sabato 29 luglio 2017

SINGLE IN HOME

Quando inizi a vivere da solo come un single in una casa, dopo una separazione, ti fai prendere dall’entusiasmo. Pensi a quante opportunità puoi avere , a come potrà essere la tua vita. Ma poi il tempo passa e scopri che quegli entusiasmi erano solo illusioni senza un seguito. La vita risulta diversa. La vita da single in home , è una vita di chi esce di casa senza che nessuno che lo saluta . E’ una vita di chi torna a casa senza nessuno che lo aspetta ne che lo accolga. La vita da single in home è fatta di domesticità, di uscite al bar per lasciare un pò da solo il silenzio che ti avvolge. Un pò come chi esce di sera con il cane , con qualunque tempo, pur di allontanarsi un attimo dallo stress familiare. Un single in home, come me ovviamente , non tutti, è una persona non cercata. Che io ci sia o meno a nessuno interessa , ne nessuno se ne accorgerebbe. A tal proposito mi son venuti alla mente quegli articoli che si leggono di solito in estate sui giornali, per riempire gli spazi vuoti. Quelli che parlano di anziani trovati morti in appartamento, solo dopo tanto tempo , solo perché qualcosa lo ha fatto scoprire. Ecco, essere un single in home , per me vuol dire anche questo. Anche se sono un giovane anziano, faccio comunque parte del club. Per cui se dovesse capitarmi qualcosa , un malore , o addirittura venir meno , chi se ne accorgerebbe ? Nessuno. Rischierei di essere uno di quegli articoli sul giornale. E tutti diranno , caspita è vero , è da un pò che non lo vedevo, poveretto , che brutta fine , non se lo meritava. Ma queste sono notizie per i giornali di estate. Io sono così sfigato che se mi capitasse , accadrebbe in inverno. Per cui nemmeno una parola apparirebbe sul giornale. E chi si domandasse o chiedesse che fine ho fatto ? Risponderebbero con un alzata di spalle , boh , forse avrà cambiato paese o sarà andato a lavorare in un altra città, quello lì è sempre stato un pò strano , per cui cosa chiedete. Hai ragione, era solo un pensiero, fammi un gintonic va, con molto ghiaccio , grazie.

BALLE DI FIENO

Abito in piena pianura , circondato dalle campagne. Per me che sono un nativo di mare è una contraddizione ed una limitazione. Il mare vuol dire paesaggio , luce , innamorarsi , sognare. Cose che in campagna si fatica a trovare ma col tempo fai le tue scoperte. Scopri le bellezze che ti offre questo paesaggio pur se sterminato e sempre uguale. Una bellezza che ho scoperto sono le balle di fieno. Mi hanno rapito da subito. Mi ha affascinato il modo con cui vengono create , con cui vengono custodite, con cui vengono fatte seccare al sole. Quando incontri un paesaggio fatto di balle di fieno, il sorriso illumina i tuoi occhi pur se dovessero essere tristi. Quelle balle di fieno disposte nei campi, sembrano tanti bambini, tante persone felici. Danno un senso di comunità. Ti vien voglia di raggiungerle e stare insieme a loro, per poter ricevere un pò di quella loro felicità. La felicità dei bambini, si perché sembrano tanti bambini paffutelli pieni di allegria che non può che contagiarti. Ma ieri ho scoperto un’altra cosa sulle balle di fieno, una cosa che non sapevo. Non si può sapere tutto , non conosciamo noi stessi , figuriamoci le balle di fieno. L’ho scoperto, purtroppo , per un incendio provocato in una cascina nella città in cui abito. Pur se domato , i vigili del fuoco non lasciavano passare. A chi gli chiedeva il perché ,visto che non c’era più traccia di fuoco, loro hanno risposto che è per le balle di fieno. Si perché in un incendio le balle di fieno possono aver trattenuto il fuoco pur sembrando intatte e , se non stai attento , maneggiandole o aprendole , rischi di essere avviluppato da quel fuoco , facendoti bruciare come un cerino , divenendo in poco tempo solo cenere. Analogamente ad un figlio , che all’apparenza integro e felice, porta dentro di se il fuoco del rancore per quella separazione che non ti ha perdonato. Un fuoco di rancore inespresso , ma vivo e pronto ad esploderti addosso. Proprio come una balla di fieno , dopo un incendio.

MAROON

Mi ha abbandonato la mia donna.
Mi ha abbandonato mia figlia.
Mi ha abbandonato il muscolo della mia coscia destra.
Mi ha abbandonato la mia barista.
Mi hanno abbandonato i parenti.
Mi hanno abbandonato amici e conoscenti.
Ma non credevo che mi abbandonasse anche lui.
Il pane.
Da più settimane non lievita più.
Si rifiuta .
Ma mentre per gli altri può essere una conseguenza come frutto generato da azioni, e puoi dartene una regione pur se non riesci a darti nessuna colpa.
In questo caso no.
Ho sempre dedicato tutto il mio amore, tutta la mia attenzione, tutto il mio ascolto, tutta la mia cura.
Non ho mai lesinato in spese pur di rendere la lavorazione sempre più bella.
Ma ora nulla.
Si rifiuta o meglio rifiuta il tuo amore.
Queste cose rischiano di farti impazzire.
Non trovi ragione ne causa.
Cerchi di capire cosa puoi aver fatto, ma è impossibile, è al di fuori della tua naturale comprensione.
Solo chi ti abbandona sa perché lo ha fatto.
E abbandonandoti porta con se anche il motivo.
Così da essere sicuro che tu non riesca a trovare la soluzione a quel torto reso e non compreso.
MAROON.

venerdì 28 luglio 2017

AMORE

Lui è un omone alto e robusto.
Lei piccolina , alta poco più di un metro, su una sedia a rotelle.
Sono seduti uno di fianco all'altro.
Lei poi si gira con la sedia e si sedie appoggiata con le ginocchia.
Insieme guardano il film.
Si accarezzano.
Si guardano.
Condividono il contenuto del cellulare, durante la pausa tra un tempo ed un altro.
Poi si riguardano.
Si sorridono.
Riprendono a vedere il film.
Sempre l'uno di fianco all'altra.
Sempre cingendosi col braccio.
Finito il film , lei si risiede sulla sedia a rotelle.
Lui l'accarezza , lei gli sorride.
Vanno così incontro alla scalinata.
In cima si rimirano e lei gli si avvicina per dargli un tenero bacio.
Che lui si gode socchiudendo gli occhi.
Amore, solo unicamente amore.

giovedì 27 luglio 2017

ESSERE ORIGINALI - ESSERE SE STESSI

Io per mia natura sono una persona originale.
In tutto ciò che faccio.
Non perché lo ricerchi o perché voglia differenziarmi.
Sono naturalmente così.
Sono me stesso.
Me ne fotto di ciò che pensano gli altri, se quello che faccio non reca danno a nessuno se non a me stesso e alla mia dignità.
Questo però anziché provocare attrazione o curiosità da parte di altri , sortisce l’effetto opposto.
L’essere per natura un uomo originale mi complica la vita.
Essere originale è pericoloso.
Sei considerato fuori controllo , non manovrabile.
Come i matti.
E dai matti è meglio tenersi lontano e tenerli alla larga.
Non puoi essere un originale in un mondo dove vige il conformismo.
Dove chi agisce lo fa tenendo conto della reazione degli altri e quindi non agisce o agisce in modo conforme.
Gli originali , fatte alcuni eccezioni, sono considerati e rivalutati solo dopo morti.
Naturalmente o volontariamente.
Quando non possono dare più fastidio con la loro presenza.
Potrebbe essere una  soluzione.
Ma io sono originale, mi ostino a continuare a vivere.
Sperando di incontrare qualcuno folle come me.
Anzi meglio di no, meglio stare alla larga dagli originali e dai folli.
Altrimenti gli altri chissà cosa penseranno.

martedì 25 luglio 2017

IL MESSAGGIO

Domenica mattina, seduto sullo sgabello fuori dal bar a prendere il caffè, vengo circondato da mosche tutt’intorno e sopra di me.
Più tardi, dopo un giro in bici , mi fermo in un altro bar per prendere un altro caffè e leggere in santa pace all’ombra dei portici, ma anche li circondato da mosche tutt’intorno e sopra di me.
Il pomeriggio finito di stirare e troppo tardi per fare qualcosa di diverso e troppo caldo per pensarci, vado a prendere il caffè al bar.
Questa volta, mi faccio furbo,  il caffè lo prendo al banco e poi mi seggo , ma all’interno.
Ma appena poso le chiappe per sedermi sono circondato da mosche tutt’intorno e sopra di me.
D’accordo , ho capito il messaggio.
Ma che bisogno c’era di urlarlo così forte e per così tante volte?
Sono uno STRONZO mica uno stupido.

giovedì 20 luglio 2017

ORGOGLIO PADANO

Parecchia gente indossa la maglietta in cui con viene iscritta una fase da orgoglio padano "Cudogn e la su gent".
Ormai è più di un decennio che abito a Codogno , ormai anch'io sono un padano.
Per cui non ho perso tempo e ho comprato la maglietta .
Però prima di indossarla ho preferito lavarla.
Con questo caldo si asciugherà subito e domattina anch'io potrò fregiarmi con orgoglio di andare in giro con la maglietta dell'orgoglio padano.
Ma mentre sto per stenderla, noto che la scritta sembra diversa.
Cavolo avrò sbagliato lavaggio e avrò rovinato tutta la maglietta.
Invece no , la maglietta non era rovinata era la scritta che era cambiata.
È diventata "Te si de Cudogn , ma te si un Terun".

venerdì 14 luglio 2017

DIPARTITA

Sto morendo ma non posso andarmene via , devo pensare a loro due.
Devo permettergli di avere il tempo di accettarlo.
Di mitigare il loro dolore.
Quello che provano per me.
Vorrei ringraziarle a parole ma, parliamo un linguaggio differente anche se quello degli occhi e dei sentimenti è lo stesso e ci accomuna.
Non so come poterle ringraziare.
Sto morendo , ma grazie a loro, dopo aver avuto una vita degna di vivere.
Mi hanno amato , accudito , nutrito.
Accolto nella loro casa.
Senza pretese, senza imposizioni, in completa libertà.
Permesso di essere sempre libero e felice.
Sicuro di trovare sempre due mani pronte a coccolarmi e a prendersi cura di me.
Sicuro di trovare sempre qualcuno disposto ad ascoltarmi pur senza parlare , con l’ascolto del cuore.
Ora purtroppo non posso più rimanere, devo andarmene.
Lassù mi reclamano.
Cercherò di farlo in silenzio.
Durante la notte.
Sperando che loro mi staranno sognando , ricordandomi come ero e non come sono ora.
Grazie di tutto quello che mi avete dato e sono sicuro che darete ancora a chi ne avrà bisogno.
Il vostro riconoscente micione.

domenica 9 luglio 2017

COSE DI TEMPI REMOTI

Oggi mi sono lasciato guidare dal naturale corso delle cose. Non ho inseguito niente e nessuno. Mi sono preparato da mangiare cercando di stupirmi come ogni volta, inventando sempre qualcosa di nuovo per me. Finito mi sono preparato il caffè , anzi la cicoria. Poi ho pulito stoviglie e cucina. Nel frattempo mi facevo accompagnare dalla voce della radio, quella non urlante e melodiosa , ricca di cose da dire per chi vuole ascoltarle, RADIO3. Poi ho riempito la lavatrice per poi metterla in funzione. E finalmente mi sono seduto sul divano, almeno così lo chiamano anche se è difficile a crederci. Ho finito di vedere un film inquietante ma molto bello, pur se credevo che fosse un film ironico ma tutt’altro. Finito il film era troppo tardi per fare qualcosa di più impegnativo , in più è iniziato a piovere. Allora ho deciso di restare in paese e armato di ombrello sono andato a prendere il caffè al bar. Ho scelto un bar diverso, evitando di abusare di occupare sempre gli stessi spazi. Si rischia di essere invadente e di vedere sempre le stesse persone. Ho preso il caffè , mi sono seduto a leggere una rivista e poi mi sono rimesso in cammino. Per dove non importava. Camminando lungo il percorso ho incontrato una donna africana, molto bella , che da tempo non vedevo e ho avuto l’opportunità di vederla disarmata, senza la sua corazza difensiva che deve indossare quando la incontro in giro o in stazione. Senza corazza era di una bellezza più stupefacente. L’ho solo salutata, senza indugiare troppo, sembrava inopportuno e fastidioso. Ho proseguito il mio giro, scoprendo cortili mai visti prima. Arrivato sul corso principale , mi capita di vedere chi non vedo da più di un mese , causa un litigio avuto. Mia figlia. Non me l’aspettavo, ma le cose più belle sono quelle più inaspettate. Era davanti al negozio del fotografo, in vetrina per esattezza. In diverse fotografie di gruppo , in cui è stata ritratta insieme ai componenti del grest estivo. Devo ammettere che è stato emozionante, vedermela li davanti , in foto , senza che potesse abbassare lo sguardo , evitarmi o voltarsi. E chi dice che i negozi di fotografia , per colpa dei cellulari , non servono più. Sono cose di tempi remoti ma, che ti sanno dare quelle emozioni che nessun smartphone ne applicazioni, sono capaci di darti.

LETTERA ALLO SFIGATO

Prendi dalla vita quello che puoi avere. Non ti ostinare a perseguire altro. Appariresti ridicolo, stupido , inadeguato. Sprecheresti inutilmente forze e risorse utilizzabili in cose più produttive. Cerca di fare quello che ti è permesso di fare. Usa la più potente delle forze a tuo favore. La curiosità. Fatti accompagnare da lei. Permettile di farti camminare per strade mai percorse. Permettile di farti andare in bici per strade che non pensavi che esistessero. Permettile di farti osservare la bellezza di un paesaggio, di un fiume , di un fiore e con prudenza anche di una bella donna. Permettile di cucinare usando la fantasia , combinando ingredienti che nessuno aveva mai osato mettere insieme. Permettile di farti leggere un libro perché ne hai sentito parlare o perché parla di cose che non conosci, non vergognartene , leggile anche in giro. Permettile di farti incantare come un bambino dalla magia del cinema , scegliendo cose insolite, nella lingua in cui sono state prodotte e non tradotte con interpretazioni poco sensate nel tuo idioma. Permettile di conoscere nuovi mondi, che sia un nuovo paese , un nuovo bar , un nuovo supermercato, il fatto che sia nuovo rispetto al prima è già conquista. E se non glielo permetti o permettendogli tutto questo nulla cambia. Non resta che fare una sola cosa. Ucciditi.

domenica 2 luglio 2017

TEMPESTA

Quando arriva la tempesta, non fare nulla , non ti muovere.
Accetta di bagnarti , di farti sporcare , di farti infangare.
Se ti muovessi , sarebbe peggio.
Devi attendere che passi, che tutto termini da se, così come ha avuto inizio.
Sempre che passi , che abbia termine e finisca.

L’ATTESA

L’attesa è molto più bella dell’evento che attendi. Almeno per me così è stato sempre, fin da piccolo. L’attesa ti fa sognare , ti fa progettare, ti fa immaginare come quell’evento si manifesterà. Nell’attesa sono riposte speranze , desideri , illusioni. Nell’attesa si ritorna al nostro io bambino. L’attesa è come un Babbo Natale, sai che non esiste ma fai finta di crederci, perché così è più bello. Poi arriva l’evento, che il più delle volte disattende ciò che hai atteso. Ma non importa. Chi è un sognatore , sa che questo non è un dramma. Perché al prossimo evento , nell’attesa sognerà ciò che gli piacerebbe accadesse. E se non accadrà continuerà a sognare, perché saper vivere l’attesa non è un pregio per tutti.

TU VUO’ FA’ L’AMERICANO

Nella nostra cultura il fallimento è un evento negativo. Qualcosa di cui vergognarsi , da cui nascondersi. Chi fallisce è un fallito , uno che non ci sa fare, un buon a nulla. Uno che ha sbagliato tutto. Nella cultura americana , basata sul coraggio di ogni uomo di farsi impresa, il fallimento è un evento positivo. Vuol dire che ci hai provato. Che hai idee. Che vuoi darti da fare. Non stare con le mani in mano che qualcuno arrivi e ti dia quello che necessiti. No , in America , devi farti da te , devi imparare a crescere e il percorso di crescita arriva da fallimenti, prima di arrivare ad ottenere ciò che desideri. Chi fallisce in America è incoraggiato a riprovarci, è sostenuto. Per cui non mi resta da fare come diceva Samuel Beckett “Se hai fallito , fallisci ancora , ma fallisci meglio”. Questo devi fare si tu vuò fà l’americano.

sabato 1 luglio 2017

PUGNI IN FACCIA

E’ da un pò di tempo che ricevo pugni in faccia. Per la maggior parte da chi non te l’aspetti , da chi con cui non hai nessun atteggiamento di difesa , perché sei affidato. Forse è salutare riceverne. Indipendentemente da chi te li da. Sono una indicazione di qualcosa che non va , a cui devi da ora prestare attenzione e tenere conto. Sono come una spia di un allarme che si attiva quando si è superati un limite. Consapevole o meno poco importa. Sono devastanti questi pugni in faccia. Non riesci a capire. Ti destabilizzano. Sono come dei veri pugni portati alla tua testa. Sono pugni che ti mandano KO , al tappeto , rintronato. E quando sei al tappeto , due sono le alternative. O riesci a rialzarti e , con la faccia tutta tumefatta, comprendi la lezione e cambi registro di vita. Oppure rimani a terra , senza riuscire ad alzarti , ed è giusto così. In entrambi i casi , ciascuna alternativa è soluzione.