoi fare a tutte le età.
Almeno che tu non sei predisposto o hai sempre vissuto in quel modo.
Ovviamente non è il mio caso.
L'ho capito stamane.
Ho capito che non hai più l'età per certe cose.
Ero al bar a prendere il caffè.
Prima di andare via sono andato alla toilette.
Li ho capito tutto.
Non hai più l'età per andare a pisciare con i jeans con i bottoni al posto della lampo.
Mi devo rassegnare , ormai ho l'età per pisciare solo con i jeans che hanno la chiusura lampo.
E spero che il lampo, ancora per un po', si riferisca solo alla chiusura dei jeans e non ad altro nei paraggi.

domenica 1 novembre 2015

MUSTANG

E’ una razza di cavalli che, ha la caratteristica di non poter essere domata.
Sono animali indipendenti e fieri.
Se tenti di domarlo , di rinchiuderlo , di limitare i suoi movimenti, il Mustang reagisce.
Reagisce perchè la sua natura non permette di accettare nessuna di queste cose.
Da queste considerazioni si è tratto lo spunto per girare un film.
Un film che mi è piaciuto molto , la cui razza di cavalli ne è il titolo.
I Mustang del film sono cinque sorelle, che pur essendo orfane, hanno una gioia di vivere e un senso della libertà innato.
Si trovano a scontrarsi con chi vede in quell’atteggiamento libero , spontaneo, una minaccia.
Un qualcosa da limitare, da nascondere , da plasmare.
La metafora del potere che annulla la creatività, quella che fa paura , quella che ti fa sentire limitato perchè tu non ne hai e, allora ,anzichè cercare di imparare da essa si cerca di reprimerla.
Quello che succede alle cinque sorelle che forti del loro carattere, prendono inizialmente la cosa con ironia ma poi giorno dopo giorno diventa sempre peggiore e, la voglia di scappare aumenta sempre di più.
Ma più tentano di scappare , più aumenta la repressione, come accade a chi non vuole integrarsi.
Inizia per ognuna di esse il processo di integrazione forzata.
Da questo emerge la differenza tra ognuna di loro.
C’è chi in modo furbo accetta l’integrazione ma ponendo le sue condizioni per accettarla.
C’è chi la subisce , perchè non riesce ad avere la forza di rifiutarsi.
C’è chi invece ha solo due alternative , uccidersi per non piegarsi o scappare per continuare a vivere quello che si è.
Ognuna di loro prende una di queste decisioni.
I film come sempre riescono sempre a dirti qualcosa di te , qualcosa in cui ti rispecchi.
Ho capito di essere anch’io un Mustang.
Ma non sono ne di quelli furbi , ne di quelli che subisce in silenzio.
Non mi rimangono che le altre due ipotesi, suicidarsi per non morire vivendo o scappare per non vivere con la morte dentro.

   

DOLCETTO O SCHERZETTO

Ieri sera dopo un po' che ero tornato a casa, sento suonare il campanello.
Chi sarà, mi chiedo .
Non suona mai nessuno, addirittura dì sabato sera tardi.
Apro .
Era la figlia della mia vicina, vestita da halloween.
Mi fa " Dolcetto o scherzetto?"
Mi prende alla sprovvista.
In effetti a casa ho la torta fatta il pomeriggio ma, suppongo che il dolcetto debba essere confezionato.
Quindi le rispondo scherzetto.
Mi sorride, si sposta e mi fa vedere una borsa di panni da stirare.
Ecco scherzetto, mi fa.
Sono dovuto stare al gioco.
Ho finito di stirare alle 2.
Anch'io quest'anno ho festeggiato halloween.
La prima volta in vita mia.
Anche l'ultima?