martedì 30 maggio 2017

CUORE XL

Quando ho visto la sua macchina, mi sembrava esageratamente grande, anche se in quell'occasione, quell'esageratamente grande è stato molto utile, per un breve cammino di vita , per persone e cose.
Casualmente ieri l'ho rivista e l'ho rivista mentre saliva in macchina.
Quell'esageratamente grande era svanito.
Ho percepito invece che quella era la macchina giusta per lei.
L'ho capito perché nel pomeriggio ho visto una foto in cui la cosa principale erano i suoi occhi.
Occhi pieni di spazio e accoglienza.
Proprio come la sua macchina.
Già ho iniziato a immaginarla piena di persone allegre o di bambini felici.
Una macchia piena di tutto ciò che occorre.
Una macchina di altri tempi.
In cui si portava tutto, senza limitarsi.
Una macchina che può trasportare tutto, senza scontentare nessuno e rendere tutti felici e in armonia.
Ovviamente tutto ciò ho potuto visualizzarlo non per la dimensione della macchina, ma per quella della sua anima e del suo cuore, che saranno XL.

venerdì 26 maggio 2017

UNA SEPARAZIONE

È il titolo di un film iraniano che da tempo volevo vedere e finalmente ho visto.
Un film in cui la narrazione è il quotidiano della vita.
Quel quotidiano che cambia, quando nella vita operiamo delle scelte o siamo costrette a subirle, senza poter fare niente e pensare che comunque riusciremo ad andare avanti come prima.
E invece no.
Il quotidiano cambia radicalmente.
Ciò che era certo e consolidato , è sparito come foglie al vento.
Lo avessi visto, da non separato, non lo avrei capito e forse mi sarei annoiato, non so.
Invece l'ho visto da separato, e posso dire , vivendola, che una separazione è una separazione.
E la cena con mia figlia di ieri sera mi ha dato conferma, di quello che il film , sublimamente  narra, di quel nulla che rimane dopo.

mercoledì 24 maggio 2017

APPROCCIO OLISTICO

Strana e affascinante la vita. Scendi per prendere un caffè per poi studiare per l’esame ed invece ti trovi felicemente coinvolto in una bella conversazione, con una donna molto affascinante che fino ad oggi avevi solo intravisto. Dimenticando che devi ritornare per studiare. Complice è stata la scelta di entrambi di voler bere il caffè ad una macchinetta ben precisa. Lei quella di fianco la mia che era fuori servizio ed io obbligato ad andare in altro luogo perché non volevo prenderlo da dove lo stava prendendo lei. Quello che sembrava una occasione persa, un allontanamento si è rivelato poi un incontro. Difatti ritornando indietro la rivedo seduta sulla panchina a fumare. Abbiamo iniziato a parlare delle nostre esperienze di caffè per poi scoprire , parola dopo parola una intesa verbale. Entrambi ci interessiamo a proprio modo di benessere, per cui si è instaurato un canale comunicativo che ne ha favorito la conoscenza. Ho parlato liberamente di Keiraku Shiatsu, dei suoi benefici, delle sue caratteristiche, sapendo di essere ascoltato e compreso. Il tempo trascorreva piacevolmente e le parole venivano accompagnate dalla lucentezza del sole. E’ una bella sensazione quando percepisci che quello che dici viene accolto. In quanto dall’altra parte c’è una persona che parla il tuo stesso linguaggio pur parlando la tua stessa lingua. Ero così a mio agio che non mi sono vergognato a richiedergli come si chiamava , in quanto l’intensità dei suoi occhi mi aveva completamente distratto , non memorizzandolo . Occhi ON DEMAND, pieni di vita vissuta , che su richiesta ti possono mostrare la bellezza dei posti che avrà visto in tutta la sua vita , formandone l’intensità e il colore. Si può dire che oggi entrambi abbiamo avuto il piacere di un approccio olistico. Approccio olistico che ti dona benessere pure solo da una comunicazione tra estranei che ora non lo sono più. Ho sempre pensato che insistendo ad andare a prendere il caffè avrei conosciuto una bella donna. Ma frequentando i bar , non ho avuto resa. Frequentando le macchinette del caffè , sì. E il caffè costa anche di meno.

domenica 21 maggio 2017

BLOCCO CREATIVO ?

Da un po' non riesco più a scrivere.
Come se ci fosse una marcia accelerata che non mi permette di rallentare e mettere giù uno scritto.
Le intuizioni ci sono e anche tante.
Ma qualcosa non va.
Forse il fatto di ricadere sempre nella stessa modalità di scrittura, che non mi soddisfa più.
Forse perché troppi follower, fraintendono il mio scrivere , denunciando una mia negatività.
Forse perché non ho più la tranquillità e sono in cerca di qualcosa, di una ancora e di un porto in cui attraccare.
Chissà.
Forse il mio io ha bisogno di altra esigenza creativa.
O forse avevo bisogno di scrivere queste parole, per parlare più a me stesso che a chi legge.
Il viaggio più bello e più difficile è il viaggio interiore.
Ma alla fine quando lo fai, comunque qualcosa ti rimane e ti permette di agire.
Dando fine in un modo o in un altro a questo blocco creativo.

sabato 13 maggio 2017

FIDUCIA

Sempre di più si fa affidamento ad essa nella nostra vita.
Ma non nel suo significato nobile ma in quello pratico.
Le persone stanche o senza tempo , per non provare esperienze, si affidano alla fiducia di chi le ha fatte o di chi conosce persone fidate che l'hanno fatte.
Forse in un mondo pieno di attività, in cui non si ha più tempo per nulla, questa scelta ha un senso pratico.
Ma ti impedisce di fare l'esperienza che, bella o brutta, comunque ti arricchisce.
Questo modo di fare è un non vivere.
Chiudersi in un circolo chiuso, dove è impossibile far entrare qualcuno.
Almeno che non sia una persona fidata che un amico fidato conosce.

venerdì 12 maggio 2017

LA DONNA INGLESE

Stamane in treno il posto di fronte a me è rimasto vuoto.
Chi speravo si sedesse , ha deciso altrimenti.
Alla stazione successiva sono salite altre persone.
Ma continuava a rimanere vuoto.
Finché non si è seduta lei.
Una donna che al momento non ha attirato la mia attenzione se non nel pensare, meglio lei che una persona triste o sgradevole.
Ma come un fiore che man mano si apre, questa donna in ogni suo gesto faceva emergere la sua bellezza.
Bellezza non solo estetica ma anche di gesti, di personalità.
Una bellezza non italica, di tipo inglese.
Non so che età potesse avere.
Le bellezze non  hanno età , son fatte per ammirare, il resto sono dettagli senza significato.
Non ho avuto il coraggio di attaccar bottone , perso ad osservarla mentre leggevo.
Sceso dal treno pensavo non l’avrei più rivista.
Invece anche lei prendeva la Metro ma sembrava in direzione opposta alla mia.
Ma mentre raggiungevo il posto ad attendere la Metro , ecco che lei , come un Boomerang che tu hai lanciato, ritorna verso di te.
Non ho fatto nulla per incoraggiare questo ulteriore viaggio insieme .
Non volevo essere molesto e ho continuato per la mia strada.
Ma anche lei è salita, nel mio stesso vagone.
Ovviamente non per me , ma per altro.
A quel punto mi sono bloccato.
Non ne ho avuto il coraggio.
Ho solo potuto avere conferma di quanto era bella la donna inglese del treno e continuare a bearmi ad ammirarla.

giovedì 11 maggio 2017

L'INCONTRO

Le cose più belle accadono sempre quando non te le aspetti.
Quando non le ricerchi.
Quando non le insegui.
Sono frutto della casualità o qualcuno direbbe del destino che ti attende.
Complice è stato non uscire in bici per andare a prendere il caffè al bar e ritornare a casa a piedi.
Facendo ovviamente una strada diversa da quella ciclabile.
Proprio percorrendo quella strada è stato possibile l'incontro.
Appena l'ho vista mi ha riempito di gioia.
La sua luminosità illuminava la strada quasi buia .
Era da tempo che non la vedevo e non riuscivo quando cercavo di incontrarla.
Ed ora eccola lì, di fronte ai miei occhi.
In tutto il suo splendore.
Come un sogno che si trasforma in realtà.
Ero così incredulo che ho voluto fotografarla per memorizzare ancor di più questo ricordo di questo incontro serale.
Una donna bellissima.
Una stella.
Solo questa luna piena può darti queste emozioni.
Ma anche charlize teron, farebbe lo stesso effetto.

PIANOFORTE

Stamane nel bere un caffè insieme ad un conoscente è emersa una similitudine che mai immaginavo esistesse.
Quella tra un pianista e uno shiatsuka.
Scoprendo che il pianista, lui, come lo shiatsuka deve saper portare la pressione sui tasti.
Pressione che a differenza di come viene portata produce un suono più o meno melodioso.
Suono che per essere melodioso, deve essere ottenuto con una pressione progressiva e costante, fino ad arrivare alle profondità delle corde.
Che richiamate con quella attenzione , non possono che ritornare quel suono.
A differenza di un organo o di una tastiera , dove basta solamente premere.
L’ho trovato affascinante.
Anche perché spesso, praticando o ricevendo , sento quel suono , quell’armonia.
Un qualcosa a cui non sapevo dare senso fino ad oggi.
Ma ora ho capito.
Quelle sensazioni che provo sono vere e reali.
Sono possibili perché lo Shiatsu come la musica è un arte.  

mercoledì 10 maggio 2017

IMPARARE A DIRE SI

Di solito sono una persona che dice più no che si. Sono molto selettivo, tanto da rimanere piuttosto solo con me stesso. Se qualcosa non mi garba non la faccio , la evito. Oggi però ho ricevuto un invito, da una persona i cui rapporti si erano interrotti improvvisamente da tempo. Un invito a me non congeniale. Ma accettarlo mi permetteva di rivedere quella persona e riallacciare i rapporti e mi permetteva di mettermi in gioco, di muovermi a fare qualcosa di diverso dalla solita inutile routine. Forse perché oggi l’ultima riga del libro che sto leggendo diceva che “quando si è soli , occorre muoversi, a costo di lasciarsi condurre dalla disperazione su strade sconosciute”. Proprio l’occasione che mi è stata proposta. Una strada sconosciuta in cui mi ha condotto la disperazione a braccetto con la curiosità. Ho vissuto una esperienza irripetibile, nel senso che non credo che la rifarò. Ma questa esperienza se pur non ripetibile, mi ha permesso di imparare a dire ciò che difficilmente dico, imparare a dire sì. A prescindere. Senza valutare i pro e i contro. Solo per esperienzare. Con la speranza che se inizio a dire sì alla vita , forse qualcuno mi dirà sì nella vita.

IL LATO POSITIVO

Come ci insegna la Macrobiotica che, nulla è completamente YIN o completamente YANG.
Anche le esperienze che viviamo, pur se negative, hanno comunque un loro lato positivo.
Assumere questo atteggiamento ci permette di metabolizzarle e volgerle a nostro favore.
Sfruttando il lato positivo che loro portano.
Quel lato di cui ci ricorderemo e ci permetterà di essere più forti e duttili di fronte alle avversità.
Così facendo, ad ogni esperienza di questo tipo, basterà individuarne il lato positivo per farla nostra ed accettarla , anziché rifiutarla.
Spesso occorre qualcosa di negativo per scoprire il  nostro lato positivo che , finché non attivato, rimane li dormiente senza neanche sapere che esista.
E’ quello che mi è capitato in questi giorni.
Ho ricevuto la bolletta per il consumo della luce.
Una bolletta che mi recava una informazione di aumento dei costi.
Io che per motivi economici sono molto attento ai consumi, sono sobbalzato alla vista di quella cifra.
E ho capito che non potevo farci nulla, non dipendeva da me , ma dall’aumento dei costi.
Unica alternativa non usare più elettricità, assurdo.
Ma analizzando i costi , ho capito che l’aumento era dovuto alla quasi parificazione dei costi nelle diverse fasce orarie.
Ecco il lato positivo trovato.
Io fino a ieri per mettere in funzione la lavatrice o stirare , attendevo le 19 o il fine settimana o i festivi.
Ieri con serenità ho fatto partire la lavatrice nel primo pomeriggio.
Mi son sentito sollevato.
Questo aumento dei costi mi ha reso più libero nella gestione dei consumi , senza impazzire con gli orari.
La bellezza del lato positivo a dispetto di quello negativo a cui non possiamo porre rimedio alcuno.  

venerdì 5 maggio 2017

SEMBRAVA UNA GIORNATA DI MERDA

Sembrava una giornata di merda.
Ci si sveglia con il sole poi inizia a riannuvolarsi.
Ti prepari per uscire , sapendo che nulla ti attende.
Agisci in modo automatico, sapendo che lo scandire del tempo è già predefinito.
Ti attendono le stesse cose, nessuna novità.
Ma chissà perché , proprio quando vivi questo stato, avviene tutt’altro.
Niente di che, semplicemente l’inaspettato.
C’è chi inizia ad aprirsi timidamente o cautelativamente con te.
Forse attendeva che tu lo facessi e non ne hai avuto il coraggio.
Chi lo sa , però c’è stato un inizio.
Poi devi cambiare mezzo di trasporto  e quel momento lo devi lasciare, conservarlo come un bel ricordo.
Scendi anche dall’altro mezzo e ti ricordi che ieri hai visto una persona che ti ha incuriosito con il suo andare.
Una persona che col suo camminare si intuiva che fosse abituata a dettare ritmo e a stargli dietro.
Una persona forte e decisa.
Avresti voluto fermarla, per chiederle se fosse davvero così, ma ci hai pensato troppo tardi e hai perso l’attimo.
E ovviamente le occasioni non si ripresentano , davanti a te non c’è più una persona che corre ma il vuoto da raggiungere.
Invece non è così , la persona non c’è davanti perché è al tuo fianco.
Destino , casualità , non so.
Eviti l’errore di ieri.
Gli parli, risponde, chiacchierate, ti  presenti e, insieme raggiungete l’uscita.
Salutandovi augurandovi una buona giornata.
A volte le apparenze ingannano.
Sembrava una giornata di merda , ma almeno stamattina non è stato per niente così.
Tutt’altro.   

mercoledì 3 maggio 2017

ALLEGGERIRSI

Spesso senza rendercene conto, accumuliamo pesi.
Pesi che col tempo non ci accorgiamo più di portare.
Si sono integrati nella nostra persona.
Sia che essi siano emozionali o materiali.
Li portiamo in giro a volte pur non avendone una reale esigenza.
Più per abitudine che per necessità.
Capita poi l’occasione che alcuni di quei pesi li devi depositare.
Perché la necessità te lo impone e ti fa capire che sarebbero un impedimento nel fare altro.
Allora li accantoni per poi riprenderli quando hai terminato.
Ma capita che quando termini ti dimentichi di quei pesi accantonati.
Perché il tuo agire senza di essi ha fatto capire al tuo io interiore, il superfluo della loro natura.
Mi è capitato domenica, dove per poter praticare Shiatsu ho dovuto necessariamente togliermeli di dosso, sia quelli emozionali che materiali.
Alla fine ero così leggero , così in equilibrio che, andando via li ho dimenticati dove li ho depositati.
Ricordandomene di loro solo dopo più di un’ora , ritornando a casa , quando il mio io interiore ha ripreso contatto con il quotidiano abitudinario.
Al momento mi si è creato del panico, mi sono spaventato.
Fortunatamente non li avevo persi e c’è chi li ha custoditi per me per poi restituirmeli.
A volte per capire l’inutilità o il superfluo delle cose , devi dimenticartene.
Dimenticarti che quel trasporto è solo figlio dell’abitudine mentre la tua vita ha bisogno di leggerezza ed essenzialità.
Cose che lo Shiatsu mi ha donato domenica scorsa. 
Praticando trattamenti ho fatto Shiatsu anche a me stesso, fantastico.
To try for believing.