venerdì 31 agosto 2018

IF

Se mi amassi, sarei l’uomo più felice del mondo.
Se mi volessi bene, mi riempiresti dì gioia.
Se vivessimo insieme i nostri niente insieme diventerebbero un tutto.
Se facessimo l’amore costruiremo il nostro futuro.
Ma mi stai sul cazzo e, i se sono solo se e null’altro.

giovedì 30 agosto 2018

TELEFONI MODERNI

Tra poco scompariranno i telefoni di una volta, tutti funzioneranno tramite Internet.
Questo permetterà vantaggi e risparmi per tutti, consumatori e aziende di servizi.
In ufficio io ho già un telefono con questa tecnologia.
Oggi ho scoperto una cosa sensazionale, senza volerlo.
Posso chiamare me stesso.
Cosa che con il telefono che dovrà scomparire non è possibile fare.
Che progressi permette la tecnologia.
Userò questa possibilità.
Ho tante cose da chiedermi.
Ho tanti perché che non so spiegarmi.
Ho tante domande da farmi.
Ho tanta voglia di risposte.
Chissà se questo parlare con me stesso, risolverà tutta la mia matassa di problemi.
Ci provo ma, ho il terrore che appena sente la mia voce, mi attaccherà il telefono in faccia.
Vigliacco.

lunedì 20 agosto 2018

L’INCONTRO

Non mi ero accorto di lei, eppure era lì dinanzi ai miei occhi.
Forse distratto da ciò che più appariva e destava la mia attenzione.
L’ho cercata ovunque e, lei era lì, nello stesso luogo da entrambi frequentato.
Io invece, chissà perché, credevo fosse in altro luogo presente.
Ormai mi ero rassegnato, segno che il destino non volesse questo incontro.
Poi è bastato spostarsi dal solito posto occupato, alzare lo sguardo e scoprire che lei era lì e, sarà sempre stata lì.
Ad aspettare me non so, io a desiderare lei, di sicuro.
Ho preso coraggio e mi sono fatto avanti, a cuor contento.
Una cedrata per favore.

domenica 19 agosto 2018

L’INGUARIBILE ILLUSO

Ancora una volta, sono stato vittima dell’illusione. Non so più se dare la colpa a chi mi illude o darla a me che mi faccio continuamente illudere. Scoprire che sei stato illuso in una domenica d’agosto, piena di afa e caldo, è ancor più pesante da digerire e da accettare. Ancora una volta hai continuato a fidarti, illuso da chi sa che cosa. Forse dalla troppa, insolita attenzione, avuta nei tuoi confronti. Mi chiedo se mai imparerò, prima o poi. Nutro molti dubbi, visti gli stessi risultati, ogni volta. Eppure stavolta mi sembrava ci fosse sincerità, semplicità. Invece il solito inganno. Mi aveva promesso che c’era sempre per me. E oggi quando più ne avevo bisogno, mi ha sbarrato le porte. Crudeltà o forse un bagno gelato di realtà, per farmi crescere, finalmente. Mi aveva detto “Il mese di Agosto siamo sempre aperti”, oggi invece il bar era chiuso. Ecco cosa capita a chi continua ad essere un inguaribile illuso

venerdì 17 agosto 2018

IMPANTANATO

Sono completamente impantanato. Non riuscirei a muovermi neanche se avessi le ruote motrici. Il mio vivere quotidiano, di questi giorni di ferie, continua a girare a vuoto in questo terreno di realtà. I pensieri, i progetti, le azioni, non si manifestano, rimango tali e non realizzati. Non so più cosa fare, se lasciarmi trasportare in questo viaggio verso il buio più profondo di me stesso, oppure sforzarmi a fare qualcosa di diverso. Di inutile, forse, ma di diverso. Ecco, il problema è proprio questo, scegliere tra l’inutile e l’inutile. Non so se il mio corpo si sta ribellando, chiedendo ciò che più gli manca, il contatto umano, oppure, come gli altri, mi sta abbandonando, lasciandomi solo con me stesso. Come un’anima che ti lascia e va via, perché non riesce più ad appartenerti (un pò come fanno con me le donne ultimamente, compresa mia figlia). Di solito avviene con la morte, ma ho imparato che si può morire anche vivendo, o sopravvivendo, non saprei come definirlo. Non so se questo scrivere mi possa aiutare a dipanare il groviglio che sono diventato, oppure mi annoderà ancor di più. Mi manca la capacità di agire, no perché non se sia capace, ma perché in prospettiva, il fallimento del risultato di quell’agire possibile, mi impedisce di farlo, lo rende inutile. Mi fa preferire stare qui seduto al tavolo del bar a scrivere il mio vivere, il mio non vissuto, piuttosto che vivere ciò che potrebbe essere vissuto. Credo che averne il coraggio di parlarne, scrivendone, sia già una buona cosa. Significa accettare se stessi. Essere quel che si può essere, qui e ora. Forse è quello che i TAOISTI definiscono “L’agire senza agire”.

IL SEGRETO DEI SUOI OCCHI

E’ il titolo di un bellissimo film argentino ma, lo prendo a prestito.
Pur non conoscendola bene, ho sempre avuto la sensazione che il suo modo di fare e di vivere, nascondesse, qualcosa, come un segreto.
Stamane passando in bici l’ho vista, come la vedo da tanti anni.
Ma stamane ho avuta la fortuna di incrociarla mentre parlava interiormente con il suo segreto.
I suoi occhi, di per se belli, erano bellissimi.
Comunicavano la bellezza della sua anima.
Quell’anima tenuta prigioniera da chissà che cosa.
Che donna stupenda sarebbe se liberata da quella prigione che le impedisce di nutrire noi tutti della sua reale bellezza.
Ma la vita è bella per questo.
Per chi ne ha voglia e sensibilità, ti permette di vedere qualcosa di nuovo da qualcosa che può sembrare conosciuto.
Stamattina ho visto il segreto dei suoi occhi, che bellezza, che spettacolo fantastico.
Vedere i film argentini ha il suo perché e il suo profitto.

mercoledì 15 agosto 2018

WE ARE ALL OF THE BRIDGES THAT BEFORE OR THEN WILL FALL DOWN

Un altro ponte è crollato. Portando con se, non solo macerie ma, devastazione e morte. Crollando, tutto ciò che quel ponte collegava, irrimediabilmente ha lasciato isolato. Del resto nel mondo in cui viviamo, dove ognuno non pensa che a se stesso, disinteressandosi del proprio vicino, cosa vuoi che importa un ponte. Il ponte crollato è la metafora del nostro vivere presente. E’ li, sta in piedi, fa quello per cui è sto creato, collega luoghi e permette di far transitare veicoli. A volte tanti, troppi e a volte pochi o nessuno. A volte è bagnato da troppa pioggia, a volte è seccato dal troppo sole. A volte è sferzato dal troppo vento, a volte è consumato dalla troppa umidità. Come ognuno di noi, è soggetto ad un forte stress quotidiano, di cui nessuno se ne occupa. Basterebbe poco, cura, attenzione, ascolto. Invece no, si arriva all’irrimediabile. Quando quel forte stress ha eroso ogni forza di sostentamento e, il ponte allora non ne può più e, cede. Cade su stesso, d’improvviso, urlando di disperazione, perché non ce la fa più. All’apparenza senza dare segnali precedenti, ma i segnali ci sono sempre, occorre imparare a leggerli, come i segnali che portiamo negli occhi ognuno di noi. Come diceva Carlo Mazzacurati “Ognuno di noi porta una battaglia dentro di se, perciò quando incontriamo qualcuno, sorridiamogli”. Ognuno di noi è un ponte e se nessuno di noi capisce che bisogna prendersene cura, siamo tutti destinati a crollare, senza neanche la forza di un urlo disperato. We are waiting, therefore, because we are all of the bridges that before or then will fall down, if nothing or nobody will help us

martedì 14 agosto 2018

LA BARCA

Ha un cuore con alti e bassi. In continua espansione e contrazione. Un comportamento tachicardico. Come una barca che salpa in mezzo all’oceano. Attraversando le immense onde del mare in tempesta o il tranquillo ondeggiare del mare che ha sbollito la sua rabbia. Sembrerà strano ma in questi casi, per una barca come questa, anziché affrontare il mare, è meglio gettare l’ancora in un porto sicuro, in cui trovare tranquillità e riposo.

mercoledì 8 agosto 2018

I’VE FEAR

I’ve fear. I’ve fear of my fear. This fear blocked every my action, every my think, every my project. Is a paralyzing fear. Is a fear that leave me without an exit way. Like a mouse in the labyrinth, labyrinth that have an exit way, but neither the mouse, neither me, we know how to find it. Is terrible. I feel me as a river freeze, a river that can’t move or gone in nowhere direction. This fear don’t leave me never, not even in the night, when i can refuge me in my dreams. Last night i wake up of shot, my legs didn’t move, was impossible walked. I had need of the wall for not fall. I didn’t know what do. I was alone, i couldn’t call anyone. Was impossible going to the phone and dialed someone for help. I’ve wait few second and i asked help at the unique that it could help me, the Shiatsu. I tried to do auto shiatsu and fortunately has functioned. At least, in this four years, somethings i have learned. But i this night how will do asleep. The fear is always here with me, it’s not gone away, It doesn’t want.

martedì 7 agosto 2018

ABITO BLU

La conosco da tempo, anche se non personalmente. Una donna matura e interessante. Una donna con personalità. Da tempo non la rivedevo. Stasera si è ripresentata l’occasione. Vestita di un meraviglioso abito blu. Quegli abiti che non sai se sono loro a far apparire bella una donna oppure è la donna che rende l’abito meraviglioso. Decisamente non saprei dire. So che era incantevole guardarla. Sono momenti in cui per goderti la bellezza di una donna, ti basta guardarla. Proprio come si fa con le stelle. Incantevoli, affascinanti e irraggiungibili.

domenica 5 agosto 2018

ASSASSINI

Non si può andare avanti così per molto.
Troppo vuoto. Troppo disinteresse. Troppa cattiveria. Troppo cinismo.
Tutte cose che quotidianamente portano via un po’ di vita della persona.
E quel che resta non riesce ad andare avanti da solo.
Si arrende anche lui.
Pezzo dopo pezzo.
Come un qualsiasi macchinario non manutenuto con la dovuta cura e attenzione.
Questa inflizione quotidiana è la forma più crudele per far ammalare fino alla morte una persona.
Tante persone che pur non conoscendosi, perseguono ogni giorno lo stesso obiettivo.
Annientare, annullare quella persona.
C’è un limite a tutto, anche al vivere.
Assassini.

sabato 4 agosto 2018

VITA

C'est la vie.
Prendila come viene.
Take it in the ass.

venerdì 3 agosto 2018

TALKING HEADS

To discover the “TALKING HEADS” at age 51, is as to discover that the women beyond the brain, the head, the heart, the feel ant the soul, they have also the tits, the ass and the pussy. Change the way you watch the world. Mind’s revolution your. Great !!!

giovedì 2 agosto 2018

TOPONOMASTICA

Da tempo si è trasferita altrove, ma eccetto il luogo, non conoscevo il suo nuovo indirizzo.
Stamattina ne sono venuto a conoscenza.
Ho avuto modo di notare che, abita in una zona della città, in cui le vie sono dedicate ad artisti.
Scultori e pittori per la precisione.
Artisti che hanno fatto della bellezza il loro credo e il loro messaggio al mondo.
Conoscendola, non è improprio che abiti tra quelle strade, essendo lei una donna affascinante.
A ben pensarci, prima non ci avevo mai riflettuto, a questi criteri di toponomastica.
Anch’io abito in una zona della città, le cui vie hanno una associazione tra loro.
Io abito in Via della Verza che, è vicino a Via della Zucca, adiacente a Vicolo Cetriolo e tutte intorno a Piazza Rapa.
Vorrà dire qualcosa come per lei oppure è una casualità ?
Boh.
Forse perché cucino Macrobiotico ?
Mi piace pensare così, ma mi sa che il motivo per cui abito dove abito, è un altro.
E già.

IT WAS BETTER

It was better that you didn’t speak.
It was better that you didn’t do anything.
It was better that you didn’t come here.
It was better that I didn’t meet you.
It was better that today you drank only the coffee and then you will go away.
It was better that you went an another place.
It was better that I didn’t see you and I didn’t listen you.
Stop , stop, I have understand, It was better that I didn’t born.
Right , was it ?