giovedì 11 aprile 2019

RITROVAMENTO

Lo avevo perso e non mi sapevo spiegare il perché.
La cosa mi ha turbato e spaventato.
Non tanto per il valore economico in se, ma per la modalità con cui è accaduto.
Sconosciuta.
Nel senso che non sono riuscito a capire come poteva essere capitato e dove fosse capitato.
L’accostamento ad eventuali perdite, di cose ben più importanti, è stato immediato.
Creando una sorta di paranoia e di sfiducia nelle mia capacità di prendermi cura delle cose.
Come mi si fosse di improvviso aperto il velo, squarciandolo, su di una realtà che non conoscevo o che inconsciamente facevo finta di non vedere.
Alla fine mi sono rassegnato alla sua perdita, pensando che anche lui come altri, si fosse stufato di starmi accanto e avesse preferito perdersi nell’incertezza in cui si è perso, piuttosto che trovarsi nella certezza della mia custodia, diventata per lui insopportabile.
Mi ero consolato così, per alleggerire il peso della sua perdita e della mia rivelata irresponsabilità.
Poi ieri sera, avviene il miracolo, così casualmente, come casualmente si risolvono sempre queste storie.
Stavo indugiando in macchina su prendere o meno un oggetto e mentre facevo questo vedo qualcosa per terra.
Pensavo fosse un oggetto di chi con me stava in macchina in quel momento.
Lo afferro, sto per darlo a chi pensavo fosse il proprietario e, mi accorgo che è lui.
Era lì dall’attimo in cui l’ho perduto, mentre io lo cercavo nei posti più inimmaginabili.
La sorpresa è stata entusiasmante, non per l’oggetto in se ma per il ritrovamento.
Analogamente alla perdita, il ritrovamento ha aperto un accostamento ad altre mie perdite, dandomi fiducia e speranza.
Mi sono detto che forse la mia persona e la mia fiducia di cui soffro la perdita, forse non si sono allontanate da me.
Semplicemente sono lì da qualche parte, nel posto più ovvio, mentre io le ricerco nei posti più impensabili.
Non so se mai ritroverò la persona che ero una volta o la fiducia che avevo per affrontare la vita.
Ma di certo so che sono lì da qualche parte.
Forse anziché ricercarle, dovrei darmi tregua e rassegnarmi alla loro perdita.
Per poi stupirmi, sorprendendomi, di ritrovarle lì dove le avevo perse, proprio sotto ai miei occhi che, in quel posto non hanno pensato di guardare, così come è stato quando ho ritrovato il mio cappello.
Cappello di cui però, ora, non so più cosa farmene, essendomi ormai rassegnato alla sua dipartita.
Così come quando perdi l’amore o la speranza, perse da così tanto tempo, da abituarti alla loro assenza e restando spiazzato quando si ripresentano.
Sarò in grado di accettare, se mai la troverò, la persona che ero o la fiducia che avevo ?
Non lo so, e questo mi spaventa ancor di più della loro perdita.

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