Anche stamane di corsa.
Uscire di casa e rincorrere il treno sul binario.
Tutto va di corsa.
Anche il mio cervello.
E’ come se avessi perso l’uso di una marcia ridotta.
Quella da navigazione di crociera.
E’ una sensazione da un lato bella perché non ti annoi.
Dall’altra è estenuante perché non riesci mai a riportare la tua energia cerebrale al centro del corpo.
Il centro , dove risiede il punto di tranquillità e di ascolto interiore.
La calma del mare.
Mi sembra di passare da una giostra ad un’altra , senza assaporami il riposo che mi permetta di gustare il ricordo dell’esperienza precedentemente fatta.
In più questo correre mi impedisce di vivere dei bei momenti di vita con altri.
Ma dove cazzo corri ?
Mi dico.
Chi mi aspetta ?
Cosa devo raggiungere ?
Perché correre, sapendo di andare incontro al nulla , al vuoto, allo sterile quotidiano.
Fermati, una buona volta e, cogli quello che la vita ha da donarti.
Se imparerai ad accettare questi doni, non avrai più bisogno di correre.
Perché la vita sarà al tuo fianco e tu ne farai parte, finalmente.
Solo così potrai camminare, gustandoti passo dopo passo e potrai accorgerti ciò che il correre ti impedisce di vedere e di vivere.
Cavolo sono già le Cinque ?
Se non corro , rischio di perdere il treno.
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