domenica 22 dicembre 2019
DETERMINATA
DISAGIO DISPERSO
giovedì 19 dicembre 2019
LEZIONI DI FILOSOFIA AL SUPERMERCATO
lunedì 16 dicembre 2019
NON MI SBAGLIAVO
sabato 7 dicembre 2019
VITA
La vita non è né bella, né brutta.La vita è questa, è quella che è.
È la vita che hai scelto, che hai maturato con le tue scelte.
Lamentarsi non serve a nulla.
La vita non puoi cambiarla, non puoi chiederne un'altra.
Non è un paio di scarpe, o un bar.
Altra vita non ti è concessa.
O forse sì, ma non puoi vivere aspettando che arrivi.
Sarebbe una vita non vissuta.
Pertanto vivila la tua vita.
Fai quello che puoi, quello che ti è concesso.
Fai cose che ti piacciono, che ti nutrono, che ti fanno crescere.
La vita è manutenzione.
Occorre supportarla, dargli sostengo.
La vita è esperienza, è memoria di quello che si è fatto, per cui non dimenticare mai il passato pur vivendo il presente.
Ma soprattutto, la vita sei tu, non gli altri.
Non dimenticarlo mai.
venerdì 6 dicembre 2019
IL PUGNO IN FACCIA
LA VICINA DI CASA
DISOBBEDIENZA
giovedì 5 dicembre 2019
I SAW HER
OCCASIONI
martedì 3 dicembre 2019
SOCI
sabato 30 novembre 2019
LA PANETTIERA DI HOPPER
domenica 24 novembre 2019
UN UOMO E UNA DONNA
venerdì 22 novembre 2019
EMPTINESS
lunedì 18 novembre 2019
GROW OLD
venerdì 15 novembre 2019
FREDDO
giovedì 14 novembre 2019
VILMA
sabato 9 novembre 2019
ATTACCHI DI PANICO
venerdì 8 novembre 2019
LA BARISTA TERAPEUTICA
martedì 5 novembre 2019
LA SPAZZOLA AUSTRALIANA
domenica 3 novembre 2019
CAMBIO BINARIO
sabato 2 novembre 2019
L’APPARIZIONE
L’OSSERVATRICE
mercoledì 30 ottobre 2019
CONFUSIONE
martedì 22 ottobre 2019
VASO GIAPPONESE
giovedì 17 ottobre 2019
GRIGIO
Oggi il cielo è grigio.
Ma di un grigio colorato.
È un cielo di tristezza, di una tristezza luminosa.
Quella che nasce da dentro e viene fuori con le lacrime per alleggerire il peso che hai dentro.
Mentre stai piangendo il tuo viso diventa più bello, i tratti si ammorbidiscono, gli occhi diventano più luminosi, perché sgombri di quel dolore che oscurava la loro .
Ecco il cielo oggi è così.
La pioggia sembra un pianto e il grigio delle sue nuvole è luce che ti illumina e ti incanta.
È la prima volta che un cielo così da questa emozione.
Sarò cresciuto io, o sarà cambiato il mondo, o ho imparato a vedere il bello.
mercoledì 16 ottobre 2019
SEGUIRE IL VUOTO
sabato 12 ottobre 2019
MISS ZANARDI
giovedì 10 ottobre 2019
WANDERLAST
Oggi uscendo per la pausa pranzo, mi sono chiesto se percorrere la stessa strada per raggiungere la solita meta, oppure cambiare.
Ho deciso la scelta più semplice e meno faticosa o forse più saggia, la solita meta.
Conscio del fatto che a nulla serve cambiare, per cercare chissà cosa, che mai troverai o si farà trovare.
Occorre imparare a stare prima di tutto con se stessi.
Accettarsi e non cercare l’accettazione.
Un’attività difficile da farsi, ma mi impegno a perseguirla.
Pertanto ho dedicato la pausa prima di tutto a me stesso, a nutrire il mio cervello, leggendo e ascoltando musica.
Non perché mi piaccia essere solitario, ma perché si deve fare quel che si può fare, senza disturbare altri, con il rischio di essere considerato quello che non voglio essere, ma purtroppo lo sono ahimè, un solitario.
Dopo un po' però avevo voglia di girovagare, muovermi, far circolare l’energia.
Così sono uscito e ho fatto un giro a piedi, anche qui senza pretese, col solo scopo di muoversi.
Al ritorno nei pressi di casa incontro lei, una donna conosciuta per caso in un bar e che ho scoperto poi lavorare vicino casa mia.
Sicuramente l’avrò vista tantissime volte, ma senza quell’incontro, entrambi, l’un l’altro, eravamo esseri invisibili al nostro cammino.
Mi sono stupito favorevolmente del dono del destino.
Pensando che forse le nostre vite sono regolate da forze sovrannaturali che se ascoltate agiscono per il nostro benessere, oggi infatti mi sono lasciato condurre.
Ho approfittato per ampliare la conoscenza, presentandomi.
Dando un nome a queste persone prima estranee ed ora che si incontrano salutandosi.
Ovviamente nulla di che.
Ma a volte un sorriso o un incontro inaspettato ti dona qualcosa di positivo.
Una nuova persona, un nuovo sguardo, un nuovo saluto, dei nuovi occhi.
Un investimento per il futuro.
venerdì 4 ottobre 2019
ACCOGLIERE
Oggi ho messo in pratica quanto assimilato dal libro letto.
Non che non lo facessi prima, ma grazie al libro ho potuto constatare la forte potenza positiva.
Si tratta di un gesto, di un semplice gesto, di quelli che si faticano a fare e a ricevere.
Salutare.
Mentre mi incamminavo dopo aver parcheggiato, vedo arrivare, di sfuggita, un auto, una enorme auto.
Da questa enorme auto, la conducente rallenta per salutarmi.
Credevo avesse sbagliato, invece no, non l'avevo riconosciuta.
Era una donna, che conosco e che non manca mai di salutarmi.
Non so perché lo faccia.
Se perché ha questa bella abitudine a rapportarsi positivamente con il prossimo.
Se perché conoscendomi, si sente in dovere di farlo.
Se gli interesso.
Se gli faccio simpatia.
Non lo so, e poco importa saperlo.
La vita lo comunicherà se vorrà.
So che ha dedicato un attimo del suo tempo per donarlo a me.
Ho accolto quel saluto.
L'ho fatto mio, l'ho reso mio nutrimento.
Gli ho dato il valore che merita, come ogni dono, inatteso, che la vita ti offre.
L'ho registrato nel mio cuore, per pulirlo da ciò che lo insudicia vivendo quotidianamente.
Oggi ho capito un nuovo significato del vocabolo accogliere.
Grazie al libro letto.
Grazie all'apertura del mio cuore.
Desideroso di nutrimento genuino e puro, e non sporco.
mercoledì 2 ottobre 2019
I SILENTI
Spesso, apprendendo di notizie che documentano di tragedie assurde, ci si chiede il perché di queste reazioni.
Cosa mai le abbia potuto scatenare, per di più quando a commetterle sono cittadini irreprensibili durante la loro vita.
Questo non vuol dire fare una apologia del reato commesso, ma capirne il perché, potrebbe aiutare a non commetterne altri.
Ci sono alcune situazioni, in cui un individuo si sente oggetto di violenza, anche ripetuta.
Quando si riceve un atto di violenza, soprattutto quella subdola e psicologica, di cui non c’è traccia, è ancora peggio.
Si entra in uno stato di stress mentale, per cui se non sei ben attrezzato mentalmente, l’unico modo in cui si ritiene di reagire è reagire con violenza.
Praticando però una violenza attiva, perseguibile dalla legge, che rovina la vita del malcapitato e dei suoi familiari.
Una di queste violenze subite che provocano tale Burnout mentale, è adottata delle persone definibili come Silenti.
Quelle persone che non rispondono mai a ciò che tu gli chiedi e che la tecnologia che utilizziamo quotidianamente, ne sforna di nuovi ogni giorno.
Una tecnologia creata per facilitare la comunicazione, per renderla meno invadente, allo stesso tempo diventa un modo per praticare violenza, facendo un non uso di essa, nel praticare la non risposta alla domanda fatta, che è comunque una risposta, soggetta all’interpretazione che chi ne è oggetto ne fa.
Ovviamente si esclude da queste analisi i veri persecutori digitali, per cui alla fine sei costretto a non rispondere più, sperando così facendo di liberatene.
Ma questi Silenti, sono altri, lo fanno di professione non per disperazione.
La loro non risposta è un modo per ridimensionarti, di irriderti, di umiliarti e altro ancora peggio.
Queste persone, analogamente agli Haters digitali, non si rendono conto della violenza praticata oppure si, chissà.
Andrebbero perseguiti alla stregua dei molestatori.
Anche se in realtà sono dei vigliacchi che fanno uso del silenzio tecnologico per infliggerti umiliazione, dolore e sofferenza.
Sono persone che si ostinano a non rispondere a e-mail, per cui per il ruolo che occupano sarebbero tenuti a rispondere, oppure persone a cui invii una richiesta tramite messaggio e non ti rispondono.
Mi chiedo perché queste persone non rispondano, non diano una semplice risposta, anche se fosse “Non rompermi i coglioni”.
Ma questo richiederebbe una personalità, un essere individuo sociale, che questi Silenti non sono.
Per cui quando una persona si sente violentato in questo modo, può reagire nel modo più inopportuno, sbagliato e mai giustificabile.
Ma la mente va in tilt grazie a questi Silenti.
Spero che qualcuno che eserciti questo comportamento legga queste righe e rifletta sul suo agire.
Perché non tutti reagiscono sfogandosi scrivendone e null’altro.
domenica 29 settembre 2019
NOTTE AL MUSEO
domenica 15 settembre 2019
LEGGERE
venerdì 13 settembre 2019
NEI TUOI OCCHI
Da quando sto con te, non ho più motivo di tornare a Napoli.
La vedo tutta nei tuoi occhi.
Nei tuoi occhi vedo il mare che mi ha visto nascere e diventare uomo.
Nei tuoi occhi vedo l'immensità del golfo.
Nei tuoi occhi, le tue pupille sono le isole di Capri e di Ischia, viste dal lungomare.
Nei tuoi occhi vedo la luce di quel sole che riscalda e ristora il mio cuore.
Nei tuoi occhi...., cavolo...., vedo anche un sacchetto dell'immondizia.
giovedì 12 settembre 2019
OLD PERSON
The life is short.
I don’t have time for the rancor anymore.
I don’t have time to get angry.
I don’t have time for the pain, but I will respect it if it will come.
I have no time to cry on me.
I have no time for who did to hurt me in the past.
I want joy in my life.
I want to be happy.
I want a quietly life.
I don’t want to lost time no more.
I want to live living , no to live as a dead man walking.
I am becoming a old person.
The life is short, to need live it !
martedì 10 settembre 2019
IL CAPPOTTO
domenica 8 settembre 2019
LA SCELTA
IL MIO OPPOSTO
giovedì 5 settembre 2019
TALENTI DORMIENTI
Stamani in metropolitana ho letto un manifesto che citava "trasforma la tua passione nel tuo mestiere".
Che bello sarebbe , ho pensato.
Ma poi mi sono subito detto, meglio di no, non è un buon periodo per fare la pornostar.
NESSUN DUBBIO
L’ho vista di sfuggita da lontano.
Come quando vedi una stella cadente o un paesaggio visto da un treno in corsa.
Ho capito che fosse lei, pur avendo a disposizione quel fugace frammento visivo.
Ho vista la sua determinazione.
Ho visto il colore luminoso dei suoi capelli.
Ho visto la luce dei suoi occhi che gli illuminava la strada dinanzi.
Ho visto il suo sguardo duro ma pieno di amore.
Ho visto il suo incedere di donna.
Ho visto il suo passo deciso.
Ho visto il suo passato che andava verso il suo futuro.
Ma più di tutto, ho visto il suo culo.
E allora non ho avuto più nessun dubbio.
Era lei.
mercoledì 4 settembre 2019
FRUTTO
E’ proprio vero che il cervello è selettivo.
Vede quel che vuol vedere e non quello che gli si offre.
Cerca dei riferimenti che se confermati, si accontentano di ciò che cercavano.
Così facendo si perde l’occasionalità.
Come un saluto sincero che arriva da lontano, ma che tu non senti, perché non vedi.
Chi ti saluta, in quel momento, per te è come un fantasma, non puoi vederlo quanto meno sentirlo.
Tutta la tua concentrazione è rivolta alla destinazione finale.
Alla curiosità di scoprire chi troverà ad accoglierti.
Alla fretta di arrivare prima di un altro cliente.
Ecco perché non l’ho vista !
Ero concentrato in una gara, tra me e l’altro.
Colui che mi ha intralciato il percorso e mi ha costretto a farne un altro, per arrivare in tempo, prima di lui.
Chissà perché poi.
Potevo dirgli che quello era stato il motivo della mia distrazione.
Ma me ne sono ricordato solo ora, scrivendone.
Facendo emergere la vera ragione, che era sepolta nella memoria, ma grazie all’esercizio analitico delle scrittura, è tornato a galla.
Chissà quante altre cose ci perdiamo per analoghi motivi.
Quanti saluti a cui non abbiamo risposto.
Quanti volti che cercavano il nostro sguardo.
Da questo emerge un’altra verità.
Ossia se pur più strade ti portano alla stessa destinazione, solo una di esse ti permette di cogliere il frutto che il destino ti ha donato.
Quello che dobbiamo fare ogni mattina, è sperare di percorrere, tra le tante, quella che ci porta a raccoglierlo.
Oggi non è andata così.
IT'S MORE EASY WITHOUT YOU
E’ una frase sentita ieri sera al cinema.
Per di più un film già visto.
Ma quella frase l’ho colta solo ieri.
Forse perché, come ha ferito l’uomo, in debolezza, a cui è stata rivolta, ha ferito di riflesso anche me.
E’ una frase che fa male, che scuote, negativamente, tutto il tuo animo.
Soprattutto se pronunciata a chi non ha più la difesa mentale per poterla gestire.
E’ un colpo di pistola, una frase che può uccidere, che può portarti alla morte.
Proprio come il protagonista del film, che dopo quella frase, risulta essere più vulnerabile e impotente al vivere.
Quella frase ha permesso di aprire un solco nel suo animo, portandolo ad un percorso di annullamento della sua vita.
Capendo che la sua assenza avrebbe reso più facile la vita, a chi sarebbe rimasto.
Ho subito fatto un parallelo con la mia vita.
Mi sono stati chiariti di improvviso alcuni dubbi irrisolti, a cui prima di quella frase, non trovavo spiegazione, o forse non trovavo il coraggio di dirmela.
Ho compreso tutto in un lampo.
E’ dura da digerire.
Ma è un boccone da ingoiare e masticare molto bene, perché diversamente può ucciderti.
I’m still here.
30 ANNI
Ci conosciamo da sempre.
Mi sono innamorato di lei dal primo istante.
Anche se da lei mai ricambiato.
Mi ha sempre rifiutato.
Sia che fosse un invito ad una festa, un invito ad uscire insieme o come l’ultima volta in cui gli chiesi se potessi darle un bacio.
No, sempre no.
Poi ci siamo persi di vista.
Ognuno ha fatto la sua vita e le sue esperienze.
Dopo più di trent’anni ci incontriamo per caso, in stazione.
Prendevamo lo stesso treno.
Abbiamo iniziato a parlare, parlare della nostra vita, dei nostri progetti, dei nostri interessi.
Scoprendo di averne alcuni in comune.
I dinieghi ricevuti in passato, sono diventate delle accettazioni, con uscite tra di noi, ormai adulti e maturi.
Siamo usciti insieme più di una volta, scoprendo di stare bene tra noi.
Il mondo e il tempo ci passava intorno ma noi non ce ne accorgevamo.
Intenti a recuperare ciò che in gioventù, scioccamente, era stato rifiutato.
Ma chissà, forse se quelle richieste di uscite avessero ricevuto un consenso, non sarebbero state belle come quelle tra noi ora forgiati dalla vita.
Una di queste sere usciamo con la sua macchina, per cui è lei a riaccompagnarmi a casa.
Parcheggiata la macchina, nei pressi della mia abitazione, comprendo che non vuole andare via, vuole prolungare quell’incontro.
Inizia ad avvicinarsi, portando le labbra dinanzi alle mie orecchie per sussurrarmi “Ho una voglia tremenda di baciarti !”.
“NO !!!” le rispondo.
Lei rimane stupita e disorientata.
Assume una espressione di chi non comprende cosa sta accadendo e perché.
E allora aggiungo.
“Sono 30 anni che aspetto questo momento”.
Esco dalla macchina e senza neanche salutarla, me ne salgo in casa.
domenica 25 agosto 2019
IL CAFFÈ DELLA DOMENICA
Stamattina, come ogni domenica, ho preso l'auto per andare a prendere il caffè di fronte al fiume.
Non so perché, ma c'era una forza, piccola, che mi comunicava di non andarci.
Una voce amica.
Ma gli amici non si ascoltano, ti limitano la vita.
Tiro dritto e vado.
Arrivato ad una rotonda, arriva un altro segnale.
Una macchina d'epoca mi si piazza davanti, rallentandomi la corsa, come fosse una safety car.
Ma io nulla, appena posso la supero e proseguo per la mia destinazione.
Arrivo all'altra rotonda.
Qui arriva il segnale più esplicito.
Non fidandomi, l'affronto cautamente.
E ben faccio.
Un coglione con un Suv della Porsche, sfreccia a tutta velocità, non dando la precedenza, anzi credo che non si sua proprio preoccupato.
Era uno di quei tipi, per cui i segnali stradali sono decorazioni.
Frontale e morte sicura evitata.
Ma io nulla, proseguo imperterrito ugualmente.
Finalmente arrivo a destinazione, dicendomi che questo caffè me lo sono proprio meritato.
Ma arrivato, scopro la verità.
Capisco tutti i segnali ricevuti in precedenza.
Il bar era chiuso.
Era chiuso per catering matrimoniale.
Devo imparare che nella vita non ci sono più certezze, tutto è liquido, tutto va dove deve andare, anche i bar.
Tranne io.
Devo riconsiderare a riutilizzare la moka.
sabato 24 agosto 2019
I FIORI DI WHITE
giovedì 22 agosto 2019
SCRITTORI
mercoledì 21 agosto 2019
L’INCONTRO
lunedì 19 agosto 2019
DIVORZIO TECNOLOGICO
sabato 17 agosto 2019
ALTER EGO
L'ho visto arrivare in bici, diretto verso il posto in cui mi trovavo seduto a leggere il mio libro.
Un uomo solo, che non si arrende.
Un uomo alla ricerca di un po' di contatto umano, che questo mondo gli nega.
Un uomo fatto di principi.
Un uomo che combatte la solitudine e il silenzio con cui è costretto ad accompagnarsi, in diversi modi, tra cui il rendersi utile.
Utilità non richiesta, ma che lui va cercando ossessivamente, come quelle parole che nessuno gli rivolge.
Si preoccupa di cose che non gli competono, ma le fa sue, come un eroe che decide di farsi carico dei dolori del mondo.
Va a svuotare il posacenere da lui non riempito del tavolo in cui va a sedersi.
Cerca di sistemare una piastrella di cui nessuno si preoccupa di riparare.
Ma tutto questo é visto come bizzarro, folle.
Quella follia da cui cerca di fuggire e dove il mondo cerca di cacciarlo dentro.
Forse lo è.
Ma in realtà, il suo, è solo un modo di sopravvivere, quello di un uomo ai margini del mondo.
Un mio alter ego.
venerdì 16 agosto 2019
L’ABBRACCIO
mercoledì 14 agosto 2019
FIDUCIA
Giorno dopo giorno e caffè dopo caffè, mi sto conquistando la sua fiducia.
Si sta aprendo sempre un po di più, anche se la impenetrabilità, che le permette di mantenere la giusta distanza, la mantiene sempre attiva.
A difendere la sua parte, forse, più vulnerabile.
In effetti questo aprirsi e chiudersi, lascia un po' spiazzati.
Ma frequentandola, anche solo per il caffè, la si impara a conoscere e a saper accettare e rispettare, questo suo modo di porsi.
Ma ieri tra noi qualcosa è cambiato.
Non so per cosa.
Forse ha letto in me qualcosa che prima non riusciva a decodificare.
Oppure ho fatto qualcosa, senza volerlo, che l'ha colpita.
Resta il fatto che quella impenetrabilità, è divenuta meno respingente.
L'ho capito mentre lasciavo il bar per tornare a casa.
È uscita di corsa e mi ha chiesto con lo sguardo quasi smarrito "Ma stai andando via ???".
"Si", le ho risposto.
"Mi puoi aspettare un attimo ?".
"Certo", gli ho risposto.
Chissà cosa vorrà chiedermi mi sono chiesto.
Cosa potrà mai volere da me.
Non nascondo che la richiesta mi ha fatto enorme piacere.
La costanza paga sempre se sai attendere il momento giusto che si rivela.
Dopo poco è uscita, pendevo dalle sue labbra e finalmente mi espone la sua richiesta, accompagnata dai suoi occhi supplichevoli. "Devo andare a buttare la spazzatura, mi dai un occhio al bar ?".
Come potevo dire di no, ad una persona che ha la piena fiducia in te, finalmente.
lunedì 12 agosto 2019
RIVELARE IL FUTURO
Molti, oggigiorno, hanno la smania di sapere come saranno in futuro.
Grazie al supporto di nuovi strumenti tecnologici, basati su algoritmi predittivi.
Ovviamente non possono dirti se in futuro sarai felice, bene di salute o senza problemi economici.
Quelli,nessuna tecnologia può dirti nulla, possiamo solo agire sul nostro agire per preservarci al meglio.
Uno di questi strumenti predittivi però è una app, che ti permette, data una tua foto, di simularne una nuova nella versione invecchiata.
Stento a capirne il senso.
Occuparsi di quel che sarà anziché occuparsi di quel che siamo.
Forse dico così, perché l’uso di questa app, per me non avrebbe nessun senso.
Non ho bellezza di cui preoccuparmi di perdere, ne la speranza di acquistarne con la vecchiaia, anzi.
Ieri però ho scoperto che esiste una nuova funzionalità di questa app, che non conoscevo.
Non è più limitata alle foto.
Utilizzandola ti permette di renderti fisicamente più vecchio di 10 anni, per una intera mattinata.
Non potevo crederci.
Lo ritenevo assurdo e impossibile.
Una bufala.
E invece no, ne ho avuto la prova ieri al bar.
Sono entrato per prendere il caffè e lei era li seduta.
Non potevo non notarla.
Ma non era lei era la sua versione invecchiata di 10 anni, tramite l’uso della app.
Fantastica questa app, devo ammetterlo e ricredermi.
Anche se non capisco il perché lo abbia fatto.
Se non forse per avere conferma che i dieci anni in più, non facevano differenza.
Rimaneva comunque bella com’è, senza l’uso dell’app.
venerdì 9 agosto 2019
IL BIGLIETTO
Mi ha chiesto se fossi stato io a scriverle il biglietto.
Le ho detto di no, anche se ha stentato a crederci.
Potevo mentire, ma non fa parte del mio essere, ne della mia etica attribuirmi parole di altri.
Ora però mi corre l'obbligo di provvedere, considerate le sue aspettative nei miei confronti, disattese.
Pertanto le scrivo come avrei scritto quelle parole per lei.
Gli avrei scritto
"Chi ti ama non deve fermarsi al tuo aspetto, alle tue misure.
Chi ti ama deve avere il coraggio di osservare i tuoi occhi e attraverso di essi trovare il percorso verso la tua anima.
Un percorso lastricato di sofferenze, di dolori, di rabbia.
Un percorso in cui, chi ti ama, si gronderà di sangue e inciamperà nelle tue ferite
Fino a raggiungere il tuo cuore andato in frantumi, come una città dopo un bombardamento.
Chi ti ama, vedendo quelle macerie, dovrà farsene carico e ricostruire il tutto, pezzo su pezzo.
Un lavoro che richiederà tempo e pazienza, in cui ti toccherà riiniziare tante volte, e per cui tante volte ti scoraggerai.
Ma chi ti ama, terrà duro, e pezzo dopo pezzo ricostruirà ciò che era andato distrutto.
Fino a rimanere con in mano l'ultimo pezzo che darà forma a ciò che è stato.
Al tuo cuore.
E ora quando avrai finito, ti toccherà iniziare il vero lavoro.
Per quel cuore ricostruito dovrai essere la membrana che lo protegge, fino a farlo pulsare autonomamente.
Ricevendo in cambio tutto il suo amore.
Amore di chi sa che ha avuto cura di lei, delle sue sofferenze passate, e del suo cuore.
Dovrai però mettere in conto che quando quel cuore pulsante, ritornerà autonomo, potrà battere per qualcun altro che non sei tu.
Tu non avertene a male.
Sii comunque contento.
Grazie a te, quel cuore è ritornato ad essere tale.
Grazie al tuo lavoro di archeologo dell'amore.
Sii felice per lei, anche se amerà un altro.
Bisogna sempre essere felici se chi abbiamo amato, continua ad esserlo, anche se con altri.
Potrai sempre dire che quella felicità vive grazie a te.
E che di quella felicità hai fatto parte anche tu".
Ecco cosa gli avrei scritto se gli avessi lasciato il biglietto.
mercoledì 7 agosto 2019
AIUTARE
Correvo per prendere il treno che stavo per perdere.
Ma arrivato sul binario ho potuto rallentare la corsa.
Un padre stava cercando di mettere in treno il passeggino che trasportava il suo bambino.
Mentre la mamma era giù con il bambino, lui cercava di riuscire nell'impresa, ma niente.
Forse non era abituato, quello è un lavoro da professionisti, da mamme.
A farmeli notare non era solo l'impresa da compiere, ma che fosse una coppia di mondi diversi.
Lui africano, credo, lei italiana.
Il treno però doveva partire, per cui arriva in soccorso il controllore, una donna.
La quale come tutte del suo genere, non si perde d'animo.
Analizza il problema, prende in braccio il bambino e permette alla mamma di chiudere il passeggino come si deve per poi darlo al padre per metterlo in treno.
Ci riescono, il treno può partire.
Ma prima che chiuda le porte, il papà scende.
Non comprendo ma poi capisco subito.
Il ragazzo africano, ora non credo più ne sono certo, vista la difficoltà, ha aiutato la madre che doveva salire in treno, pur se lui era già arrivato a destinazione e aveva altro da fare.
Quindi non era il padre, quantomeno erano una coppia.
Semplicemente, era una persona che di fronte alla difficoltà non si è tirato indietro oppure ha fatto finto di nulla.
Si è messo ad aiutare, anche se non gli competeva.
Che strana la vita, ieri ho assistito ad una scena del tutto opposta.
Ero seduto fuori dal bar ed era arrivata una macchina che consegnava merce e la titolare andava avanti ed indietro a portarle in bar.
Volevo darle una mano, ma sono stato frenato da un'altra scena.
Di fianco a me c'era la barista che doveva iniziare il turno.
Ma anziché aiutare la sua titolare, ha deciso di continuare la sua sigaretta ed attendere l'inizio del turno.
Affascinante, io non ci sarei riuscito.
Eppure siamo entrambi italiani, ma io ho emigrato per venire a lavorare e vivere in questi luoghi.
Lei ha solo preso la macchina.
martedì 6 agosto 2019
OSSERVATORIO
Sono seduto fuori dal bar.
Fa caldo, quel caldo insopportabile del primo pomeriggio.
Per fortuna c'è anche una leggera brezza di vento che rende il tutto più sopportabile.
Volgo lo sguardo verso il parcheggio.
Un luogo che solitamente non desta la mia attenzione se non quando ci devo parcheggiare.
Ma oggi è diverso.
È un luogo in cui mi permette di abbandonare il mio sguardo.
Di far riposare la mia vista, aiutato dal nulla in movimento.
Sembra un quadro, una scenografia di un film, i cui attori sono via per la pausa pranzo.
Di improvviso passa lei.
Lei che solitamente capita di vedere in treno o al di fuori della stazione.
La vedo da lontano senza che lei possa vedere me.
Vedo una persona diversa.
Una persona libera, nel muoversi e nel camminare.
Una persona che non deve nascondersi da nulla, perché nulla c'è in giro, eccetto i miei occhi che lei non sa che la stanno osservando.
È una donna diversa, più affascinante.
Quel suo incedere permette di conoscere cose di lei e del suo corpo che diversamente non avrei potuto conoscere.
Poi lentamente, si allontana dal mio campo visivo e va via così com'è comparsa.
Dall'osservatorio del bar in cui sono fuori seduto a leggere ed ad osservare il mondo che mi attraversa intorno.
Mondo che non si accorge di me, mentre io non posso non accorgermi di esso.
ESSERE AMATI
Deve essere bello essere amati.
Sapere che i pensieri dell'altra persona son fatti di te.
Deve essere bello ricevere tutte quelle attenzioni.
Attenzioni che possono sembrare semplici a molti, ma a chi li riceve, ne comprende l'immenso significato.
Deve essere bello che qualcuno attenda, desiderosamente il tuo arrivo.
E quando ti vede arrivare, si gode ogni attimo, ogni tuo gesto, per farlo suo e interiorizzarlo.
Gesti che solo la persona che ama sa che esistono, come a conferma di quell'amore che prova.
Come quando si continua a mirare un quadro o una scena di un film, visti tante volte ma si continua a rivedere per il piacere che ti danno, sperando di cogliere un nuovo particolare, mai notato prima.
È bello vedere l'altra persona che si sta avvicinando verso di te, riducendo la distanza che vi separa.
È bello poi quando poi quella persona, senza che tu glielo chieda, si siede accanto a te.
Come una intimità tutta vostra.
Che tiene distante il mondo circostante, fino a quasi annullarlo.
È bello essere amati.
Anche se sai che tu potrai solo amare senza esserne ricambiato.
sabato 3 agosto 2019
SOLO UNO
Uscendo mentre andava via, è venuta a salutarmi.
Mi ha porto la guancia, a cui ho dato un bacio.
Credevo che ce ne fosse almeno un altro, come di norma, per ricambiare.
Invece no, solo uno.
Così gli ho detto, così mi ha risposto.
Può sembrare poco, invece no, è valso tanto.
È stato un gesto dì vicinanza, di apertura.
Qualcosa di semplice, ma ricco proprio per la sua semplicità.
Un bacio che è stato accompagnato da saluti, da sorrisi, in lontananza.
Fintanto che è andata via.
Come il sole quando tramonta.
Come le stelle quando sorge l’alba.
Lasciandomi solo seduto, con le mie labbra che profumavano ancora della sua guancia.
Quello a cui ho dato un bacio.
venerdì 2 agosto 2019
SGUARDI
Stamattina mi sono recato al Bar per prendere il caffè.
Mi sono sbrigato a raggiungerlo, non tanto perché avessi fretta per fare altro, ma per evitare gli atri avventori, abitudinari come me, ma molto chiassosi.
Questo non mi fa bere e gustare il caffè in santa pace.
Per cui conoscendo il problema e la mia esigenza, mi sacrifico io.
Arrivato al bar, mi accorgo di aver correttamente anticipato i tempi.
Al banco c’è solo lei.
I nostri sguardi fanno subito presa tra loro.
Come avviluppati in un abbraccio, ottico, che diversamente non potrebbe esserci.
Mi prepara il caffè, lo prepara anche per lei, per berlo insieme, anche se separati da un bancone.
Gli sguardi sono ancora in contatto, chissà cosa si stavano comunicando, sicuramente qualcosa di bello.
Continua a guardarmi fisso, a sostenere il mio sguardo con attenzione e silenzio.
Facendo parlare gli occhi anziché le inutili parole di circostanza.
Nel frattempo arrivano gli atri clienti che ho preceduto strategicamente.
Lo sguardo poco per volta perde il contatto, ovviamente c’è da lavorare.
La saluto e a malincuore vado via.
Ritornando, mentre cammino mi chiedo il perché di quello sguardo, di quel magnetismo creatosi.
Cosa avevo di diverso oggi.
Vado in bagno, dove c’è uno specchio.
E lì come sempre, la verità si rivela tutta.
Lo specchio è crudelmente sincero, non nasconde la verità.
Ho capito il perché di questi sguardi reciproci.
Avevo la guancia piena della marmellata, che avevo messo sulle fette biscottate per colazione.
giovedì 1 agosto 2019
SPAZIO
Due giorni fa, la mia amata ha voluto parlarmi.
Mi sono preoccupato, il tono era troppo serio.
Mi faceva presagire il peggio.
Ci siamo seduti in cucina, intorno al tavolo.
"È da tanto che te ne voglio parlare, ma non ne ho mai avuto il coraggio, ho paura della tua reazione. Quella che mi fa sempre rinunciare anziché parlarti".
Rimango stupito ma ascolto con la massima attenzione che la situazione richiede.
"Si tratta di poche parole, semplici, ma per me molto importanti".
Faccio cenno di assenso con la testa, per comunicare di aver compreso il suo disagio e la sua esigenza.
"Ho bisogno di più spazio. Tutto qui. Ecco ora te l'ho detto, mi sento più libera"'.
Si alza e mi lascia solo in cucina, a meditare sulla sua richiesta.
Nel frattempo mi saluta e va in palestra.
Medito su quanto mi ha detto e mi metto subito all'opera.
Quando ritorna, la faccio accomodare in camera da letto.
" Guarda ho liberato tre cassetti, le mie cianfrusaglie le ho messe in cantina"'.
Nessuna reazione, come se non avessi fatto nulla.
Ceniamo, guardiamo la tv e poi andiamo a letto.
Il giorno dopo andiamo entrambi a lavoro e ci salutiamo.
La sera ritorno.
La chiamo, ma lei non risponde.
Vado in bagno, non trovo più le sue cose.
Vado in camera da letto, e l'armadio è aperto.
Non c'è più nessuna sua cosa.
Vuoto.
Mi sa di aver capito male.
Forse lo spazio di cui aveva bisogno era altro.
Almeno credo.
Ma si fa così ?
Dimmelo no ?
Ti liberavo anche un cassetto in bagno.
Invece no, se ne va via e mi lascia.
Valle a capire queste donne.