martedì 30 agosto 2016

AMAREZZA, DELUSIONE , UMILIAZIONE

Sono sentimenti che ti tolgono forze ed energie.
Ti svuotano di entusiasmo, di voglia di fare tutto.
Ti ammazzano lentamente e anziché reagire, lasci fare.
Anche perché diversamente non servirebbe a nulla.
Ti manca fiducia nel futuro, memore della sfiducia ricevuta in passato e nel presente.
Non riesci ad essere di aiuto neanche per te stesso.
Nulla più ti entusiasma.
Né una canzone , né un luogo a te caro, ne ciò a cui sta dedicando impegno negli ultimi periodi, nulla.
Sei a debito di nutrimento e non riesci più a ragionare serenamente.
Hai solo dei dischi rigati che continuano a girare nella testa.
Quando poi questo accade anche nel luogo che dovrebbe accoglierti e sostenerti, tutto cade.
Ti rimane solo amarezza , delusione e l'umiliazione percepita.

lunedì 29 agosto 2016

L'OMBRELLO

Sono qui al bar , bevendo il caffè .
Di fronte alla vetrata , vedendo i tram e la gente che passa.
Entra lei , molto bella .
Ordina un te, caldo ma non bollente.
Due biscotti a forma di cuore .
Una donna con bellissimi occhi.
Viso aperto e sincero.
Di quelle che danno l'anima per ogni cosa.
Mi si siede vicino.
La osservo e anche lei osserva me.
Dopo un po' le dico che mi dà l'idea che pensi troppo .
Anziché mandarmi a quel paese, mi sorride e conferma quanto le ho appena detto.
Siamo entrati in contatto.
Gli occhi si guardano più sorridenti.
Sta per andare , vorrei dirgli qualcosa per conoscerla ma mi manca l'attimo o la timidezza mi vince.
Mi saluta con uno splendido sorriso , augurandomi buona giornata .
Non sono riuscito a dirle quello che volevo.
La guardo uscire e mi beo ad osservarla.
Di colpo rientra.
Ha dimenticato l'ombrello.
Approfitto e le chiedo se posso dirle una cosa.
Certo mi risponde.
Cerca , gli dico , di trovare più equilibrio, mi dai l'idea di una persona che da più amore di quello che riceve.
Mi sa che hai ragione , mi risponde.
Mi regala un altro bel sorriso è definitivamente va via.
Il bello delle giornate di pioggia.

domenica 28 agosto 2016

LO STUPIDO

Mi rendo conto che il mio modo di pormi, il mio comportarmi, il mio portarmi in giro così, faccia pensare a chi mi nota , di essere uno stupido.
Forse hanno anche ragione , chi lo sa. 
Non conosco i criteri per essere definito stupido o meno .
Stamattina mentre leggevo il libro fuori dal bar , sotto un sole cocente , ho capito che una persona stava importunando una ragazza che conosco.
Lo ha capito anche il suo datore di lavoro.
Quando ha capito che lo avevo capito anch'io, mi fa.
Bravo, non sei stupido allora .
Tradotto , vuol dire , ho sempre pensato che lo fossi ma mi sono sbagliato.
Ma a conti fatti è meglio così.
Sembrando stupidi , si possono osservare meglio le cose , perché ritenendoti tale la gente non si fa problemi a mostrarsi per quello che è.
O sono stupido a pensare così ?

sabato 27 agosto 2016

UN UOMO DI GERA

L'ho notato la prima volta qualche giorno fa.
Era con la sua bici e un innaffiatoio per riempirlo di acqua alla fontana .
Dopo un po' ritorna , portando con se , in bici , l'innaffiatoio pieno di acqua.
Ma improvvisamente cade a terra dalla bici.
Considerata la sua età ho pensato non si alzasse più.
Invece aiutato da me e da un altra persona , si rimette in piedi.
Come chi ha imparato nella sua lunga vita che dalle cadute bisogna sempre alzarsi, perché la vita comunque continua .
Tutto malconcio e sanguinante va a casa e ci ringrazia.
Senza lamentarsi ne versando lacrime.
Dopo un po' ritorna .
Si ferma dove è caduto , per capire il perché, come è potuto accadere.
Ostinato va a recuperare l'acqua che prima gli era caduta.
Che tempra , gente di altri tempi.
Stamane mentre sto per andare a prendere la macchina lo rivedo .
Lo saluto .
Mi racconta un po' di se.
Mi dice che va a raccogliere l'acqua perché nella casa in cui non abita più c'è un giardino fiorito che, ha bisogno di essere nutrito.
Sentire quest'uomo di più di 80 anni, avere cura dei suoi fiori , è qualcosa di bello .
Poi scopro anche il perché fa questo .
La moglie è in ospedale ricoverata e lui li va ad innaffiare per lei , sapendo che quei fiori erano la sua passione .
Un gesto d'amore stupendo .
A dir poco poetico .
Questo è un uomo di Gera.
Un uomo che il destino mi ha permesso di conoscere.
Un bell'incontro .
Un incontro con uomo pieno di valori , di amore per la sua donna e di voglia di vivere.
Un insegnamento per chi come me, alla prima avversità si blocca e non sa più come andare avanti.
Ma oggi ho ricevuto la lezione e ho capito .
Nessuno sa come andare avanti ma bisogna andare , questo conta .
Fermarsi serve a nulla.

venerdì 26 agosto 2016

DONNE DELL'ADDA

Ho appena finito di pulire casa e impastare il pane.
Ci vuole un caffè.
Sono già le 5, quasi quasi vado al The Bridge , bevo un ottimo caffè e poi vado in Biblio a restituire i libri.
Mi porto avanti per domani.
Così faccio.
Prendo la macchina e parto.
Arrivato mi attendeva una sorpresa .
Due splendide donne nel bar.
Una affascinante e bellissima donna ciclista e una bambina, che ho conosciuto tempo fa piangente perché gli avevano rubato i soldi dal salvadanaio.
Mi metto a parlare con la bimba e tutti partecipano, compreso la bella ciclista.
In realtà ho giocato di sponda e mi è riuscito.
Il caffè non è l'unica cosa buona del bar.
A malincuore esco , la biblioteca chiude.
Devo lasciare le due belle donne.
Al parco vicino alla biblioteca incontro una amica con il cuore ancora giovane e con piacere ci chiacchiero e la saluto con affetto.
Con animo lieto arrivo in biblioteca e la bellissima responsabile mi accoglie con un sorriso più luminoso del solito .
Sosto un po' dovendo scegliere nuovi libri .
Quando ho deciso e sto per chiedere il prestito ecco che arriva un altro dono.
Una carissima amica che non vedevo da tempo insieme ai suoi bellissimi occhi.
Un bel regalo del destino.
Prendo i libri e vado via con la mia amica dopo aver salutato la bellissima bibliotecaria, che ho scoperto amare il libro preso in prestito.
Saluto l'amica , contento di averla rivista e torno verso la macchina.
Quasi quasi approfitto e vado a tagliare i capelli ma, la mia amica ha già chiuso ed è al bar a fare l'aperitivo.
La saluto , rimandando il taglio alla prossima settimana ma, mentre sto uscendo mi ferma e si ricorda che domani ha un posto per me.
Affare fatto.
Oggi è proprio stato un pomeriggio di benessere dell'anima, grazie alle donne dell'adda.
Un paese piccolo , pieno di verde, di gente semplice e bellissime donne ad offrirmi il loro sorriso.
Son proprio belle le donne dell'adda.

giovedì 25 agosto 2016

L'AFFITTO

Come ogni mese è arrivato il giorno di pagare l'affitto.
Una cosa che mi manda in ansia.
Non per il pagarlo, in quanto è frutto di un servizio ricevuto.
Ma perché mi tocca farlo in contanti, così vuole.
Arrivato a casa poso la borsa , mi lavo per scrollarmi di dosso lo stress del ritorno a casa in macchina e decido di togliermi il pensiero.
Anche perché avere soldi in casa che, sono destinati ad altri non mi tranquillizza.
Esco e suono alla porta accanto , la sua.
Mi apre e mi accoglie come ogni mese, con il suo solito sorriso falso, come i soldi di cioccolata.
Indossa un abito di casa, un po’ scollato, forse non si aspettava che suonasse qualcuno o non ci ha badato.
Mi fa accomodare nel suo studio e chiude a chiave la porta.
Mi sento come in commissariato.
Mi dice che c'è gente per casa e non vuole essere disturbata.
Forse non vuole che qualcuno possa notare che la pago in contanti, la sa lunga.
Inizia con il pronunciare le solite frasi di circostanza, mentre nel frattempo prepara la ricevuta.
Le cade la penna, finisce sotto al tavolo.
Per galanteria mi abbasso per prenderla ma è proprio vicino alle sue gambe.
Ormai sono li.
Ma mentre sto per prenderla , toglie il piede dalla ciabatta e inizia a toccarmi la mano, poi il braccio, fino a metterlo
in viso fermandosi.
A questo punto non so cosa fare , mi tocca stare al gioco, in più è anche una bella donna.
Inizio a mordere il tallone e con la lingua le contorno tutta la pianta del piede e le dita.
La cosa sembra gradirle.
Mi porge anche l'altro piede e l'altro lo tengo con la mano.
Poi mi accorgo che inizia a sbottonarsi l'abito fino alla vita , allargando le cosce, come invitandomi a visitarle.   
Così faccio.
Dal piede passo alle gambe e dalle gambe alle cosce.
E dalle cosce al punto di arrivo, spogliata di ogni intimità.
Mi tiene la testa , per paura che possa andare via ma, lo fa con delicatezza, accarezzandomela.
Faccio quello che c'è da fare e che voleva che io facessi.
E' una donna abituata ad avere ciò che vuole.
Dopo un po’ bussano alla porta, qualcuno in casa la cerca.
Devo smettere immediatamente.
Un momento , dice , finisco col signore così va via.
Si ricompone con naturalezza, rindossando l’intimo e riabbottonarsi l’abito.
Mi rialzo , e non sapendo cosa fare mi seggo, cercando il suo sguardo , ma è impassibile , come nulla fosse accaduto.
Guardandomi negli occhi mi fa , ecco la ricevuta dell'affitto , ci rivediamo il prossimo mese.
La accompagno alla porta.
Grazie e buona serata.

mercoledì 24 agosto 2016

ADDIO AL NUBILATO

Mentre sto per andare in bagno, da li esce lei.
L'avevo già vista, sta festeggiando con gli amici prima delle nozze.
Mi vede e con sguardo ammirato mi dice , sei in perfetta forma.
Anche tu non scherzi , rispondo io.
Trovi ?
Si sei in splendida forma , saranno le prossime nozze ma, ti vedo bene.
Cosa vedi di diverso rispetto a prima ?
Be, le coscie ad esempio e , senza volerlo appoggio la mano per fargli capire.
Mi stupisco di me , sto per ritrarre la mano e chiedergli scusa ma, lei me la ferma con la sua.
A questo punto occorre salire e, la mia mano avanza.
Lei mi segue con la sua , come per paura che mi fermi.
Sono al limite della minigonna ma in un attimo sono alle mutande.
Lascia la presa, come una madre che lascia la mano del figlio arrivati fuori dal cancello di scuola.
La mia mano è li, ad accarezzargli la zona ma, a questo punto occorre andare avanti.
Mi faccio spazio e sono all'interno delle mutande.
In quel momento inizia a baciarmi e nello stesso momento riapre la porta del bagno, spingendomi dentro.
Non ci posso credere.
Tutto viene semplice , neanche fossimo esperti equilibristi.
Ora sono dentro di lei.
Iniziamo a fare sesso.
Con una gamba si avvinghia a me.
L'eccitazione è forte e improvvisa.
Se ne accorge, come le vere donne sanno fare.
Mi fa segno di uscire, rischieremo di sporcare tutto.
Capisco e obbedisco.
Nel mentre si abbassa sulle ginocchia e riprende ciò che aveva interrotto.
Basta poco ad accendere tutto.
Finalmente la mia eccitazione ha modo di sfogarsi.
Con maestria e delicatezza , fa sparire ogni traccia da me.
Si rialza , senza staccarsi , si risciacqua la bocca e mi bacia con la lingua.
All'improvviso bussano alla porta.
Cavolo è lui, il futuro marito.
Non so cosa fare ma, lei pensa a tutto.
Mi sposta dietro alla porta , si risistema , apre e esce.
Ma cosa stavi facendo , urla lui.
Cosa urli , fa lei , mi è venuto un attacco di diarrea che non finiva più e tu invece urli.
Scusami, hai ragione ma mi sono preoccupato, faccio una pipì veloce e andiamo subito a casa.
No non entrare fa lei , ho lasciato uno schifo , andiamo subito a casa.
Ok , fa lui, sbrighiamoci.
Ho sudato freddo, ho atteso che non si sentisse più nulla e poi sono uscito cautamente , senza farmi vedere.
Non avevo mai fatto un addio al nubilato.
C'è sempre una prima volta nella vita.  

martedì 23 agosto 2016

CARPE DIEM

Arrivo al centro commerciale .
Sono le 5 di pomeriggio.
Il parcheggio è libero, non c'è nessuno.
Io vado a parcheggiare al solito posto , così non devo ricordarmi dove ho parcheggiato, un pensiero in meno.
Scendo dalla macchina e lei è lì ad aspettarmi.
Non l'avevo vista.
Da quando è finita la nostra storia è il primo incontro in intimità.
Sorridiamo entrambi.
Le chiedo se è da sola  o con marito.
Sono da sola , mi risponde.
Allora in modo del tutto naturale la bacio, sulle labbra .
Ricambiato.
Rimaniamo li , come chi ha dimenticato o non ha più voglia di fare quello che dobbiamo fare lì.
Entrambi sembriamo avvolti in questo destino che ci ha voluto unire , senza che nessuno dei due lo avesse previsto.
I nostri occhi sembrano dire di cogliere l'attimo.
Ci guardiamo intorno.
I parcheggi dei centri commerciali, in giorni come questi, sono dei posti ideali per vivere la propria intimità.
Sono pieni di punti ciechi.
Simultaneamente, ci prendiamo la mano e ci dirigiamo verso uno di questi .
Arrivati , con calma iniziamo ad  amarci.
Come se non ci fossimo mai lasciati .
Come se il passato che ci ha allontanato non fosse esistito.
Con audacia , spericolatezza facciamo quel possiamo .
Senza tener in nessun conto che qualcuno possa vederci.
Facciamo praticamente tutto.
Entrambi non riusciamo a crederci.
Ma forse questo è il bello della vita è quello che ti dà energia, il carpe diem.
Approfittare ciò che il destino ci ha donato.
Risistemati , ci guardiamo , sorridiamo contenti.
Ognuno bacio il dito dell'altro.
Consapevoli che oltre non si può andare e che del destino non si può abusare.
Ci baciamo per l'ultima volta .
Senza darci nessun prossimo appuntamento.
Siamo ancora elettrizzati da quello che abbiamo vissuto che nessuno dei due riesce a pensare ad un futuro.
Ci distacchiamo e ognuno va per la strada dove inizialmente doveva andare.
Un ultimo sguardo e scompariamo dai nostri occhi.
Che bella avventura.
Però a sceneggiare mi viene bene , peccato che in realtà era tutta una immaginazione dettata dal luogo.

lunedì 22 agosto 2016

UOMINI

Entro al bar a prendere il caffè.
C'è una atmosfera allegra .
È seduta una bella signora , Letizia, avanti con l'età ma piena di vita.
Tutti uomini intorno a lei  che , dispensa sorrisi e allegria per tutti.
Una donna sola, con un enorme bisogno di contatto umano ma, comunque viva.
Tra un po' deve andare.
Deve andare a prendere il treno per tornare a Milano .
La staziona è lontana, la valigia non sarà leggera, ha pure un gatto e il sole picchia.
Sicuramente qualcuno dei suoi uomini che la circondano le darà un passaggio.
Non la faranno andare da sola .
Inizia ad alzarsi il primo, saluta e e se ne va.
Poi il secondo.
Di seguito tutti gli altri.
Letizia rimane da sola.
Con il sorriso , pieno di allegria e dignità , saluta e va a prendere il treno.
Uomini.

domenica 21 agosto 2016

EXPERIENCE

Sono in macchina .
Sto attraversando la strada che costeggia il fiume.
Sto andando a prendere il caffè.
Mentre svolto nel vicolo , vedo i suoi occhi .
Mi illuminano e mi abbagliano.
Sono occhi di una leonessa ferita , ma con lo sguardo fiero e spalle dritte, da vera imperatrice.
Rimango ammirato.
Mi fermo per lasciarla passare e ovviamente per nutrirmi della sua bellezza.
Ma non si muove, è ferma dinanzi alla macchina.
Mi si avvicina allo sportello, e mi chiede di abbassare il finestrino.
Obbedisco.
Portami con te,  a casa tua , mi dice.
Il caffè può aspettare e in fondo fa male alla salute.
Sale in macchina.
Mi fa uno sguardo di intesa , mi assicura contattando il dorso della mia mano con il palmo della sua.
Parto.
Il viaggio è in silenzio.
Parlano i nostri occhi che, appena possono si parlano.
Arriviamo.
Le prendo la mano e andiamo verso casa.
Davanti alla porta mi dà un bacio, appassionato.
Entriamo.
Iniziamo a baciarci.
Ma senza fretta, gustandoci ogni attimo di quel momento.
Pian piano ognuno spoglia l'altro .
Diveniamo una cosa sola .
Dopo un po' andiamo in camera da letto .
Iniziamo a fare l'amore.
Qualcosa di unico.
Quasi celestiale .
Un incontro di corpi e di anime , piene di amore da dare e piene di amore da ricevere.
Non lesiniamo a dare all'altro quello di cui ha bisogno.
Un ascolto perfetto in ognuno di noi .
L'atmosfera fantastica mi fa risuonare nella testa una musica di Einaudi, EXPERIENCE.
Il sottofondo ideale per tutto ciò.
Ma anche dopo aver finito e rimasti lì stesi ad accarezzare i nostri corpi, la musica continua.
Passa dal piacere al fastidio .
Non riesco a farla smettere.
Cazzo , è la sveglia.
Stavo sognando.

sabato 20 agosto 2016

REAGISCI

Sono giornate stancanti.
Non per il troppo fare ma perché non sai più come impiegare il tempo.
Sapevo che la continuazione a casa delle ferie , dopo essere stato ad Alicante, sarebbe stata un martirio.
Non riesci a fare nulla .
Sei circondato da un vuoto totale.
Sono quelle situazioni in cui vado in paranoia.
Divento prigioniero di me stesso.
Non riesco a fare nulla, pur avendo il tempo per fare cose, mi imbriglio in quelle solite .
È il colmo.
Un organizzatore come me quando si tratta di organizzare la sua vita, va in tilt.
Si entra in una apatia totale , pur facendo comunque tanta attività.
È un momento in cui o reagisci o soccombi a te stesso.
Oggi è anche prevista pioggia.
Ma devo muovermi.
Devo fare qualcosa.
Farlo per me stesso .
Per darmi vitalità.
Una scossa.
Una botta di vita.
Fare qualcosa di insolito che mai hai fatto in vita tua.
Andare incontro ad un imprevisto, inteso come opportunità.
Qualcosa che ti dia energia.
Reagisci cavolo, reagisci.
Ho deciso, prendo coraggio e vado.
Vado al centro commerciale a mangiare la focaccia.
Ma rispetto al vuoto quotidiano, riuscirò a gestire l'emozione di stare in mezzo a tanta gente ?
Ci proverò.
Costi quel che costi.

venerdì 19 agosto 2016

DIPENDENZA

Ad un seminario di macrobiotica mi è rimasto impresso un concetto .
Semplice, ma come tutte le cose semplici non ci facciamo caso , almeno io.
Si parlava di dipendenza, specificando che il punto importante non è da ciò che si è dipendenti ma la dipendenza .
Che tu sia dipendente dall'alcol , dal fumo, dal sesso, dalla droga , dai dolci ecct, poco importa, importa che sei dipendente.
Capirne il perché , in modo da debellarla e liberartene.
Io ad es lo sono dal caffè.
Non credo di differire molto da uno che si droga o si ubriachi .
Difatti quale è il mio bisogno di prendere il caffè.
Tolto il primo che pensiamo dia l'inizio alla giornata , gli altri perché.
Per poter far qualcosa ?
Per poter sentirti meno solo , illudendoti stando seduto ad un tavolo di un bar ?
Di sicuro per un drogato o altro dipendente, è lo stesso .
Quella dipendenza copre un bisogno.
Un bisogno che nella vita non riesci a realizzare in altro modo .
Allora rifuggi nella dipendenza.
Cercandone conforto.
Un conforto succedaneo e inutile.
Che danneggia il corpo e la mente.
Eppure basterebbe poco per abbattere tutto questo.
Avere meno dipendenti.
Basterebbe amore .
Ma l'amore è una cosa semplice e come tutte le cose semplici ci sembrano senza utilità.
È molto più facile, e altrettanto inutile, essere dipendenti.
Schiavi di noi stessi, anziché liberi di amare e di essere amati.

giovedì 18 agosto 2016

LOS QUÉ ESTÁN SENTADOS

Sono dei veri professionisti.
A vederli possono essere scambiati per sfaticati.
Invece no.
Sono dei missionari da bar.
Con la loro presenza , in seduta intorno ad un tavolino , danno luce e notorietà al bar.
Di lavoro fanno tutt'altro ma, instancabili , quando arriva il calar del sole , loro sono lì presenti a fare il loro dovere.
Non vanno neanche a fare vacanza.
Piuttosto se il loro bar chiude per ferie, loro vanno a portare la loro professionalità in quello aperto , più congeniale alla loro carismaticità.
Non è facile fare quello che fanno loro.
Sembra facile stare seduti fuori da un bar, ma non lo è.
Osservandoli lo si capisce bene.
Inoltre sono anche dei bevitori esperti.
A vederli ti viene voglia di far parte di quell'atmosfera e godere della loro notorietà.
Ma non è per tutti.
Hanno perfino indetto un corso per futuri sentados.
Volevo partecipare ma, il mio non bere alcolici faceva venire meno uno dei requisiti necessari alla partecipazione.
E allora non mi resta che ammirare , da lontano, los que están sentados.

mercoledì 17 agosto 2016

I NO CHE AIUTANO A CRESCERE

Ciò che forma una persona nella vita sono le esperienze.
Quelle belle da cui puoi trovare forza e stimolo per quelle nuove.
Ma sopratutto da quelle negative.
Quelle in cui hai ricevuto dei no , rispetto ad un si ipotizzato.
Quei no , ti fanno riflettere , ti fanno meditare.
Da piccoli sono quelli dei nostri genitori.
Credendo di poter avere tutto , ma ricevendo quei no, comprendiamo che non tutto è possibile , pertanto ci permettono di adattarci ad una forma di vita e di risposta a cui non eravamo per niente abituati.
Sono formativi.
Quei no, però erano diretti , perentori, senza nessuna traccia di dubbio.
Portavano insieme a quelle due lettere , tutta la responsabilità e la presa di posizione di chi li pronunciava.
Senza nascondersi e mettendoci la faccia, a costo di passare per cattivo.
Ma anche le medicine , quelle che fanno guarire hanno un sapore aspro, ma quando puoi guarisci te ne dimentichi , ricordandotene solo l’effetto risolutivo.
In questo periodo però mi accorgo dell’esistenza di altre forme di no.
In un periodo in cui dopo la separazione, essendo solo, dovendo affrontare una nuova vita, stabilire nuovi contatti, fare nuove esperienze , ricevere dei no è abbastanza frequente e non nascondo che è anche molto frustante.
Ma fa parte della scelta e del gioco.
Solo che da un pò di tempo prendo atto che i no che maggiormente ricevo , sono quelli non detti.
Quelli che devi interpretare e capire .
Quelli mascherati da finti si.
Nessuno più ha il coraggio di dire no, sopratutto le donne, ovviamente sto scrivendo da uomo , una donna scriverebbe l’opposto, forse o di peggio.
Be, queste donne anziché darti un bel due di picche diretto , senza fraintesi, si nascondono in silenzi.
C’è chi fa passare il tempo fino alla fine , fintanto che a rinunciare sei tu, capendo che non c’è la medesima volontà.
Sono quelle che ti dicono , nel mio caso ad es. , voglio provare un trattamento shiatsu, tu gli dai il numero di telefono o gli scrivi un messaggio quando sei disponibile e, neanche ti rispondono.
Sono i baristi e bariste che ti servono volutamente in modo sgarbato per farti intendere la contrarietà della tua presenza nel locale, quando basterebbe dire “puoi andare fuori dai coglioni, che mi stai sul cazzo !!!”.
Potrei andare avanti all’infinito.
Di sicuro anche questi no sono tra i no che aiutano a crescere.
Con la differenza che quando eri piccolo e ci rimanevi male , ora che sei grande, sei grato a chi te li ha dati.
Ora invece hanno un effetto diverso, quello di dire , senza dirlo ovviamente, ma andatevene a fare in culo e grazie, mi state insegnando che nella mia vita la vostra presenza è inutile, non serve ad un cazzo.

E non è poco , avere consapevolezza di ciò.      

PARCHEGGIO

Tra le tante cose in cui sono poco capace, guidare la macchina è una di queste.
Mi mette ansia .
È un mezzo che non mi si addice.
Forse come in tutto è l'uso che ne fa il maestro .
Fosse per me ne farei volentieri a meno, si potesse .
Ma quello in cui mi trovo più imbranato è il parcheggiare.
Eppure mi ricordo che agli inizi riuscivo a fare parcheggi assurdi.
In salita , in discesa , dappertutto.
Non potevo fare altrimenti.
Ora parcheggiando sempre nel box o in posti cui basta solo entrare, quando mi trovo a parcheggiare dove occorre perizia, vado in crisi.
Vuoi perché non riesco a gestire le distanze .
Vuoi perché mi prende il panico.
Stamane per fare un parcheggio di una facilità estrema a marcia indietro , ho dovuto rifarlo ben 5 volte .
Prima sul marciapiede con entrambe le ruote.
Poi solo con quella di dietro.
Poi solo con quella davanti.
Alla fine , ci sono riuscito.
Ma in fondo devo aver pazienza.
Con il tempo imparerò come fanno bene tutti .
In effetti sono solo più di vent'anni che guido.

martedì 16 agosto 2016

DIRITTO DI AMMISSIONE

In tutti i bar , cafetería, tapas e restaurante in Spagna, campeggia un cartello ben visibile a tutti .
Il cartello cita che è facoltà del locale riservare il diritto di ammissione allo stesso.
Non so se lo applicano mai ma, all'occorrenza lo possono fare.
Mi chiedo perché questo non avviene anche in Italia.
Dove tu credi che pagando il servizio richiesto sia sufficiente per essere ammesso nel locale.
Invece no.
Stanno lì a portarti il caffè , nel mio caso di oggi ,neanche fossi un lebbroso o chiedessi la carità di riceverlo gratuito.
Senza sorriso e con una faccia schifata.
Capisco che io possa non essere gradevole, ben accetto ma fintanto che non mettete la mia foto fuori dal locale con il divieto di accesso come per i cani, devi fare il tuo lavoro e anche bene.
Perché ti pago per quello.
Invece non solo ti schifano ma te lo fanno anche male.
Chissà se per incapacità o volontarietà.
Siamo proprio un paese di merda.
E questo lo dimostra.

CASUALIDAD

Decido anche se tardi di andare a prendere il caffè.
Ma arrivato, tutti chiusi.
Sbornia post ferragostana.
Voleva invitare la mia amica a prendere qualcosa insieme ma, niente .
Mi tocca tirare dritto e attraversare il ponte.
Cosa che faccio solo per andare in biblioteca o dalla sarta.
Vado al bar dopo tempo fa vegetavo.
Non ho scelta.
Ma andando lì , scopro il piacere di cose nuove.
Il parcheggio è stato riprogettato e reso più funzionale.
Un parcheggio alla francese.
Questo mi alleggerisce il peso di prendere il caffè dove non credevo di prenderlo.
Ma arrivato , la CASUALIDAD la fa da padrone.
Anziché trovarmi solo tra estranei , trovo gente conosciuta, sopratutto lei.
Una bellissima donna che ha un bellissimo dono che pochi o nessuno hanno, me compreso.
La fierezza, quella di essere viva, nonostante tutto ciò che ha passato e tracimare voglia di vivere e bellezza da tutta la pelle.
Non ho la minima idea di quanti anni possa avere, ma il vederla è un piacere, ti rasserena l'animo.
Poi arrivano gli altri , gente che non vedevo da tempo, tanto.
Tra questo uno in particolare.
Uno che ha il dono di poter parlare di tutto e quello di impicciarsi di tutto.
Avrei preferito che ad impicciarsi fosse stata lei.
Di sicuro avremo avuto di che parlare, mi da l'idea di una persona il cui anche ascoltarla è un piacere.
Invece no, c'era lui, l'impiccione.
Il bello e il brutto della CASUALIDAD.

lunedì 15 agosto 2016

FERRAGOSTO

Per una persona che vive da solo queste sono spesso giornate da cui rifuggire.
Non sai che cazzo fare.
Ho iniziato stamane , provando a dormire un po' in più .
Io che non sono abituato a farlo.
Mi sono alzato rincoglionito.
Decidendo cosa fare se mangiare solo a casa o in un ristorante ma prima di tutto urge il caffè.
Mi sbrigo.
Prendo la macchina e vado a Pizzighettone anche se è tardi.
Incontro tutti i semafori rossi, nessuno escluso.
Due passaggi a livello entrambi abbassati.
Arrivato al bar , mentre mi sto sedendo di fronte alla vetrata che da sul fiume, mi abbassano le tende , c'è troppo sole.
Una giornata da bollino nero.
Come ogni ferragosto.
Da consigli era meglio non muoversi e restare a casa.

domenica 14 agosto 2016

LA SECONDA CHANCE

A volte nella vita, vorresti che una situazione si ripetesse.
Vuoi per riassaporare la bella esperienza, vuoi per fare le cose che in quel momento non sei riuscito a fare, vuoi per apprezzare meglio quello che prima ti era estraneo e facevi fatica a percepirlo.
Ma purtroppo la vita va.
Le occasioni occorre saperle prendere .
Ci vuole  esperienza e sensibilità che, solo il vivere ti danno.
Ieri nel mio piccolo ho fatto una cosa simile.
Mi si è presentata l'occasione di rivedere un film.
Film che la prima volta mi aveva lasciato dei dubbi ma metabolizzandolo nei giorni a seguire ne ho percepito la bontà.
Ma occorreva rivederlo per apprezzarlo in pieno.
Così ho fatto.
Mi sono gustato tutti i particolari.
Tutte le sfumature ironiche , anche se condite da violenza.
Mi sono dato una seconda CHANCE.
È conoscendomi me ne darò anche una terza o una quarta.
Perché JEEG ROBOT è diventato per me un film epico.
Da guardare e riguardare.
Per le altre CHANCE di vita invece ne devo ancora fare di strada.
Ma imparerò.
Yorokobu.

sabato 13 agosto 2016

MEDITERRANEO

E’ un film che avrò visto 15 volte o più.
La prima volte per tre giorni di seguito.
Una follia la mia e della mia compagna di allora che mi ha seguito.
Non so perché quel film mi ha preso da subito.
Il Mare .
L’isola.
Il perdersi, il sentirsi abbandonati e trovare in questo una risorsa e non un problema.
L’apprezzare quotidianamente le bellezze del luogo e i suoi frutti.
Vedere la grandezza del regista nel farti vedere dapprima un paese che sembra disabitato e dopo si trasforma in un’isola felice e piena di colori , quando capiscono che quei soldati sono gente semplice come loro, mandati lì a fare quello che non sanno fare.
Grazie a quell’abbandono tutti scoprono le proprie attitudini e il vero piacere della vita.
Tanto che due di loro ci restano a vita.
Il primo da subito per sempre, dichiarandosi disertore e coperto dal suo superiore, il suo sergente.
Il secondo, il sergente che , tornando in Italia , capisce la differenza con quanto lasciato e se ne torna li.
Fino ad allora è sempre stato un bellissimo film , con stupende sensazioni.
Fintanto che , non ho vissute le stesse sensazioni, nel mio ultimo viaggio fatto.
Un viaggio fatto per economia e senza voglia, rivelatosi poi stupefacente e affascinante.
Legandoti a quel luogo e a quelle persone come fosse il tuo quotidiano.
Forse per la loro semplicità e il loro vivere con sorriso.
Ammirare l’efficienza nelle piccole cose.
Il vedere la creatività per sopravvivere e offrire qualcosa di diverso accanto a ciò che è tradizionale.
Usare la natura che gli è stata offerta e che ne usufruiscono e fanno usufruire gratutitamente , rispettandola e facendola rispettare.
Ecco il mio MEDITERRANEO è ALICANTE, credevo fosse Barcellona ma, mi sbagliavo di molto.
La sincronia è stata perfetta, come quando incontri una donna e comprendi che è la donna giusta per te.
Mi sono anche informato su cose personali che li forse non potrei avere e sarebbe un problema.
Ma le hanno anche lì.
Per cui si può salpare andare.
Magari a fare l’operatore Shiatsu dopo aver preso la qualifica.

Vamos Hombre !!

PERDITE

Vivere da soli provoca ansie e problemi quando devi partire per una vacanza se pur breve.
Se accade un imprevisto mentre sei assente è un problema.
In questo agosto poi dalle mie parti si è scatenato l'inferno mentre ero al mare.
Case allegate, contatori della luce saltati, ecct.
Ho avuto timore che poteva essere accaduto qualcosa ma, non potevo farci niente, ero in tutt'altra parte.
Ho vissuto con incubo il ritorno.
La paura che fosse entrata acqua in casa o peggio si fosse sbrinato il frigo per mancanza di corrente, con tutto scongelato e marcito.
Arrivato a casa, sono subito corso dentro .
Nulla di tutto questo 
Casa tranquilla, corrente attiva e frigo in funzione.
Mi sento così bene che vado anche a correre.
Ritornato a casa faccio gli esercizi di stretching.
Così steso posso guardare in alto .
Prima non avevo potuto farlo e non ci avevo fatto caso.
Ci sono delle gocce.
Cazzo, il vicino del piano di casa ha lui le perdite o gli si è sbrinato il frigo.

venerdì 12 agosto 2016

LA VUELTA (PRIGIONIERI A MILANO)

È finita.
Una settimana molto bella, in cui non speravo nulla ma, è finita.
Come tutte le cose belle devono avere una fine , altrimenti non ne apprezzi il loro beneficio.
Il viaggio di ritorno è tutto in perfetto orario.
Dal bus in centro in Alicante all'aereo per Milano.
Precisione Svizzera.
Atterriamo in perfetto orario.
Possiamo prendere il treno prima e arrivare prima a casa.
Ce la facciamo ma, ahimè il treno è stato soppresso.
Fa nulla , sarebbe stato troppo bello.
Però il turista si sveste subito e veste i panni del pendolare e cerca di sfruttare questa precisione.
Riusciamo a prendere il treno che arriva in centro, lamentandomi della soppressione dell'altro.
Mi concedono dì prenderlo comunque, anche se è solo prima classe.
Arrivati corriamo in metropolitana, le macchine per i biglietti tutte rotte, fortuna una edicola è aperta.
Riusciamo a prendere il metrò a volo.
Se siamo fortunati riusciamo a prendere il treno in anticipo.
Ma non parte.
Dopo 5 minuti parte ma solo per tre fermate.
Ci bloccano in Garibaldi, dopo 15 minuti avvertono che la metro non prosegue.
Ci sarà un bus.
Verifico che da Garibaldi c'è un treno che con coincidenza mi farebbe prendere quello per casa.
Ma ci ho pensato un minuto di troppo , il treno mi parte vedendomi arrivare.
Questa stazione è un labirinto.
Non so più cosa fare.
Prigionieri a Milano.
Un attimo di smarrimento ma mi riprendo.
Riattivo il programma.
Mi faccio aprire la porta per prendere la linea lilla per poi prendere la gialla.
Ma mentre sono per prenderla la circolazione riprende.
Ricorro a prendere la verde.
Alla fine prenderò il treno che avrei dovuto prendere se l'aereo avesse ritardato un po'.
Per curiosità guardo con la app se il treno di prima è in ritardo.
Non dà informazioni.
Riprovo.
10 minuti di ritardo.
Dobbiamo correre per prenderlo.
Si sente tutto il peso della vacanza, sono fuori forma.
Ma riusciamo a prenderlo.
Trenord e i suoi ritardi ti possono salvare una serata.

EL COMIENZO DE UN AMOR

Come sempre mi capita nella mia vita, tutto ciò che ha un inizio burrascoso, volge con il tempo nel suo opposto.
Armonia , innamoramento, complicità e benessere.
Di sicuro se va sempre così , il problema sta in me, nella mia testa, nel mio animo.
Animo che inconsapevolmente incontrando qualcosa di ideale, come un magnete della stessa polarità, tende a respingere anziché ad attrarre.
Con il tempo però , la conoscenza, la curiosità, l'integrazione con l'altro cambia il tuo stato d'animo.
Senza che tu te ne accorga , ciò che prima ti sembrava ostilità, ora è divenuto parte di te.
Ti senti come in famiglia.
Fai tutto con naturalezza.
Tutto il tuo corpo con tutti i suoi sensi ti seguono affidati.
È così ha inizio la magia dell'amore.
Inizi ad apprezzare ogni cosa , ogni attimo.
Tutto è in sintonia con te.
Vorresti che non finisca o addirittura che possa diventare così per sempre.
E forse lo sarà, chi può saperlo.
Resta per adesso conservare nel cuore e nella memoria tutta questa bellezza che ti ha avvolto.
Sperando che se ritorni, una prossima volta, appena metti piede in terra , ci sia da subito un abbraccio avvolgente come due innamorati che si rincontrano e non lo sguardo di ostilità e diffidenza tra estranei.
Hola Alicante, mi amor.
Hasta pronto.
Espérame que vuelvo.

lunedì 8 agosto 2016

LA CORRIDA

L'unica che ho sempre conosciuto, è quella radiofonica.
Dove i dilettanti venivano mandati allo sbaraglio ma, senza che nessuno li obbligasse.
Solo per tentare fortuna in campo artistico, per divertirsi o coprirsi di ridicolo inconsapevoli di esserlo.
Una vera corrida non l'avevo mai vista .
A dire il vero l'avevo vista in viaggio di nozze ma scegliendo per economia il posto al Sol anziché al Hombra, non l'avevo percepita bene.
Questa volta forte della gratuità dell'ingresso e della libertà di scelta posto non ho fatto lo stesso errore ed ho scelto quello all'ombra.
Essendo una corrida di ragazzi ho portato anche mia figlia, credendo che fosse con tori finti o piccoli senza ammazzarli ma facendoli stancare.
Invece no , il toro era vero, unica differenza aveva le corna mozzate.
E allora ho potuto vedere e capire come funziona una corrida.
Il povero toro non ha scelta.
Entrato nell'arena non può uscirne vivo.
Ma se fosse un duello a due , alla pari, in cui l'abilità del torero a sfidarlo e a riuscire ad ammazzarlo, potrebbe anche essere apprezzata, considerando che il toro come una mucca , prima o poi deve essere ammazzato per farne carne da macello .
Ma non è così.
Prima di entrare il toro viene marchiato a fuoco come per istigarlo a provare un dolore atroce.
Poi ci sono gli stancatori, quelli che lo sfiancano.
Poi ci sono i picadores, quelli che gli infilzano ferri appuntiti per ferirlo, insanguinarlo e così  fargli perdere forza.
Poi arriva lui il torero.
Che inizia a giocare con il toro moriente.
Fino a stancarlo e infilzarlo con la spada.
Ma essendo toreri ragazzini non hanno la forza di ammazzarlo, quindi entra in gioco lui.
Il killer
Quando il toro stramazza a terra, prende il coltello e lo infila in testa per ammazzarlo definitivamente.
Se non ci riesce lo fa tante volte fino alla riuscita.
Una ferocia assurda.
Il toro deve uscire morto dall'arena e se concesso, gli vengono tagliate le orecchie come scalpo di vittoria per il torero perfetto.
Concessione data dal pubblico con la pañolada, che io credendo avesse lo stesso significato del calcio , ho partecipato.
Invece no ha significato opposto.
Vedendo la corrida mi è sembrata una sorta di messa in scena di opera di bullismo o mobbing, dove chi ne è vittima, non ne esce vivo.
È da solo con tutti contro.
E se insiste a non morire c'è sempre lui, il killer.
Ecco, spero che quanto scritto renda consapevoli di cosa sia una corrida, un attacco di bullismo o di mobbing o similari.
Sapete a cosa andate incontro .
Non so se augurare di essere toro o il gruppo di assassini.
Mi augurerei che nulla di ciò venisse più fatto.
Ma questo accade nelle favole.
Qui siamo nella vita.
E noi umani siamo delle belve , sia con gli animali che con i nostri simili.
Il bello che a volte lo siamo senza accorgercene o perché siamo guidati da altri, i toreri.
Comunque abbasso la corrida , il bullismo e il mobbing.

domenica 7 agosto 2016

LO SPACCIATORE DI EURO FALSI

Ho una brutta abitudine, quella di trovar affezione in un luogo.
Che sia bar , supermercato, panetteria, devo sentirmi in un luogo conosciuto.
Forse per solitudine, forse per attitudine , forse per abitudine .
Resta il fatto che continuo a fare così, anche ora che sono in vacanza in Spagna.
Stasera anche.
Non l'avessi mai fatto.
Ho voluto portare mia figlia sul lungomare e verificato con la app che il bus arrivava dopo 15 minuti, mi sono affrettato ad andare al solito bar , eletto come luogo dove prendere il caffè dopo cena.
Era già sicuro di avere il sorriso di benvenuto delle commesse , come ringraziamento della mia fedeltà.
Ma entrando e ordinando il solito caffè e rispettando le regole che dopo due giorni ho finalmente capito, noto qualcosa che non va.
Come un fastidio.
Ne prendo atto, lo faccio presente ma mentre lo sto facendo arriva lei.
Mi sbatte una moneta sul tavolo.
Geometrica anziché rotonda , lontanamente rassomigliabile alla moneta di 1 €.
Dicendomi che la sera prima avevo pagato con quella.
Rimango basito, come sempre mi capita quando mi si accusa di una cosa non fatta o fatta senza intenzione.
Potrei fregarmene, andarmene, chiamare la polizia ma, il bus sta per arrivare e devo portare mia figlia in passeggiata.
Pago la moneta falsa di ieri e scioccamente bevo anche il caffè.
Una indigestione completa.
La serata rovinata.
Un'onta subita senza colpa.
Il mio cervello continua a macinare il veleno indotto.
Non riesco a pensare ad altro.
Mi viene anche il dubbio che la cameriera ci abbia provato, riuscendoci, sapendo che non era vero.
Ero così imbufalito che ho pure fermato una guardia civil nel centro della città spiegandogli l'accaduto.
Ma ormai era fatta.
Non mi tocca che aggiungere nel mio curriculum, non so se di lavoro o di turista, una nuova professione, oltre a impiegato informatico, amante della cucina, impastatore di pane, futuro shiatsuka e massaggiatore thai base.
Lo spacciatore di euro falsi.
Però essendo alle prime armi, solo di monete.
Per le banconote ho tempo fino a venerdì prima di partire.
Ce la farò?
Mah !!!

CONSUM

Amo girare per supermercati quando sono all'estero.
Mi piace vedere come organizzano, che prodotti offrono.
Un modo per avvicinarsi ad una cultura per te non conosciuta.
Ho fatto così anche ad Alicante.
Ovviamente sono andato in quello vicino dove alloggio, il CONSUM.
Diversamente distribuito da quelli italiani , con una logica di reparto diversa.
Per cui inizialmente sei spaesato.
Ma fortunatamente qui il personale è gentile e ti aiuta.
Anche alla cassa , l'unica , Italia compresa , ad aver capito senza chiederglielo il contact less.
Per cui ci sono ritornato , vuoi perché avevo dimenticato qualche cosa , vuoi perché avevo voglia di respirare quell'atmosfera accogliente.
Arrivato alla cassa questa volta pago in moneta, ma ahimè un centesimo mi cade tra i rulli del nastro trasportatore.
Lo prendo come un segno del destino .
Alla stregua dei turisti che a Roma buttano le monete nella fontana di trevi con la speranza di ritornare.
A questo punto ho un alibi.
Una scusa per tornare ad Alicante in futuro .
Quando fai vacanze easy, in un luogo senza fontane, anche la cassa di un supermercato diventa occasione per tornare in futuro come la fontana di trevi.

giovedì 4 agosto 2016

TRENORD WEB

Devo comprare i biglietti per mia figlia per raggiungere Malpensa e ritornare.
Il solo pensiero di prendere i biglietti e doversi ricordare di timbrare, pena la multa, mi mette ansia.
Io che sono un pendolare, meno cose devo ricordare per il treno , meglio è.
Già bastano le risorse da investire quando capita un guasto e devi organizzare come viaggiare comunque.
Provo ad usare il web.
In effetti c'è un sito ad hoc per l'acquisto dei biglietti.
Tutto tramite email e telefono , senza l'angoscia della timbratura.
Hanno proprio fatto un bel sito.
Ma hanno avuto una idea geniale.
È tutto automatizzato ma è come se fossi alla biglietteria.
Come se acquistassi da loro.
Di solito questi servizi Internet ottimizzano tutto.
Loro invece no.
Lo hanno reso umano.
Un po' per non perdere l'abitudine un po' per non sentirsi soli con un computer.
È stata una impresa ma, come un buon ciclista, arrivare al traguardo è la vera conquista.
Per fare i biglietti da casa mia a Malpensa e ritorno mi hanno fatto fare tutte operazioni distinte .
Anche le mail sono arrivate separate .
Una vera confusione.
Ma se fosse stato diversamente, sarebbe stata dura affrontare i loro servizi quotidianamente.
Così li senti vicini come ogni giorno di lavoro.
Anche se dovrebbero imparare ad essere più distanti e efficienti.

JASMINE

Non so se si scriva con la J o con la Y.
Una vecchia conoscenza era con la J.
L'ho sempre vista seduta alla cassa.
Ho sempre solo potuto notare il bel colore degli occhi e dei capelli e , un viso accogliente .
Oggi l'ho vista tra gli scaffali mentre riponeva la merce.
Una donna alta, fisico atletico e spalle dritte, piene di dignità .
Un fisico più dell'est che dell'occidente.
Difatti non è italiana ma della ex Jugoslavia, ora denominata Serbia.
Una bella donna.
Devo dire che questo nuovo supermercato è stata una bella scoperta.
A volte basta la casualità o l'occasione per conoscere luoghi diversi che offrono altre bellezze e primizie.
Basta saper cogliere e apprezzare.
Anche un bel viso, può essere di sollievo saperlo di poterlo incrociare.
In questo mondo di gente imbruttita dalla vita.

mercoledì 3 agosto 2016

LA GRANDE BRUTTEZZA

Siamo ridotti davvero male.
Siamo in tanti.
Io compreso.
Si vive purtroppo dell'effimero.
Chi come me è portato a rapporti di comunicazione, conseguentemente è tagliato fuori.
Si vive di solitudini.
Solitudini che si evitano anziché incontrarsi.
L'unico rapporto è col bicchiere o la sigaretta.
E chi come me che non ha né bicchiere ne sigaretta ma, al massimo una tazzina, ha poco da pretendere e sperare.
Stasera mi sono messo distante o sono stato messo alla distanza, poco importa.
Ho osservato con distacco il tutto.
Mi sembrava di essere al cinema.
Mi sembrava una scena del film di Sorrentino.
Solo che anziché la grande bellezza era la grande bruttezza.
La bruttezza di una vita che ha perso il senso delle cose e impiega il tempo in modo improduttivo.
Non c'è neanche la musica ma, solo un chiacchiericcio vuoto , privo di musicalità.
Come un ronzio di vespe fastidiose.
Ma del resto per televisione è ancora peggio.
Qui almeno si sta all'area aperta.
E in luogo pieno di umidità e di smog , la gente non può essere diversa .
Inquinata.

BRATR

Io ho due fratelli, entrambi più grandi di me.
Ma è come non averli.
I fratelli non si scelgono e, un fratello come me o lo si ama o lo si lascia in disparte.
Pertanto sono cresciuto come un fratello airbnb, con la casa e i genitori condivisi ma  null'altro.
Senza poter ricevere un consiglio , un supporto o una protezione.
Tutto questo fino alla mia veneranda età.
Ma quando meno te lo aspetti ecco che il fratello che non hai mai avuto, si palesa.
Il mio fratello Shiatsu.
Il fratello che quando gli ho confidato un mio problema, si è comportato come tale.
Ascoltandomi, rimproverandomi e consigliandomi.
Cose a cui non ero per niente abituato.
Ma ha fatto di più .
Mi ha onorato di essere ospite nella casa della sua famiglia.
Mi hanno trattato come uno di casa.
Da buon fratello mi ha iniziato a nuove esperienze che mai avrei pensato di fare in vita mia.
Essendo un tipo molto aperto ma abbastanza rigido.
Con lui e con la sua principessa mi ha fatto godere il piacere di scalare una montagna.
Arrivare a 2000 metri, io che al massimo ho preso la funicolare per andare in collina a Napoli.
Mi ha fatto apprezzare le bellezze del luogo.
È riuscito a portarmi in una giornata di pioggia in una fantastica struttura termale a fare i bagni, con tutta la famiglia.
Qualcosa di emozionante e inebriante.
Mi ha soccorso nel momento del bisogno insieme a tutta la sua famiglia.
Ora so cosa vuol dire un fratello.
Grazie Bratr .

martedì 2 agosto 2016

LE CHIAVI DEL PARADISO

Le osservo quasi tutte.
Dispiaciuto per la loro vacuità.
Sgomento per la loro pretesa di essere delle Venere da bar.
Credono di avere le chiavi del paradiso.
Invece hanno solo le chiavi di una casa che continua a rimanere sfitta.
E a furia di non farci entrare nessuno , rischiano di andare in rovina, di riempirsi di umidità e ragnatele.
Cose per cui non basta un servizio di pulizia occasionale.
Eppure basterebbe poco.
Fare prendere aria e far vivere ciò che rimane sfitto.
Considerando che una minkia non ha occhi azzurri ma deve solo saper fare bene il suo lavoro, è il caso di capire che lì non c'è il paradiso ma qualcosa da dare in uso per non cadere in disuso.

lunedì 1 agosto 2016

CRAP

Ho trascorso un bellissimo fine settimana.
Tre giorni completamente fuori dalla prigione dei miei schemi di sicurezza.
Mi sono , anzi sono stato proiettato, e anche felicemente, in questo mondo per me nuovo.
Un mondo che avevo già assaporato lo scorso anno ma, questo fine settimana è stato entusiasmante.
Qualcosa che ti entra dentro e farà parte di te per sempre.
Uno spettacolo a 360 gradi, per gli occhi , per il cuore e per il gusto.
In questo fine settimana ho dovuto perfino svestirmi dal ruolo di chi si nutre macrobioticamente.
Ma a ben pensarci, forse no.
Perché la macrobiotica insegna che devi mangiare i frutti che il luogo ti offre.
Perché sono a kilometro zero.
Quindi giù, con salumi , polenta , formaggi.
E anche se questi non fossero proprio dei cibi macrobiotici, la stessa macrobiotica insegna che è meglio cibarsi non macrobiotico tra gente con cui stai felicemente bene che, macrobiotico da solo tra le mura di casa.
Pertanto comunque mi avrà fatto bene.
Tornando stamane a casa e lasciando a malincuore quel posto che ormai fa parte di me, mi sono chiesto come possa io contribuire a seminare nel mio territorio di tutte quelle bellezze che ho goduto.
Appena varcato la porta di casa , ho subito capito come.
Son dovuto andare a cagare, e sicuramente ciò che evacuavo era frutto del cibo che avevo goduto.
E si , la migliore semina come tutti i buoni agricoltori sanno è la CRAP, la merda.
Sperando che transitando per le fogne di questi luoghi le ripulisca , facendo iniziare a germogliare un po' di bellezza di quei luoghi.
Di cui qui ce n'è un bisogno immenso.