martedì 29 agosto 2017

CONDOMINIO A LUCI ROSSE

Nel condominio in cui abito c’è un continuo via vai. Sia come passaggio , sia come condomini. Si narra , non so se leggenda , che in questi appartamenti che cambiano spesso inquilini, ci sia gente che pratica la prostituzione. Prostituzione all’interno di appartamenti ,per evitare contravvenzioni nell’esercitare il proprio lavoro in strada. Non ci ho mai creduto. Ho sempre pensato che essendo questo un paese di gente pettegola, basti vedere una bella donna , magari straniera , che abita da sola e subito si pensa che sia una inquilina a luci rosse. Ma oggi ho dovuto ricredermi. I fatti mi hanno dato dimostrazione che pettegolezzi non erano. E’ stato frutto di una casualità , come tutto nella vita. Era a casa per un giorno di ferie e ho approfittato per far pulire la caldaia. Aprendo la caldaia , all’interno c’erano ben due zoccole morte. Mi son chiesto come è possibile che è accaduto ? Poi ho pensato a quei burloni dei miei amici. Sapendo che da un pò che sono senza donna , mi hanno voluto fare una sorpresa. Essendo piena estate , fammi arrivare una torta con una donna che sarebbe uscita come sorpresa , sarebbe stato difficile. E allora me l’hanno infilate nella caldaia. Ma non sono sopravvissute. Per fortuna. Altrimenti non avrei saputo come comportarmi. Io di puttane ne conosco e frequentate tante, ma non ci sono mai andato. Scelte di vita. Ma ora chi glielo dice ai miei amici che la sorpresa non è andata a buon fine ?

sabato 26 agosto 2017

NON HO NULLA DA RIMPROVERARMI

Stamane mi messaggia lei, mi augura il buongiorno.
Rimango sorpreso e contento.
Iniziamo a dialogare via messaggi.
Ad un certo punto mi dico, cogli l'attimo.
Faccio mio l'attimo e la invito al cinema all'aperto.
Sapendo già cosa mi risponderà.
La solita scusa , per non dire un no secco.
Invece no, usa la solita scusa ma è possibilista ad accettare.
Ci lasciamo , dicendomi che mi farà sapere e intanto mi ringrazia per l'invito.
Nel frattempo affronto il pomeriggio, con animo più leggero, animato da quella possibile speranza.
Ma il messaggio non arriva.
Il tempo passa.
Inizio a pensare che andrà al solito modo.
Messaggerà all'ultimo momento dicendo che non potrà , spiacendosi.
Mentre metto le chiavi nella toppa, arriva.
Si spiace.
A ben pensarci poteva andare peggio.
Poteva dirmi no, subito, quando stamattina gliel'ho chiesto.
Non ho nulla da rimproverarmi, se non il fatto di non aver compreso di avermi messaggiato, perché si annoiava e non aveva un cazzo da fare.

venerdì 25 agosto 2017

CLACK CLACK

Io raramente uso gli ascensori , preferisco fare le scale, andare a piedi.
Usare quello che si ha finché si può usare, le gambe.
Un ritardare un invecchiamento che poi arriverà , come arriva tutto prima o poi.
C’è gente invece che contrariamente usa l’ascensore in modo eccessivo, anche solo per un solo piano di scale.
Forse perché è gratuito o forse perché , nei condomini, lo paghi ugualmente , che tu lo usi o meno, per cui tanto vale usarlo.
Da un po’ di giorni però, questo andare a piedi sulle scale , non è più gratificante come prima.
Mi sembra una delle tante cose a scopo di benessere che io faccio o potrei fare e praticare, che non portano ritorno.
Solo fatica e un ulteriore modo , non voluto, di differenziarsi dagli altri e di isolarsi dagli altri.
Il tutto è stato percepito dopo aver acquistato le nuove cuffie musicali, che a differenza delle precedenti sono meno coprenti e ti permettono di percepire quei suoni che prima per te erano estranei.
E’ come io sentissi in contemporanea due brani, quello nello smartphone e quello che produce il mio corpo.
E sento questo clack clack, fastidioso.
Un passo pesante , fatto di suola di plastica più che dal tuo piede in movimento.
Un  passo che sembra di resa.
Di chi compie un azione che non gli porterà nulla se non mantenimento delle sue funzioni cardiache.
E’ strano come un clack clack ti dica molto di te.
Certo per comprenderlo devi avere aperto un ascolto interiore che non tutti hanno acceso.
L’ascolto della consapevolezza.
Consapevolezza che genericamente è un bene perché ti permette di analizzarti ma, in questi casi è un peso in più ai troppi che già devi portarti.
Una  consapevolezza inutile.
Come chi ti dicesse , a breve tu morirai.
A cosa ti serve saperlo ? A cosa serve questa consapevolezza ?
A nulla , solo un problema inutile in più da gestire.
Salito al piano , ho guardato in basso.
E  nel vuoto  delle scale ho percepito un altro suono  possibile , BOOM.
Ma sono quei suoni udibili da altri e non da te stesso.
Quindi, clack clack.  

giovedì 24 agosto 2017

IO NON ESISTO SE NON NELLE TUE PAROLE

E’ una frase di forte effetto, destabilizzante.
Ma volendone darne un significato , analizzandola forse è così.
Difatti le parole sono frutto di una elaborazione di un vissuto.
Sorgono da ciò che percepisci, da ciò che osservi , da ciò che richiama la tua attenzione.
Sono la traduzione in lettere dei tuoi sentimenti, del tuo sentire.
Nel caso particolare sono state il frutto di una visione, reale, di una donna che , in un contesto diverso dal solito, faceva emergere tutta la sua bellezza in perfetta armonia.   
Quella bellezza che solo l’assenza di difesa può dare frutto.
Una bellezza che da osservatore notavi pienamente presente in una piccolissima sua parte anatomica , come il tendine achilleo delle sue gambe.
Questo gli ho dichiarato, aggiungendo che quella parte del corpo è l’unica rispetto al resto che non può respingermi o non farsi vedere.
Mi ha risposto come da titolo.
E in effetti non posso dargli torto.
Non so se qualcun altro elaborando quel vissuto , avrebbe l’esistenza di lei in se, con le stesse parole da me partorite.

martedì 15 agosto 2017

MARA AL MARE

MARA andò al MARE.
Al MARE c'era un albero di MORE.
Ma l'albero MORI' perché c'era troppo sole.
Per cui MARA al MARE non poté mangiar le MORE.
Ma MARA al MARE incontrò il suo AMORE con cui rimase per poche ORE.
Poi dal MARE , MARA dovette ritornare.
Salutò il suo AMORE, non mangiò le MORE e dopo poche ORE , MARA era di nuovo a lavorare.
Lontana dal MARE, lontana dal suo AMORE e dall'albero di MORE che MORI' per troppo sole.

RISPOSTE MACROBIOTICHE

Sembrava che il destino volesse farci incontrare.
In qualche modo unirci.
Una sequenza di incontri inaspettati e ben graditi.
Ma dopo il nulla .
Non l'ho più  rivista.
Ho cercato di incontrarla, ma niente.
Non ci sono riuscito.
Come nella regola dei sogni lucidi, devi lasciarti guidare e osservare.
Mai intervenire, influendo sul corso degli eventi.
Rischi di rovinare tutto e ottenere l'effetto contrario.
Ieri sera il destino me l'ha fatta incontrare di nuovo.
Ma non per darmi una nuova occasione.
Semplicemente per farmi evitare di illudermi inutilmente.
Al mio saluto mi ha risposto.
Una risposta macrobiotica.
Allora ho capito.
Senza aggiungere parola, ho fatto mio il messaggio, tirando dritto per dove stavo andando.
Buttando nel cestino, lungo la strada, quella illusione mal riposta.

lunedì 14 agosto 2017

CHIODO SCHIACCIA CHIODO

La mia donna mi ha lasciato. Il mio animo è straziato e inconsolabile. Un amico al bar ha capito tutto e alla fine mi ha detto “Fai così , chiodo schiaccia chiodo”. Il consiglio mi ha risollevato. Mi sono sentito rigenerato come solo delle parole giuste al momento giusto sanno fare. Subito ho cercato di mettere in pratica quanto consigliato. Ma alla fine ho dovuto desistere. Mi sono arreso. Ricadendo nella disperazione più totale. E’ il ponte di ferragosto. Tutti i ferramenta sono chiusi.

VOLONTARIA A FERRAGOSTO

Stamane ho tardato ad alzarmi. Nulla mi attendeva. Nulla di cui andare in cerca. Nulla da fare se non impiegare il tempo a mia disposizione. Mi son diretto nell’unico posto dove era possibile trovar calore anche se il clima non lo necessitava. Sono andato nel mio bar famiglia sulle sponde del fiume. C’erano tutti, tutti uomini a loro modo soli , in cerca di una fugace compagnia con cui sentirsi vivi. Mi sono fatto avvolgere dall’atmosfera, senza respingerla ma accogliendola. Creandosi così una armonia tra tutti. Sembrava un giorno di festa, anche se quasi lo è, pieno di gente in giro , ma fuori del bar non c’era nessun, neanche le oche sul prato che costeggia il fiume. Fattasi l’ora di andare , satollo dei bei rapporti umani ricevuti, me ne sono uscito, con l’acquolina di vita familiare ancora in bocca. Ma anziché recarmi verso casa , ho preferito fare due passi, circondato dal silenzio delle case , delle strade , il verde degli alberi e il cielo come tetto. Ho fatto il mio solito giro, passando da lei , la mia bibliotecaria. Ma con mio stupore e piacere per lei, oggi i suoi uffici erano chiusi. Mi sono chiesto chissà dove sarà andata. Poi mi sono ricordato che mi aveva detto che lei faceva la donna volontaria a ferragosto. Ma non sapevo dove. Tornando sul ponte ho rivisto l’intero panorama ed allora ho voluto scattare una foto panoramica, usufruendo delle nuove tecnologie telefoniche. Quando ho rivisto la foto ho capito tutto. Ho capito in che cosa svolgesse il suo ruolo di volontaria a ferragosto. Ho notato che il cielo della foto era di un azzurro più intenso, più luminoso. Ho capito che aveva prestato l’uso dei suoi occhi , per rendere questa giornata bella come deve essere una giornata pre-ferragostana.

giovedì 10 agosto 2017

QUANDO ARRIVA , ARRIVA

Ci si affanna sempre alla ricerca delle cose. Più ci si affanna è più si distanzia il trovare ciò che si cerca. Come un animale in cerca di preda , che se manifesto, allontanerà tutte le prede che , capendolo non si faranno trovare . Per cui si è solito consigliare di lasciar perdere tutto questo affannoso affanno e, vivere la vita come viene. Quando arriva , arriva. Senza mete o obiettivi prefissati ma , semplicemente vivere il momento. Sinceramente non ci ho mai creduto. L’ho sempre considerata una consolazione per gli sfortunati ricercatori. Ma quando i risultati faticano ad arrivare o , non arrivano per niente , anche le cose in cui non credi , diventano un appiglio di speranza. Stamane così ho fatto . Sono uscito di casa, slegandomi dalla solita routine ,dal solito cercare l’introvabile. Mi sono fatto trasportare dalla vita e dagli eventi. Mi sentivo più leggero. Come se avessi un peso in meno da trasportare. Una sensazione piacevole. Come un vento che ti accarezza la faccia, o ti facilita il tuo cammino sospingendoti alle spalle. Ha funzionato. Non credevo ai mie occhi ma, non so come , ha funzionato. L’irrealizzabile si è realizzato. Nel modo e nel momento più inaspettato. In cui le tue difese o i tuoi attacchi sono annullati. E’ accaduto. Un uccello mi ha cagato in testa.

STATISTICHE

"Hai letto qua ? In estate si fa sesso il 100% in più "
"Eh si"
"Come , eh si ?"
"Che confermo"
"No , ma dai ! Hai cuccato ? Caspita non me ne sono accorto. Complimenti "
"Ma che cuccato , e dove ?"
"Scusa e allora perché confermi che la notizia è vera ? Cosa ne sai ? "
"Perché nelle scorse stagioni non ho fatto sesso e in estate pure.
Il 100% di zero è zero, quindi statistiche confermate ".

martedì 8 agosto 2017

AFFASCINAZIONE

Passo da un affascinamento ad un altro.
Come chi all'Interno di una pasticceria, ad ogni avanzo di passo viene catturato da qualcosa di più interessante del precedente.
Come chi non ha capacità di scelta oppure come chi stesse costruendo un mosaico o un puzzle, dove il nuovo pezzo acquista più importanza di quello precedentemente trovato.
O semplicemente l'incontro di un bisogno incessante e non soddisfatto.
Stasera però è stato diverso.
Vuoi il libro che avevo appena finito di leggere, vuoi l'occasionalità, vuoi perché ormai per me quello che conta è l'energia non l'estetica fine a se stessa.
Deformazione professionale o affinamento estetico da Shiatsuka.
Quella donna mi ha affascinato completamente, pur essendo una donna ordinaria .
Ma aveva qualcosa dì magnetico e splendente che la rendeva fascinosa.
Non so quanti anni potesse avere .
Se fosse una madre, una sposa o una donna libera.
So che era una donna che sembrava piena di attenzioni da dare e da ricevere.
Ovviamente o purtroppo, mi sono limitato solo ad osservare e pensare , senza il benché minimo approccio.
Arrivato al parcheggio ho aspettato che uscisse anche lei.
Per capire se mi fossi sbagliato, facendomi ingannare da qualcosa.
Uscita ha subito indossato un paio di occhiali da sole , immensi , neri.
Occhiali che ti possono intimorire a guardare oppure ti impediscono di vedere la sua anima da quegli occhi, da cui rimarresti rapito senza possibilità di scampo e di fuga, rimanendone non solo affascinato.
Non per paura, ma per incapacità di azione ho dovuto mettere in moto ed andare.
Rimanendo pentito di non aver fatto nulla di conseguente a tutto questo osservare.

mercoledì 2 agosto 2017

C’E’ SEMPRE UN PERCHE’

Da quando li ho notati c’era qualcosa che stonava. Troppo romantico e d’altri tempi. Sembrava un amore nato a KM zero. Fatto di quotidianità e di vicinanza. Quella che ti permette di conoscerti giorno dopo giorno, fino a creare una intimità sempre maggiore , per poi celebrarsi in un amore maturo e consapevole. Ma troppo bello per essere vero. Troppo mielismo . Mano nella mano, più come bambini che come innamorati. Lei una bellissima ragazza, lui un bel ragazzo , ma quella bellezza da pesce lesso. Una persona troppo preso da suoi interessi che curarsi di una così bella donna. Difatti il suo viso, quello di lei, tralasciava segni che dietro quel mano nella mano , non c’é approfondimento. Ma più li notavo e più non trovavo nulla che animasse il mio dubbio. Ma come un bravo poliziotto, mi sono armato di pazienza e ho aspettato che l’elemento collante prima o poi si rivelasse. Oggi è accaduto. Casualità. Li ho incontrati , come mi è capitato altre volte. Ma questa volta anziché andare a piedi , sono andati in macchina, la macchina di lui. Non capivo che macchina fosse , era coperta da piante. Ma poi ho capito. Una fantastica Mercedes luxury. C’è sempre un perché nelle cose , anche per quelle più inspiegabili. Le leggi della vita , le leggi che fanno andare avanti il mondo. Ma la cosa che non riesco a capire, non è tanto la passione che li ha accomunati che, sono fatti loro. Ma dove cazzo ha preso i soldi per comprarsi una macchina del genere , visto il mestiere che fa ? Mah, si vede che io non capisco di nulla come va il mondo. Ma pur capendolo non avrei risorse economiche per adeguarmici.

martedì 1 agosto 2017

PREGIUDIZI

17:17, 17:13 , 13:17 , 13:13.
Molti ritengono che quando capita di osservare un orologio, vedono sempre gli orari di cui sopra.
Si credono dei predestinati o sfortunati , dipende dalla credenza cabalistica o meno.
In realtà sono solo persone superficiali che, guardano spesso un orologio ma , l'attenzione si sveglia in loro solo se si presenta una di quelle casistiche.
Analogamente come facciamo con le persone.
Ci accorgiamo solo quello di cui ci fa comodo o che ci risveglia il nostro pregiudizio.
Molti non sono notati per il resto delle loro azioni,ma solo per quelle.
Quelle che ci danno conferma del nostro pregiudizio.
Come dire , cavolo è sempre così non cambia mai.
Eppure quelle sono solo 4 casistiche delle 1440 possibili.
Aprite gli occhi con più attenzione e vi accorgerete che non si è come noi crediamo.
Bisogna aprire gli orizzonti.
Se poi vi destate solo per quelle 4 combinazioni , siete sfortunati voi e l'osservato.
Prigionieri , ognuno a suo modo, del pregiudizio formatosi.

PREGIUDIZI

17:17, 17:13 , 13:17 , 13:13.
Molti ritengono che quando capita di osservare un orologio, vedono sempre gli orari di cui sopra.
Si credono dei predestinati o sfortunati , dipende dalla credenza cabalistica o meno.
In realtà sono solo persone superficiali che, guardano spesso un orologio ma , l'attenzione si sveglia in loro solo se si presenta una di quelle casistiche.
Analogamente come facciamo con le persone.
Ci accorgiamo solo quello di cui ci fa comodo o che ci risveglia il nostro pregiudizio.
Molti non sono notati per il resto delle loro azioni,ma solo per quelle.
Quelle che ci danno conferma del nostro pregiudizio.
Come dire , cavolo è sempre così non cambia mai.
Eppure quelle sono solo 4 casistiche delle 1440 possibili.
Aprite gli occhi con più attenzione e vi accorgerete che non si è come noi crediamo.
Bisogna aprire gli orizzonti.
Se poi vi destate solo per quelle 4 combinazioni , siete sfortunati voi e l'osservato.
Prigionieri , ognuno a suo modo, del pregiudizio formatosi.