domenica 28 febbraio 2016

IL PRUDENTE

Stamane troppe cose da fare .
Fatto tardi.
Il bar che frequento è chiuso per ferie .
Mi tocca migrare.
Ormai sono come una rondine, migro sempre .
La scelta è tra un bar del paese con gente sconosciuta e scostante o dai miei amici dell'altro paese che mi accolgono con sorriso e benvenuto.
Mi tocca prendere la macchina.
Ma meglio meno tempo tra gente accogliente che più tempo con gli snob.
Esco dal box .
È tardi ma vado comunque.
Dieci minuti e sono lì.
Porca miseria chi blocca la strada.
Ah, è lui con i bambini e la moglie .
Sorrido non mi arrabbio.
Parte subito ma lentamente, con prudenza.
Va piano e io di conseguenza.
Capisco e sopporto .
Esce dal cancello, ancora più prudente.
Come un topo prima di uscire dalla tana osservando se c'è un gatto in zona.
Finalmente esce.
Io dietro.
Il semaforo è verde accelero un po' , riesco a passare lui e sull'altra corsia.
Ma arriva il giallo tocca fermarmi.
Mi giro per guardare lui .
Non si ferma , sfreccia con il rosso in arrivo insieme a moglie e bambini.
Che prudente.
Ma solo per rompere i coglioni a me ? 

sabato 27 febbraio 2016

MAMMA

Da piccolo non m riconoscevo.
Non ne vedovo affinità.
Se non la maternità.
Ma crescendo ho capito che mi ha formato e mi ha fatto diventare quello che sono.
Grazie a lei ho potuto imparare a cucinare senza averlo mai fatto , basandomi sulla memoria e sulla ripetizione di quelle ricette semplici mai raffinate ma, sempre le stesse.
Le odiavo , ora le rimpiango.
Grazie a lei ho imparato a utilizzare la memoria .
Ero l’unico ragazzo del quartiere che andava a fare la spesa senza foglietto.
Tutto nella testa.
E guai a me se dimenticavo qualcosa , erano mazzate.
Mi ha insegnato la diffidenza e il controllo .
Mi ricordo che mi mandò dal macellaio a comprare della carne.
Io feci la commissione alla perfezione, chiesi quello che dovevo e controllai il peso che fosse giusto.
Unica cosa che non potevo controllare era la carne, non ne ero e non ne sono capace.
Arrivato a casa si accorge del Bluff del Macellaio e giù botte da orbi.
Chissà forse doveva sfogare la sua frustrazione di donna con quattro uomini da accudire  ed una vita privata con interessi abbandonata.
Niente di che , voleva continuare a fare la sarta ,ma mio padre non volle. la mamma doveva fare e nient’altro.
Mi ha insegnato ad avere riflessi pronti e a non sfidare l’autorità , quando una volta giocavo a pallone sotto casa e lei mi chiamò per salire su e io con atto di sfido le dissi di NO.
Ma prima di terminare la O, la ciabatta era già partita e mi aveva sfiorato la testa, grazie al riflesso pronto.
Mi ha insegnato ad entrare in empatia con tutti, anche con i muri.
Ma la cosa più bella che mi ha insegnato è il bacio con lo schiocco e pizzicotto.
Appena vedeva un bel bambino pacioccone, anche se non lo conosceva, lei, con semplicità e sorriso si avvicinava e lo sbaciucchiava, come una mamma col suo piccino. 
Cose di altri tempi, ora ti arresterebbero o scapperebbero.
E’ quello che ho fatto stasera con la mia collega Thai.
Una bella ragazza dalla faccia dello skill di mia madre.
Lei molto aperta, mi ha salutato con tre baci, io di istinto ho rilanciato con un bacio di mammà.
Ma chissà perchè , quella Thai, credo che non mi bacierà più.
E non posso dargli torto visti i tempi di oggi e il bacio fuori luogo.
Ma è uscito il mio lato materno incontrollabile.
Ma poteva capitargli di peggio.
Incontrare mia madre.  

Si la Thai è una ragazza che a mia madre sarebbe piaciuta molto.

venerdì 26 febbraio 2016

LA MAIL

Una mail ?
Chi mi scrive di venerdì sera alle 20:30.
Quella per la carta di credito  stamattina .
Quella della banca arriva in giornata.
Chi sarà ?
A ci sono .
Sarà lei .
Vorrà sapere domani per pranzo nella pausa corso.
Si però ora devo fare la doccia.
Non posso farmi prendere dalla smania di rispondergli.
Si, con calma, non avere fretta.
Impara a gestire la curiosità.
Anche se non ti scrive mai nessuno, impara.
Si faccio la doccia.
Speriamo che non abbia cambiato idea e che mangi con noi .
Caspita dove è il sapone .
Ma perché dovrebbe , mi ha detto che veniva .
Doccia finita .
Si però prima mi asciugo .
Poi con calma leggo.
Però che carina a scrivermi.
Ho finito .
Prendo gli occhiali altrimenti non vedo un cazzo e chissà cosa gli rispondo poi.
Ci son riuscito.
Ho saputo aspettare.
Vediamo cosa ha scritto .
Cavolo sto telefono quando ti serve si blocca sempre.
E muoviti.
Oh finalmente.
Ah, non è lei , come pensavo, è la Apple .
Ho consumato lo spazio sulla nuvola mi scrive .
Ma vaffanculo, non poteva scrivere domani.
Sta rompicoglioni.
Neanche una doccia in santa pace posso più fare.

giovedì 25 febbraio 2016

LASCIA ANDARE

Stamane solita guerra dei posti.
Oggi ancor di più.
Purtroppo essendo dei pendolari, abbiamo i nostri riferimenti posizionali e quando accade un evento avverso , ne rimani coinvolto, come in trappola .
Stamane il posto a sedere quasi sempre sicuro , oggi non c'era .
Colpa di una carrozza chiusa , ho poi saputo.
Io però ho buona memoria , nel senso che purtroppo non dimentico nulla di ciò che noto.
Ma oggi era il turno della buona memoria positiva .
Anziché rimanere fermo intrappolato , ho proseguito finché non li ho visti.
I pendolari di salvataggio.
Quelli che scendono una fermata prima della mia e mi permettono di fare almeno metà del viaggio seduto.
Nel mentre arriva lei , una mia ex , se così possiamo dire.
In modo cortese condivido con lei l'opportunità del posto a sedere dalla prossima fermata.
Ma lei va avanti.
O non ha capito cosa gli ho detto oppure ha fatta una scelta di non ritorno.
Rimango perplesso .
Ma mentre pensavo a questo ecco che arriva il messaggio dalla vita, dall'universo.
Arriva lei.
Un'altra donna .
Una collega shiatsuka.
Ho girato la cortesia a lei ed ha accettato.
Abbiamo trascorso un tranquillo metà viaggio seduti e abbiamo avuto l'opportunità di conoscerci meglio , shiatsukamente parlando.
Oggi la vita mi ha insegnato una nuova lezione.
Sta a me farne tesoro.
Lascia andare.
Chi non ha più a che fare con la tua vita.
Che la vita ti offre altro.

martedì 23 febbraio 2016

LA THAILANDESE

Non mi ero sbagliato.
L'impressione avuta era quella giusta.
Le valutazioni del cuore non sbagliano mai.
Stasera ci siamo rivisti e il suo sorriso di animo libero mi è venuto incontro.
Senza esitazioni ne barriere.
Spontaneità pura.
Un viso bello e pulito.
Quelle belle facce con bei occhi che non puoi dimenticare.
Anche se non la vedevi da dieci giorni.
Anche se è la seconda volta che ci siamo visti.
La conferma l'ho avuta quando gli ho fatto un trattamento Shiatsu agile, oggi si dice così.
Un incontro di energie.
Un affidamento condiviso.
Un passaggio di emozioni tra una pressione e l'altra.
È scoccata la scintilla.
Son passato dall'infatuazione all'innamoramento.
Innamorato della Thailandese.
Purtroppo lei non lo sa.
Meglio così.
Altrimenti sono costretto a svegliarmi.
E sinceramente non ne ho voglia.
Mi voglio godere questa illusione e vivere questo sogno irrealizzabile.
Finché la realtà non si paleserà.

MA DOVE CAZZO CORRI ?

Anche stamane di corsa.
Uscire di casa e rincorrere il treno sul binario.
Tutto va di corsa.
Anche il mio cervello.
E’ come se avessi perso l’uso di una marcia ridotta.
Quella da navigazione di crociera.
E’ una sensazione da un lato bella perché non ti annoi.
Dall’altra è estenuante perché non riesci mai a riportare la tua energia cerebrale al centro del corpo.
Il centro , dove risiede il punto di tranquillità e di ascolto interiore.
La calma del mare.
Mi sembra di passare da una giostra ad un’altra , senza assaporami il riposo che mi permetta di gustare il ricordo dell’esperienza precedentemente fatta.
In più questo correre mi impedisce di vivere dei bei momenti di vita con altri.
Ma dove cazzo corri ?
Mi dico.
Chi mi aspetta ?
Cosa devo raggiungere ?
Perché correre, sapendo di andare incontro al nulla , al vuoto, allo sterile quotidiano.
Fermati, una buona volta e, cogli quello che la vita ha da donarti.
Se imparerai ad accettare questi doni, non avrai più bisogno di correre.
Perché la vita sarà al tuo fianco e tu ne farai parte, finalmente.
Solo così potrai camminare, gustandoti passo dopo passo e potrai accorgerti ciò che il correre ti impedisce di vedere e di vivere.
Cavolo sono già le Cinque ?
Se non corro , rischio di perdere il treno.  

domenica 21 febbraio 2016

SE TI DÀ FASTIDIO , SPOSTATI PIÙ IN LÀ.

Così mi ha detto stamane.
Non ho potuto che sorridere.
Io ero lì a fare i miei esercizi e lei ritenendo più importante aprire la finestra , lo ha fatto .
Fosse stata altra persona l'avrei guardata torvo ma, con lei no.
Con lei è impossibile.
Lei può tutto.
Lei ha autorevolezza.
Con lei non ti annoi mai e non saprai mai quello che farai .
Non è una una interprete , è una artista .
I veri artisti non hanno copione , sono loro il copione.
Sono spiriti liberi .
Ma quello spirito di libertà che ti avvolge e ti arricchisce.
Con lei fai qualunque cosa.
Cose che se te lo dicessero prima , ti rifiuteresti solo al pensiero.
Ma con lei no, li fai senza neanche accorgetene .
Ti fa giocare come i bambini e tu fai il bambino anche se hai la tua età.
Perché lei prepara l'ambiente e tu ti trovi dentro e ti senti a tuo agio.
È imprevedibile e piena di risorse.
Non ha peli sulla lingua , è diretta in tutto.
Se fai qualcosa che fa schifo , ti dice che è brutta , non ci gira intorno.
Ma non ci rimani male , perché è fatto per correggerti e per farti fare meglio .
E quell'essere diretto , ti rimane dentro , come un tesoro donato .
Oggi ci ha fatto fare un girotondo Shiatsu.
E noi tutti a giocare con lei.
Ovviamente erano esercizi seri , ma farli così ha creato un clima di gruppo e li ha resi più allegri oltre che favorire il contatto tra tutti .
Lei è sempre vigile , qualunque cosa stoni lei lo mette a posto secondo l'abbinamento giusto .
Lei coordina e fa tutto dall'inizio alla fine .
Che bella questa insegnante Shiatsu naïf.

sabato 20 febbraio 2016

TRADIMENTO

Ne sono sempre stato la vittima.
Oggi invece l'ho consumato io.
Mi è venuto naturale , spontaneo, fluente .
Mi ha favorito, la scarsa attenzione ricevuta , quell'aria di sopportazione percepita.
È bastato fare una strada diversa per andare a comprare il giornale.
E li che l'ho vista .
Luminosa. 
Accogliente.
Un po' francese.
Proprio quello che cercavo.
Sentirmi accolto , a mio agio , con l'animo grato.
Mi ha nutrito in modo naturale.
Non potevo non fare il mio primo tradimento.
Senza sentirmi in colpa .
Stavo troppo bene.
La prossima volta impari, che il caffè per me è importante e l'accoglienza anche.
Questo sala Bar panetteria di lambrate me l'ha data.

venerdì 19 febbraio 2016

ILLUSO

Ancora una volta ne sono stato vittima.
Mi son lasciato attirare dal suo fascino.
Ma figuriamoci se era a misura per me.
Forse mi sopravvaluto.
Oppure vivo sogni che non posso avere corrispondenza reale.
Ora sono qui a pensare a lei.
Lei che credevo potesse essere una nuova parentesi della mia vita.
Un nuovo slancio.
Un poter ricominciare a sperare.
A rimettersi in circolo .
Ma nulla , lei è lì e io qui come un cane bastonato in un bar da solo a bere un caffè.
La delusione è troppo forte.
Colpa mia .
Colpa del mio essere un autentico illuso.
Eppure conosco le mie caratteristiche, lo sapevo che era impossibile.
Ma vuoi la bella giornata di sole, vuoi un'aria magica che circondava il tutto.
Ed ecco che l'inganno è fatto .
Pazienza , resterò come sono .
Ormai mi ci sono abituato, come chi si abitua a non avere più i denti.
Peccato , quella yaris rossa era molto bella.
Ma anche con lo sconto reale e non quello ipotizzato, non era per le mie tasche.

PENSARE AGILE

Agile.
È la filosofia del momento .
Come tutte le cose che partono da buoni e sani principi teorici , all'applicazione pratica viene snaturata e travisata .
Agile dovrebbe essere fluidità , abbattimento delle rigidità di processo .
Ma per mia esperienza, Agile è diventato un alibi per permettere a chi fa le cose con superficialità, farle passare come comportamenti di semplicità di processo.
Per chi come me è attento e scrupoloso , l'essere agile in questo modo , è uno svilire il proprio essere e la sua correttezza nei comportamenti.
Credo che più che essere agili come sinonimo di superficiali , occorra essere agile di pensiero come sinonimo di ottimizzazione.
Oggi ne ho avuto la dimostrazione.
Ho preso permesso da lavoro per portare la macchina dal meccanico che è in un'alta provincia.
Per cui sveglia come lavorare ma andare in direzione opposta per la macchina .
Davanti a me c'era un problema .
Avendo preso permesso non volevo buttare via il tempo a fare nulla in attesa del lavoro .
Allora con il treno sono tornato a casa e dopo un meritato caffè, ho acceso il pensiero agile.
Dovevo comunque fare quello avevo da fare ma se aspettavo lì in officina non sarei riuscito a fare nullo o andare in tilt .
Ho rivisto tutte le mie attività.
Le ho messe in ordine sfruttando il tempo a disposizione.
Ho notato che più facevo così è più il cervello mi dava risposte agili .
Permettendomi di trovare in fluidità , le soluzioni alle cose da fare .
Ha pulito casa, ho cucinato per oggi e per weekend Shiatsu , ho fatto il pane.
Tutto questo in modo fluido senza stress.
Sono riuscito ad ottimizzare il tempo e l'ho fatto anche per la serata a venire .
Questo è Agile e non fare le cose AD MINCHIAM perché me lo permette la filosofia agile .
Immaginatevi a fare il pane o un trattamento Shiatsu Agile.
No, non è così.
Ah dimenticavo ho pure lavato le lenzuola e stese.

mercoledì 17 febbraio 2016

AGILE DAY

Oggi si festeggia la giornata del lavoro agile .
Chi può ed è attrezzato può lavorare da casa anziché da ufficio.
Lavorare a distanza ma con strumenti che la annullano .
Io non faccio parte di queste persone e non so neanche se mi potesse far piacere .
Certo può essere utile l'opportunità di poter lavorare da casa a fronte di alcune circostanze che , ti permettano di esservi vicino .
Sopratutto chi come me fa il pendolare.
Ma se lavori da casa ti perdi il tutto o almeno per me è così.
Non potrei prendere il caffè con la mia simpatica collega la mattina.
Non potrei lamentarmi che  la macchinetta del caffè non funziona .
Non potrei ascoltare i pettegolezzi che si raccontano .
Non potrei stufarmi di sentire i soliti discorsi di colleghi che non fanno che parlare di una vita irreale.
Non potrei andare a fare una pausa a metà mattinata .
Non potrei fare le scale che fanno bene alla circolazione.
Non potrei mangiarmi la mia schiscetta in santa pace che mi porto ogni giorno da casa.
Non potrei fare quella sana competizione mattutina per accaparrarsi un posto sul treno, fatta di gomitate e spinte .
Non potrei correre per prendere la metro in tempo .
Ma tra le tutte , non potrei godermi la soddisfazione di essere ritornato a casa , magari dopo che il treno ha fatto un ora di ritardo , o si è rotto o lo hanno cancellato.
No per me questa non è una giornata agile .
Questa per me sarebbe una giornata di eterna solitudine e isolamento.
No preferisco il pendolare DAY.
La giornata che festeggio tutti i giorni dell'anno.
Perché ogni giorno deve essere una festa .
E per godermela ancora di più , ora li faccio anche il fine  settimana.
Lo faccio per fare Shiatsu e thai massage .
Si è vero sono un tipo festaiolo e goliardico.
Mi piacciono le feste , sempre.
E non una volta l'anno .

DISTANZA

Amo leggere i libri di scrittori giapponesi.
Hanno un modo di scrivere che è pittura , fotografia dell’animo umano.
Una capacità di guardarsi dentro e tirare fuori quello che c’è, senza distinzioni.
Che sia qualcosa di brutto o di bello, devi guardarlo in faccia e farlo uscire fuori. 
Perchè se riesci a guardarti dentro e facendolo onestamente , puoi poi avere la possibilità di guardare con nitidezza quello che c’è fuori da te.
Se ti nascondi , non osservi il tuo io, non potrai mai essere in  grado di osservare il mondo e cogliere ciò che ti offre.
Non sarai in grado di affinare quella sensibilità che ti permette di vedere cose che altri non vedono e mai vedranno.
Leggere i libri di scrittori giapponesi e quasi sempre un leggere qualcosa di me.
Mi rispecchio molto in quello che scrivono e che intendono dire.
Sopratutto quando mi fanno notare un difetto.
Oggi è capitato questo.
Nel libro , la scrittrice parlava della giusta distanza che si deve avere per permettere ad un rapporto di maturare e poter crescere.
Distanza che pian piano diminuisce fino a diventare unità , ossia distanza zero.
Se non si rispettono i tempi delle distanze , cercando di abbreviarle, conseguenza è il rifiuto e l’abbandono.
Sembrava una sintesi della mia vita ultima.
La vita di una persona , affamata di contatti umani, di affetto , di tenerezza, come un cane abbandonato per strada.
E quando ad un cane abbandonato gli volgi attenzione , gli fai una carezza, lui ti segue, non ti lascia .
Credendo di aver trovato il rifugio dei suoi sentimenti schiacciati.
E invece quella era solo una carezza , un segno di affetto, un modo per giocare e nulla più.
Per cui non resta che cacciarti o abbandonarti di nuovo, per non aver rispettato la distanza.
E’ proprio quello che manca a me , la gestione della distanza.
Distanza che mi viene utile , accorciandola, per entrare in empatia con altri, sfruttando la mia verve napoletana.
Ma verve che diviene nociva quando devo creare una relazione con altri.  
Mi è servito leggere un libro per capire il perchè dei miei fallimenti sentimentali.
Ma il sapere che leggendo un libro ti può dare queste risposte , lo trovo qualcosa di meraviglioso.
Anche se si tratta di un difetto.
Ovviamente per fare questo ci vuole il coraggio.
Quello che ti permette di ridurre un altra distanza .

Quella di guardarti in faccia e di renderti consapevole di quello che sei e cosa potresti essere a fronte di questa nuova consapevolezza.

martedì 16 febbraio 2016

EDUCATRICE

Mi piace molto relazionarmi con gli altri.
Son predisposta all'ascolto, all'empatia.
Anche il lavoro che svolgo richiede queste caratteristiche, per cui mi viene facile e mi piace.
Penso di avere iniziato il corso Shiatsu, inconsapevolmente per lo stesso motivo.
Ascoltare il bisogno degli altri e cercare di lenirlo se non si riesce a riempirlo.
Ma questo modo di vivere mi stanca.
Mi impegna troppe risorse ed energie.
Sono prosciugata da questo troppo dare ascolto a chi me lo chiede.
Sono investita completamente da queste onde di depressione , di cui tutti si liberano  infradiciandomi completamente.
Sono così coinvolta che anche nei sogni non riesco a riposare.
L'inquietudine mi insegue anche lì.
Ho bisogno di tranquillità.
Di galleggiare sull'acqua perdendomi nel silenzio del suono dolce del mare.
Vorrei che qualcuno ascoltasse cosa io ho da dire e mi porto dentro.
Ma tutti a chiedere ascolto anziché riceverlo.
Ho deciso .
Così non posso andare avanti.
Di due l'una .
O inizio a lamentarmi anch'io , così gli altri capiscono cosa vuol dire e si danno una regolata.
Oppure estrema ratio, andrò in farmacia a comprarmi i tappi delle orecchie, così penseranno che sono diventata sorda e non mi romperanno più i coglioni.
Ops le scatole .
In fondo sono una educatrice mica un secchio per la raccolta differenziata dei problemi altrui ?

domenica 14 febbraio 2016

FRATELLI

Anagraficamente lo siamo.
Nasciamo dallo stesso padre e dalla stessa madre .
Ma a vederci sembrerebbe di no.
Lui è il bello , il muscoloso, il simpaticone che tutti cercano, lo sciupa femmine , l'imprenditore.
Io l'opposto, il musone, quello che non si adatta , quello che tutti evitano , quello che non sciupa le femmine e un impiegato di tipo fantozziano.
Anche la vita ci ha reso distanti, vuoi geograficamente, vuoi per non sopportazione.
Ma stamane quello che ormai consideravo un estraneo, l'ho sentito vicino .
Ho capito che quel rapporto di sangue  non potrà mai dividerci, anche se ora lo siamo.
Un gesto semplice ed inequivocabile me lo ha confermato.
E tutto grazie alla bistrattata tecnologia.
Grazie a whatsapp.
Entrambi abbiamo due smartphone.
Entrambi uno abbonato con tre ed un altro con Vodafone.
Fratelli tecnologici.

sabato 13 febbraio 2016

REDIVIVO

Non è insolito essere lasciati soli e abbandonati .
Essere considerati già morti , pur essendo ancora vivi.
Difficilmente qualcuno ha il coraggio di dissentire dal pensiero comune.
Potrebbe capitare anche a loro , quindi meglio adeguarsi, anche se dispiace.
Ma se il dato morto alla fine non muore, occorre farci i conti. 
Ti porterà le sue ragioni, condite dalla sua rabbia .
Un uomo abbandonato al suo destino da gente vile , vigliacca, se sopravvive non ti perdonerà.
Non ha nulla da perdere.
È un morto, e i morti non possono morire di nuovo.
Anche se sono vivi sono già morti dentro e, per sempre.
Anch'io per alcuni aspetti , mi sento un redivivo, proprio come Di Caprio nel film.
Ma a differenza sua c'è una cosa che per me sarebbe dura a sopportare e che lui invece è riuscito a sopportare.
Non affrontare un orso.
Non procacciarmi da mangiare.
Non riuscire a sopravvivere contro tutto e tutti.
Mi fa impazzire a pensare come ci sia riuscito.
È da quando sono uscito dal cinema.
Non mi capacito.
Ma come ha fatto a fare a meno del bidet ?
Io muoio solo al pensiero.
 

giovedì 11 febbraio 2016

SOSTENENTE

Al test di metà anno del 2 anno di Shiatsu, mi hanno chiesto di spiegare cosa si intende per pressione sostenente .
Quella modalità , tra le altre , di portare pressione verso il ricevente portando il sostegno e diventando un'unica entità tra operatore e ricevente.
Stabilendo un sostegno reciproco volto alla gestione del bisogno.
Sono concetti che a spiegarli sembrano filosofici ma, quando hai l'esperienza reale capisci il significato di quelle parole.
Ne comprendi la portata, l'efficacia e la bellezza.
L'altra sera ho eseguito un trattamento Shiatsu ad una amica che ne aveva chiesto il bisogno.
In effetti aveva un bisogno da gestire e nell'operare si è creato , senza cercarlo, quel tutt'uno tra me operatore e lei ricevente .
Più operavo e più questo era evidente .
Il suo corpo rispondeva grato a quell'interessamento.
Ma la cosa bella che anch'io , facendo questo lavoro ho avuto modo di scaricare la troppa energia accumulatasi che mi faceva svegliare di prima mattina senza più riprendere sonno.
Credo che lo Shiatsu applicato sia stato efficacissimo.
L'ho capito ancor di più  ieri sera quando ho ripreso la macchina, dopo giorni , per fare la spesa .
Un rumore assordante alla frizione di improvviso , senza preavvisi.
Mi sono ricordato che in effetti anche alla mia ricevente era occorso un problema alla sua macchina con fermo in tangenziale.
Potere della pressione sostenente.
Chissà se la scuola contribuirà alla spesa della riparazione.
Spero che almeno me lo inseriscano in curriculum.

INVERTIRE

Ci sono momenti in cui il tuo corpo ti comunica che il modo di procedere la tua vita , non va bene.
Ti avvisa del suo disagio , in modo molto forte.
Quel modo che ti permette e ti costringe ad un chiarimento interiore.
Quelle urla di attenzione che, solo chi ti vuole bene , ti scaglia contro.
Che sia una figlia , una socia di sentimenti o la tua coscienza, quando si supera la soglia , urlano.
Nel caso particolare è stata la coscienza.
Per due notti ho avuto delle esperienze strane.
Mi svegliavo allo stesso orario , appena dopo le 5 e dopo non riuscivo più a prendere sonno.
Non era il solito problema di prostata, pur pisciando non cambiava nulla.
Avevo una sensazione di energia che andava a palla.
Come un generatore interno che si attiva ad un orario prestabilito per fare il suo lavoro nel corpo.
L’esperienza è stata affascinante ma dormire così poco non è stata per niente una bella cosa.
Quell’urlo energetico mi ha scosso.
Ero rincoglionito.
Più di quello che la natura mi ha dotato.
Ironia della sorte proprio il giorno in cui, una persona, finalmente, si era affidata a me per un trattamento shiatsu.
Pensavo di non esserne in grado o di influire negativamente.
In più oltre al ricevente c’erano un coniglio e una gatta.
Ma quelli che sembravano essere degli ostacoli , sono invece stati degli argini.
La loro presenza ha permesso di tenere lontano i fantasmi che albergavano e urlavano energia dentro di me.
Più operavo e più mi accorgevo che sia io che la ricevente operavamo un cambiamento.
Nel darci sostegno reciproco , è come se il mio eccesso di energia andasse a colmare il suo e la sua calma andasse ad annullare la mia tensione.
Tutto ciò mi ha permesso di invertire la mia routine.
Di accettare vita per quel che ti da e godersi quello stato di benessere.
Lo ha capito anche il mio corpo che mi è stato grato e ha riposato placidamente.
Quella stronza della prostata no.
Mi ha fatto alzare due volte per pisciare.
Gelosa !!!

lunedì 8 febbraio 2016

GLI INDIANI

Ieri ho visto un post condiviso su Facebook che citava "io da piccolo stavo con gli indiani ".
Subito la mia memoria è tornata a quando ero bambino.
Io a differenza degli altri che, gli indiani li hanno visti solo alla TV o nei film , io li ho vissuti.
Erano dovunque, in ogni quartiere .
Dove c'era un loro capo che gestiva il territorio e gli altri indiani che lo curavano.
I miei indiani però non andavano a cavallo.
Usavano le moto, le vespe.
Non usavano le frecce ma le pistole.
Di quelle che con i proiettili ti distruggono le vetrine.
Si facevano rispettare gli indiani.
Non tolleravano sgarbi ne reazioni alla loro sottomissione.
E se qualche indiano indipendente cercava di farsi strada, loro gliela sbarravano subito.
In quartiere facevano regnare la tranquillità per evitare che arrivassero i cow-boy.
Ovviamente ho visto anche loro, ma a Napoli si chiamano Falchi.
Come gli indiani vanno in moto e si mimetizzano come loro.
Era bello vederli sfrecciare.
Vederli inseguirsi.
Era un cinema all'aperto.
Alla fine come in America hanno vinto i Falchi .
Degli indiani di una volta non c'è né più traccia.
Ma a differenza dell'America dove li hanno rinchiusi in riserve, qui hanno dato vita ad una nuova forma.
Più cruenta e brutale dei precedenti.
Hanno chiuso noi , nelle riserve.
Si son presi tutto, distruggendo tutto senza limitarsi a conquistarlo come i precedenti.
Si io da piccolo stavo con gli indiani.
Non nel senso che fossi dalla loro parte, ma ero circondato da loro.
Avrei preferito vederli solo nei film e con John Wayne.
Ma non ho potuto scegliere.
Il film da vedere era quello.
Il loro capo non era toro seduto ma cutolo.
In realtà non erano indiani , erano e sono dei camorristi.

sabato 6 febbraio 2016

FESTA DI CARNEVALE

È stato un invito inaspettato.
Vuoi perché raramente mi invitano a partecipare a qualcosa .
Vuoi perché neanche me ne ricordavo.
La festa di carnevale.
Forse perché da piccolo mia madre non mi ci ha mai fatto andare.
Vuoi perché il carnevale a Napoli per me è sempre stato un incubo da cui fuggire .
Uova marce , farina e altro tirato addosso.
L'unico ricordo di carnevale che ho è un vestito da pulcinella che mia madre mi fece indossare ma, non per portarmi in giro ma per farmi girare così per casa .
Forse si spiegano tanti perché del mio essere oggi.
Ad ogni modo, non ci ho pensato troppo e sono andato.
Forse la mia prima festa di carnevale della mia vita.
C'era tanta gente .
Vestita di tutti i tipi .
Tantissima gente che neanche conoscevo e ho conosciuto li.
Di improvviso è stato dato il via al concorso per la maschera più bella.
Dovevano partecipare tutti .
Nessuno poteva rifiutarsi.
Neanche io.
Mi hanno spinto dentro.
Con mio stupore e meraviglia , ho vinto .
Che bello, la mia prima festa ed ho anche vinto il miglior premio per l'interpretazione della maschera più bella.
Però io so che quel premio l'ho vinto con inganno.
L'ho vinto con una truffa di cui nessuno se ne è accorto.
Forse perché sbadati .
Forse perché non mi conosceva quasi nessuno.
Ma non l'ho fatto con dolo o premeditazione.
Semplicemente mi è mancato il coraggio.
Il coraggio dire che non indossavo nessuna maschera.
La maschera che hanno premiato ero io , come mamma mi ha fatto e fatto diventare.

MAGI

Lavora al supermercato dove il sabato faccio la spesa extra.
Quella delle cose dimenticate o non trovate, quella della scorta di contatti umani .
È una bella ragazza , anzi donna, di quelle bellezze semplici ed essenziali.
È alta , statuaria.
È quella che detta i ritmi a tutti, più per predisposizione , di chi ha a cuore l'organizzazione e il servizio.
A guardarla da un senso di protezione.
Come una montagna, con i suoi ricchi boschi a protezione della valle .
Non per caso la società del supermercato si chiama "la fortezza".
Chissà se hanno pensato a lei prima di decidere il nome.
Mi da la sensazione di una persona sensibile e pieno d'amore da dare e da ricevere.
Una persona piena di attenzioni.
Una donna Shiatsu.
Fortunata la persona che condivide con lei la sua vita.
Credo che anche un cane, a passeggio con lei, si senta amato e al sicuro .
Ha un altra caratteristica che la distingue.
Si chiama Magi.
Ho fatto tante supposizioni su quel nome , tutte sbagliate ovviamente.
Un nome unico come lo è lei.
Ma oggi , causa la nuova divisa aziendale, con cui ogni dipendente indossava una maglietta recante il suo nome , mi son fatto coraggio e glielo ho chiesto.
Come tutte le cose , la spiegazione sta nella semplicità che la contraddistingue.
Non è nient'altro che la contrazione del nome di sua madre e di suo padre.
Maria e Giuseppe.
Un po' come tutte le cose che notiamo e viviamo, questo artificio grammaticale, mi ha fatto capire un po' più di me.
I miei compagni di Shiatsu di Sondrio mi chiamano Bepi.
Fino ad oggi ero convinto che fosse un modo loro di dire affettuosamente Giuseppe.
In realtà no, mi sa, che è la contrazione di "bellissimo pirla".
Sempre meglio che Brupi.

L'AMICO MACROBIOTICO

Da tempo non ci incontravamo.
Da amico mi ha subito esternato il piacere di rivedermi e il dispiacere di non avermi visto da un po' di tempo.
Raro per me che accada questo, ma rare devono essere , in fondo, le cose preziose.
L'importante è sapersele godere ed apprezzarle.
È una persona che come me ama dialogare.
Ha una cultura, di quelle fatte dalla vita e dall'esperienza.
Di quelle che ti rimangono dentro e fanno parte di te.
Stamane mi ha erudito su venti, sacrifici, amore per la famiglia.
Ma la cosa che mi ha sorpreso di più , è stata la sua lezione di macrobiotica.
Ovviamente inconsapevole.
Mi ha spiegato che il dolore che hai dentro si manifesta al di fuori sul tuo corpo.
Mi ha spiegato che una volta ci si alimentava con il miglio , con il farro e che per coltivarli bastava pochissima acqua.
Ora usiamo alimenti americani , come il granturco, pieni di veleni.
Alimenti che gli asiatici, gente saggia , non mangia .
Mi ha parlato della difficoltà degli alberi a vivere un clima a cui non sono abituati.
Un clima mite che li indebolisce e li manda in smarrimento anziché un clima rigido, a loro congeniale e conosciuto, che li irrobustisce.
Mi ha parlato di me .
Capendo che per come mi percepisce, è naturale che io studi discipline come lo Shiatsu.
Sono sensibile e attento.
E io che per ripassare mi sono comprato il libro di Michio Kushi .
Quando invece il mio Kushi ce l'avevo già e non lo sapevo.
Era il mio amico .
L'amico macrobiotico.

giovedì 4 febbraio 2016

SESSO e TV

Fino a poco tempo fa ero un divoratore di TV.
In particolare film , telefilm e fiction.
Io sono cresciuto con la TV.
L’avevo in stanza o per essere più precisi , era lei che aveva in stanza me.
Difatti la mia stanza era un letto nel soggiorno di casa.
Per cui pur non volendo , della TV non potevo fare a meno.
Questo credo che abbia sviluppato questo mio attaccamento.
Da un po’ di tempo , però ne vedo sempre meno o nulla.
Preferisco la radio o fare altro.
Mi limito a guardare l’essenziale.
A non esserne dipendente ossessivo.
Ad ogni modo considerata la nostra convivenza forzata, nel condividere lo stesso spazio in gioventù, ha fatto si che la TV non è mai entrata nella mia camera da letto.
E il fatto di vivere ora da solo non mi invita a guardarla.
Non ho nessuno a cui rubare il telecomando.
Oggi la TV è stato argomento di conversazione con due mie colleghe in pausa break.
Una delle due , lamentava una stanchezza da TV .
Tirare tardi per guardare la TV fino ad addormentarsi sul divano.
Scherzando gli ho detto di portarsela a letto , così era già pronta  per poi dormire.
Ma l’altra , giustamente , ha fatto notare che, la TV in camera da letto è la tomba del sesso.
Opinione condivisa pienamente.
Però mentre tornavo al mio posto un pensiero mi è venuto alla mente.
Io pur avendo collocato la mia TV nel soggiorno-angolo cottura-ingresso, non trombo comunque.
Mi sa che lasciare fuori la TV dalla camera da letto non basta.    
Devo valutare una ulteriore strategia.

I RECLUSI

Stamattina dopo tempo la luce ha fatto capolino dalla finestra.
L'animo mio gli è stato grato.
La gratitudine di chi riceve ciò che gli occorre e gli viene offerto senza essere chiesto.
La luce iniziava ad illuminare anche i miei pensieri e le aspettative prossime future.
Già mi godevo la semplicità di attendere il treno , illuminato anziché al buio .
Con questo auspicio sono sceso di casa.
Ma ho fatto tardi o ha fatto presto il treno.
Non ho potuto assaporare nulla di ciò che mi pregustavo .
Subito di corsa in treno per non perderlo.
Ma in treno c'era chi non la pensava come me.
Quasi tutti a viaggiare con la tenda completamente abbassata .
Come chi si deve coprire da una luce fastidiosa.
Inconcepibile.
Mi veniva da urlare.
Gente abituata alla reclusione.
Reclusi volontari.
Segno di poca predisposizione all'accogliere, ciò che la natura gli offre.
Chiusa in se stessa, nel proprio orticello.
Ho dovuto soccombere.
Fare un esercizio di sopportazione.
Conscio del mio limite di essere una persona cresciuta al sole e di fronte al mare.
Conscio della necessità di aver bisogno di luce per illuminare il buio persistente nel mio animo.
Animo che per i reclusi del treno , non ha le stesse esigenze del mio

martedì 2 febbraio 2016

INOFFENSIVO

Mi hanno reso come un orso da Circo o da giardino zoologico.
Un orso che non può più essere tale.
Privato della sua identità e spontaneità.
Un orso inoffensivo.
Un orso che appena si alza in piedi subito gli intimano di sedersi per paura di chi sa che reazione.
Solo perché ho le sembianze di un orso o negli occhi di alcuni sono tale, quel tanto basta , per depotenziarmi e fermarmi.
Chiudermi in una gabbia o in una rete.
E’ un comportamento messo in atto un pò da tutti.
Persone che neanche si conoscono tra loro, ma agiscono all’unisono nell’unico intento.
Affossare il nemico.
Che sia fuori dalle mura di casa, che sia tra conoscenti , che sia negli interessi che coltivo, è sempre così.
Certo se dappertutto è così sembra naturale che l’origine di tutto ciò sta nell’orso.
Sicuramente sarà così.
Avrò graffiato , rubato un pò di miele, fatto la voce da orso ma non credo di meritarmi questo.
Ma tant’è e bisogna prenderne atto.
In più quando ti percepisci così, anche tu uccidi la tua spontaneità.
Stasera ad esempio é capitato con mia figlia , con cui al telefono chiedevo spiegazioni di una spesa da sostenere.
Ma già il fatto di chiedere, di porsi in un ruolo di chi chiede spiegazioni ed assume un comportamento serio nel parlare, magari alzando un pò i toni , per l’evento in se e non per mia figlia che non c’entra nulla, ha fatto vedere l’orso a mia figlia.
L’orso dal telefono, come un personaggio di Cortazár.
Ormai è una tattica.
Appena cerco di far valere i miei diritti , tutti gridano all’orso !!!!
In questo modo mi si riduce al nulla , al non essere.
Una contraddizione grammaticale, per essere devi non essere.
E forse non sarebbe una cattiva soluzione.
Sparire come i Barbari di Kavafis, fino a far dire, a chi li temeva, quando ha capito che non sarebbero più arrivati, “Questi barbari erano una soluzione”.