mercoledì 15 agosto 2018
WE ARE ALL OF THE BRIDGES THAT BEFORE OR THEN WILL FALL DOWN
Un altro ponte è crollato.
Portando con se, non solo macerie ma, devastazione e morte.
Crollando, tutto ciò che quel ponte collegava, irrimediabilmente ha lasciato isolato.
Del resto nel mondo in cui viviamo, dove ognuno non pensa che a se stesso, disinteressandosi del proprio vicino, cosa vuoi che importa un ponte.
Il ponte crollato è la metafora del nostro vivere presente.
E’ li, sta in piedi, fa quello per cui è sto creato, collega luoghi e permette di far transitare veicoli.
A volte tanti, troppi e a volte pochi o nessuno.
A volte è bagnato da troppa pioggia, a volte è seccato dal troppo sole.
A volte è sferzato dal troppo vento, a volte è consumato dalla troppa umidità.
Come ognuno di noi, è soggetto ad un forte stress quotidiano, di cui nessuno se ne occupa.
Basterebbe poco, cura, attenzione, ascolto.
Invece no, si arriva all’irrimediabile.
Quando quel forte stress ha eroso ogni forza di sostentamento e, il ponte allora non ne può più e, cede.
Cade su stesso, d’improvviso, urlando di disperazione, perché non ce la fa più.
All’apparenza senza dare segnali precedenti, ma i segnali ci sono sempre, occorre imparare a leggerli, come i segnali che portiamo negli occhi ognuno di noi.
Come diceva Carlo Mazzacurati “Ognuno di noi porta una battaglia dentro di se, perciò quando incontriamo qualcuno, sorridiamogli”.
Ognuno di noi è un ponte e se nessuno di noi capisce che bisogna prendersene cura, siamo tutti destinati a crollare, senza neanche la forza di un urlo disperato.
We are waiting, therefore, because we are all of the bridges that before or then will fall down, if nothing or nobody will help us
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