Li ho osservati per tutto il viaggio.
Lei una donna sempre riservata, di fronte a lui era completamente aperta a suo agio.
Come se lui fosse in possesso delle chiavi della sua attenzione, del suo aprirsi.
Come un affabulatore è riuscito a farla parlare di qualsiasi cosa, facendola sentire come se fossero soli su di un’isola deserta.
Sono rimasto a bocca aperta, io che faccio fatica ad ottenere la sua attenzione se non per un saluto di cortesia.
Sono quei momenti che pur interpretati da altri ti dicono molto di te, di ciò che non sei.
Mi sono chiesto cosa è che mi manca, tolta la prestanza fisica dell’altro.
Sicuramente molto.
Visto che in tutto il mio vivere oltre un certo livello di rapporto non riesco ad andare oltre.
Come chi non è capace a superare le difficoltà di un videogioco, ammirando le capacità degli altri che difficoltà non ne hanno.
Sono certo che se quest’uomo fosse stato un operatore Shiatsu, indipendentemente dalle sue effettive capacità, sarebbe riuscito a far sì che lei le venisse voglia di provarlo.
Un affidamento totale.
Quello che manca a me, che differentemente ho una sfiducia totale nei miei confronti, per qualsiasi cosa.
Non è vittimismo ma dato di realtà.
O meglio la mancanza di affinità.
martedì 2 aprile 2019
AFFINITÀ
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