sabato 6 febbraio 2016

L'AMICO MACROBIOTICO

Da tempo non ci incontravamo.
Da amico mi ha subito esternato il piacere di rivedermi e il dispiacere di non avermi visto da un po' di tempo.
Raro per me che accada questo, ma rare devono essere , in fondo, le cose preziose.
L'importante è sapersele godere ed apprezzarle.
È una persona che come me ama dialogare.
Ha una cultura, di quelle fatte dalla vita e dall'esperienza.
Di quelle che ti rimangono dentro e fanno parte di te.
Stamane mi ha erudito su venti, sacrifici, amore per la famiglia.
Ma la cosa che mi ha sorpreso di più , è stata la sua lezione di macrobiotica.
Ovviamente inconsapevole.
Mi ha spiegato che il dolore che hai dentro si manifesta al di fuori sul tuo corpo.
Mi ha spiegato che una volta ci si alimentava con il miglio , con il farro e che per coltivarli bastava pochissima acqua.
Ora usiamo alimenti americani , come il granturco, pieni di veleni.
Alimenti che gli asiatici, gente saggia , non mangia .
Mi ha parlato della difficoltà degli alberi a vivere un clima a cui non sono abituati.
Un clima mite che li indebolisce e li manda in smarrimento anziché un clima rigido, a loro congeniale e conosciuto, che li irrobustisce.
Mi ha parlato di me .
Capendo che per come mi percepisce, è naturale che io studi discipline come lo Shiatsu.
Sono sensibile e attento.
E io che per ripassare mi sono comprato il libro di Michio Kushi .
Quando invece il mio Kushi ce l'avevo già e non lo sapevo.
Era il mio amico .
L'amico macrobiotico.

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