Mi hanno reso come un orso da Circo o da giardino zoologico.
Un orso che non può più essere tale.
Privato della sua identità e spontaneità.
Un orso inoffensivo.
Un orso che appena si alza in piedi subito gli intimano di sedersi per paura di chi sa che reazione.
Solo perché ho le sembianze di un orso o negli occhi di alcuni sono tale, quel tanto basta , per depotenziarmi e fermarmi.
Chiudermi in una gabbia o in una rete.
E’ un comportamento messo in atto un pò da tutti.
Persone che neanche si conoscono tra loro, ma agiscono all’unisono nell’unico intento.
Affossare il nemico.
Che sia fuori dalle mura di casa, che sia tra conoscenti , che sia negli interessi che coltivo, è sempre così.
Certo se dappertutto è così sembra naturale che l’origine di tutto ciò sta nell’orso.
Sicuramente sarà così.
Avrò graffiato , rubato un pò di miele, fatto la voce da orso ma non credo di meritarmi questo.
Ma tant’è e bisogna prenderne atto.
In più quando ti percepisci così, anche tu uccidi la tua spontaneità.
Stasera ad esempio é capitato con mia figlia , con cui al telefono chiedevo spiegazioni di una spesa da sostenere.
Ma già il fatto di chiedere, di porsi in un ruolo di chi chiede spiegazioni ed assume un comportamento serio nel parlare, magari alzando un pò i toni , per l’evento in se e non per mia figlia che non c’entra nulla, ha fatto vedere l’orso a mia figlia.
L’orso dal telefono, come un personaggio di Cortazár.
Ormai è una tattica.
Appena cerco di far valere i miei diritti , tutti gridano all’orso !!!!
In questo modo mi si riduce al nulla , al non essere.
Una contraddizione grammaticale, per essere devi non essere.
E forse non sarebbe una cattiva soluzione.
Sparire come i Barbari di Kavafis, fino a far dire, a chi li temeva, quando ha capito che non sarebbero più arrivati, “Questi barbari erano una soluzione”.
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