I spend great part of my free time, at the supermarket.
I don’t know because.
Maybe when I grew, them were absent.
Maybe, I am a man alone and, so going to supermarket, permit me , to stay with the people.
I don’t know because.
But going to the supermarket, it gives me the possibility of watch a lot of people.
People of all types.
I saw men or women, alone as me.
I saw families, happy or unhappy.
I saw lovers that they meet , for lovely.
I saw people with dog , left out.
But in all my life at the supermarket, I didn’t see , what I saw today.
Never.
Today, for the first time in my life, I saw a man with his son, that they went to the supermarket, with their horse.
Incredible.
How many special things can se seen, going to the supermarket.
sabato 30 giugno 2018
SUPERMARKET
venerdì 29 giugno 2018
WHOLE
SWITCH-ON
giovedì 28 giugno 2018
ANIME
Quando incontri un’anima che, ti colpisce, devi fare in modo di conoscerla.
Di entrarci in contatto.
Quell’anima che senza volerlo, ti comunicava, intimamente, tutta se stessa.
Un’anima ferita.
Un’anima addolorata.
Un’anima ricca di voglia di vivere ma, ancorata ai dolori e ai rancori del passato.
Un’anima semplice e serena.
Un’anima forte, nonostante le sue dimensioni fisiche.
Un’anima piena di amore da dare, e svuotata da amore dato e non ricambiato.
Un’anima che vale la pena di conoscere.
Pur se solo per prendere un caffè e null’altro.
Un semplice incontro di anime.
In un bar o ovunque possa avere luogo.
Tra anime qualsiasi luogo va bene.
Contano loro, non gli arredamenti.
RISPOSTE
Sto imparando dalla vita che una risposta è comunque una risposta.
Ha il suo valore.
Qualcosa da tesaurizzare.
Anche se la risposta ricevuta non incontra i tuoi desideri.
Serve comunque a non illuderti.
Serve a non sprecare tempo per cose che non ti daranno profitto.
Serve per indirizzare le tue risorse verso altro, o conservarle in deposito per qualcosa per cui valga la pena, in futuro.
In passato ci rimanevo male per queste risposte.
Ora ne colgo il loro aspetto positivo e, ne traggo profitto e conseguenza.
L’importante però, è avere il coraggio di accogliere queste risposte e non rifuggirle.
Non fare finta di non aver visto o giustificare la risposta ricevuta.
Continuando a nuotare nel mare delle illusioni.
Ma prenderla per come è.
Come se fosse un medicamento, che se pur amaro, se non lo rifiuti, ti guarisce e ti fa stare meglio.
O meglio, non ti fa stare peggio, dopo.
mercoledì 27 giugno 2018
A SAD MAN
I can’t say not to be a sad man.
Is impossible.
The life's facts they evidence it.
Today, Vodafone too, said me it.
Vodafone communicated me, that I used, 0 out 200 smiles, in my disponibility, obtained with Happy Friday.
I am a sad man.
I don't have excuses, neither alibi.
FINESTRE
Io vivo da solo, in un piccolo appartamento.
L’unico affaccio disponibile, è un balcone nel cortile interno.
Un affaccio confinato e senza orizzonti.
I miei paesaggi, oltre al cielo, sono le abitazioni degli altri edifici del condominio.
Abitazioni spesso chiuse, perché chi come me, esce di casa la mattina presto e fa ritorno la sera.
Abitazioni spesso chiuse perché disabitate.
Vivere da solo, senza orizzonti e per di più tutto chiuso, è deprimente.
Ma poi accade che una di quelle finestre, da fin troppo tempo chiuse, viene riaperta.
Non potevo non accorgermene.
E’ stato come se un raggio di sole ti colpisse, svegliandoti da quel buio di chiusura da cui da tempo ti eri abituato.
E’ stato come qualcosa ritornasse alla vita, o meglio come se partecipassi a qualcosa di vivo.
Finalmente, uno spicchio di orizzonte si è aperto.
Non certo per curiosare ma, per sentirti meno solo in quell’ambiente solitario.
Conscio che quelle finestre, quando quella casa sarà abitata, si chiuderanno come tutte le altre.
Rimanendo fedeli e coerenti, al paesaggio condominiale.
PUO’ ?
Può un essere spento, riaccendersi ?
Può un essere deluso , tornare ad illudersi ?
Può un essere la cui vita è diventata arida , riprendere a produrre frutti di vita ?
Certo che può.
Se non si è spento completamente.
Se non è rimasto deluso definitivamente.
Se non si è inaridito per l’eternità.
domenica 24 giugno 2018
TALKING ABOUT TECHNOLOGY
VIAGRA’S ABUSE
sabato 23 giugno 2018
LOVES
I love cooking.
I love writing.
I love watching film.
I love making the bread.
I love reading.
I love looking.
I love many other things.
But does anyone love me, down here in this world?
venerdì 22 giugno 2018
FARE COLPO
Ci sono svariati modi per far colpo con una donna.
Le si può regalare un mazzo di fiori, costosi o meno, non importa, basta che siano i fiori che a lei piacciono.
Si può far sfoggio delle proprie disponibilità, se la donna è interessato a queste anziché a te.
Puoi recitare la parte del tenebroso e dannato che, fa sempre il suo effetto.
Ma quando devi fare colpa con nessuna delle donne sopra citate, allora ti tocca trovare il modo che più le si conviene.
Cercando di essere originali, senza però oltrepassare i confini del suo interesse.
Devi colpirla con qualcosa che tu sai che lei apprezzerà.
Non qualcosa di costoso.
Ma qualcosa che faccia capire che tu hai percepito il suo interesse, scoprendolo e carpendolo.
È quello che ho fatto, complice un articolo di un giornale.
Articolo che quando letto, non ho potuto non pensare a lei.
Certo che avrebbe gradito leggerlo.
L’ho conservato e custodito, finché non si presentasse l’occasione dì porlo tra le sue mani.
Consapevole che quel gesto avrebbe sicuramente fatto colpo su di lei.
Oggi gliel’ho portato.
Immaginandomi la contentezza, non espressa, di fronte a quel gesto.
Arrivato di fronte a lei, glielo consegno.
Capisce subito ma, mi risponde.
“Grazie, ce l’ho già “.
Forse era meglio una pianta grassa.
Una in più, non fa mai male.
mercoledì 20 giugno 2018
STANCO
Sono stanco.
Non di quella stanchezza che si cura con il riposo o un periodo di vacanza.
Sono stanco per dissipazione.
Una stanchezza senza più forza, né energia.
Come una candela che, ha cercato di illuminare o illuminarsi, ma che alla fine è riuscita solo a consumarsi per poi quasi spegnersi.
Senza riuscire a illuminare.
Senza riuscire a illuminarsi.
Una candela rimasta accesa fin troppo per cercare di illuminare chi forse già lo era o preferiva il buio.
Una candela rimasta accesa fin troppo per illuminarsi, ma terminato il suo ciclo vitale prima di raggiungere lo scopo.
Una sensazione strana.
Mai percepita prima.
Lo senti nelle ossa.
Lo senti nei piedi.
Lo senti nel sostegno che, ti viene meno.
Da tutto questo ti viene lasciato solo un aspetto positivo.
Non ti importa più di nulla.
Ne reagisci più a nulla.
O forse preferisci pensare così, perché diversamente sarebbe peggio.
ABBANDONO
Per anni ho convissuto con l’abbandono sentimentale subito.
Mi sono sempre sentito una vittima, oggetto di un comportamento atroce e vigliacco.
Poi gli anni passano e il male, pur se non sparito, lenisce.
Poi arriva netflix che, meglio di qualsiasi terapeuta ti aiuta a dare un peso diverso all’esperienza che hai vissuto.
Tramite un film così realistico, tale da ridimensionare il tuo vissuto.
Facendoti confrontare con qualcosa di peggiore, una figlia abbandonata dalla madre all’età di otto anni, perché vogliosa di libertà e di crescita personale che, quella figlia e suo padre non sapevano e non potevano dargli.
Proprio come non ho saputo dare io, a chi è scappata, abbandonandomi per lo stesso motivo.
Il film mi ha permesso, oltre che ridimensionare la mia sofferenza, capire il perché mi è stato fatto quello che mi è stato fatto.
Capire che non vuol dire perdono ma comprendere che a volte la vita ti fa commettere cose per altri impensabili.
A pensarci bene, nel mio piccolo, anch’io non ho fatto nulla di bello.
Lasciando la casa e mia figlia abbandonandole, per poi essere immediatamente abbandonato.
Non ho nulla di cui andare fiero ne da lamentarmi.
Il vero dolore non è il mio, ma dei figli.
Quella del film e la mia.
martedì 12 giugno 2018
CAFFE' RISTRETTO
Stamani, sbrigate le prime pratiche, mi sono concesso una pausa caffè.
Sceso al piano dove si trovano le macchinette, la mia preferita non era utilizzabile causa rifornimento.
Anziché prenderlo dalla macchinetta non preferita, vado nell’altra zona dove si trova la sua gemella.
Arrivato, selezionato il caffè, iniziano ad accadere cose strane.
La macchina seleziona un caffè diverso da quello scelto e per di più me lo sequestra, facendola rimanere al suo interno.
Iniziano a venirmi dubbi che, forse mi stanno arrivando messaggi per invitarmi a non prenderlo questo caffè.
Ma non li ascolto.
Testardo, ritorna nel luogo da cui sono partito, sperando che il rifornimento sia terminato e sperando che il rifornitore sia ancora lì, per ripagarmi del caffè non ricevuto.
Fortuna vuole che il rifornimento è finito e il rifornitore è ancora lì.
Con gentilezza accoglie la mia richiesta ma per evaderla deve utilizzare una modalità tecnica, in cui posso scegliere solo il tipo di caffè e nient’altro.
Pazienza, ormai accetto tutto.
Vengo ripagato del danno subito con un caffè equivalente, ma di quantità superiore al mio solito.
Ormai però la tranquillità è andata a farsi benedire.
La pausa caffè si è trasformata in stress caffè.
Mi seggo, inizio a berlo.
Di solito lo bevo in silenzio e senza fare altro, una pausa da tutto e da tutti, a tutti gli effetti.
Ma il rifornitore incalza, chiedendomi se il caffè è di mio gradimento.
Per cortesia e riconoscenza gli rispondo ma, nel girarmi, il caffè rimanente vola via dal bicchierino.
Macchiando fortunatamente solo il pavimento e nient’altro.
Alla fine, tutto sommato, sono riuscito a bere il caffè anche se per solo 2/3.
Ma non mi sono arrabbiato più di tanto, considerando che il caffè lo prendo ristretto.
sabato 9 giugno 2018
GINA
Gina, è un nome di fantasia, se scrivessi il suo vero nome si capirebbe di chi parlo.
Ci conosciamo da tempo.
Pur senza conoscersi.
Tra di noi si è da subito instaurato un rapporto di rispetto, cortesia e collaborazione.
Con lei ogni problema che si presenta, diventa meno pesante.
Lei ti accoglie.
Ti fa capire che è li per te.
Che farà il massimo che potrà fare.
Tu rimani felicemente affidato.
Sai che lei in un modo o nell'altro, ti aiuterà.
Oggi è accaduto quel che deve accadere in ogni rapporto per poter continuare.
C'è stato un cambio di passo, involontario.
Uno dei due, non so chi, si è rivolto all'altro dandogli del tu.
Quel tu ha portato una ventata di umanità, di vita.
Ha aperto una strada che entrambi avevamo voglia di percorrere ma nessuno dei due riusciva a intraprenderla.
I nostri animi si sono aperti.
Si sono resi più contenti e disponibili.
Gettando via un po' di quel muro che ci divide.
Io non so chi sia Gina ne come sia fatta.
Ma da oggi conosco meglio la sua anima, la sua vera voce interiore.
La vera Gina.
Gina lavora all'helpdesk, lontana migliaia di km, ma da oggi più vicina e più familiare.
OTTIMISMO
Sono perennemente in viaggio.
Senza nessuna meta da raggiungere.
In perenne ricerca di qualcosa che non c'è.
Senza nessuno che mi attenda o che mi accolga.
Tanto varrebbe fermarsi.
Ma la sensazione è che il peso sarebbe ancor più difficile da trasportare.
Tanto vale vivere per quel che mi è concesso di vivere.
Anziché non vivere questa vita inutilmente vissuta.
giovedì 7 giugno 2018
FINCHE' TUTTO FUNZIONA
Quotidianamente noi ci rendiamo dipendenti da oggetti che, nella loro funzione ci rendono la vita più agevole.
Siamo così abituati al loro uso, alla loro affidabilità che, neanche ci sfiora il pensiero che, come gli esseri umani, possano avere una giornata NO, causandoci di conseguenza dei problemi.
Finché tutto funziona, nessuna pensa a problemi che possono occorrere.
Problemi che se si manifestano, ci fanno andare nel panico.
In quanto non siamo abituati all’emergenza, ne capaci alla risoluzione di essi.
Ci fanno usare questi oggetti, accattivandoci con la loro facile usabilità, senza dirci cosa poter fare se improvvisamente dovessero non funzionare.
In passato era tutto molto più semplice, sia gli oggetti sia la loro gestione.
Ad esempio quando ero piccolo io non avevo il telefono in casa ma, le comunicazioni con gli altri avvenivano lo stesso.
Per interposta persona, che possedeva il telefono, sia nel ricevere la notizia che nel fornirla.
Oppure se la notizia richiedeva di essere recapitata subito o di ricevere una risposta pronta, si usava la modalità immediata, ossia la comunicazione a voce via balcone.
Certo la privacy era un po' compromessa, ma a quei tempi non ci si faceva caso.
Anche perché pur volendo creare segretezza, comunque si veniva a sapere tutto, quindi perché sprecare energie cercando di tutelare la privacy.
Anzi era anche utile, perché chi era costretto ad ascoltare, poteva collaborare, portando consiglio per quanto richiesto.
Oggi giorno però non è più così.
Abbiamo di più, ma siamo molto più soli.
Gli unici a cui possiamo affidarci per i nostri problemi sono gli Help Desk, avendo la fortuna di trovarli e che siano preparati.
Certo ci si può rivolgere ad un conoscente esperto ma, se il mezzo di comunicazione per contattarlo non funziona o il conoscente fa il prezioso per aiutarti, il problema è anche doppio.
Ma in tutto questo c’è, come sempre, del positivo.
Come diceva Kierkegaard, quando fai una esperienza negativa hai contemporaneamente anche il suo lato positivo, che se ti capita una prossima volta, non rimarrai smarrito, perché saprai come affrontarla o come non affrontarla perché non c’è rimedio.
Di sicuro si abbatte lo stress e il panico.
E’ quello che mi è capitato stamattina.
Uno strumento che di improvviso non funzionava correttamente, rovinandomi di conseguenza l’inizio della giornata.
Non che senza l’inconveniente fosse chissà che, ma quel chissà che, in questi casi, prende valore.
Ma per fortuna poi sono riuscito, con l’aiuto, a risolvere.
E da domani non ci sarà più il ricordo del malcapitato evento ma, di come agire per risolverlo se ricapitasse.
Un inconveniente che si è tramutato in ricchezza.
sabato 2 giugno 2018
GILET MULTITASCHE
L’estate per me è un problema.
Vado giro con tanta roba che per contenerla mi occorre un capo d’abbigliamento con tante tasche.
Lo so che è poco elegante e fa molto da pescatore.
Ma a me non importa, sono una persona pratica, bado all’essenziale e non ai giudizi.
Stasera mi sono messo in viaggio cercando di comprarne uno nuovo.
Ho girato dappertutto.
Il nulla.
In effetti esclusi i pescatori e me, chi se lo compra.
Rassegnato me ne sono tornato a casa.
Per tutta la strada mi sono chiesto, come fanno gli altri ?
Dove mettono le loro cose ?
Presto detto, ho trovato la risposta.
Ero seduto mangiando il gelato e, di fronte c’erano un uomo e una donna.
Lui con solo camicia e pantaloni.
Alzandosi per andare via ritorna indietro.
Aveva dimenticato il portafoglio e il telefonino.
Dove li metterà mi sono detto ?
Ma nella borsa della donna.
Che sciocco che sono.
Mi sa che anch’io dovrò trovarmi una donna.
Ma in questo periodo è difficile come trovare un gilet multitasche.
LA NUOVA PRIMA VOLTA
venerdì 1 giugno 2018
WHITE FLAG
Mi sono arreso ormai.
Ho alzato bandiera bianca.
Non per sconfitta, perché per esserci dovresti almeno poter gareggiare.
No, la alzo per svuotamento di credo.
Non credo più in nulla.
Non credo che nulla più possa accadere.
Non ha senso rincorrere il vuoto.
Non ha senso andare per strade che ti vengono sbarrate.
Non ha senso inseguire chi non ti vuole o chi ormai di te non ha più bisogno e necessità.
Non ha senso difendere un tuo ruolo, in cui nessuno più crede o ti rispetta.
Nulla ha più senso.
Se non questa bandiera bianca, il cui senso è chiaro e evidente.
GIUGNO
Finalmente è arrivato.
Si è presentato nel modo migliore possibile.
Carico di sole e di luce.
Facendo dimenticare in un istante i giorni grigi del passato.
L’inverno, le nebbie, la neve, l’umidità.
Da oggi anche le persone sono più Giugno.
Sono più aperte, sia nel porsi che nel vestirsi.
Più libere da pesi, con sopportazione portati.
Più illuminati di luce riflessa che questo Giugno ci sta donando.
Tutti carichi di speranza, verso un qualcosa di cui non sappiamo, ma che c’è.
Si riesce persino ad essere più indulgenti, a non farsi prendere dal disappunto.
Proprio per non sprecare l’occasione di tanto nutrimento ambientale.
Ma a ben pensarci, considerato tutto questo, per me cosa cambia ?
Nulla.