martedì 31 maggio 2016

I BENESTANTI

Credevo che fosse solo una mia condizione.
Quella di trovarsi in una situazione di benessere quando frequenti quel luogo.
Quando hai l'opportunità di fare qualcosa per gli altri .
Che sia un trattamento, aiutare a sistemare , essere di utilità, ti dà una forza che la vita quotidiana ti toglie.
Ti rimette in circolo una energia che il mondo lì fuori , ti blocca o ti spegne.
Oggi me lo ha confidato anche lei.
Lei che è sempre sorridente e piena di gioia di vivere.
Però in realtà ci siamo sempre frequentati li.
Quindi non so , se quella felicità e quella gioia di vivere siano semplicemente dovute al varcare quella porta che ti introduce al centro.
Stasera ho capito che io e lei siamo fortunati , siamo dei benestanti.
I benestanti al centro del benessere e lontani dai mali che il mondo ci affligge quotidianamente.

SCREENSAVER

Ha la testa dura più di un mulo.
Oggi mi ha inviato una foto dal suo luogo di vacanza.
Casualità o meno, la foto riprendeva lei che accarezzava un mulo.
Un incontro tra teste dure.
L’ho messo come screensaver sullo smartphone.
Ma appena dopo averlo fatto , mi cade per terra.
Ho un colpo al cuore.
Mi abbasso per raccogliere lo smartphone, immaginando come si sia distrutto.
Con mio stupore è integro.
Il pavimento invece è crepato.
La sua testa dura , anche se in foto, me lo ha salvato. 

lunedì 30 maggio 2016

V.O.

E’ l’ultimo giorno per utilizzare l’abbonamento al cinema.
Ho ancora degli ingressi da utilizzare.
La giornata piovosa non mi lascia scelta.
Ma dei film che vorrei vedere , in quel cinema non li danno.
Devo scegliere tra quelli che proiettano.
Più che scegliere cosa vedere , vado per scarto, scegliendo cosa non voglio vedere.
Rimane lui.
Un film di cui non avevo sentito parlare.
Come chi fa il suo lavoro in silenzio, senza sbracciarsi per farsi vedere.
Conscio di aver fatto il suo lavoro.
Che piaccia oppure no.
Vado.
L’alternativa è un centro commerciale o un altro cinema, ma spendendo altri soldi .
Arrivato in sala, sono solo.
Il vuoto mi circonda.
Un silenzio per poter riflettere.
Un po’ alla volta arriva anche qualcun altro.
Temerari.
Il film inizia.
Iniziano a parlare in russo con sottotitoli.
Suppongo che sia una scelta regista come metafora della incomunicabilità, narrando la guerra assurda nei territori sovietici, per poi far parlare i veri protagonisti.
Invece no.
E’ tutto con i sottotitoli, è in V.O. 
Ma come tutto nella vita, quando una cosa non la scegli e ti trovi costretta a farla, ne apprezzi poi la qualità.
Una cosa che non avresti mai fatto.
Ma sei grato per averla potuto fare.
Come essere costretto a bere un caffè amaro perché non c’ è zucchero e bevendolo ti accorgi che è buono comunque.
O un pane senza sale , apprezzandone la sua bontà.
O avere l’occasione di parlare con una donna e rimanere affascinato dalle sue parole , dal suo cuore , dal suo cervello , dai suoi occhi, fregandotene di come siano le tette o il culo o le gambe.
Sono rimasto affascinato da questa visione in versione originale.
In questo modo son dovuto stare più attento.
Accorgermi di particolari.
Ammirare i paesaggi e il quotidiano proposto.
Un film che mi ha riempito l’animo.  
La mia mente è tornata ad una mia esperienza sentimentale con una donna Ucraina.
Donna che con me parlava in Italiano.
Donna con cui è finita subito, soprattutto per fraintendimenti linguistici.
Mi sono chiesto, chissà cosa sarebbe stato di noi , se avessimo vissuto la nostra storia in V.O.
Dove ciascuno poteva esprimere liberamente ciò che sentiva senza essere costretto a dover tradurre o interpretare ciò che l’altro diceva.
Dove ciascuno era costretto a capire ciò che effettivamente voleva dire l’altro nel suo idioma natio.
Un amore fatto di sottotitoli.
Faticoso da portare avanti.
Ma che sarebbe finito per cose serie e non per un doppiaggio venuto male.

domenica 29 maggio 2016

MANDARINI

L’albero ne è pieno.
Ma nessuno li raccoglie.
Eppure sono maturi.
Ma restano li.
Destinati a cadere e marcire.



NIBALI

La credevo già in viaggio.
Arrivata a destinazione.
Sicuramente avrò capito male.
Ma comunque resta il fatto che non ha avuto tempo .
Era dedicato ad altro.
Altro che ad oggi nelle sue priorità mi avanza in classifica.
Non mi resta che scalare .
Fare come Nibali.
Recuperare il terreno perso.
Superare tutti gli avversari.
Ma penso che non basti ne essere Nibali ne avere un'ottima bici.
Finché non sarà aperto un sentiero ,
quella montagna resterà invalicabile.
Accedibile solo quando chi possiede le chiavi del cancello ti permetterà di varcarla.

LIGHT

Mi sono svegliato con una sensazione bella.
Leggerezza .
Come se avessi abbandonato o depositato qualcosa che gravava sulle mie spalle.
Pur assaporando questa sensazione, non riuscivo a risalire all'origine.
Poi penso di aver capito .
Ieri ho fatto una cosa insolita per me.
Ho seguito anziché inseguire.
A pranzo ho scelto non portarmi il solito cibo da casa ma andare a mangiare in un luogo familiare, che mi desse nutrimento e accoglienza in tutti i sensi .
Finito l'esame di Shiatsu , anziché correre per prendere il treno, ho scelto io che treno prendere, permettendomi di bighellonare tra le vie squallide ma affascinanti di Milano .
Tornato a casa me ne sono andato a fare walking , anziché rinchiudermi in un bar , cinema o centro commerciale.
Non so quando durerà tutto questo .
Se è l'inizio di una svolta o un episodio occasionale .
Per ora me lo godo.
Domani ci penseremo se siamo diventati light oppure no .

sabato 28 maggio 2016

LOVE COACH

Mi ha fatto imbufalire, con la stessa intensità con cui gli voglio bene.
A volte la rabbia e la stizza sono originate da una assenza.
In questo caso , assenza di lei.
Assenza dei suoi occhi.
Assenza della sua allegria.
Assenza della sua tenerezza.
Una rabbia che ti toglie lucidità e intelletto.
Sono i casi in cui necessita un love coach.
Un consulente esperto in queste tematiche.
Non si è fatto attendere.
Mi ha fatto capire il perché.
In cosa sbagliavo.
In cosa devo porre attenzione.
Eppure sono cose che conosco benissimo per l'attività che faccio.
Ma la rabbia ottunde anche le tue conoscenze.
Ma stamane me lo ha fatto ricordare lui.
Mi ha fatto riflettere e capire il perché.
Con gli strumenti che lui stesso mi ha donato.
Il mio love coach.
Il trattamento Shiatsu.
Che tutto risolve e tutto riequilibra.
Anche se il ricevente è tutt'altra persona .

venerdì 27 maggio 2016

ECLISSI

cosa serve disporre di una stella se poi non ti illumina.
Tanto vale rimanere al buio.
Autoindotto.
Piuttosto che vivere questa eclissi perenne .

TEMPO È DENARO

Se avevi messo a disposizione il tuo tempo per compartirlo .
E se così non è stato .
Non sprecarlo .
Usalo per te.
Fai ciò che ti occorre .
Fai ciò che per quel tempo avevi messo in disparte.
Il tempo è denaro.
Non va buttato.

RELAX

Basta .
Voglio riposarmi .
Da quando sono entrato in casa che sgobbo.
Ora mi impongo un riposo.
Relax per 10 minuti.
Metto il timer.
Crac.
Cazzo si è rotto.
E vabbe , puliamo i vetri va.

ATTENDERE

E’ la mia attività principale.
Da quando vivo , sono sempre in perenne attesa.
Attesa che qualcosa avvenga o si palesi.
Il più delle volte sono attese disattese.
Delle speranze deluse.
Delle illusioni disilluse.
Non è proprio un bel vivere.
No , è una rottura di coglioni.
Bisognerebbe imparare ad andare.
A sapere dove.

mercoledì 25 maggio 2016

C'HO PROVATO

Ho tentato.
Sapevo che sarebbe stato impossibile, ma ho provato comunque.
Ho verificato tutte le combinazioni.
Tutte le possibilità.
Tutti gli incastri temporali.
Ma mi sono dovuto arrendere.
Accettare la realtà.
Come chiunque nelle mie stesse condizioni.
Almeno posso dire "C'ho provato "
Posso dire di non avere rimpianti.
Mi sono giocato l'opportunità presentatasi.
Pazienza.
La prossima volta farò diversamente.
Attenderò che termini lo sciopero.
Magari, approfittando per farmi un giro.
Senza farmi prendere in giro da questa falsa opportunità.

POKER

La considero la mia donna di cuori.
Ma la realtà si rivela per quella che è. 
E’ una donna del segno dei gemelli, porta con se il DUE.
E’ una donna che sistematicamente mi da buca agli appuntamenti presi.
Quindi più che una donna di cuori devo prendere atto di ciò che è.
Un DUE di PICCHE.

martedì 24 maggio 2016

ASTRONOMIA AMOROSA

Mi sono innamorato di una donna.
Una stella luminosa.
Una cometa.
Si fa vedere ogni cinquanta anni .

LUCE

Il temporale è arrivato e andato via.
Portando dietro di se uno splendido sole.
Quel sole che ti porta luce.
Quel sole che ti porta tepore.
Quel sole che ti fa alzare il tuo umore sotterrato.
Quel sole che riempie i cuori.
Tutto eccetto il mio.
Perché il mio cuore ha visto si il temporale, ha visto si il sole.
Ma il mio cuore ha visto soprattutto la luce dei suoi occhi.
Occhi che ieri non ha potuto vedere.
Occhi che ieri non hanno potuto illuminarlo.
Occhi che non hanno potuto riscaldarlo.
Occhi che non hanno potuto carezzare la mia anima e dargli luce.

lunedì 23 maggio 2016

LA CICLISTA PEDONALE

Avevamo appuntamento all'angolo.
Attendevo che arrivasse con la sua bici.
Ma di bici ne arrivavano ma non conducevano lei.
Poi mi giro e vedo i suoi occhi.
I suoi occhi illuminati e illuminanti.
Non era in bici era a piedi.
Dimenticavo che le piace camminare.
Girare per scoprire e meravigliarsi.
Scoprire strade che ti portano verso territori che diversamente non avresti conosciuto.
Questa sera si è fidata del suo istinto e si è lasciare trasportare.
Questa sera si è fatta condurre dal suo cuore.
Cuore che l'ha condotta da me.
Pronto ad accogliere questa ciclista pedonale.

GRANDINE

Come un buon agricoltore ho atteso che il frutto maturasse.
Ma l’impazienza è stata tanta , non lo nascondo.
Ma la tenacia e la perseveranza non sono state da meno.
Sono riuscito a farla sbocciare.
Sono pronto ad assaporarne la vista di quel frutto .
Ma non ho fatto i conti con la grandine.
Lei che in un attimo può distruggere tutto il lavoro pazientemente fatto.
Cancellando ogni possibilità di raccolto.
E’ andata a lavorare in bici e in bici sarebbe venuto a cena con me.
Ma la grandine impedirà che ciò avvenga.
Non mi resta che tornarmene a casa col treno.
Improvvisare una cena per me solo.
Provare ad asciugare quei vestiti zuppi d’acqua e imbiancati come la neve , da quella grandine che ha impedito il nostro incontro.

FRANTUMI

L’avevo tra le mani.
Notavo la sua delicatezza , la sua frangibilità.
Dal pensiero all’atto è bastato poco.
Mi è caduta in terra.
Frantumata in mille pezzi.
Impossibile da riaggiustare.
Come quando va in frantumi il cuore , quando finisce un amore.
Mi sono subito affrettato a raccogliere i pezzi di vetro, sparsi dappertutto sul pavimento.
Operazione necessaria per evitarsi di farsi del male, oltre al danno già subito.
Conscio però di non averli rimossi tutti.
Di sicuro tra qualche giorno o tra qualche tempo, mi accorgerò della loro presenza.
Li calpesterò con il piede scalzo, urlando di dolore.
Come ha urlato il cuore , ritrovando per caso in fondo al cassetto un frantumo dell’amore che fu.

LEI E' DESTINATO A PERDERE....

Mi sembrava di essere un personaggio di un film dei fratelli Coen.
Una scena di un loro film.
Dove al protagonista viene sentenziato senza appello il suo destino.
Un destino che chi pronuncia quelle parole non sa di condannare.
Ma il protagonista che conosce la sua vita, capisce che si tratta di una condanna.
Il sentenziatore è l’oculista, il quale dice :
“Lei è destinato a perdere nella sua vita…..”, fa una pausa “la vista man mano”.
Ma quelle parole , pronunciate in quel modo , con quel suono e quella pausa, nascondevano una condanna celata.
Come una lama , sono entrate dentro di me e mi hanno squarciato.
Squarciato dove più volte con ago e filo , alla bene e meglio , ero riuscito a rabberciare.
In quelle parole ho visto scorrere tutta la mia esistenza attuale.
Esistenza fatta di perdite e di sconfitte quotidiane.
A cui dovrei essere abituato e invece ognuna ha un peso diverso e più schiacciante.   
Ma a volte perdere è anche sinonimo di liberarsi.
Quando perdi qualcosa , ti viene si tolto, ma non hai più il peso di doverla gestire.
Sarà un pensiero ZEN.
Ma diversamente resterebbero solo le lacrime.

venerdì 20 maggio 2016

LA RIBELLIONE

Sono stanca.
Ho esaurito tutte le mie forze.
Non ho più un weekend di riposo.
Sempre in giro.
Sballottata di qua e di la.
Mi piacerebbe ogni tanto potermi annoiare.
Depositarmi da qualche parte senza fare niente.
Come un oggetto messo in cantina.
Ma invece no.
Occorre sempre essere a disposizione.
A portarmi dietro tutti i suoi pesi.
Esistenziali e non.
Ma stavolta no.
Ho deciso di farmi sentire.
Non posso più andare avanti così.
Vuol dire non aver rispetto di me e di quello che sento.
Non capire le mie esigenze, ma continuare con i suoi egoismi.
“Ahi , mi è caduta sull’alluce , che doloreeeeee !!!!”.
Così impari a farmi lavorare ogni weekend.
E’ iniziata la ribellione.
La ribellione della tua valigia.
In guardia !!!

giovedì 19 maggio 2016

"SEI A CASA A RILASSARTI ?"

Mi sarebbe piaciuto rispondergli di sì ma non ho potuto.
Non perché in quel momento effettivamente a casa non c'ero.
Ma perché la casa in cui ora abito , non è fatta per rilassarsi.
È una casa minimalista , per quel che serve.
Mangiare , dormire e lavarsi.
Il resto diventa difficile.
Capisci che non è tua .
Che la tua casa l'hai dovuta lasciare conseguentemente ad una scelta fatta.
E quando esci da quella casa , devi lasciare e abbandonare tutto.
Non puoi portarlo con te, non ti è più concesso.
Rilassamento compreso.
Allora sei costretto a trovare rifugio , calore, in posti che mai avresti pensato.
Per cui la sera anche se piove a dirotto, comunque esci a prendere il caffè .
Non per il caffè , ma per trovare una atmosfera familiare che non hai più e mai più avrai.
Anche se sai che è un inganno, ma lo fai comunque.
Ormai si va avanti così.
Ingannandosi un giorno dopo l'altro.
Sperando che l'inganno prima o poi sparisca.
Ma anche pensare questo è un inganno.

mercoledì 18 maggio 2016

SCADUTO

Tutto è scaduto o in scadenza.
Il latte è scaduto.
Le uova stanno scadendo.
La mela è marcita.
Ma se il latte lo butto nel cesso e le uova e la mela in pattumiera , di me cosa ne faccio.
Potrei buttarmi sotto ad un treno o sotto il metrò.
Ma non posso.
Stasera è giorno di spesa.
Mi tocca comprare il latte , le uova e le mele.

SIMMENTHAL

Ti vedevo come una fonte di energia.
Ti vedevo come una persona solare.
Ti vedevo come una persona ideale per essere amati.
Ti vedevo come una persona ideale per essere amata.
Ma ti accontenti di una SIMMENTHAL.
E tutto quello che vedevo è svanito.
Come un oasi nel deserto.
Di cui rimane solo sabbia.
E null’altro.

LAMENTI

"Il lavoro di oggi non mi soddisfa, mi sento penalizzato , era meglio quello di prima, avevo più autonomia”
“Sono partita per un breve periodo di vacanza. E’ stato molto bello. Ma il ritorno non è mai bello. Il solo pensiero mi ha messo angoscia”
“La mia compagna è un tipo deciso. Faccio fatico a stargli dietro. Non ho riposo”
“Ieri sera sono uscito con la compagnia, eravamo tutti insieme a divertirci ma il caffè era veramente schifoso, ci ha rovinato la serata”
“Mi ha invitato a cena a casa sua stasera, lo desideravo da tempo ma mi toccherà mangiare il Tofu e il Seitan”
 
Vi farei fare la stessa esperienza di Jim Carrey, ma anziché “Una settimana da DIO” , “Una settimana da ME”.
Dopo non vi lamenterete più.  

martedì 17 maggio 2016

RIVEDERSI

L’ho vista da lontano.
E’ da tempo che non la vedevo.
Ma è inconfondibile.
Il suo sorriso si riconosce anche tra la folla della metro.
Non so perché , mi fa piacere rivederla.
Cerco di farmi vedere ma, è attenta a parlare con una sua amica.
Poi entriamo nello stesso vagone della metro.
La causalità così ha voluto.
Ma continua a non accorgersi di me.
Ma il destino vuole altrimenti .
Ed infatti nello spostarsi, mi calpesta un piede.
Girando per scusarsi , mi nota.
Mi dice “Ciao, cavolo, ma sei sempre lo stesso , anche dopo tanti anni”
Grazie, le rispondo, compiaciuto “Sei gentile”.
No, mi risponde, “Sono sincera, come in passato, sei sempre in mezzo alle palle. Pure ora .Quando scendi ?”

lunedì 16 maggio 2016

IL PICCIONE

Molti mi considerano e mi vedono tale.
E a torto o ragione poco importa.
Ognuno vede con i suoi occhi, con la misura che l’anima gli concede di avvicinarsi alla verità.
In effetti come un piccione sono sempre in viaggio.
Vuoi da pendolare per lavoro.
Vuoi da pendolare del benessere.
Come ogni buon piccione sto sempre in mezzo ai piedi.
Ma forse solo perché stanco di volare vuole riposarsi un po’.
Provare a vedere come si vive tra gli altri.
Ma giustamente il piccione è molesto.
Non è bello averlo intorno.
A me per primo non piacciono.
Però esistono e non è colpa loro se sono nati piccioni e non aquile o condor.
Si d’accordo , sarò pure un piccione.
Ma questo non vuol dire che devo accontentarmi delle briciole.

domenica 15 maggio 2016

CONOSCERMI

Oggi è una bella giornata di sole .
È uno spreco chiudersi da solo in un cinema.
Meglio pedalare da solo all'area aperta , tra le campagne dove abito.
Così ho fatto.
Mi sono preparato da ciclista fantozziano, neanche dovessi andare sulle Dolomiti ma, la prudenza non è mai troppa.
Ho deciso di andare a prendere il caffè nel mio bar dell'altro paese .
Raggiungendolo in bici anziché in macchina.
Che bello , il vento mi accarezza la faccia e mi accarezzerebbe anche i capelli se li avessi ma li porto corti.
È tardi per andare a prendere il caffè ma chi se ne importa, il tempo è troppo bello per non approfittarne.
Alla fine arrivo.
C'è tanta gente , oggi in paese c'è la fiera.
Il mio amico mi vede e dopo avermi sorriso , senza che glielo chieda mi prepara il caffè.
Si è anche ricordato che sto prendendo lo zucchero di canna.
Che bello quando uno sa cosa vuoi.
Vuol dire ascolto.
Vuol dire attenzione.
Vuol dire rispetto.
Vuol dire avere il piacere che tu stai lì. 
Vuol dire conoscermi.
Ma sopratutto vuol dire che sono uno scassacazzi.

INVECCHIANDO

Non te ne accorgi quando ti crescono i capelli grigi.
Non te ne accorgi quando in treno con le cuffie ascolti "la vita è adesso", cantandola  senza accorgerti che ti sentono.
Non te ne accorgi quando la prostata non funziona più e ti alzi di notte per pisciare, se ci riesci.
Non te ne accorgi quando inizi a fare la corte a quarantenni e cinquantenni perché quelle più piccole ti sembrano tua figlia.
Non te ne accorgi quando in un bar dalla radio senti la canzone di Daitan e tu rimani affascinato e tua figlia ti chiede ma che cazzo stai facendo?
Non te ne accorgi quando vai al concerto dei Muse e il bigliettaio ti dice che bravo papá che accompagna sua figlia, quando invece sei da solo.
Non te ne accorgi quando ti vesti come un ventenne pur avendo ampiamente doppiato la sua età.
No , te ne accorgi quando la mattina sei di fronte allo specchio per farti la barba e il colore non è più nero ma grigio.
Quindi non puoi più fare il lupo di mare con la barba incolta ma devi correre a raderla , sperando che non cresca in giornata.
Ora sì che stai invecchiando.

sabato 14 maggio 2016

IL VOLONTARIO

Oggi ho fatto il volontario.
Ho dedicato il mio tempo per la mia famiglia adottiva.
Ho voluto fornire supporto ai miei fratelli e sorelle adottive.
Ma dopo avere dato la disponibilità, sono stato colto da un dubbio .
Morale e di consapevolezza.
Ossia quello di essere più un peso che un sostegno.
Forse perché lo facevo anche per combattere la mia solitudine, e per sentirsi utile in una vita che non perde occasione ad urlarti la tua inutilità.
E anche perché sono conscio di generare diffidenza negli altri .
Mancanza di fiducia, fiducia che non so trasmettere.
Volevi rinunciarci.
Ma non potevo, per me , perché avrei rinunciato per sempre anche in futuro per qualsiasi altra cosa e per chi invece la fiducia me l'aveva dimostrata e riconosciuta.
Ma poi è arrivato il momento.
Ho subito percepito che i miei dubbi non erano mal riposti.
Ho capito che c'era una diffidenza enorme .
Una mancanza di fiducia totale da parte di chi dovrebbe conoscerti bene ma, ho capito non conoscermi per niente.
La differenza nel dire le cose sta nel tono e nel modo di porle .
Ormai ero lì .
Non potevo andare via.
Potevo solo smentire con i fatti chi dubitava di me .
Tra tutti i fratelli e sorelle che avevano bisogno di supporto , si è fidata solo lei .
Chissà perché , ma era l'unica a cui ho pensato di poter essere di aiuto quando ho accettato.
Oggi ho capito che per essere volontario non basta partecipare ma occorre la forza di volontà ad andare oltre ad alcuni atteggiamenti pregiudizievoli.
Come è capitato quando mi ero offerto a farlo per una croce medica .
Ho rinunciato ad andare avanti .
E la mia forza di volontà in questo momento è in default.

giovedì 12 maggio 2016

NUOVO E' SEMPRE MEGLIO

Chissà perché , di fronte al nuovo tralasciamo immediatamente il vecchio.
Veniamo rapiti , ce ne innamoriamo.
Come se il nuovo ci desse quelle attenzioni che , quello che ora è diventato vecchio non forniva più.
Forse è solo vanità o una mancanza di equilibrio interiore.
Quel disequilibrio che ti fa ricercare sempre un nuovo bisogno , perché ti senti inappagato.
Il nuovo è sempre più bello, è sempre migliore.
E in tanti casi lo è.
Ma questo non vuol dire che il prima non lo sia più.
Ma purtroppo è così.
Nella vita , sul lavoro , in amore, con gli oggetti.
Viviamo l’effimero.
Tutto dura finchè non arriva il nuovo.
Accantoniamo, senza possibilità di riciclo per il vecchio.
Vecchio che è destinato a perire.
Quando ero piccolo , io vestivo i vestiti che erano dei miei fratelli .
Se mi andava bene, altrimenti anche dei miei cugini più grandi.
Si faceva così , vuoi per la miglior qualità delle cose, vuoi perché il nuovo non era accessibile o non era così nuovo rispetto a prima.
Ora no ,  e tutto così.
Tutto dura il tempo di un bicchier d’acqua.
Che ingoiamo e non sappiamo più assaporare.

CONSAPEVOLEZZA

Credevo che nei miei confronti ci fosse un certo acredine. 
Poi frequentandoci frequentando lo stesso luogo, l'acredine è venuto meno o mai è esistito. 
Ieri sera quando sono entrato al bar arrivando da una pioggia torrenziale,  tutti mi hanno accolto benevolmente. 
Anche lui.
Quando sono uscito , ho salutato tutti , preannunciando di andare incontro ad altra pioggia. 
Lui mi risponde che da stamattina prende acqua. 
Gli chiedo come mai. 
Che lavoro fa oltre che frequentare il bar. 
Raccolgo rifiuti , mi ha risposto. 
Tutto torna.

ADDIO TECNOLOGICO

E’ da giorni che mi lanciava messaggi.
Ma pur percependoli, data la loro cripticità, non capivo a cosa si riferissero.
Me ne ha lanciato uno quasi ogni giorno , ognuno simile al precedente.
Io ogni giorno osservavo, ricevevo, ma non capivo.
Capivo che era un qualcosa legato ad una fine o ad un nuovo inizio ma , ricevuto da lei non ne capivo il senso.
Ma i messaggi continuavano, nella forma di un countdown.
Come se fosse stata scelta per essere un mio messaggero.
Ero combattuto dal timore di un evento nefasto e dal piacere dell’inizio di qualcosa di bello.
A fine settimana il countdown è scaduto.
E a me non è accaduto ne l’uno ne l’altro.
Poi al ritorno al lavoro ho capito tutto.
L’ho capito al momento del caffè.
Ho capito che quei messaggi, quei countdown, non erano per me ma per lei.
Voleva darmi il suo addio.
Voleva comunicarmi anzitempo della sua dipartita, o meglio del suo ridimensionamento.
Da inizio settimana, qualcuno le ha tolto lo scettro di preferita.
Quella a cui tutti si rivolgevano per un breve e immediato conforto.
E’ passata in second’ordine.
Relegandola ad una delle tante.    
L’addio tecnologico della macchinetta del caffè.

mercoledì 11 maggio 2016

ANATOMIA DI UNA DEPRESSIONE

Solo chi la vive la può descrivere.
Come si crea e come si alimenta.
Frutto di mancati raccolti a fronte di svariate semine.
Frutto di scelte personali.
Frutto del tuo essere.
Frutto di chi gode a vederti così.
Frutto di chi ha il potere di toglierti spazio e esistenza.
La depressione è qualcosa che ti consuma giorno per giorno.
Ti toglie tutto.
Respiro , aria , luce , speranza e futuro.
Con lei è una lotta senza speranza.
Sai già che hai perso in partenza.
Devi solo decidere quando arrenderti.
Quando ammainare bandiera bianca.
Quando inabissarti definitivamente. 
L’alternativa è lasciare fare tutto a lei.
Consumarti giorno dopo giorno.
Spolparti come uno sciacallo che mangia fino all’ultimo brandello di carne.
Sapendo che quella carne non ha più forza di reagire e subisce i morsi senza fiatare.
Perché forse quei morsi , potranno dare la pace, quando nulla più resterà.

Se non questa anatomia di una depressione.

martedì 10 maggio 2016

LA GNOCCA

E’ un termine che uso molto frequentemente.
Più per abitudine che per uso specifico.
Non mi sono mai interessato al vero significato letterale.
Ho sempre supposto si riferisse ad una donna di bella presenza , anatomicamente ben fatta.
Un modo amichevole per riconoscere la bellezza di una donna con cui si è in confidenza.
Un modo per far capire di aver frequentato luoghi in cui c’era la presenza o l’assenza di belle donne.
Però ultimamente più di una donna mi ha sottolineato l’uso che io faccio di questo vocabolo.
Ovviamente in senso negativo.
Premettendone la libertà di usarlo , finche non si lede la rispettabilità di qualcuno, non ne capivo il perché.
In effetti ci potevo arrivare da solo .
Poi mi sono documentato , per curiosità , per capire il perché del fastidio arrecato.
E ho scoperto essere un richiamo, per la forma, a qualcosa di gastronomico che in effetti è attinente a ciò che ha una donna e non un uomo.
Che brutta cosa è l’ignoranza.
Però nel mio caso è giusto che non mi venga perdonata.
Io amo cucinare.
Sono un cuoco per passione.
Non posso non sapere cosa è la gnocca.
Un equivoco nato dal fatto che io culinariamente lo uso al maschile.  
Ma solo per mangiare ovviamente.
A me piace la gnocca.

domenica 8 maggio 2016

L'ULTIMO SALUTO

Finita.
Oggi si è concluso il secondo anno di corso Shiatsu.
Si sono conclusi i viaggi per andare a Sondrio.
Si sono concluse le soste caffè con la mia Sensei.
Si sono conclusi gli arrivi .
Si sono concluse le partenze .
Si sono concluse le splendide cene, in cui stavamo splendidamente insieme noi tutti.
Come ogni conclusione, si genera una emozione.
Di tristezza e nostalgia per i bei momenti vissuti insieme.
Come ogni conclusione c'è sempre bisogno di un ultimo saluto.
Ovviamente non mi riferisco agli abbracci oppure ai baci.
Ma qualcosa che ti rimane addosso, in modo quasi indelebile.
Qualcosa che ti porterai sempre con te .
E così è stato .
Ero in stazione, stavo per raggiungere il binario , dove arrivava il treno per portarmi a casa.
Sento uno schizzo sulle spalle.
Ci ha pensato lui.
Il piccione.
A lui è stato incaricato di salutarmi.
Mi ha cagato addosso.
Mi ha dato l'ultimo saluto valtellinese.
Avrei preferito qualcosa di diverso.
Ma la macrobiotica che studio , mi insegna di accettare tutto , perché tutto è stato deciso che avvenisse per noi e noi non possiamo cambiare il cammino degli eventi.

venerdì 6 maggio 2016

IL BODY-LOVE

Stamattina sono andato in stazione per prendere il treno per Sondrio.
Oramai mi è familiare.
Più che portarmi lontano da qualcuno per me è come portarmi a casa, dalla mia seconda famiglia.
Ma all'arrivo in stazione noto delle differenze.
Che brutta cosa avere il difetto di notare tutto.
Si inizia con il binario .
Hanno invertito tra quello che va in Svizzera e quello che va in Valtellina.
I passeggeri sono numerosi, il più camminatori di montagna .
La controllora è bionda ma non è quella della volta scorsa , sembra essere la sorella maggiore o la zia.
Ma la cosa strana , la nota salito sul treno.
Un tizio in borghese , con sguardo teso e pronto a fare briga, si aggira per il treno.
Più che un treno per Sondrio mi dà l'idea di un treno per Caserta .
Chino il capo e leggo il giornale .
Meglio non incrociare gli occhi , chissà che reazione potrebbe avere .
Dopo un po arriva la zia o la sorella a controllare i biglietti.
Accanto a lei c'è lui.
La segue passo passo.
Non posso non notarlo.
Anche lei se ne accorge.
Mi si avvicina , si accosta al mio orecchio e mi dice "non stia a preoccuparsi per me, tranquillo, lui è il mio body-love".
Come sono avanti questi valtellinesi.
Hanno capito che oggi come oggi, una donna non ha bisogno di chi difende il suo corpo ma, di chi si prende cura del suo cuore .

IL TELEFONO

Nella mia infanzia fino all’età adulta , a casa mia era assente.
Una scelta di mio padre per arginare la troppa generosità di mia madre.
Generosità che si sarebbe trasformata in costi da pagare esorbitanti, permettendone l’uso a chiunque.
Pertanto io sono cresciuto senza telefono.
Chi voleva contattarci, poteva farlo , telefonando a contatti alternativi.
Il Driin per noi , non era quello del telefono ma, la voce , urlante di mia zia, che da casa sua, dal balcone, ci comunicava chi ci aveva chiamato e perché.
Certo , questo era un annullamento della nostra privacy.
Ma io sono cresciuto in un ambiente in cui la privacy era assente.
Tutti sapevano tutto di tutti e senza nessun problema.
Era naturale , come le porte di casa sempre aperte , per far accedere chiunque del palazzo.
Come una unica abitazione.
Come una accoglienza sempre pronta.
Pertanto non ho mai sofferto lo stress da telefono.
Anche se la sua assenza mi avrà fatto perdere delle opportunità di contatto.
Ora , come a sanare quella mancanza, di telefoni sono pieno.
Ne ho uno in casa e ben due cellulari.
Neanche fossi una persona che tutti devono rintracciare, in qualsiasi momento.
Invece il risvolto della medaglia sta proprio in questo.
L’avere tanti telefoni non corrisponde a tante comunicazioni.
Anzi , se nessuno ti chiama su uno non ti chiamerà neanche sugli altri.
Un paradosso della comunicazione.
L’assenza e il silenzio , di fronte a tante possibilità di comunicare.
Forse il mio papà tutti i torti non ne aveva.
Era saggio.
Grazie alla sua scelta non abbiamo mai sofferto l’indifferenza degli altri gridata dal silenzio telefonico.
Ci ha permesso di vivere la vita per come veniva.
Senza attendere uno squillo.
Senza  dover dire un PRONTO.
Ma essere PRONTI a vivere quello che la vita ci offriva.

giovedì 5 maggio 2016

BUONA MEMORIA

La memoria è una gran bella cosa ma a volte può essere un peso.
Ti ricordi tutto, anche le cose più inutili.
Non dimentichi nulla , anche gli sgarbi ormai caduti in prescrizione.
Quella che occorre non è la memoria in se ma, una buona memoria.
Quella che ti permette di far tesoro di esperienze passate.
Quella che ti permette di agire conseguentemente a quelle esperienze fatte.
Che siano esse , esperienze belle o esperienze brutte.
Quella che si dovrebbe avere nel quotidiano.
Purtroppo il quotidiano non è fatto più di rapporti umani ma di contatti social.
Pertanto occorre sviluppare un nuovo tipo di memoria.
Quella che ti fa capire anzitempo il detto o non detto , attraverso un messaggio e non più da segni del corpo.
Non so se è casualità , ma mi sembra che alcuni comportamenti si siano standardizzati .
E conoscerli può aiutarti.
Basta una risposta scritta in un certo modo.
Una faccina messa a fine messaggio, quella faccina e non altre.
Basta questo per farti capire ciò che avverrà o non avverrà dopo.
Ovviamente facendo tesoro dei messaggi e delle faccine precedenti.
Una volta una donna ti dava un bel due di picche stampato in faccia , inequivocabile.
Non lasciava adito a dubbi.
Ora se non hai una buona memoria , rischi di inseguire chi non vuol essere inseguito ma lasciato in pace.
E questo sui manuali di whatsapp non c’è scritto.
Devi impararla sulla tua pelle.
Le cicatrici che ti fanno maturare la buona memoria.

LASCIATI AMARE

E’ un qualcosa di molto bello.
Vuol dire nutrimento.
Vuol dire che ci si prende cura di te e del tuo cuore.
Vuol dire che c’è chi può darti sostegno e ascolto.
Ma nello stesso tempo riesce difficile farlo.
Le ferite del cuore sono sempre li ad urlare il loro dolore.
Pertanto ti chiudi.
Preferisci non soffrire più.
Preferisci di nutrire gli altri.
Preferisci di prenderti cura di loro.
Preferisci di dargli sostegno e ascolto.
Tutto questo per tutelare chi in passato è rimasto ferito.
Il tuo cuore.
Ma il cuore ha bisogno di alimento.
Senza perisce.
Perciò, lasciati amare.
Peggio che vada , sarà una ferita in più.
E delle ferite occorre andare fieri.
Vuol dire che si è vissuto, si è combattuto e aver avuto il coraggio di amare.
Perciò , lasciati amare. 

ALLA FINE TUTTO EMERGE

Tutto viene a galla.
Puoi nasconderlo finché vuoi.
Riporlo nei posti più remoti.
Ma alla fine tutto emerge.
Ed è anche naturale.
Se non sei riuscito ad eliminare ma, solo a confinare, prima o poi appena trova spazio si palesa.
E non è bello.
Non tanto per gli altri che lo osservano.
Ma per te che non te ne rendi conto.

mercoledì 4 maggio 2016

VOMITO

Tendo sempre ad esagerare.
In tutto quello che faccio.
Pur sapendolo , pur essendone consapevole, pur ponendo rimedio, ci casco sempre.
E alla fine chi ne paga le conseguenze sono sempre io stesso.
A cui tutto ritorna.
Con una violenza inaudita.
Con un messaggio inequivocabile.
Come un vomito che ti viene sputato addosso.
Ieri sera me lo ha fatto capire anche lei.
Alla stessa maniera.
Mi ha comunicato di non aver saputo dosare.
Mi ha riferito di non essere stato attento nelle misure .
Come chi agisce senza ascoltare o badare alle conseguenze.
E per me che dell’ascolto ne sto per fare una professione , non è un bel sentire.
Ma prima o poi doveva capitare.
Quando un qualcosa diventa routine alla fine , appena sbagli ti si rivolta contro.
Come se pagassi il conto di tutte le esagerazioni e i non ascolti precedenti.
Come una schiuma di rabbia che esce dalla bocca.
Soltanto che ieri non è uscita da li ma, dallo sportello del detersivo.
Imbiancando tutto il pavimento del bagno.
Un vomito insaponato,  di cui non ho potuto fare altro che raccogliere e pulire.
Sperando di farne tesoro nella mia vita futura.
A volte ripulire di persona i danni da te procurati è più educativo di tante parole per fartelo capire.  

lunedì 2 maggio 2016

MEGLIO IL GABIBBO

L'ho invitata ad uscire con me ma purtroppo aveva già altri impegni.
Ho sperato nella pioggia ma nello stesso tempo ho sperato che ci fosse il sole .
Perché ho capito che quell'impegno per lei era qualcosa di importante.
Non un semplice interesse , ma un sentirsi libera e viva .
Difatti nei pochi messaggi che ci siamo scambiati, traspariva questo senso  di libertà che solo il contatto diretto con la natura, che lei ha avuto , può trasmetterti.
Poi è arrivata la pioggia ma, ormai era troppo tardi .
Per cui ho terminato il weekend come meglio potevo .
Ma non l'ho più sentita .
Poi stasera con meraviglia , mi arriva un messaggio, il suo .
Son contento che mi abbia scritto e le rispondo.
Ma nessuna sua risposta.
Dopo un po' si rifà viva e mi spiega il perché del suo silenzio.
Era con il gabibbo, insieme a lui , a registrare una sua trasmissione.
Le ha fatto spegnere il telefono.
Capisco tutto.
Mi avesse preferito un altro , bello o meno che sia , ci sta .
Ma meglio il gabibbo che me , questa no.
È dura da mandare giù.

domenica 1 maggio 2016

NON SOLO PERCHÉ SEI BELLA

Decisamente non sono un uomo da whatsapp, come da tante altre cose .
Non mi è congeniale.
Faccio solo gaffe e danni .
Pur usandolo parecchio e , forse anche a sproposito, ne rimango sempre vittima .
Pur essendo una persona che scrive , questo tipo di scrittura non riesco ad acquisirla.
Mi comporto come se la persona mi fosse davanti.
Come se mi vedesse mentre pronuncio quelle parole e con che tono e sguardo le offro.
Ma whatsapp non è così.
Arriva quello che scrivi .
Arriva quello che uno interpreta ciò che hai scritto.
Non le tue intenzioni ma le tue parole.
Oggi ero al cinema e non so perché, mi è venuto in mente una frase scritta ad una amica.
Mi sono detto, mica gli avrò scritto questo.
Sono andato a controllare.
Le avevo scritto quello.
Un'altra gaffe.
Le ho scritto "non solo perché sei bella".
Ma il mio voleva essere un omaggio alla sua bellezza, estetica ma soprattutto di animo e di cuore.
Ma non credo che con whatsapp sia arrivata questa mia intenzione.
È arrivata la gaffe.

LA PIOGGIA

Come previsto è arrivata.
Se le è presa con comodo ma, appena arrivata si è messa a lavorare alacremente.
Pioggia che irriga i campi aridi .
Pioggia che nutre la terra .
Pioggia che fa bene alla campagna .
Pioggia che alimenta gli alberi .
Pioggia che permetterà ai fiori di emergere nel loro splendore.
Pioggia che non mi ha permesso di uscire con una donna che avevo invitato, o forse no.
Pioggia che ha impedito di farci godere il piacere di dare benessere, anche oggi, in un bellissimo parco all'interno di un castello .
Pioggia che fa quello che cazzo gli pare.
Senza considerare i danni collaterali.
Il bello della natura.

SOLI-DALI

Ieri scendendo dal treno vedo un uomo ,una persona anziana che scende le scale per andare incontro a qualcuno che arrivava come me dal treno .
Sembrava un nonno felice in attesa di abbracciare i nipoti.
Ma bambini dal treno non ne sono scesi ne ce ne erano.
Mi incuriosisce .
Mi chiedo quella bella faccia felice a chi è rivolta.
Mi giro per capire.
Ma non vedo nessuno.
Poi compare lei.
Una signora di mezza età , straniera , che porta indosso ancora i pesi della fatica .
Ma quando lo vede, il peso si alleggerisce e gli occhi si illuminano di gratitudine.
Lui la cinge con le braccia si baciano , un bacio casto ma pieno di amore , e felici di essersi trovati vanno verso il loro nido.
Certi che ognuno è di sostegno all'altro .
Due persone sole che, hanno capito che l'amore e qualcuno che ti vuole bene , alleggerisce ogni fatica e solitudine.
Due persone SOLI-DALI per il vivere felici e con il cuore pieno di amore corrisposto.
Un insegnamento per tanta gente che preferisce lo stare solo o cambiare portò ad ogni occorrenza.