sabato 31 luglio 2021

TESLA

Fino a pochi anni fa, mi sembrava più un prototipo avveniristico che realtà tecnologica.
Poi da prototipo si è trasformata in realtà.
Ero convinto che fosse una realtà unicamente americana.
Per gente ricca e folle, che ha soldi da buttare via, pur di togliersi lo sfizio e dire di averla.
Poi lo vista girare qui nel comune dove abito.
Città che pur essendo famosa in tutto il mondo, è pur sempre una piccola città di provincia.
Ho pensato che fosse qualche riccone che girasse qui per la città, famosa nel mondo.
Poi ne ho vista un’altra, poi un’altra ancora ed ancor di più.
Quasi fosse una utilitaria qualsiasi.
Al che ho pensato che fossi l’unico a non averla.
Per cui mi sono informato.
Dove comprarla.
Quanto costa.
Quanta autonomia di ricarica ha.
Ho preso le misure del box, per verificare se riuscivo a parcheggiarla.
Poi sono andato in banca per chiedere il finanziamento e mi è stato garantito.
Ma alla fine il mio sogno si è infranto.
Ho scoperto che in fase di ricarica non posso far andare la lavatrice ne il forno.
Mi tocca andare in giro in bici o con la mia piccola macchina giapponese.

martedì 20 luglio 2021

IL PESO INUTILE

Portare un peso, nella vita, è già di per se un peso.
Se poi, risulta essere anche un peso inutile, lo è ancor di più.
Sono i pesi della mente, quelli per cui non occorrono muscoli, pur essendo dei macigni, ma basta solo complicarsi un po' la vita, per portarli.
Sono quei pesi che ti senti addosso sempre, in qualsiasi momento della giornata, perché occupano comunque la tua mente.
In questo modo, ti trovi ad essere anche più impacciato, perché causa quel peso, devi assumere comportamenti non fluidi, ma obbligati.
Uno di questi, capita quando hai un diverbio con qualcuno, qualcuno con cui avevi fino ad un attimo prima, un rapporto semplice e civile.
Causa quel diverbio, si crea il peso, che si deposita nella mente, e che sta li a ripresentarsi ogni volta che incontri quella persona o che potresti incontrarla.
Provocandoti dei comportamenti non naturali, e per di più rigidi, frutto della rigidità dell’offesa.
Fino ad ieri, uno dei tanti pesi inutili, che trasporto con me quotidianamente, finalmente ha lasciato la mia mente.
Tutto per una casualità, non per una scelta di vivere una vita più semplificata.
Mi sono accorto di un problema che riguardava una di queste persone, la cui offesa ricevuta, ha portato alla chiusura di ogni rapporto.
Ero indeciso, se comunicarglielo o meno.
Non per dispetto, ma perché immaginavo la risposta a quella mia attenzione, che sarebbe stata male interpretata, forse perché erroneamente, da me posta.
La vita ha permesso di fugare ogni dubbio, ritrovandomi questa persona, in qualsiasi posto in cui andavo.
Alla fine ho scelto la soluzione civica, ossia avvisarlo del presunto problema, nonostante l’accaduto tra di noi.
Ho ricevuto la risposta che immaginava, anziché un ringraziamento per la mia attenzione nei suoi confronti, una semplice alzata di spalle, dicendomi che quanto dicevo era impossibile che potesse accadere.
Mi sono subito pentito di quanto fatto, ma ormai era andata.
Il giorno dopo lo incontro, e mi ferma, dicendomi che avevo ragione, e timidamente mi ha ringraziato.
Quel gesto, ha rotto quel peso, frantumandolo, e liberandolo dalla mia mente.
Permettendomi di camminare più leggero.
In più ha liberato anche gli altri pesi collaterali, con le altre persone coinvolte.
Di sicuro non siamo diventati amici per la pelle, ma almeno, i rapporti civili, per ora, sono stati ripristinati.
Ed ora, non mi devo più preoccupare di incontrarlo.
In quanto non devo forzarmi ad evitarlo, ma agendo in maniera semplice e spontanea, salutandolo.
Un gesto semplice, che semplifica la vita.
Almeno la mia.

lunedì 19 luglio 2021

LA RISPOSTA NEGATA

Aveva approfittato di una e-mail ricevuta, per fargli quella domanda.
Rispondendo a quella e-mail, e aggiungendo la sua richiesta.
Si  aspettava una risposta in tempi brevi, avendo risposto alla e-mail, appena dopo averla ricevuta.
Invece niente.
Passavano i minuti, poi le ore, ma la risposta non veniva data.
Controllava lo SmartPhone continuamente, ma di quella e-mail nessuna traccia.
Solo le solite e-mail promemoria di servizi.
Si chiedeva il perché di quella mancata risposta.
Cosa volesse significare quel silenzio.
I dubbi iniziavano a porsi.
Le domande venivano alla mente.
Faceva le considerazioni più assurde, proprio come chiunque si fosse trovato nella sua stessa situazione, senza risposta ricevuta.
A volte, pensava, le non risposte sono più chiare di una risposta esplicitamente data.
Ha atteso fino a tarda sera, per poi coricarsi.
Sfinito da questo continuo controllare la risposta, che non veniva recapitata.
Stamattina se ne era completamente dimenticato, l’aveva rimosso.
Forse la troppa energia spesa ieri, aveva esaurito tutte le risorse che deve avere chi è obbligato ad attendere.
Poi di improvviso, tutto si svela, e comprende il perché quella risposta non gli fosse mai arrivata.
Consultando le e-mail di ufficio, ha notato una e-mail strana, di cui non capiva perché gli fosse recapitata.
Poi ha compreso tutto, nel rispondere alla e-mail ricevuta ieri, lo Smartphone aveva impostato il suo indirizzo d’ufficio, anziché dell’effettivo destinatario.
Questi strumenti sono cosi utili ed immediati, ma bisogna prestare attenzione a quando li si usa , per capire cosa inviamo e a chi.
Altro che risposta negata.
Maledetto Smartphone, che tutto rende facile, ma a volte, spesso, ci fa commettere errori così grossolani, che se non subito ravvisati, ci fanno cadere nel mare delle tenebre dei dubbi, per le risposte negate.
 
THE ANSWER DENIED
 
He had taken advantage of an e-mail he had received to ask that question.
He replied to that e-mail and added his request.
He expected a quick response, having replied to the e-mail just after receiving it.
Instead, nothing.
Minutes passed, then hours, but no answer was given.
He checked his SmartPhone constantly, but there was no trace of that e-mail.
Just the usual email reminders of services.
He wondered why there was no reply.
What did that silence mean?
Doubts began to arise.
Questions came to mind.
He made the most absurd considerations, just like anyone else who had found themselves in the same situation as him, with no reply received.
Sometimes, he thought, non-answers are clearer than an explicitly given answer.
He waited until late in the evening and then went to bed.
Exhausted by this constant checking of the answer, which was not delivered.
This morning he had completely forgotten about it; he had removed it.
Perhaps the too much energy expended yesterday had exhausted all the resources those who are obliged to wait must have.
Then suddenly, everything unravelled and he realised why that reply had never reached him.
Consulting his office e-mails, he noticed a strange e-mail, which he did not understand why it had reached him.
Then he realised that, in replying to the e-mail he received yesterday, the Smartphone had set his office address, rather than the actual recipient's.
These tools are so useful and immediate, but you have to be careful when using them, to understand what you are sending and to whom.
So much for a denied reply.
Damn Smartphone, which makes everything easy, but sometimes, often, makes us commit such gross errors, that if not immediately detected, we fall into the sea of darkness of doubts, for the denied answers.
 
Translated with DeepL

venerdì 16 luglio 2021

LA DONNA SENZA NOME

Tutte le gelataie di quella gelateria, riportano il loro nome sulla loro maglietta aziendale.
Un modo per non rimanere anonimi, ma sapere chi ti ha confezionato quell’attimo di piacere, presente in una coppetta di carta o su di un cono.
Un modo, anche,  per far percepire l’ambiente più familiare, anche se sei un estraneo e ci entri per la prima volta.
Sapere che il gelato te lo ha servito Giulia, Margherita o altre, associa un qualcosa di familiare, quel gelato lo senti più tuo.
Come se fosse un’amica, una sorella, una compagna che ti prepara la merenda.
Non mi ero mai accorto, però, che una di esse, per di più la mia preferita, non portava la maglietta aziendale, ne si poteva conoscere il suo nome.
Forse perché rimango sempre incantato da quel suo modo severo ma professionale.
Affascinato dal suo essere una persona pratica e fattiva, dedita al lavoro, qualsiasi mansione debba svolgere.
Soprattutto quando ho capito che è una persona abituata a non sprecare le cose, quando mi sono stupito a come sia riuscita a riempirmi una coppetta di gelato, da una vaschetta che per tutti sarebbe stata vuota, ma per lei no.
Ho avuto conferma delle sue qualità, e degli insegnamenti di vita, che la vita stesa gli ha dato.
Ieri sera, in cerca di conoscere anche il suo nome, mi sono accorto che lei non indossa una maglietta aziendale, quanto meno stampato il suo nome.
Gliel’ho chiesto, non potevo non associare un nome a chi mi prepara il gelato ogni volta.
Me lo ha detto, e non poteva essere che un nome incantevole come lei.
Un nome albanese, di origini Macedone.
Nesla.
Un nome originale e unico, come lei.
La gelataia che riempie le mie coppette di gelato, per colmare i miei vuoti esistenziali, ma che a lungo andare rischia di far lievitare la mia pancia.
Dovrò cambiare, alternare, prendere il caffè anziché il gelato, certo che Nesla, saprà fare in maniera sublime anche quello.
Sono un uomo fortunato.
Sono l’unico cliente a conoscere il nome della donna senza nome.
 
THE WOMAN WITH NO NAME
 
All the ice-cream parlours in that ice-cream parlour have their name on their company T-shirt.
It is a way of not remaining anonymous, but of knowing who made you that moment of pleasure, present in a paper cup or on a cone.
It is also a way of making the environment feel more familiar, even if you are a stranger and are entering it for the first time.
Knowing that you have been served ice cream by Giulia, Margherita or others, associates something familiar, that ice cream feels more yours.
As if she were a friend, a sister, a companion who prepares your snack.
I had never realised, however, that one of them, moreover my favourite, did not wear the company T-shirt, nor could you know her name.
Maybe it's because I'm always enchanted by her strict but professional manner.
Fascinated by her being a practical, hands-on person, dedicated to her work, whatever she has to do.
Especially when I realised that she is a person used to not wasting things, when I was amazed at how she managed to fill a cup of ice cream for me, from a tub that for everyone else would have been empty, but not for her.
I got confirmation of her qualities, and of the life lessons that life has given her.
Last night, trying to find out her name as well, I realised that she was not wearing a company T-shirt, at least with her name printed on it.
I asked her, I couldn't help but associate a name with the person who makes my ice cream every time.
She told me, and it could only be a name as enchanting as she is.
An Albanian name, of Macedonian origin.
Nesla.
An original and unique name, like her.
The ice-cream maker who fills my ice-cream cups, to fill my existential voids, but who in the long run risks making my belly rise.
I will have to change, to alternate, to have coffee instead of ice-cream, sure that Nesla will be able to do that too in a sublime way.
I am a lucky man.
I am the only customer who knows the name of the woman with no name.
 
Translated with DeepL

martedì 6 luglio 2021

GAMMA GT

Periodicamente mi sottopongo ad un controllo degli esame del sangue.

Dopo tanto tempo, causa COVID-19, sono riuscito a rifarli.

Ritirato il referto, come di solito, sempre quel valore è fuori dalla norma.

Il Gamma GT.

Eppure non sono una persona che fa una vita dissoluta fatta di sesso, droga e rock ’n roll.

Niente di tutto questo, ahimè.

Ma pur con tutto questo, una vita per lo più salutare, lui non scende.

Ho inoltrato l’esito degli esami, alla mia Dott.ssa che mi li ha prescritti.

Mi ha risposto che d’ora in poi dovrò astenermi dal bere alcolici, per vedere se così facendo migliora.

Li per lì, l’astinenza richiesta, per me non procurava nessun problema, considerando che io di alcool non ne assumo.

Ma il solo fatto di avere ricevuto questa limitazione, mi ha procurato comunque una limitazione.

Sono passato dallo scegliere liberamente di non bere alcolici, da ricevere il divieto di farlo.

Mi è stata privata la libertà, se pur teorica, di trasgredire.

Come quando ho fatto l’esame per il rinnovo della patente e mi hanno imposto di usare gli occhiali, io che gli occhiali, usandoli, li ho sempre usati anche guidando, pur non avendo l’obbligo di farlo.

Ricevuto l’obbligo è cambiato tutto, anche se in realtà non cambiava nulla per le mie abitudini.

Ma si passava dalla scelta volontaria e consapevole, all’obbligo di legge.

Oggi mi sono trovato nella stessa condizione.

Il mio orgoglio è stato ferito, anziché  premiare la mia persona, per la scelta consapevole sempre fatta.

Poi, mentre rimuginavo a questo obbligo, mi è tornato alla mente Alicia Jimenez Bartlett, che in uno dei suoi libri, alla sua protagonista, Pedra Delicado, trovatasi in una situazione a lei non gradita, decide di usare l’approccio britannico, ossia sfruttare la situazione a proprio favore.

Passare da negativa a positiva.

Allora ho pensato, quando tutti, al bar mi chiedono perché io non bevo mai alcolici.

Rispondendo in un modo, che più da salutista, fa passare il messaggio di sfigato.

Ora invece cambia tutto.

Quando mi troverò al bar, e una donna che a me interessa, mi chiederà il perché io non beva alcolici.

Gli risponderò, non me ne parlare, tutta colpa dei Gamma GT.

Sicuro di ricevere una pronta comprensione e solidarietà, facendogli credere un mio passato da uomo duro, che si cibava di alcol, come di acqua.

Il leggere fa bene, e ti ritorna sempre.