giovedì 26 novembre 2020

IL TRADIMENTO

Mi ha lasciato in silenzio.
Una punizione tremenda e orribile.
Non mi scrive più e-mail, né più mi messaggia per propormi cosa potevamo fare insieme.
E pensare, che prima tutte quelle e-mail, e quei messaggi, erano opprimenti, li sentivo fastidiosi, petulanti.
Ma nulla più dell’assenza, ti fa comprendere il valore delle cose che avevi e che ora non hai più.
Certo, forse ha tutte le ragioni, ma mi sembra esagerato.
Per di più senza neanche chiarirci o dammi la possibilità di dirgli come realmente siano andate le cose.
Non credevo si comportasse così.
Eppure è moderna, tecnologica.
Ma sto imparando a mie spese, che pure chi è moderna o tecnologica, ha una sensibilità, che non va violata, neanche involontariamente.
Per lei è stato un tradimento, anche se non è affatto così.
Con l’altra, abbiamo solo visto dei film insieme, tra l’altro film che con lei non mi permetteva di vedere.
Ma forse ho sbagliato.
Dovevo comunicarglielo, essere più trasparente, anziché darsi una sua visione dei fatti, per poi escludermi dalla comunicazione.
Certo, lei c’è, ma non parla più con me, è peggio di come se non ci fosse.
Queste APP sono più inflessibili delle donne.
Il tradimento per Amazon Prime Video, Netflix non me lo ha perdonato.
E credo mai lo farà.

martedì 24 novembre 2020

SCRIVERE O NON SCRIVERE

Sono preso da un Amletico dilemma, Scrivere o non Scrivere.
Da molto tempo, non riesco più ad avere la stessa frequenza e capacità produttiva di una volta.
Non so se perché non abbia nulla da dire o nessuno a cui possa interessare quanto possa scrivere.
Mi è presa una sorta di apatia.
Vuoi per il periodo, che tutti stiamo vivendo, vuoi perché non esiste una vita, in questo momento, da poter descrivere.
Certo, per un osservatore come me, le occasioni non mancano mai.
Si osserva tensione, rabbia, smarrimento, paura, strafottenza.
Spesso rimando, e non colgo l’attimo per partorire il pensiero creativo, figlio della mia osservazione.
Sono anch’io avvolto in questa nebbia, perenne, che ti blocca tutto.
Vorresti evadere, ma non puoi, non ti è permesso.
La tua vita è limitata negli spazi e nel tempo.
Limiti imposti, che nessuno può modificare, se non trasgredendoli, pena sanzioni.
Forse sarà questo che mi impedisce di scrivere, e di farlo in modo fluido.
Il vivere limitato, senza sapere se ci sarà un futuro, un futuro di vita degna, perché nessuno lo sa.
Scrivere o non scrivere, questo è il limite.
 
WRITE OR DON'T WRITE
 
I am caught up in a Hamletic dilemma, write or not write.
For a long time, I have not been able to have the same frequency and production capacity as I used to.
I don't know if it's because I have nothing to say or no one who cares how much I can write.
I have taken a kind of apathy.
You want for the period, which we are all living, you want because there is no life, at this moment, to describe.
Of course, for an observer like me, opportunities are never lacking.
One observes tension, anger, bewilderment, fear and arrogance.
I often postpone, and do not seize the moment to give birth to creative thought, the child of my observation.
I too am wrapped in this perennial fog that blocks everything.
You would like to escape, but you cannot, you are not allowed to.
Your life is limited in space and time.
Limits imposed, which no one can modify, if not transgressing them, on pain of sanctions.
Perhaps this is what prevents me from writing, and from doing so in a fluid way.
Limited living, without knowing if there will be a future, a future of worthy life, because nobody knows.
Writing or not writing, that is the limit.

venerdì 6 novembre 2020

IL LADRO

E’ sempre stata una persona tranquilla.
Una persona rispettosa delle regole.
Egli non ha mai commesso una infrazione, non solo per ligio dovere, ma anche perché non ne è capace.
Eppure questa mattina, c’era qualcosa in lui che lo inquietava.
Come se si dovesse nascondere da un malfatto commesso o da commettere a breve.
I suoi passi erano incerti e timorosi.
Il respiro accelerato.
Come chi dovessi fuggire o scappare da qualcosa.
Eppure non stava facendo nulla di illegale.
Stava facendo quello che normalmente ha sempre fatto.
Ma oggi no, era diverso.
Era come se quel normale comportamento, fossi diventato un reato, un furto di qualcosa di indefinibile.
Si sentiva come un ladro, che si guardava circospetto, qualora la forza pubblica fosse li ad attenderlo, al varco, per fermarlo.
Tutto questo, per voler andare a prendersi un caffè, d’asporto.
Un atto davvero criminale, da punire con il massimo della pena.
Si è sentito tale, un criminale.
Tanto da affrettare il passo e fare immediato ritorno a casa.
Evitando gli sguardi di chi potesse incrociarlo.
Abbassando la testa, respirando in maniera forzata.
Vuoi per la mascherina, che diligentemente indossava, vuoi per il senso di colpa, che lo inseguiva passo dopo passo.
Stringendo tra le mani, l’unica cosa che potesse scagionarlo.
Lo scontrino del bar.
 
THE THIEF
 
He has always been a quiet person.
A person who respects the rules.
He has never committed an infraction, not only because of his duty, but also because he is not capable of it.
And yet this morning, there was something about him that troubled him.
As if he had to hide from a wrongdoing committed or to be committed soon.
His steps were uncertain and fearful.
His breathing accelerated.
Like someone who had to flee or run away from something.
Yet he was not doing anything illegal.
He was doing what he normally always did.
But not today, it was different.
It was as if that normal behaviour had become a crime, a theft of something indefinable.
He felt like a thief, who was looking at himself cautiously, if the police were there waiting for him, at the gate, to stop him.
All this, to want to go for a coffee, to take away.
A truly criminal act, to be punished with the maximum penalty.
He felt like a criminal.
So much so that he hastened the pace and immediately returned home.
Avoiding the glances of those who might pass him.
Lowering his head, breathing in a forced way.
You want for the mask, which he diligently wore, you want for the sense of guilt, which chased him step by step.
Holding in his hands, the only thing that could exonerate him.
The bar receipt.