giovedì 27 aprile 2017

SCAMBIO INTERGENERAZIONALE

In America si sa sono sempre un passo avanti su tutto.
Nel bene e nel male.
Oggi ho letto di un progetto denominato scambio intergenerazionale.
Fanno convivere nello stesso luogo bambini dell’asilo e anziani alloggiati in casa di riposo.
Permettendo ad entrambi , in questo modo di arricchirsi e trarne vantaggi psicologici.
I bambini imparano a relazionarsi e a sviluppare  una empatia, con persone che ben volentieri accettano la loro presenza e si prestano ai loro giochi.
Gli anziani rendendosi utili, permettono al loro cervello e al loro spirito , di non fermarsi ma rimanere ancora attivi.
Leggendo sorridevo, in quanto questa volta gli americani non sono stati i primi a pensarci.
Lo fa anche il gestore del mio bar che nel suo caso accoglie, gente anziana come me , con una vita gettato allo spreco e giovani adulti che non sanno neanche loro cosa farsene della loro giovine vita.
Con una unica differenza rispetto all’America.
L’esperimento non ha dato gli stessi frutti.
Forse perché usciti da quel bar , ognuno torna a casa.
Dove lo attende la vera vita e non quella illusoria di un caffè o di una tequila.    

venerdì 21 aprile 2017

LA REALTÀ CANCELLATA

Vi sono momenti e occasioni in cui prendi atto di una realtà che fino a quel momento non ravvisavi , non volevi vedere o non avevi la capacità per percepirla.
Questo in genere si chiama consapevolezza, o prendere coscienza , di ciò che è realmente.
Ed è un qualcosa di positivo.
Una opportunità di crescita e miglioramento della tua vita e del tuo vivere.
Nel mio caso però, ultimamente avviene qualcosa di simile ma profondamente diverso.
Il prendere atto della realtà come consapevolezza che la tua realtà, quella che ipotizzavi o immaginavi, non può esistere.
Non ha spazio ne possibilità di vita.
In questi casi non c'è nulla di positivo.
Semplicemente, ti arrendi , ti ritiri, non combatti più .
Ti viene meno qualsiasi voglia o impeto.
Lasci stare.
Quella realtà cancellata , ti cancella con se tutto.
E ti chiedi perché, che senso ha, questo continuo disilludersi ?
Ti spegni come un camino, pur pieno di legna, senza più nulla che lo accenda, avendo solo sprecato il frutto di un albero senza poter essere di ristoro a nessuno.

lunedì 17 aprile 2017

STEREOTIPI

Ti ho sempre considerato una persona speciale.
Diversa dal resto , profonda, interiormente bella , affascinante e regale.
Ora mi fai una questione di centimetri.
Come se essere più alto o più basso , significasse chissà che differenza.
Il contenitore è più importante del contenuto.
Che delusione.
Avrei capito se parlassi di cazzo, ma anche lì ho i miei dubbi.
Perché puoi avere i centimetri che vuoi , ma se non contatti i punti giusti , come per lo Shiatsu, a che ti servono quei centimetri ?
Eppure avrei dovuto capirlo da prima .
Quando siamo andati allo zoo e ti sei messa a guardare le giraffe.
Dopo tra te e me, tutto è cambiato.
Da quel momento ha avuto inizio la fine.
Quando hai capito che noi non rispettavamo gli stereotipi del rapporto di coppia.

NUTRIMENTO

Cucino e ricucino.
Preparo pietanze su pietanze.
Cercando di rinnovarmi e prendermi cura di me stesso.
Non cucino mai banalità o cose tanto per mangiarle.
No, ci metto passione, fantasia, entusiasmo.
Ma è uno spettacolo sempre senza pubblico.
Un monologo culinario.
Pur nutrendomi e bene, non sono sazio.
Il nutrimento che mi occorre , forse non me lo so dare o non posso essere io a darmelo .
Non so, non so spiegare, ma la sensazione è questa.
Inizio a nutrire dubbi su questo mio nutrimento.
E non credo che servi, cambiare supermercato, per essere nutrito di ciò che mi occorre.

domenica 16 aprile 2017

UOVO DI PASQUA

Come da piccolo, il mio ruolo è stare lì ad osservare , anziché stare con altri .
Chissà se perché poco gradito, poco affabile, o perché è un ruolo da cui non riesco a venire fuori.
Quando poi lo fai seduto su di uno sgabello fuori dal tuo bar, è un invito a nozze.
Osservi di tutto.
In principal modo le differenze con le altre volte.
Oggi è Pasqua e come da un grande uovo di Pasqua, sembrano essere uscite persone mai viste prime.
Gente forzatamente felice e soprattutto tante famiglie in giro, quasi tutte mono figlio.
Come se queste persone volessero concedersi almeno per oggi l'illusione di un giorno di felicità, complice anche il bel tempo atmosferico.
Mi sento un po' in imbarazzo e estromesso da tutta questa aura di felicità.
Anche se non sembra vera.
Poi vedo passare una ragazza con sua madre, senza padre.
È una ragazza sinceramente felice , si vede che sta bene.
Che quel rapporto genitoriale a metà non gli pesa, anzi le da equilibrio.
Ecco , son sicuro che quella ragazza esprime felicità sincera.
È mia figlia.

venerdì 14 aprile 2017

INDECISIONE

Appena entrato, le ho viste tutte intorno al bancone.
Ognuna differente dall'altra.
Chi carica di energia.
Chi con fare francese.
Chi si faceva notare per le sue qualità scientifiche, frutto di studio e fatica.
Non c'era che l'imbarazzo della scelta.
Invece ho capito che era tutt'altro.
Era indecisione.
Incapacità di fare una scelta e provare se è quella giusta.
Invece no, rimani lì in mezzo al locale a mirare e rimirare , come chi non sa cosa fare , come chi le sceglierebbe tutte.
Ma non si può , la scelta è  una sola.
È un single come me dovrebbe saperlo bene.
Mentre rimuginavo la mia indecisione, si è avvicinato una persona.
Mi ha messo la mano sulla spalla e mi ha detto : "lei è single , vero ?"
"Si vede ?" , rispondo io.
"E si ", fa lui "e se non sbaglio anche da molto "
"Si" rispondo.
"E allora non perda tempo, si butti , una vale l'altra. In fondo è una bottiglia di detersivo per la lavatrice, mica una donna a cui chiedere di uscire ".

mercoledì 12 aprile 2017

SILENZIO

Qui è tutto un silenzio.
Silenzio in casa.
Silenzio fuori.
Silenzioso il telefono.
Silenzioso il citofono.
Silenzioso il campanello di casa.
Ma chissà perché ho la testa che mi scoppia.
Forse questo silenzio, urla troppo.

martedì 11 aprile 2017

COUNTABLE AND UNCOUNTABLES

Alla prima lezione di inglese , l’insegnante ci ha spiegato il significato dei sostantivi COUNTABLE e UNCOUNTABLES.
Un concetto banale che chiunque saprebbe distinguere e citare degli esempi.
Ma non so perché, il mio cervello si è come bloccato.
Non riusciva con immediatezza a percepirne la differenza ne a trovare degli esempi reali.
In un primo momento ho pensato che fosse un problema di lingua.
Ma ho subito capito che era un finto ostacolo, l’ostacolo era nella mia mente.
Frutto del quotidiano vivere.
Il cervello si sa è un muscolo e , come ogni muscolo necessita di esercizio e allenamento.
Quando questo non avviene , il cervello ha difficoltà a recuperare risorse dalla memoria.
Quando ormai non conti più nulla, cosa serve distinguere tra countable e uncountables.
Quando la tua vita e il tuo vivere è sempre associato al numero zero, il tuo esercizio cerebrale è nullo e fermo.
Più che una lezione di inglese , mi è sembrata una forma di auto-psicologia e consapevolezza.   
La prossima lezione è FEMALE AND WOWAN.
Mi sa che non mi presento, cosa gli dico.

domenica 2 aprile 2017

INGUARIBILI

Ci sono gli inguaribili ottimisti.
Ci sono gli inguaribili romantici.
Ci sono gli inguaribili innamorati.
Ci sono gli inguaribili fiduciosi.
Ci sono gli inguaribili dongiovanni.
Ci sono gli inguaribili credenti.
Ci sono gli inguaribili attaccabrighe.
Ci sono gli inguaribili perdi giorno.
Ci sono gli inguaribili scansafatiche.
Ci sono gli inguaribili illusi.
Ci sono gli inguaribili disillusi.
Ci sono gli inguaribili pirla.
Io sono un inguaribile, facente parte della lista.

LA VEDOVA ALLEGRA

E’ una donna che ho conosciuto nel corso del tempo. Inizialmente mi sembrava anche un pò scostante. Poi la vita ci ha fatto avvicinare anziché distanziarci. E’ una donna anagraficamente anziana, vedova, ma ancora lavoratrice. Ma starle accanto è un piacere. E’ una donna di fascino ma con caratteristiche di altri tempi. Non è come una donna d’oggi ,varrebbe anche per gli uomini e per me sopratutto, vittima del suo ego e delle sue fragilità. No , lei è una donna, carica si di tristezza per le asperità della vita, ma ha con se un tesoro. inestirpabile. Quei tesori che ti rendono preziosa e senza età. Quel tesoro che ti fa essere sempre ben voluta. Il tesoro è la sua allegria. Allegria che generosamente offre a chiunque , senza distinzioni. Una alleviatrice di anime tristi, come la mia. Questa donna è si vedova, ma una vedova allegra. Ma credo che lo sia sempre stata comunque.

INGANNO

Mi son fatto attrarre dalla sua eleganza. Come vittima degli stereotipi, mi ha affascinato il suo colore biondo. Emergeva tra tutte. Impossibile non farsi coinvolgere. E’ stata sintonia a prima vista. Ho deciso che doveva uscire con me. Audace e deciso. Così ho fatto, senza indugi , tentennamenti o pentimenti. L’ho portata a casa con me. L’ho fatta accomodare in macchina. Con l’ego gonfio di chi è riuscito nel suo intento. Ma arrivati , ho capito di essere stato ingannato. L’apparenza tira dei brutti scherzi. Anche se devo dire era difficile non essere ingannati. Immaginavo che non fosse più giovane, ma non immaginavo che fosse così avanti con l’età. Mi toccherà riportarla indietro ma non credo si possa fare in questi casi, te la devi tenere. Ormai è mia. Una bottiglia d’olio di oliva con scadenza 2015 , venduta nel 2017.

sabato 1 aprile 2017

SENSIBILITA’ DI BAMBINI

Quando frequenti un luogo, capita di frequente che si stabilisca una certa empatia tra frequentatori. Ci si saluta cordialmente , si ha il piacere di vedersi e incontrarsi. Anche se tutto questo rimane confinato a quella conoscenza , senza entrare troppo in intimità informativa. Pur se a livello emozionale ci si rende conto che l’intimità si sta facendo spazio di volta in volta. Lo comprendi sopratutto quando non capita di incontrarsi da tempo e, quando capita il primo che si accorge cerca l’altro e va a salutarlo. Questo mi capita in un bar ,con una mamma , il suo bimbo e la nonna o forse zia, non so e poco importa. Tra di noi si è creato questo, tra tutti. Principalmente con madre e bambino. La stessa empatia la ritroviamo anche se capita di trovarci in luoghi diversi da quelli abitudinari, come il supermercato. Stamane è capitato questo. Mi ero inginocchiato sul pavimento in cerca di un tipo di farina che non trovavo. Di improvviso , alle spalle mi sono trovato il bambino che ha iniziato a giocare con me , come fossi un parente, un caro amico. Fosse capitato con un estraneo mi avrebbe forse infastidito ma , nel suo caso no. Mi è venuto a pensare che non l’ho mai visto con un suo papà. Quindi mi sono chiesto se quello che ha fatto non fosse qualcosa che a lui manca e in me ha rivisto quella possibilità di gioco che diversamente non può. Ho sorriso , l’ho salutato e sono andato via con questo pensiero. Ma da li a poco ho capito di aver capito male. E’ bastata una telefonata ricevuta per invertire i termini di interpretazione di quel gesto. Quel bambino forse ha capito che a me manca la giocosità con mia figlia e grazie alla sensibilità che solo i bambini hanno, mi ha fatto dono della sua.

S-BAR TREK

Il bar che frequento il sabato mattina ha la bellezza di essere un ambiente familiare.
Non si è mai soli.
È come un grande tinello dove ognuno si accomoda per cercare riposo e parlare di ciò che si osserva vivendo.
Essendo un bar di paese, spesso impari a conoscere le persone dai discorsi degli altri.
Conosci i soprannomi, che mestiere fanno , se sono sposati , se hanno cambiato abitazione, se stanno bene o poco bene.
Oggi gli argomenti erano diversi.
Il Giulio che non va più con la sorella piccola ma con quella grande.
La tipa che va con quello sposato oltre che con il moroso.
Quel ragazzo che cambia donna ogni sabato sera.
La tipa che frequenta il bar per cuccare e ci riesce sempre.
Dopo un po' che sentivo questi discorsi , mi è venuta noia e sono andato.
Sarà perché a me i racconti di fantascienza non mi hanno mai attirato.