lunedì 22 aprile 2019

PRANZO DI PASQUA

Quest’anno ho voluto tenere un comportamento conforme a tutti quanti gli altri. Pur non andando da nessuna parte, anziché cucinare a casa, ho scelto di andare a mangiare fuori, al ristorante. Pensavo fosse una scelta semplice, bastava scegliere il ristorante, fare una telefonata e poi prenotare. Macché, qualunque ristorante abbia contattato, tutti al completo. Nessuno aveva spazio. Chissà se davvero fosse così, oppure dal tono della mia voce, avevano capito che non fossi un cliente gradito, paranoie pasquali, paranoie di quest’ultimi tempi. Alla fine ho trovato posto nel luogo in cui mai pensavo di andare ne quantomeno di trovare libero. Mi son detto, se tutto era occupato e alla fine mi son trovato a venire qui, il destino così avrà voluto. Arrivo all’orario in cui mi è stato detto di arrivare, ma lì ho capito che cucinare sempre a casa e non andare mai al ristorante, non ne conosci le regole ne i comportamenti. Era il classico orario da matrimonio, in cui si indica un orario per poi iniziare più tardi, sapendo che quella mezz’ora in più serve a gestire chi abitualmente arriva in ritardo. Stranamente non mi sono arrabbiato, ho già troppi nemici per farmene dei nuovi. Approfitto per guardarmi intorno, osservare gli altri clienti che arrivano, credendo di incontrare un viso conosciuto. Invece nulla, tutti estranei. Vicino a me siede una coppia, a vederli sembrano non avere nulla in comune per stare insieme, ma forse quello che l’apparenza fa percepire, qualcosa di più intimo unisce. Attirano la mia curiosità, c’è qualcosa che stona. Tra i due è lei quella più loquace, quella che tiene vivo il rapporto, parlando, parlando, parlando, toccandosi e lisciandosi sempre i capelli. Lui sempre li ad ascoltare, come se la sua sola presenza fosse per la donna già abbastanza. Di improvviso incrocio lo sguardo di lei, ma evito per non sembrare indiscreto. Ma ogni volta che mi trovo a guardare di la, lei è li a rivolgermi lo sguardo, mentre parla con lui, che ascolta, fermo come una mummia. Siamo seduti da un pò di tempo, ed io non ci sono abituato, non potendo alzarmi per fumare, in quanto non fumo, l’unica cosa che possa fare per alzarmi, è andare a pisciare. Incrocio quello sguardo, sorrido tra me e me, e poi vado al bagno. Con tranquillità faccio ciò che devo e nel frattempo non posso non notare le dimensioni del bagno che, di solito, sono per equilibristi, questo è invece è un bagno immenso. Esco e mentre sto per chiudere la porta trovo lei. Non so se usciva o stava per entrare. Ci guardiamo fissi negli occhi, come chi aspetta a chi fa la prima mossa, come in un duello. Stranamente mi faccio avanti io, io che prima di avanzare nei confronti di una donna, impiego giorni, settimane, mesi. Ma li capisco che è il tempo dell’immediatezza, non esiste il rimando, o cogli o non cogli più. Avvicino la mano ai suoi capelli. Lei anziché scostarla, mi si appoggia la testa. Allora con gentilezza le stringo con una presa decisa i capelli e avvicino le mie labbra alle sue, che lei immediatamente apre per impossessarsi della mia lingua. A questo punto riapro la porta del bagno ed entriamo dentro. Indifferenti a che qualcuno possa bussare per entrare. Ormai siamo presi, una furia ci prende entrambi. Vado avanti, ma lei è più svelta di me, mi slaccia la cintura dei pantaloni ed io nel frattempo faccio altrettanto col suo vestito. Entrambi prendiamo confidenza col sesso altrui, creando familiarità. Fino a fare unire entrambi i sessi. Sembra come se ci conoscessimo da tempo, come chi ha una intesa sessuale così vorace. Riusciamo ad essere veloci, come il tempo e l’occasione impone, ma godendoci ogni attimo di questa pazzia sessuale. Sembra una scena da film, invece è solo il bagno di un ristorante. Finito cerchiamo di ricomporci, affinché nessuno si accorga di quanto accaduto. Sta per uscire, si volta, e mi dice, “Ah dimenticavo, Buona Pasqua”. Ritorno al tavolo e lui è li ad usare il telefonino. Lei ritorna, incrocia un bimbo che sta giocando in sala, gli sorride, si siede al tavolo e sorride anche lui, con cui ritorna a parlare, parlare, parlare e lui ascolta. Un Pranzo di Pasqua con sorpresa.

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