lunedì 26 giugno 2017

IMPOSSIBILITA'

Vorrei urlare , ma non  posso.
Vorrei gridare , ma non posso.
Vorrei sbattere i pugni sul tavolo , ma non posso.
Vorrei ribaltare tutto ,  ma non posso.
Son tante le cose che vorrei , ma non posso.
Non resta che fare ciò che posso.
Tutte cose che non ho voglia di fare.  

sabato 24 giugno 2017

INFARTO

Mi ha abbandonato anche lei.
Era l'unica donna rimasta.
L'unica che si prendeva cura del mio cuore.
Me lo ha comunicato freddamente.
Con un WhatsApp.
Com'è d'uso fare oggi.
È stata di poche parole , spietata.
Ho cambiato ospedale , andrò a fare la cardiologa in altro luogo.

POVERO ILLUSO

Lo scorso anno ho assistito ad una corrida di ragazzi.
Credendo si trattasse di una corrida senza violenza, una corrida di solo esercizio stilistico , nell'essere capace di schivare torelli senza recargli dolore.
Invece no , la crudeltà era presente anche lì e, ancor più crudele.
Il toro che non poteva essere ammazzato dalla forza di un ragazzino, veniva finito da un addetto preposto al suo assassinio.
Pochi giorni fa sul giornale leggo che un toro è riuscito in una corrida ad averla vinta.
Chi ha avuto la peggio è stato il torero.
Credevo che in questi casi al toro venisse lasciata , in premio, la possibilità di continuare a vivere.
Invece avendo fatto un atto di lesa maestà, è stato ucciso impiccato in strada.
Al momento sono rimasto schifato e sconcertato.
Poi ho capito che non poteva finire diversamente.
Una fine logica.
In effetti molti di noi siamo come quel toro.
Dobbiamo subire ciò che la vita ci impone relegandoci nel posto in cui siamo stati relegati.
Dove appena iniziamo ad alzare la testa e a ribellarci, semplicemente per far valere i nostri diritti , c'è chi non lo accetta e appena dopo ci punisce, impiccandoci, metaforicamente, come il toro che lo è stato per davvero.

martedì 20 giugno 2017

PIEDI PER TERRA

Se il mondo non ti vuole , hai solo una soluzione, andar via dal mondo.
Ma se non sei un astronauta la vedo dura.

sabato 17 giugno 2017

SGUARDO INNOCENTE

periodi di passaggio di stagione per me sono degli inconvenienti.
Soprattutto se la stagione nuova arriva in anticipo.
A differenza degli altri che si abituano subito, io no.
Vado con gradualità e diffidenza.
Forse per rigidità, forse per buon senso e saggezza , forse perché ho avuto una madre che mi ha cresciuto così .
Una madre che solo ad estate conclamata mi permetteva di togliermi la canottiera.
Da piccolo odiavo tutto ciò , ora crescendo comprendo le precauzioni materne.
Stamane era il classico giorno da abbigliamento estivo totale.
Ma per non creare traumi al mio corpo ho optato per una scelta di gradualità.
Ho tolto la canottiera e anziché usare un borsello a tracolla ho preferito un giubbotto smanicato, di cotone, multitasche.
Dal calzolaio un bambino si stacca dalla madre , mi si avvicina e con sguardo innocente, mi dice.
Ma perché porti un giubbotto ?
Be, se un bambino di pochi anni si accorge  che ti vesti da pirla o da sfigato, immaginiamo quello che pensavo quelli un po' più grandi.

martedì 13 giugno 2017

LA FELICITA’ E’ UN LUOGO IN CUI TORNARE

E’ un proverbio arabo che ho sentito in un film visto poco tempo fa al cinema. L’ho trovato triste. Un proverbio che ha il sapore del fallimento , della sconfitta o della mancata consapevolezza. Mi sono sentito chiamato in causa. Come se qualcuno mi avesse dato una coltellata in pieno petto. Stasera non so perché, dopo tempo mi è ritornato alla mente. Sarà stata la serata , il periodo attuale che in realtà più che attuale é immutabile. Ma mentre mi tornava in mente questo, guardandomi intorno , guardando la gente che mi circondava , vivendo falsa allegria, rispetto a me che vivo reale tristezza, mi sono detto, allora è vero anche l’inverso. L’infelicità è un luogo da cui non si va mai via.

venerdì 9 giugno 2017

NODI AL PETTINE

Quando non risolvi ciò che devi.
Quando non fai i conti con quello che nella tua vita non va.
Quando credi che sia solo parte di un passato.
Quando pensi che ormai conta guardare avanti.
Ecco che l'irrisolto, il passato , il conto non gestito, si ripresentano.
Manifestando sofferenza al tuo interno.
È il classico caso dei nodi che vengono al pettine.
Che nel mio caso è ancora più difficoltoso accorgersene , perché porto i capelli cortissimi.
Chissà se i miei dolori avessero avuto miglior gestione se avessi rimandato per un po' il taglio dei capelli.

mercoledì 7 giugno 2017

LIMITE

Esiste un limite a tutto ? Una linea di confine oltre la quale non puoi andare avanti ma neanche tornare indietro ? Dove il sopportabile diventa insopportabile ? Dove l’entusiasmo è annegato dall’impossibilità ? Dove le mancanze di parole diventano urla ? Dove l’assenza di tutto è assenza di te stesso ? Dove l’abitudinario diventa confine della tua espressione ? Se esiste , cosa occorre fare per il meglio ? Credo che occorra coraggio e andare oltre. Superare definitivamente quel limite, consapevole che facendolo, il ritorno non sarà più permesso.

lunedì 5 giugno 2017

ALTRO

Finché la vita non ti costringe a fare altro, non scoprirai mai che quell'altro può essere una soluzione , una occasione in più nel tuo processo di scelta.
Un altro che sostituirà ciò che prima sembrava insostituibile.
Fintanto che la vita non ti costringerà a fare altro.
Fintanto che non sarai capace a scoprire l'altro, da solo.

domenica 4 giugno 2017

NO TENGO

No tengo gana de despertarme.
No tengo gana de hacer nada.
No tengo gana de cocinar.
No tengo gana de ir paseando.
No tengo gana de hacer cada domingo la mismas cosas.
Mierda , son las diez. 
Tengo que hacer temprano.
Me esperan en el bar para tomar el café.
Vamos, acabamos de escribir todas este mentiras.

sabato 3 giugno 2017

INCONTRI DI VITA

Ero in giro per tutt'altro.
Ho fatto tanti chilometri in macchina, unicamente per comprare mutande e ricambi per le ciabatte.
Ma dopo la mia prima tappa, mentre mi sto incamminando verso la successiva ecco che mi accorgo di lei.
Tutto avrei immaginato, tranne che trovarla li.
Ero nello stesso tempo immensamente contento ma anche paralizzato.
Non sapevo come affrontare quell'evento inaspettato.
Non ero per nulla preparato.
Ma forse è questo il bello della vita , trovarsi impreparati a situazioni non previste e non cercate.
In modo da agire con spontaneità e istinto.
Senza strategie , senza programmazione.
Vivere ciò che la vita ti offre.
L'occasione che solo tu puoi essere in grado di sfruttarla a tuo vantaggio o meno.
Non ci sono calcoli da fare.
Agire o rinunciare.
Ho preso coraggio.
Ho vinto la mia timidezza e il mio tenteggiamento.
Sono entrato , sguardo convinto,  senza incertezze.
"Una granita di gelsi neri, grazie ".
Fino ad oggi per mangiarla dovevo essere in Sicilia.
Grazie invece agli incontri di vita , per mangiarla ora mi basta fare qualche chilometro in macchina in più.

ALLA RICERCA DEL TEMPO PERDUTO

È ciò che mi esercito a fare nei giorni di riposo.
Giorni in cui ognuno dovrebbe dedicarsi a ciò che più gli piace o a ciò che gli occorre.
Da un po' di tempo mi sono arreso.
Essendo impossibilitato a dedicarmi a ciò che più mi piace o mi occorre.
Per cui mi occorre limitare i danni .
Mi tocca andare alla ricerca del tempo perduto.
Quel tempo in cui già sai in anticipo che non ne ricaverai niente.
Nessuna speranza , ne illusioni.
Semplicemente un tempo perduto nel fare ciò che ti è permesso e ciò che la vita ti concede.

giovedì 1 giugno 2017

IL CONTROLLORE IN BURNOUT

Normalmente sono una persona che controlla quello che fa e se ha tutto ciò che gli occorre.  
Non ne faccio un vanto, perché non  lo è.
E’ più una forma maniacale.
Sono di quelle cose dannose che , quando iniziano dovresti immediatamente porre fine.
Perché se non lo fai ti prendono completamente e ti complicano la vita, senza più venirne fuori.
Ogni giorno, ogni minuto , ogni attimo è una guerra senza scampo.
Una guerra il cui vincitore unico è sempre lui, il controllo.
Ma la guerra col tempo stanca e debilita.
Stamattina il controllo e il controllore sono andati in burnout.
Mentre aspettavo il treno e telefonavo a mia figlia, mi sono accorto di non avere con me nulla se non la borsa per il pranzo, il resto era li a casa.
Fortuna che ciò che avevo lasciato era uno zaino, e non un bambino, che, ho facilmente recuperato, avendo la fortuna di accorgermene prima di partire.
Tempo fa avevo dimenticato gli occhiali, ma in quel caso lo aveva fatto troppo tardi e nessuno che avevo incontrato me lo aveva fatto notare , proprio come oggi.
Uno potrà sostenere che forse è un evento positivo, che finalmente sono riuscito a vivere un momento di leggerezza, liberandomi dal controllo.
E invece no, quando tornerò a casa , sarà li ad attendermi.
E anziché  pronunciare qualche parola di conforto, per sdrammatizzare quanto accaduto, sarà severissimo.
Pretenderà da me un controllo maggiore di prima.
Vedremo il mio cervello come reagirà.
Se si sottometterà a quanto gli sarà  richiesto oppure si ribellerà facendomi uscire di casa in mutande.
Comunque vada, per me , son mazzate.