lunedì 22 aprile 2019

ANCORA QUI

Mi trovo ancora qui, Domenica pomeriggio, a prendere il solito caffè, al solito bar. Ormai sono incapace di fare altrimenti. Ogni alternativa mi sembra un peso, una delusione a cui andare incontro, un finale già scritto. Per cui alla fine mi rifuggo qui a prendere il caffè, consapevole di rappresentarmi ridicolo e senza altra vita da vivere. E’ come se il mio cervello mi avesse abbandonato, non mi seguisse più. Vittima anche lui di una depressione in cui per colpa mia si trova impantanato. Come una macchina che gira a vuoto nel fango, in cui è rimasta intrappolata. Sono quelle situazioni che finché non ti trovi dentro, ti sembrano assurde e non riesci a capacitarti come possono accadere. E invece accadono. Ti trovi dentro, e giorno dopo giorno ne rimani intrappolato, come quei mulinelli d’acqua dei fiumi. Mulinelli che sembrano innocui, invece ti avviluppano dolcemente, fino, senza accorgetene, a farti sprofondare. Senza avere più, né la forza, né la voglia di risalire. Sapendo che al di fuori di essi ti aspettano i mulinelli della vita che, chi è in contatto con te, ti crea, lasciandoti senza respiro e prospettiva. Per cui alla fine, meglio starsene in fondo al fiume, facendosi cullare dal silenzio dell’abisso.

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