domenica 9 luglio 2017

COSE DI TEMPI REMOTI

Oggi mi sono lasciato guidare dal naturale corso delle cose. Non ho inseguito niente e nessuno. Mi sono preparato da mangiare cercando di stupirmi come ogni volta, inventando sempre qualcosa di nuovo per me. Finito mi sono preparato il caffè , anzi la cicoria. Poi ho pulito stoviglie e cucina. Nel frattempo mi facevo accompagnare dalla voce della radio, quella non urlante e melodiosa , ricca di cose da dire per chi vuole ascoltarle, RADIO3. Poi ho riempito la lavatrice per poi metterla in funzione. E finalmente mi sono seduto sul divano, almeno così lo chiamano anche se è difficile a crederci. Ho finito di vedere un film inquietante ma molto bello, pur se credevo che fosse un film ironico ma tutt’altro. Finito il film era troppo tardi per fare qualcosa di più impegnativo , in più è iniziato a piovere. Allora ho deciso di restare in paese e armato di ombrello sono andato a prendere il caffè al bar. Ho scelto un bar diverso, evitando di abusare di occupare sempre gli stessi spazi. Si rischia di essere invadente e di vedere sempre le stesse persone. Ho preso il caffè , mi sono seduto a leggere una rivista e poi mi sono rimesso in cammino. Per dove non importava. Camminando lungo il percorso ho incontrato una donna africana, molto bella , che da tempo non vedevo e ho avuto l’opportunità di vederla disarmata, senza la sua corazza difensiva che deve indossare quando la incontro in giro o in stazione. Senza corazza era di una bellezza più stupefacente. L’ho solo salutata, senza indugiare troppo, sembrava inopportuno e fastidioso. Ho proseguito il mio giro, scoprendo cortili mai visti prima. Arrivato sul corso principale , mi capita di vedere chi non vedo da più di un mese , causa un litigio avuto. Mia figlia. Non me l’aspettavo, ma le cose più belle sono quelle più inaspettate. Era davanti al negozio del fotografo, in vetrina per esattezza. In diverse fotografie di gruppo , in cui è stata ritratta insieme ai componenti del grest estivo. Devo ammettere che è stato emozionante, vedermela li davanti , in foto , senza che potesse abbassare lo sguardo , evitarmi o voltarsi. E chi dice che i negozi di fotografia , per colpa dei cellulari , non servono più. Sono cose di tempi remoti ma, che ti sanno dare quelle emozioni che nessun smartphone ne applicazioni, sono capaci di darti.

Nessun commento:

Posta un commento