giovedì 4 febbraio 2016

I RECLUSI

Stamattina dopo tempo la luce ha fatto capolino dalla finestra.
L'animo mio gli è stato grato.
La gratitudine di chi riceve ciò che gli occorre e gli viene offerto senza essere chiesto.
La luce iniziava ad illuminare anche i miei pensieri e le aspettative prossime future.
Già mi godevo la semplicità di attendere il treno , illuminato anziché al buio .
Con questo auspicio sono sceso di casa.
Ma ho fatto tardi o ha fatto presto il treno.
Non ho potuto assaporare nulla di ciò che mi pregustavo .
Subito di corsa in treno per non perderlo.
Ma in treno c'era chi non la pensava come me.
Quasi tutti a viaggiare con la tenda completamente abbassata .
Come chi si deve coprire da una luce fastidiosa.
Inconcepibile.
Mi veniva da urlare.
Gente abituata alla reclusione.
Reclusi volontari.
Segno di poca predisposizione all'accogliere, ciò che la natura gli offre.
Chiusa in se stessa, nel proprio orticello.
Ho dovuto soccombere.
Fare un esercizio di sopportazione.
Conscio del mio limite di essere una persona cresciuta al sole e di fronte al mare.
Conscio della necessità di aver bisogno di luce per illuminare il buio persistente nel mio animo.
Animo che per i reclusi del treno , non ha le stesse esigenze del mio

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