sabato 24 giugno 2017

POVERO ILLUSO

Lo scorso anno ho assistito ad una corrida di ragazzi.
Credendo si trattasse di una corrida senza violenza, una corrida di solo esercizio stilistico , nell'essere capace di schivare torelli senza recargli dolore.
Invece no , la crudeltà era presente anche lì e, ancor più crudele.
Il toro che non poteva essere ammazzato dalla forza di un ragazzino, veniva finito da un addetto preposto al suo assassinio.
Pochi giorni fa sul giornale leggo che un toro è riuscito in una corrida ad averla vinta.
Chi ha avuto la peggio è stato il torero.
Credevo che in questi casi al toro venisse lasciata , in premio, la possibilità di continuare a vivere.
Invece avendo fatto un atto di lesa maestà, è stato ucciso impiccato in strada.
Al momento sono rimasto schifato e sconcertato.
Poi ho capito che non poteva finire diversamente.
Una fine logica.
In effetti molti di noi siamo come quel toro.
Dobbiamo subire ciò che la vita ci impone relegandoci nel posto in cui siamo stati relegati.
Dove appena iniziamo ad alzare la testa e a ribellarci, semplicemente per far valere i nostri diritti , c'è chi non lo accetta e appena dopo ci punisce, impiccandoci, metaforicamente, come il toro che lo è stato per davvero.

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