domenica 26 gennaio 2020

TUTTO BELLO MA

Oggi tutto sembra bello.
Si è dormito bene.
Si è cucinato con calma, amore e passione.
C’è il sole che ti accarezza la pelle e l’anima.
C’è il freddo che ti tiene vivo è sveglio.
Il caffè bevuto era ottimo.
Insomma oggi è tutto bello ma, manca lei.

BLOCCATI

“Scusami se ti sembro un po’ bloccata e non mi lascio andare. Ma il passato ritorna ed è sempre incombente.
Ti prometto che cambierò.
Imparerò a fidarmi di te, ad amarti, a concedermi, a farmi amare da te”.

“Non ti preoccupare, ti comprendo benissimo, so cosa vuol dire e come si vivono queste nuove esperienze.
Il passato è sempre lì.
Non ci permette di vivere a pieno il nuovo rapporto.
È quello che succede anche a me con il mio nuovo iPhone .
Ti capisco”.

giovedì 23 gennaio 2020

INCANTESIMO

E’ come rapito da un incantesimo. Una sensazione che non ha mai provato. Ma quella donna conosciuta sembra aver prodotto in lui, proprio questo effetto. E’ sempre presente in lui, in ogni pensiero, in ogni azione, come una distrazione permanente. Come chi si trova spaesato o senza qualcosa di suo, che gli appartiene e lo completa, ma gli è stato mutilato. Si sente abbandonato, ma nello stesso tempo in compagnia. La presenza di questa donna aleggia sempre intorno a lui. Donna che però sembra essersi allontanata, certa del suo fluido in lui inoculato. Eppure si conoscono da poco e si sono appena frequentati. Ma è come se la conoscesse da sempre. Un ricordo, sbiadito dalla sua assenza, ma vivido della sua presenza nella sua mente. Non sa se è innamoramento, non può esserlo, troppo breve il loro incontro, non sa come definirlo. E’ qualcosa di nuovo. Crudele e dispendioso psicologicamente. Non riesce a capire se lei ha evidenziato il suo bisogno venuto a galla, oppure se lei è qualcosa più di quel bisogno. Non sa se con un altra donna fosse accaduta egual cosa, forse si, ma non ne è sicuro. Quella donna ha qualcosa di unico, di magnetico, di avvolgente. E’ come se fosse dentro di lui, passeggiando tra le arterie e le vene, divertendosi, giocando, ad entrare ed uscire dal suo cuore, ad entrare ed uscire dalla sua mente. Non sa neanche se mai più la rivedrà. Non è in suo potere. E’ costretto a convivere con quel fantasma aleggiante intorno a lui e a i suoi pensieri, confidando che prima o poi si materializzi. Permettendo, finalmente ai suoi occhi, di poterla rivedere, chiedendogli di liberarlo dall’incantesimo, chiedendogli di non abbandonarlo mai più.

FELICITA'

Chiunque, nessuno escluso, è in cerca della felicità nella sua vita.
Ma in pochi riescono ad ottenerla.
Siamo influenzati troppo da ciò che accade intorno a noi, o per ciò che non accade intorno a noi.
In un articolo che presentava un libro sull’argomento, si diceva che la regola fondamentale per andare incontro alla felicità, è accettare il mondo per quello che è e non per quello che vorremmo che fosse.
L’unica cosa di cui tener conto, sono solo le nostre azioni e non quelle degli altri.
Bisogna solo imparare ad agire al meglio o ammettere, trovandone la consapevolezza, il nostro limite a farlo.
Facendo questo, tutte quelle situazioni inutili che ci avvelenano la vita, non avranno più nessun impatto negativo su di noi.
Quindi chi se ne frega se qualcuno non ti saluta o ti saluta controvoglia.
Chi se ne frega se chi deve prestarti un servizio che tu paghi, lo fa sgarbatamente.
Chi se ne frega se chi di fronte alle tue ragioni, sa solo risponderti insultando, perché non ha modo di controbattere.
Chi se ne frega se un uomo o una donna, con cui sei uscita o uscito, non si fanno più sentire.
Occorre farsi scivolare tutto, lasciando agli altri, se lo comprendono, il peso del loro comportamento.
Tu agisci per quel che puoi.
Accetta, quindi, il mondo per quel che è, imperfetto, con la speranza che sia perfettibile.
Nel frattempo ama te stesso, prenditi cura di te, anche della tua solitudine conseguente.
Non te ne vergognare.
Ci saranno tempi migliori o forse non ce ne saranno più, chi può saperlo.
L’unica cosa certa è di fottersene, in modalità costruttiva, degli altri, e aprirti alla tua felicità.
Se non riesci ad essere felice di te, non avrai modo di perseguire la felicità.
Il  mondo è pieno di gente allegra e in compagnia, ma infelice di fronte ad uno specchio quando è da solo.
Perché la felicità è altro, è nutrimento, è energia, è benessere.
Non è ubriacarsi o scopare forsennatamente, senza neanche gustarsi e rendere piacevole quello che stai facendo.
Anche se un bicchiere di vino non ha mai ucciso nessuno, anzi può essere salutare, e una scopata non può che farti bene se fatta cercando il piacere reciproco.
Me se non hai una bottiglia di vino o qualcuno con cui unirti, beviti un bicchiere d’acqua e fatti una bella passeggiata.
Non è lo stesso, ma è il mondo che puoi avere, e quindi sii felice con quello.

martedì 21 gennaio 2020

UNA DONNA GENIALE

La sua vita potrebbe essere la trama di un romanzo.
Una vita che con l’esperienza, l’ha resa una persona semplice.
Nel senso che riesce a rendere semplice ogni complessità che la vita gli pone e gli ha posto.
Non si abbatte mai.
Riesce sempre a trovare la forza di rialzarsi e sorridere alla vita.
A testa alta.
Frequentarla è salutare e nutriente.
Ti permette di apprezzare le cose essenziali della vita.
Quelle cose semplici che non sappiamo più riconoscere, dimenticandoci di esse.
Ma grazie a lei, alla sua vicinanza, quella semplicità viene ritrovata e la vita ti diventa di conseguenza più leggera.
La stessa leggerezza d’animo con cui conduce la sua.
Una donna geniale, come la definirebbe Elena Ferrante.

IL POETA CONSAPEVOLE

Stamattina ho sentita la mancanza dei tuoi occhi.
Ho viaggiato all’agghiaccio per assenza del calore della loro luce.
Arrivato in ufficio mi è sembrato di averti al mio fianco.
La luce luminosa e calda del sole mi illuminava e mi davo il giusto tepore.
Poi in un attimo tutto questo romanticismo si è dissolto come neve al sole.
Mi è ritornata la consapevolezza.
Mi sono ricordato che in treno ho viaggiato con un finestrino rotto.
Mi sono accorto che la tapparella della finestra era posizionata male.

lunedì 20 gennaio 2020

VENERDI 17

Un giorno teoricamente nefasto.
Una combinazione scaramantica, da consigliarti di vivere questo giorno con le dovute cautele.
Evitare i movimenti o le scelte, meglio se rimandate.
Sinceramente non l’ho proprio preso in considerazione.
Non perché mi rifiuti di credere a queste cose.
Semplicemente perché non ci ho pensato.
Diversamente, forse, mi sarei fatto condizionare e non avrei fatto le scelte che ho fatto.
Quel giorno, al bar che frequento, hanno organizzato una serata Karaoke.
La cosa mi ha incuriosito molto e ho preso in considerazione di andarci, andando contro la mia routine del Venerdì.
Vuoi per fare qualcosa di diverso, vuoi per avere l’opportunità di conoscere persone nuove, vuoi per trascorrere un Venerdì diverso dal solito.
In più è un tipo di evento che ha le sue origine in Giappone, per cui non potevo perdermelo.
Da amante e appassionato della vita Giapponese, dovevo vivere questa esperienza.
Alla fine ho deciso di andarci.
Dimenticandomi del giorno funesto, oscurato dall’evento Giapponese che ha attirato la mia attenzione.
Non ho sconvolto la mia serata, ho fatto quello che dovevo fare e con calma sono andato alla serata evento.
Appena entrato, l’atmosfera era piacevolissima.
C’era allegria , semplicità e voglia di vivere.
Tutti erano sorridenti, tutti ti salutavano pur non conoscendoti.
Credevo di incontrare persone conosciute che frequentano quel bar.
Invece escluse le bariste e qualche avventore come me, tutte persone nuove.
Gente che faceva della semplicità il loro modo di vivere la serata.
Permettendoti di viverla allo stesso modo, pur da estraneo.
La mia attenzione è stata attirata dalle donne.
Erano tutte donne diverse dal solito che ti capita di incontrare in un bar di sera.
Donne con tanta voglia di vivere.
Osservarle è stato bello.
Abituato a vedere facce arrabbiate, sostenute, scontente, scostanti, queste donne erano completamente l’opposto.
Ognuna di loro possedeva una singolare bellezza.
Una in particolare, più di tutte.
Un viso bello, luminoso, senza orpelli, di luce propria.
La casualità ha voluto che venisse dove fossi seduto, per prendere il caffè.
Casualità o altro non so.
Ho approfittato per fare la sua conoscenza.
Scoprendo con stupore, essere Napoletana come me.
Fantastico o Mag-nifico come diceva George Clooney, nella pubblicità del Martini.
Due napoletani che non si sono fatti influenzare da questa data funesta.
Andando incontro alla vita e vivendola.  
Ed entrambi hanno fatto la scelta giusta.

domenica 19 gennaio 2020

INNOCENZA

Oggi il grigio ha il sopravvento sulla luce.
Il sole ha tentato di farsi strada ma le nuvole erano in maggioranza e hanno avuto la meglio.
Ero convinto di riscaldarmi con questo bel sole di inverno, invece nulla.
Sono rimasto qui senza luce nè ristoro del suo calore.
Tutto sembra adeguarsi al grigio incombente.
Nessuno passa più per strada.
Sembra non essere più neanche domenica.
Ma poi appare lei.
Lei con i suoi magnifici occhi.
Lei con il suo sincero sorriso contagioso.
Sembra capire cosa sento e allora continua a sorridermi.
Mi saluta con la mano, sapendo che un saluto anche da una sconosciuta, è sempre ben gradito.
Ne rimango affascinato.
Non posso che ricambiare e ringraziarla di questo gesto di tenerezza.
Un gesto che solo i bambini possono fare.
Persone innocenti e senza pregiudizi.
Persone aperte al mondo, senza diffidenza.
Proprio come la bambina che stamani ha illuminato la mia giornata scura, fuori e dentro di me.
Regalandomi il suo sorriso e il suo saluto.
Un gesto di fiducia per il futuro.
Difatti è tornato il sole.

domenica 12 gennaio 2020

TRADIMENTO

Il tradimento ti lascia il segno.
Anche nella nuova vita si insinua e ti impedisce di viverla pienamente.
Agli inizi sembra tutto passato.
Il nuovo ti dà energia, entusiasmo, gioia di vivere.
Ma tu però sei lì a controllare, pur non avendone motivo, né sfiducia.
Ma il passato incombe, si fa presente pur non essendoci più, pur essendo stato messo da parte.
Ma è più forte di te.
Sei lì ad attendere che manifesti le sue debolezze, le sue inaffidabilità.
Stai a controllare se l’energia è tutta dedicata a te o a chi altro.
Lo so è da malati, e accorgermene è stato traumatico per me.
Ero convinto che tutte fosse passato, che il nuovo cancellasse tutto.
Invece no, anziché dedicare tutto me stesso e vivere questa nuova vita, mi faccio frenare e bloccare mentalmente dal passato.
E io che pensavo che con il nuovo iPhone tutto fosse ormai dissolto.
Ma che.
Altro che nuovo iPhone, mi serve uno psichiatra, e di quelli buoni.

SBLOCCO

Senza renderti conto ti sei posto nella tua vita in uno stato di blocco. In cui ogni azione è meditata, soppesata e il più delle volte rinunciata. Sembra di fare, anzi fai, sempre le stesse cose, incapace di farne altre. Eppure se ti volti indietro eri tutt’altra persona. Hai affrontato inconvenienti, cambiamenti improvvisi, adattamenti, scoperto luoghi dove ti sei trovato a frequentare. Poi d’improvviso, molli un pò la presa, ti adagi nel quotidiano, come un riposo di tutto questo vivere frenetico e di improvviso non riesci più a muoverti. Sei quasi paralizzato. Ovviamente, analizzando a ritroso, l’origine di tutto questo lo si trova e lentamente se ne vien fuori. Ma non sempre è così, a volte bisogna farsi violenza e agire, nonostante tutte le paure e gli inconvenienti che hai soppesato. Così facendo, ti trovi nell’azione, e quando sei nell’azione, devi agire, non puoi più tornare indietro, devi vivere l’esperienza. Un pò quando metti in funzione una lavatrice, non puoi più aprirla, finché non finisce il suo ciclo di lavaggio. Ieri è andata così, complice una mattinata cominciata male, troppi caffè. Quelli bevuti il giorno prima e quelli che ha fatto la barista sotto casa mia, che ad ogni caffè che preparava mi faceva sobbalzare dal sonno, picchiettando per svuotare la polvere di caffè, quasi come fosse una specie di tortura, mentre invece era, è e sarà, solo frutto di un eco strutturale, che fa questi brutti scherzi. Alla fine mi sono alzato. Avevo deciso di svegliarmi prima rispetto al solito dì di riposo lavorativo, ma questo tipo di sveglia non l’avevo tenuta di conto. Pertanto mi son trovato a ritornare a casa prima del previsto. Lì è scattato il piano di sblocco. Ho deciso di fare quello che da tempo rimandavo a fare, valutando diverse opportunità, con l’unico risultato di non adottarne nessuna. Ma ieri mi sono fatto violenza, facendo quello che negli ultimi cinque anni ho fatto quasi tutte le settimane. Mi sono messo in viaggio, in treno, verso Milano, scegliendo questa opportunità rispetto alle altre. Son riuscito a fare tutto, pur avendo il timore di aver scelto la strada più pericolosa, piena di insidie e più lunga per fare ritorno a casa. Invece è stato terapeutico. Sembra strano ma andare a Milano, è stato come fare una passeggiata in montagna. Di quelle che all’inizio, al solo pensiero ti viene male, ma dopo che l’hai fatta ti senti rigenerato. Ecco andare a Milano mi ha rigenerato, mi ha rimesso in moto. Il bello è che guardandomi intorno, sembravano tutti smarriti come me, ma tutti allo stesso tempo rigenerati da quel vivere la città. E’ stato frenetico, come è la vita di Milano, ma allo stesso tempo efficiente. Quindi da Napoletano scaduto, ho capito che quel che mi mancava, che mi ero negato, e che sto capendo ora mentre scrivo, è la vita frenetica, lo smog, la folla di gente. Fantastico. Anche se a dire il vero, la sera al ritorno a casa ero stremato. Non so se per quello che ho fatto o se per il sonno negato dalla barista in azione. Stamattina mi sentivo diverso, più padrone di me stesso. Ho dormito anche bene, una meraviglia. Il Bar oggi era chiuso, giornata di riposo.

giovedì 9 gennaio 2020

LE GIOIE DELLA VITA

Quasi sempre le gioie della vita partoriscono da cose semplici.
Legate alla normalità, spesso persa e poi insperatamente ritrovata.
La normalità che ristabilita, ti fa sentire meglio, ti tonifica.
Lo comprendi facilmente, tutto d’un colpo le ansie spariscono, il sorriso riappare in volto, la mente si sgombra dei pensieri per supportare quella normalità sparita.
Sembrava di vivere in un incubo, per cui dovevi sopravvivere di volta in volta.
Trovando rimedio nel modo meno traumatico e più efficiente.
Da tempo vivevo questo stato, ed ero arrivato ad un punto di non sopportazione.
Chi mi poteva aiutare, mancava a presentarsi, rimanendo solo con la mia normalità sparita.
Mi sembrava di vivere, per l’uso dei comportamenti di compensazione, in un’altra epoca.
Poi non ce l’ho fatta più, ho trovato le risorse ed ho reagito, convincendo chi mi poteva aiutare, a ripristinare quella normalità.
Finalmente si è presentato ed ha risolto il problema.
Non mi sembrava vero, sono ritornato ad una nuova vita, una vita normale, ma per me eccezionale.
Finalmente cagare non era più un incubo.
Non dovevo più inventarmi mille soluzioni, primitive, per svuotare la merda dal cesso.
Ora lo scarico funziona a meraviglia.
Un suono in natura molesto, era ora come celestiale.
Vedere la merda sparire facilmente con un semplice tasto e tutt’altra vita.
Anche se la tua vita, rimane comunque una vita di merda.

lunedì 6 gennaio 2020

L’UOMO MEDIO

Ho sempre ritenuto di essere un uomo e una persona nella media, nel senso letterale del termine. Un uomo che lavora, che rispetta le regole, che ha una figlia, ma è anche separato, come mediamente accade. Una persona con interessi, una persona a cui piace relazionarsi con gli altri, a cui piace stare in luoghi frequentati dalla gente, come in occasione nel prendere un caffè al bar. Un uomo che si interessa un pò di tutto, si informa, legge, ascolta musica, vede TV, va al cinema. Un uomo medio insomma. Ma in realtà tutto questo mio adoperarmi, mi porta, stranamente, quasi sempre a restare lontano dagli altri o dagli altri essere allontanato. In effetti pur essendo nella media, in generale, lo sono poi fuori nel particolare. Forse perché non amo essere conformista e perché faccio cose che altri non fanno. Mi piace cucinare, fare il pane in casa, farmi incuriosire da cose nuove, sopratutto nell’ascolto e nella lettura, scrivere. In più ho intrapreso nuovi attività e conoscenze, che purtroppo, pur essendo di grande utilità sociale, non interessano a nessuno. Anche in questo sono fuori dalla media, a differenza di altri che hanno un sufficiente riscontro. Questo non vuol significare che io mi senta superiore, anche se a molti dò quest’impressione non voluta, ma percepita. Anzi tutto ciò mi da sofferenza fino a farmi sentire qualcosa di inferiore, di esclusivo e quindi di escluso. Ne ho avuto la riprova, dopo aver fatto un acquisto, un pigiama. Non l’ho neanche provato, ho preso la misura che ritenevo per me adatta, una Media. Ma dopo averlo lavato e poi indossato, ho capito di essermi sbagliato, di essermi sopravvalutato. Il pigiama mi viene largo, non è adatto al mio corpo, come io non sono adatto al mio vivere e alla mia vita. Avrei dovuto essere più onesto e più sincero con me stesso nello scegliere la misura giusta prima di acquistarlo, o almeno provarlo. Per capire che in realtà più che essere un uomo Medio, sono una Small, qualcosa di piccolo. Proprio come mi sento ora nella vita. A volte, se si è aperti alla comprensione, anche un acquisto può farti capire qualcosa di te stesso. Facendo poco, un piccolo errore o un acquisto sbagliato. Un pigiama di una taglia non adatta a te. Ma oltre alla consapevolezza acquisita, c’è anche la beffa. Il pigiama ormai non posso più cambiarlo, proprio come io non posso più cambiare la mia vita. In entrambi casi, posso solo imparare, esercitandomi, ad adattarmi.

venerdì 3 gennaio 2020

APPUNTAMENTI AL BUIO

Mi sono iscritto ad un sito per incontri. Non quelli da usa e getta delle App sullo Smartphone, ma un sito serio, a pagamento. Mi son fatto l’idea che ormai di questi tempi, non è più possibile, per come evolve il vivere sociale, trovare qualcuno con cui rapportarsi per poi sperare chissà, di trascorrere insieme un percorso di vita. Una volta c’erano gli amici, le comitive, come luoghi di opportunità per conoscere qualcuna, con cui parlare e scoprire delle affinità che permettevano di approfondire quella conoscenza fatta. Ora non c’è più nulla di tutto questo, al posto delle comitive ci sono i gruppi whatsapp. Come fai a conoscere qualcuna su un gruppo whatsapp ? O meglio la puoi anche conoscere, con l’inconveniente che tutti del gruppo verrebbero a saperlo, iniziando a consigliare o sconsigliare quell’inizio di relazione. Per cui meglio tagliare corto e affidarsi ai professionisti, pagati per farti incontrare una persona in linea con il tuo profilo. Certo può sembrare un comportamento arido, usare degli algoritmi anziché delle palpitazioni dei nostri cuori. Ma il mondo sta cambiando e bisogna adeguarsi. Devo dire che inizialmente l’iscrivermi a questo sito mi creava un pò di imbarazzo, poi leggendo un articolo sul giornale, l’imbarazzo si è dissolto. Ho letto che allo stesso sito si è iscritta anche Sharon Stone. Ne sono rimasto stupito e meravigliato. Non capendo come una donna bella e affascinante come lei, debba rivolgersi a questi servizi per incontrare un uomo. Poi ho capito, in effetti la peculiarità di questi siti, è che grazie ai loro algoritmi, ti i permettono di entrare in contatto con chi è in sintonia con te, senza perdere tempo con conoscenze inutili. Per una donna bella come Sharon Stone, in effetti questo potrebbe essere un problema, aver tantissimi uomini interessati a te. Come fai a scegliere ? Meglio il sito di appuntamenti al buio, che non ti darà la garanzia, ma ti permetterà di selezionare ciò che è meglio per te. Stranamente, questa non era l’unica cosa in comune tra noi, l’altra era che ad entrambi hanno bloccato l’account di accesso al sito. Nel suo caso, ho letto, lo avevano fatto perché credevano fosse un profilo falso, ma dopo le sue rimostranze, glielo hanno sbloccato. Ho pensato che per lo stesso motivo avessero bloccato il mio account, per cui anch’io come Sharon Stone, ho scritto, facendo le mie rimostranze, ed ho confermato che il mio profilo era vero e non uno falso creato da qualche hacker burlone, che usava il mio nome per incontrare donne. Mi hanno risposto. Mi hanno detto che erano certi che il mio profilo fosse autentico, appunto per questo me lo hanno bloccato.