lunedì 31 dicembre 2018

CHALET

Non ama per niente la montagna. Forse perché la teme, forse perché non sa viverla, forse perché non la conosce. Forse perché il suo habitat naturale è il mare, essendoci nato a poche centinaia di metri. Eppure sono in tanti ad amare la montagna ed andarci in vacanza. Per farlo, si svegliano all’alba, si ingabbiano in tute che gli impediscono il normale movimento o, le normali funzioni di vita, come andare a pisciare. Fanno tutto questo per andare a sciare. Cosa che forse gli piacerebbe fare anche a lui, ma non facendola e non sapendola fare, gli è più facile odiarla e criticarla. Ma chi va in montagna, dopo aver sciato, cosa fa il resto della giornata ? Potrà andare a passeggiare tra i sentieri nei boschi ? Potrà andare a fare un giro in bici ? No. Al massimo restano chiusi in casa, oppure meglio, trascorrono il resto della giornata, seduti ad oziare in uno chalet. Quest’anno però anche lui ha voluto vivere l’ebbrezza di una vacanza in montagna, pur rimanendo dove vive. Ovviamente senza poter sciare, pur se potesse, ma si è potuto rintanare in un bar per tutto il giorno, per tutti i giorni, proprio come quelli che lo fanno in vacanza in uno chalet di montagna. Ha fatto vacanze natalizie alternative. Non le solite sfigate vacanze di ogni anno, come da molti anni a questa parte, è stato costretto a fare.

COME UN VECCHIO

Come un vecchio, frequenta il bar. Come un vecchio, si siede per bere solo un caffè. Come un vecchio, approfitta per leggere, quel che c’è, giornali, riviste, poco importa, basta far passare il tempo. Come un vecchio, vede e osserva la gente in compagnia, passargli davanti. Come un vecchio, vede scorrere davanti ai suoi occhi, la vita, non riuscendo a vivere la sua. Poi come un vecchio si alza di improvviso e corre verso la sala. In cerca del bagno, per dar sfogo a quell’insopprimibile bisogno, pisciare. Uscito, il suo posto è ormai occupato. Come un vecchio, non resta che andarsene a casa, da solo, insieme alla sua prostata.

ACCOGLIERE

Nella vita ti insegnano sempre ad accogliere tutto. Occorre accogliere il sole che ti illumina la mattina, ma anche le nubi che la nascondono. Occorre accogliere l’occasionalità degli eventi ma anche il nulla. Occorre accogliere la gioia che la vita di dona, ma anche la tristezza che ti porta. Occorre accogliere chi ha bisogno e anche chi non sempre averne bisogno. Occorre, insomma, accogliere tutto, per imparare a vivere al meglio la vita. D’accordo, si capisce e si condivide. Ma a volte più che accogliere si desidera anche essere accolti.

MI HANNO DETTO CHE

Mi hanno detto che bisogna sempre mangiare un piatto di lenticchie. Mi hanno detto che bisogna sempre indossare biancheria intima rossa. Mi hanno detto che bisogna sempre mangiare gli spaghetti con il tonno. Mi hanno detto che bisogna sempre mangiare dodici acini d’uva, come in Spagna. Mi hanno detto che quello che fai il primo lo fai per tutto l’anno. Ho sempre fatto come avete detto, ma nulla è successo, per tutti questi anni. Mi avete preso per il culo o cosa ? Quest’anno me ne fotto, vado a mangiare da KFC. Fottetevi tutti, voi e i vostri bisogna sempre !!!

venerdì 28 dicembre 2018

LA CONSONANTE

Da sempre sono innamorato di lei. Credo anche lei lo abbia capito e, penso che anche lei abbia uguale trasporto per me. Ma purtroppo per me, lei è una donna che antepone a tutto, la fedeltà. Per cui nulla. Solo degli amici che potrebbero essere un pò di più ma devono rispettare di essere quel pò di meno. Ma oggi è capitato qualcosa di incredibile. Le stavo scrivendo su Telegraph per fargli gli auguri di buon anno e mi accorgo che ha cambiato la foto. Nella foto veniva ritratto un biglietto, scritto nella sua bella grafia, biglietto che recita “Single all the way”. Non potevo crederci, ha lasciato il suo uomo, finalmente. Perché non me lo ha detto ? Perché ha lasciato che lo scoprissi in questo modo ? Allora finalmente possiamo coronare il nostro sogno, quel sogno che la fedeltà impediva di realizzarsi. A questo punto non posso perdere tempo, mi devo dichiarare, anche se è solo una formalità, dato che lo sa. Devo vederla subito, incontrarla. Ma non posso andare a mani vuote, devo presentarmi come un vero innamorato. Comprerò 27 rose rosse, si farò così, chiamo il fioraio per ordinarle. Fatto. Però non voglio presentarmi da lei così di improvviso. Le scriverò un messaggio, non quello di buon anno, ma uno per farle capire che ho capito. “Finalmente ti sei decisa ?”. Mi risponde subito “Ciao tesoro, in cosa mi sarei decisa ?”. “Ho visto la foto del biglietto”. “Ti piace ? Sai ho fatto un corso di calligrafia e ho creato biglietti natalizi, questo era il più bello secondo me. Ti è piaciuta l’dea americana si scrivere “Jingle all the way”. “Ah Jingle, allora avevo ragione io. sai l’ho fatto vedere ad una amica e lei pensavo fosse Single, ma le ho detto che era impossibile, che tu sei troppo fedele al tuo uomo”. “Ah, Ah. In realtà la tua amica ci è andata vicino. Sai un mese fa sono ritornata single, l’ho lasciato finalmente, ma poi subito ho incontrato il mio nuovo amore”. “Nuovo amore ?”. “Si, ti ricordi quando ci siamo visti l’ultima volta con il tuo amico per un aperitivo ? Beh, mi ha chiesto il numero di telefono, ha iniziato a mandare messaggi e poi tutto è venuto naturale. In realtà io aspettavo che tu ti facessi avanti, ma visto che per tutto questo tempo non l’hai mai fatto…Viste le cose, meglio così”. “Sì, son contento per te. Ah dimenticavo, Buon anno allora”. Non ci posso credere lei aspettava me e io credevo tutt’altro e quello neanche la conosce e me la porta via. E ora cosa ci faccio con le rose ? Vado a venderle nei bar agli innamorati ?

giovedì 27 dicembre 2018

SENZA DESTINAZIONE

Quest’anno è il Natale dell’immobilità. Che sia per il freddo, che sia per la lontananza da tutto, il movimento non si realizza. E’ come trasportare un peso, difficile da gestire. Un peso lasciato in mia custodia. Un peso di cui nessuno vuole farsi carico e dedicargli attenzione. Tutti fuggono, scappano al solo pensiero di stargli accanto. Per di più in questi giorni di festa, la consuetudine vuole di stare accanto a chi ci è più caro, non chi è più fastidioso ed è un peso. Un peso a cui è difficile dare una direzione. Un peso rimasto senza destinazione. L’ho capito ieri, quando anche lui ha preferito andare chissà dove. Di sicuro lontano da qui, Lui che sapeva indirizzarmi. Lui che sapeva sempre dirmi dove andare. Lui che mi spronava, che mi dava suggerimenti, ogni volta che mi mettevo in movimento, in base alla comune esperienza. Lui che non lesinava ad aiutarmi a districarmi nel trovare la direzione. Giusta o sbagliata che fosse, non importava, l’importante era muoversi. Ma ora sono in crisi. Anche il TOM TOM non ne vuole più sapere di me. Non mi da più nessuna indicazione, nessun suggerimento, muto, assente, sparito. Questa volta però prima di lamentarmi voglio aspettare. Attendo che finiscano le festività, che trascorri l’Epifania. Non dovesse tornare a funzionare, allora capirò che non è per colpa mia, per sopportare il mio peso, ma per un malfunzionamento. Solo allora chiamerò il Call Center. Dove sei ? Ritorna, son disperato. Ma si fa così, senza neanche parlarsi.

IL SIGNORE DEGLI ANELLI

Dopo tanto tempo son tornato ad uscire con una Donna. Una Donna non cercata, frutto di una casuale conoscenza. Una Donna con cui sembriamo avere molte cose in comune, anche se a volte essere differenti è meglio, serve a conoscere i diversi mondi. Ieri con i suoi occhi dolci, si, ha gli occhi dolci, o lo saranno per me, affascinato da lei, mi ha chiesto di esaudire un suo desiderio. Mi ha chiesto di accompagnarla in città a vedere “Il Signore degli anelli”. Quando me lo ha chiesto, volevo scappare. A me “ Il Signore degli anelli” ? Poi ho pensato che forse non era il caso di fare troppo lo schizzinoso. Da tempo non esco con una donna, cara grazia averla trovata. Così partiamo per andare in città. Mi faccio guidare da lei, evito di prendere la guida, il comando, coma al mio solito. Mi affido. Mano nella mano ci incamminiamo per le vie della città, ma più camminiamo e cinema non se ne vedono. Anzi in realtà ne passiamo davanti a tanti, ma lei tira dritto. Dove lo daranno questo “Il Signore degli anelli”? Ad un certo punto il suo passo si fa tranquillo, come chi scorge la meta tanto agognata, pregustandosi ogni passo per raggiungerla. Solo che non capisco, siamo in pieno centro, nelle strade del lusso e, dopo un pò si ferma. Siamo dinanzi a BULGARI. Ecco chi era “Il Signore degli anelli”. Ma andare al cinema, no? In fondo ci conosciamo solo da una settimana. Chissà se prenderanno i Ticket Restaurant. Ma mi sa di no. Mamma mia, son rovinato

ZEN FREE

Sono una persona con abbastanza controllo di se. Ho assunto un atteggiamento Zen. Cerco di non reagire, di non arrabbiarmi, di capire sempre le situazioni e darne una giustificazione. Cerco di ingoiare, digerire, più che vomitare fuori. Credo che sia più idoneo e di esempio per gli altri. Ma col tempo mi sto rendendo conto che, tutto questo essere Zen, forse mi sta facendo male, mi si sta ritorcendo contro. Come se impedissi a me stesso una naturale reazione. Sto vivendo un paradosso, uno stress da Zen. Troppo autocontrollo. Troppa autodisciplina. Basta, non ce la faccio più. Anch’io voglio reagire, anch’io voglio mettere in piazza le mie debolezze, anch’io voglio dar sfogo al mio lamento, urlando contro ciò che mi impedisce di vivere tranquillo. E’ venuto il momento di reagire, di dare sfogo a tutto ciò che non ho avuto il coraggio di dire e di fare. E’ giunto il momento di cambiare rotta. Basta questo essere Zen, mi ha rotto. Da ora sarò Zen Free. Urlerò tra queste righe, prenderò il coraggio di dire finalmente ciò che penso. “La batteria dell’Iphone 6 mi ha rotto i Coglioooniiii!!! Non ne posso piùùùùùùù!!!! Non faccio che caricarla di continuo. Cazzzooo!!! Non posso andara avanti cosììì!!!” E lo faccio proprio scrivendoti il più vicino possibile, scrivendo sull’Iphone. Vediamo se mi ascolti o vigliaccamente ti spegnerai senza permettermi di finire quello che

mercoledì 26 dicembre 2018

INCOLMABILITÀ

Inizia così, dal nulla. Credi che sia solo una piccola trasgressione, di quelle da cui ti tieni lontano e che da tempo ti impedisci di fare, per mantenere quella tua vita in modo retto e irreprensibile. Una vita senza vizi, di sole virtù. Inizi bevendo qualcosa di alcolico, un gin tonic, un rosso fermo, un bianco con bollicine, iniziando o riprendere a fumare una sigaretta, mangiando un cioccolato o un dolce con la crema, oppure un caffè di troppo o tisane dalle proprietà terapeutiche. Ben presto quella trasgressione diventa abitudine. Non ne puoi fare a meno. Anche se fatta senza convivialità. Inizi a percorrere il cammino del baratro, quello della dipendenza. Un cammino senza luce e senza via d’uscita. Un cammino intrapreso per colmare quel vuoto che si è venuto a creare, a cui non hai saputo porre rimedio, se non illudendoti di scacciarlo con queste nuove cose di vita. Esperienza che prima mai avevi fatto o sapevi tenere sotto controllo, godendone l’occasionalità. Ma di fronte all’incolmabilità di quel vuoto, l’occasionalità diventa abitudine, vizio e abbruttimento.

giovedì 20 dicembre 2018

IL RIVOLUZIONARIO PACIFISTA

Tempo fa, ho deciso di fare una rivoluzione nella mia vita.
Ho confidato di cambiarla e dirigerla verso un’altra direzione.
Ci sono riuscito in pieno, pur se la mia vita è cambiata non come volevo e l’altra direzione si è rivelata tutt’altra.
Aveva ragione Mao, la rivoluzione si fa con la canna del fucile, ma avendo il 99% delle persone accanto a te.
Io ho avuto lo 0% delle persone e nemmeno il fucile.
Sono stato un rivoluzionario pacifista.
I risultati sono agli occhi di tutti.
Oltre che ai miei.

domenica 16 dicembre 2018

WAITING THE SNOW

I’m waiting the snow. Since this morning. But it doesn’t come. I don’t know if it will come or when will come. I know that because of it, i had do to change my day. Yes, because the arrive of the snow, froze everything i had to do. It doesn’t allowe me to organitation nothing. The snow, or only the possibility that it arrive, it paralyzes me. I have fear of the snow. I have afraid of its side effects. But there is a positive side. I can use it as an alibi. If i cannot do nothing, i can say that because of the snow. At least for a day, I can hide that isn’t because of me

OCCHI E OCCHI

Non potevo non notarla, fuori dal bar.
I suoi occhi erano magnetici, mi hanno rapito.
Occhi neri, di un colore intenso, mediterraneo.
Occhi pieni di energia, di quella che arriva dall’anima.
Occhi che sembravano aver voglia di esplorare, di conoscere.
Occhi che comunicavano curiosità, vitalità.
Occhi che non si sono arresi, nonostante tutto.
Occhi di una donna non vedente.
Occhi pieni di voglia di vivere, a differenza dei miei occhi.
Occhi di un uomo vedente.
Occhi spenti.
Occhi vuoti.
Occhi colmi di sfiducia.
Occhi arresi alla vita.
Occhi senza luce.
Occhi pieni di angoscia.
Occhi con la morte dell’anima.
Occhi con la fortuna di vedere tutto.
Occhi incapaci di vedere nulla.

venerdì 14 dicembre 2018

SONO STUFO

Sono stufo di queste persone che ti mettono in imbarazzo.
Sono stufo di queste persone che ti fanno sentire in colpa.
Sono stufo di queste persone ostili.
Sono stufo dei loro silenzi.
Sono stufo dei loro sguardi e dei loro non sguardi accusatori.
Sono stufo della loro freddezza.
Sono stufo della loro complessità.
Sono stufo del loro giudicarti.
Sono stufo di tutto questo.
Basta.
Ma questo è come sono io, perbacco.
Sono riuscito anch’io come gli altri a stufarsi di me.

lunedì 10 dicembre 2018

SPETTATORI

Coloro che guardano l’infinito e capiscono di non farne parte.

domenica 9 dicembre 2018

CONDIVIDERE

Oggi è una bella giornata d’autunno.
Una giornata in cui non bisogna stare da soli.
Da condividere con una donna.
Andare con lei in giro, camminando, tenendoci per mano.
Andare con lei a fare un giro in bici, lentamente, continuando a guardarci senza superarci.
Stare con lei sul divano leggendo ognuno il proprio libro con i nostri piedi che giocano tra loro.
Stare insieme a lei aspettando di bere una tisana, tenendoci le mani e specchiarsi negli occhi dell’altro.
Stare insieme accopertati l’un con l’altro a guardare la tv, mentre si ricaricano i nostri cuori.
Vabbè, andiamo a buttare l’umido che è meglio.

I FRUTTI

In tutti questi anni mi sono dato da fare.
Ho seminato.
L'ho fatto in territori a me sconosciuti, fino poi ad innamorarmene.
Ora è arrivato il tempo del raccolto.
Di raccoglierne i frutti.
Quelli che sono sorti.
I frutti del fallimento.
Frutti pieni di vita.
Frutti carichi di profumi.
Frutti che parlano di me.

lunedì 3 dicembre 2018

SILENZIARE

Tutto intorno a me è silenzio.
Un silenziare a 360 gradi.
Una esclusione di massa.
Credevo fosse una mia paranoia.
Ma quando ha iniziato ad oppormi silenzio anche lei, ho capito che paranoia non era.
La macchinetta della moka.
Si rifiuta di fare il fischio a fine cottura.
Che vita amara.
Come il caffè che bevo.

sabato 1 dicembre 2018

PROFUMO D’AMORE

Sei interessata a quella crema per il corpo, quella che contiene il profumo d’amore. Ma tu non ne hai bisogno. Tu sei un profumo d’amore, lo emani dappertutto. Le tue mani sono piene di carezze. I tuoi occhi pieni di dolcezza. Le tue labbra piene di baci. Le tue braccia piene di abbracci. Le tue dita sarebbero la gioia di ogni capello. Tu non hai bisogno del profumo d’amore. Tu hai bisogno di un uomo con l’olfatto. Di un uomo che percepisca tutto questo. Di un uomo che si inebria del tuo profumo fino a non poterne fare a meno. Tu hai bisogno d’amore, questo meriti, non il profumo. Questo avrei voluto dirti. Ma non ne ho avuto il coraggio. Me ne sono andato via con le mie creme per le mani. Bisognose di tanto amore a cui forse tu avresti potuto dare nutrimento.