sabato 14 maggio 2016

IL VOLONTARIO

Oggi ho fatto il volontario.
Ho dedicato il mio tempo per la mia famiglia adottiva.
Ho voluto fornire supporto ai miei fratelli e sorelle adottive.
Ma dopo avere dato la disponibilità, sono stato colto da un dubbio .
Morale e di consapevolezza.
Ossia quello di essere più un peso che un sostegno.
Forse perché lo facevo anche per combattere la mia solitudine, e per sentirsi utile in una vita che non perde occasione ad urlarti la tua inutilità.
E anche perché sono conscio di generare diffidenza negli altri .
Mancanza di fiducia, fiducia che non so trasmettere.
Volevi rinunciarci.
Ma non potevo, per me , perché avrei rinunciato per sempre anche in futuro per qualsiasi altra cosa e per chi invece la fiducia me l'aveva dimostrata e riconosciuta.
Ma poi è arrivato il momento.
Ho subito percepito che i miei dubbi non erano mal riposti.
Ho capito che c'era una diffidenza enorme .
Una mancanza di fiducia totale da parte di chi dovrebbe conoscerti bene ma, ho capito non conoscermi per niente.
La differenza nel dire le cose sta nel tono e nel modo di porle .
Ormai ero lì .
Non potevo andare via.
Potevo solo smentire con i fatti chi dubitava di me .
Tra tutti i fratelli e sorelle che avevano bisogno di supporto , si è fidata solo lei .
Chissà perché , ma era l'unica a cui ho pensato di poter essere di aiuto quando ho accettato.
Oggi ho capito che per essere volontario non basta partecipare ma occorre la forza di volontà ad andare oltre ad alcuni atteggiamenti pregiudizievoli.
Come è capitato quando mi ero offerto a farlo per una croce medica .
Ho rinunciato ad andare avanti .
E la mia forza di volontà in questo momento è in default.

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