lunedì 14 agosto 2017

VOLONTARIA A FERRAGOSTO

Stamane ho tardato ad alzarmi. Nulla mi attendeva. Nulla di cui andare in cerca. Nulla da fare se non impiegare il tempo a mia disposizione. Mi son diretto nell’unico posto dove era possibile trovar calore anche se il clima non lo necessitava. Sono andato nel mio bar famiglia sulle sponde del fiume. C’erano tutti, tutti uomini a loro modo soli , in cerca di una fugace compagnia con cui sentirsi vivi. Mi sono fatto avvolgere dall’atmosfera, senza respingerla ma accogliendola. Creandosi così una armonia tra tutti. Sembrava un giorno di festa, anche se quasi lo è, pieno di gente in giro , ma fuori del bar non c’era nessun, neanche le oche sul prato che costeggia il fiume. Fattasi l’ora di andare , satollo dei bei rapporti umani ricevuti, me ne sono uscito, con l’acquolina di vita familiare ancora in bocca. Ma anziché recarmi verso casa , ho preferito fare due passi, circondato dal silenzio delle case , delle strade , il verde degli alberi e il cielo come tetto. Ho fatto il mio solito giro, passando da lei , la mia bibliotecaria. Ma con mio stupore e piacere per lei, oggi i suoi uffici erano chiusi. Mi sono chiesto chissà dove sarà andata. Poi mi sono ricordato che mi aveva detto che lei faceva la donna volontaria a ferragosto. Ma non sapevo dove. Tornando sul ponte ho rivisto l’intero panorama ed allora ho voluto scattare una foto panoramica, usufruendo delle nuove tecnologie telefoniche. Quando ho rivisto la foto ho capito tutto. Ho capito in che cosa svolgesse il suo ruolo di volontaria a ferragosto. Ho notato che il cielo della foto era di un azzurro più intenso, più luminoso. Ho capito che aveva prestato l’uso dei suoi occhi , per rendere questa giornata bella come deve essere una giornata pre-ferragostana.

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