Devo costituirmi, autodenunciarmi.
Ho fatto omissione di soccorso.
Un comportamento che non mi appartiene ma, come tutto nella vita, ci sono eventi che ci fanno comportare in un modo a noi inusuale.
Potrei giustificarmi, anche validamente.
Potrei dire che mi trovavo lontano, che c’erano persone molto più prossimali di me a soccorrere chi ne aveva bisogno.
Ma non serve, una omissione rimane comunque tale.
Non so dire il perché, so solo che la mia attenzione e il mio ascolto era rivolto ad altro, in quel contesto.
Osservavo il gruppo di persone più vicine che inspiegabilmente non facevano nulla.
Come se la cosa non li riguardasse oppure non fosse compito loro.
Assurdo, tale da farti rimanere impalato, senza saper reagire.
Ma la cosa che più mi ha frenato è stata lei, vederla.
Nella tragicità dell’evento ero rapito dalla sua bellezza e dal suo gesto stoico.
Era lì ad immolarsi per salvare il salvabile.
Era lì a sacrificarsi nel farsi bagnare i vestiti dalla Coca-Cola che le scorreva indosso, evitando che un danno ancor peggiore potesse verificarsi.
Un atteggiamento bellissimo a vedersi, da rimanerne incantati.
Come una madre, che tra l’altro è, ferma ad contrapporre il suo corpo pur di difendere ciò che andava difeso.
Nulla di che, erano solo aperitivi e bicchieri di vetro.
Ma in quel momento ho capito che chi è una madre, chi deve per quotidianità porsi a difesa di quanto gli è più prezioso, lo è anche quando serve un vassoio che stava per crollare e che grazie alla sua immolazione si è salvato.
Che donna stupenda.
mercoledì 24 aprile 2019
OMISSIONE DI SOCCORSO
Iscriviti a:
Commenti sul post (Atom)
Nessun commento:
Posta un commento