Stamani, sbrigate le prime pratiche, mi sono concesso una pausa caffè.
Sceso al piano dove si trovano le macchinette, la mia preferita non era utilizzabile causa rifornimento.
Anziché prenderlo dalla macchinetta non preferita, vado nell’altra zona dove si trova la sua gemella.
Arrivato, selezionato il caffè, iniziano ad accadere cose strane.
La macchina seleziona un caffè diverso da quello scelto e per di più me lo sequestra, facendola rimanere al suo interno.
Iniziano a venirmi dubbi che, forse mi stanno arrivando messaggi per invitarmi a non prenderlo questo caffè.
Ma non li ascolto.
Testardo, ritorna nel luogo da cui sono partito, sperando che il rifornimento sia terminato e sperando che il rifornitore sia ancora lì, per ripagarmi del caffè non ricevuto.
Fortuna vuole che il rifornimento è finito e il rifornitore è ancora lì.
Con gentilezza accoglie la mia richiesta ma per evaderla deve utilizzare una modalità tecnica, in cui posso scegliere solo il tipo di caffè e nient’altro.
Pazienza, ormai accetto tutto.
Vengo ripagato del danno subito con un caffè equivalente, ma di quantità superiore al mio solito.
Ormai però la tranquillità è andata a farsi benedire.
La pausa caffè si è trasformata in stress caffè.
Mi seggo, inizio a berlo.
Di solito lo bevo in silenzio e senza fare altro, una pausa da tutto e da tutti, a tutti gli effetti.
Ma il rifornitore incalza, chiedendomi se il caffè è di mio gradimento.
Per cortesia e riconoscenza gli rispondo ma, nel girarmi, il caffè rimanente vola via dal bicchierino.
Macchiando fortunatamente solo il pavimento e nient’altro.
Alla fine, tutto sommato, sono riuscito a bere il caffè anche se per solo 2/3.
Ma non mi sono arrabbiato più di tanto, considerando che il caffè lo prendo ristretto.
martedì 12 giugno 2018
CAFFE' RISTRETTO
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