giovedì 25 aprile 2019
CONOSCENZA CONFINATA
mercoledì 24 aprile 2019
OMISSIONE DI SOCCORSO
Devo costituirmi, autodenunciarmi.
Ho fatto omissione di soccorso.
Un comportamento che non mi appartiene ma, come tutto nella vita, ci sono eventi che ci fanno comportare in un modo a noi inusuale.
Potrei giustificarmi, anche validamente.
Potrei dire che mi trovavo lontano, che c’erano persone molto più prossimali di me a soccorrere chi ne aveva bisogno.
Ma non serve, una omissione rimane comunque tale.
Non so dire il perché, so solo che la mia attenzione e il mio ascolto era rivolto ad altro, in quel contesto.
Osservavo il gruppo di persone più vicine che inspiegabilmente non facevano nulla.
Come se la cosa non li riguardasse oppure non fosse compito loro.
Assurdo, tale da farti rimanere impalato, senza saper reagire.
Ma la cosa che più mi ha frenato è stata lei, vederla.
Nella tragicità dell’evento ero rapito dalla sua bellezza e dal suo gesto stoico.
Era lì ad immolarsi per salvare il salvabile.
Era lì a sacrificarsi nel farsi bagnare i vestiti dalla Coca-Cola che le scorreva indosso, evitando che un danno ancor peggiore potesse verificarsi.
Un atteggiamento bellissimo a vedersi, da rimanerne incantati.
Come una madre, che tra l’altro è, ferma ad contrapporre il suo corpo pur di difendere ciò che andava difeso.
Nulla di che, erano solo aperitivi e bicchieri di vetro.
Ma in quel momento ho capito che chi è una madre, chi deve per quotidianità porsi a difesa di quanto gli è più prezioso, lo è anche quando serve un vassoio che stava per crollare e che grazie alla sua immolazione si è salvato.
Che donna stupenda.
lunedì 22 aprile 2019
SGUARDI
MAINTENANCE
BLOCCHI
ANCORA QUI
PRANZO DI PASQUA
giovedì 11 aprile 2019
RITROVAMENTO
Lo avevo perso e non mi sapevo spiegare il perché.
La cosa mi ha turbato e spaventato.
Non tanto per il valore economico in se, ma per la modalità con cui è accaduto.
Sconosciuta.
Nel senso che non sono riuscito a capire come poteva essere capitato e dove fosse capitato.
L’accostamento ad eventuali perdite, di cose ben più importanti, è stato immediato.
Creando una sorta di paranoia e di sfiducia nelle mia capacità di prendermi cura delle cose.
Come mi si fosse di improvviso aperto il velo, squarciandolo, su di una realtà che non conoscevo o che inconsciamente facevo finta di non vedere.
Alla fine mi sono rassegnato alla sua perdita, pensando che anche lui come altri, si fosse stufato di starmi accanto e avesse preferito perdersi nell’incertezza in cui si è perso, piuttosto che trovarsi nella certezza della mia custodia, diventata per lui insopportabile.
Mi ero consolato così, per alleggerire il peso della sua perdita e della mia rivelata irresponsabilità.
Poi ieri sera, avviene il miracolo, così casualmente, come casualmente si risolvono sempre queste storie.
Stavo indugiando in macchina su prendere o meno un oggetto e mentre facevo questo vedo qualcosa per terra.
Pensavo fosse un oggetto di chi con me stava in macchina in quel momento.
Lo afferro, sto per darlo a chi pensavo fosse il proprietario e, mi accorgo che è lui.
Era lì dall’attimo in cui l’ho perduto, mentre io lo cercavo nei posti più inimmaginabili.
La sorpresa è stata entusiasmante, non per l’oggetto in se ma per il ritrovamento.
Analogamente alla perdita, il ritrovamento ha aperto un accostamento ad altre mie perdite, dandomi fiducia e speranza.
Mi sono detto che forse la mia persona e la mia fiducia di cui soffro la perdita, forse non si sono allontanate da me.
Semplicemente sono lì da qualche parte, nel posto più ovvio, mentre io le ricerco nei posti più impensabili.
Non so se mai ritroverò la persona che ero una volta o la fiducia che avevo per affrontare la vita.
Ma di certo so che sono lì da qualche parte.
Forse anziché ricercarle, dovrei darmi tregua e rassegnarmi alla loro perdita.
Per poi stupirmi, sorprendendomi, di ritrovarle lì dove le avevo perse, proprio sotto ai miei occhi che, in quel posto non hanno pensato di guardare, così come è stato quando ho ritrovato il mio cappello.
Cappello di cui però, ora, non so più cosa farmene, essendomi ormai rassegnato alla sua dipartita.
Così come quando perdi l’amore o la speranza, perse da così tanto tempo, da abituarti alla loro assenza e restando spiazzato quando si ripresentano.
Sarò in grado di accettare, se mai la troverò, la persona che ero o la fiducia che avevo ?
Non lo so, e questo mi spaventa ancor di più della loro perdita.
martedì 9 aprile 2019
BREZZA DI VENTO
Ci sono persone la cui sola presenza ti dona positività.
Persone anche estranee, che però riescono ad essere empatiche e ti mettono di buon umore.
Sono persone di animo disponibile e sorridenti nell’animo.
Magari persone con i loro problemi, come tutti, ma che sanno mettere da parte, affrontando la vita con atteggiamento positivo.
Offrendoti così un loro sorriso o uno sguardo pieno di umanità.
Persone che stanno, forse, in pace con se stesse e che non hanno nessun problema a far sentire bene chiunque si rapporti con loro.
E’ capitato stamattina alla macchinetta del caffè, dove è apparsa una bella donna, sorridente, mai vista prima.
Una persona disponibile a rapportarsi anche con sconosciuti, ma soprattutto luminosa e sorridente.
La sua presenza è stata come una brezza di vento che ti accarezza la faccia, come quelle che ti capita di ricevere in giornate afose e insopportabili.
Non risolvono il problema ma ti danno una tregua, un sollievo momentaneo, che sta a te custodirlo e farne uso con la memoria, per più tempo disponibile a tuo supporto.
Come una brezza di vento, così come è arrivata, è andata via, lasciando comunque la scia della sua luce ad illuminare la stanza.
domenica 7 aprile 2019
QUIETO VIVERE
PIZZO 2.0
CIAO
RASSEGNARSI
venerdì 5 aprile 2019
SCUSA
Fossi stato un giapponese non mi sarei posto il problema.
Loro hanno sviluppato una congenita forma di amnesia che, gli fa dimenticare tutto il passato, anche quello che li hanno visti protagonisti in situazioni poco corrette o che hanno commesso qualche torto.
Loro vivono il qui e ora.
Per loro è impensabile investire tempo presente per il rancore.
Il tempo presente per loro è una opportunità che la vita dona per intraprendere un cammino felice e diverso con chi quel torto lo ha subito oppure ne sono stati vittime.
Non fanno differenze, il qui e ora gli impedisce di fare altrimenti.
Ma qui non siamo in Giappone, ma siamo in un luogo dove la filosofia e le discipline giapponesi, fanno fatica ad essere applicate.
Si fosse un po’ più giapponesi su alcune cose, si vivrebbe molto meglio.
Per cui ho dovuto fare quello che era giusto facessi.
Non che avessi fatto chissà che torto ma, io non posso permettermi di giudicare con il metro del mio animo anziché considerare il metro di quell’animo che il mio comportamento ha sicuramente infastidito e forse ferito.
Di certo non era mia intenzione fare ciò che poi è risultato, ma tanto è che è accaduto.
Ho rimandato più volte, aspettando l’occasione adatta.
Occasione che la stessa persona vittima del mio involontario comportamento mi ha permesso di approfittare.
Ha fatto come i giapponesi, mi ha salutato come nulla fosse accaduto.
A quel punto potevo fare quello che dovevo fare.
Chiedergli scusa.
martedì 2 aprile 2019
AFFINITÀ
Li ho osservati per tutto il viaggio.
Lei una donna sempre riservata, di fronte a lui era completamente aperta a suo agio.
Come se lui fosse in possesso delle chiavi della sua attenzione, del suo aprirsi.
Come un affabulatore è riuscito a farla parlare di qualsiasi cosa, facendola sentire come se fossero soli su di un’isola deserta.
Sono rimasto a bocca aperta, io che faccio fatica ad ottenere la sua attenzione se non per un saluto di cortesia.
Sono quei momenti che pur interpretati da altri ti dicono molto di te, di ciò che non sei.
Mi sono chiesto cosa è che mi manca, tolta la prestanza fisica dell’altro.
Sicuramente molto.
Visto che in tutto il mio vivere oltre un certo livello di rapporto non riesco ad andare oltre.
Come chi non è capace a superare le difficoltà di un videogioco, ammirando le capacità degli altri che difficoltà non ne hanno.
Sono certo che se quest’uomo fosse stato un operatore Shiatsu, indipendentemente dalle sue effettive capacità, sarebbe riuscito a far sì che lei le venisse voglia di provarlo.
Un affidamento totale.
Quello che manca a me, che differentemente ho una sfiducia totale nei miei confronti, per qualsiasi cosa.
Non è vittimismo ma dato di realtà.
O meglio la mancanza di affinità.