In America si sa sono sempre un passo avanti su tutto.
Nel bene e nel male.
Oggi ho letto di un progetto denominato scambio intergenerazionale.
Fanno convivere nello stesso luogo bambini dell’asilo e anziani alloggiati in casa di riposo.
Permettendo ad entrambi , in questo modo di arricchirsi e trarne vantaggi psicologici.
I bambini imparano a relazionarsi e a sviluppare una empatia, con persone che ben volentieri accettano la loro presenza e si prestano ai loro giochi.
Gli anziani rendendosi utili, permettono al loro cervello e al loro spirito , di non fermarsi ma rimanere ancora attivi.
Leggendo sorridevo, in quanto questa volta gli americani non sono stati i primi a pensarci.
Lo fa anche il gestore del mio bar che nel suo caso accoglie, gente anziana come me , con una vita gettato allo spreco e giovani adulti che non sanno neanche loro cosa farsene della loro giovine vita.
Con una unica differenza rispetto all’America.
L’esperimento non ha dato gli stessi frutti.
Forse perché usciti da quel bar , ognuno torna a casa.
Dove lo attende la vera vita e non quella illusoria di un caffè o di una tequila.
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