martedì 20 luglio 2021

IL PESO INUTILE

Portare un peso, nella vita, è già di per se un peso.
Se poi, risulta essere anche un peso inutile, lo è ancor di più.
Sono i pesi della mente, quelli per cui non occorrono muscoli, pur essendo dei macigni, ma basta solo complicarsi un po' la vita, per portarli.
Sono quei pesi che ti senti addosso sempre, in qualsiasi momento della giornata, perché occupano comunque la tua mente.
In questo modo, ti trovi ad essere anche più impacciato, perché causa quel peso, devi assumere comportamenti non fluidi, ma obbligati.
Uno di questi, capita quando hai un diverbio con qualcuno, qualcuno con cui avevi fino ad un attimo prima, un rapporto semplice e civile.
Causa quel diverbio, si crea il peso, che si deposita nella mente, e che sta li a ripresentarsi ogni volta che incontri quella persona o che potresti incontrarla.
Provocandoti dei comportamenti non naturali, e per di più rigidi, frutto della rigidità dell’offesa.
Fino ad ieri, uno dei tanti pesi inutili, che trasporto con me quotidianamente, finalmente ha lasciato la mia mente.
Tutto per una casualità, non per una scelta di vivere una vita più semplificata.
Mi sono accorto di un problema che riguardava una di queste persone, la cui offesa ricevuta, ha portato alla chiusura di ogni rapporto.
Ero indeciso, se comunicarglielo o meno.
Non per dispetto, ma perché immaginavo la risposta a quella mia attenzione, che sarebbe stata male interpretata, forse perché erroneamente, da me posta.
La vita ha permesso di fugare ogni dubbio, ritrovandomi questa persona, in qualsiasi posto in cui andavo.
Alla fine ho scelto la soluzione civica, ossia avvisarlo del presunto problema, nonostante l’accaduto tra di noi.
Ho ricevuto la risposta che immaginava, anziché un ringraziamento per la mia attenzione nei suoi confronti, una semplice alzata di spalle, dicendomi che quanto dicevo era impossibile che potesse accadere.
Mi sono subito pentito di quanto fatto, ma ormai era andata.
Il giorno dopo lo incontro, e mi ferma, dicendomi che avevo ragione, e timidamente mi ha ringraziato.
Quel gesto, ha rotto quel peso, frantumandolo, e liberandolo dalla mia mente.
Permettendomi di camminare più leggero.
In più ha liberato anche gli altri pesi collaterali, con le altre persone coinvolte.
Di sicuro non siamo diventati amici per la pelle, ma almeno, i rapporti civili, per ora, sono stati ripristinati.
Ed ora, non mi devo più preoccupare di incontrarlo.
In quanto non devo forzarmi ad evitarlo, ma agendo in maniera semplice e spontanea, salutandolo.
Un gesto semplice, che semplifica la vita.
Almeno la mia.

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