domenica 7 aprile 2019

QUIETO VIVERE

Oggi è come se mi avessero donato una mattinata di vita. Un giorno in cui prendere fiato e far riposare la mente, anche se difficile da farsi. Ma più che la mente lo ha capito il corpo, che ha apprezzato questo dono, senza pretendere quello che non puoi avere. Una mattinata normale, dedicata a me stesso. Lontano dal mondo nocivo e da chi ti crea tormento e dolore. Sembra difficile a fare e pensarci. Invece ti accorgi facendolo, di quanto semplice sia. Ti chiedi il perché non lo fai sempre. I misteri della vita e del comportamento. Una risorsa interiore che non credevi di avere e invece qualcosa l’ha accesa. Certo la tua vita non cambia di certo, ma diviene più lieve, meno ossessiva. L’ho capito ancor di più andando al bar. Incrociando lei, a cui avevi chiesto di uscire e anziché rispondermi si o no, ha evitato la domanda e poi evitato me. Potevo come mia specialità, tenerle il muso e togliergli il saluto e la parola. Invece il corpo ha preso il sopravvento sulla mente irrazionale. Ho fatto un gesto più per me che per lei. Al suo imbarazzo nel vedermi, gliel’ho cancellato prontamente, salutandola con una pacca sul braccio, come se nulla fra di noi fosse accaduto. Certo l’amarezza resta, ma così facendo mi sono alleggerito di un problema lasciando a lei il peso, accettando maturamente quel no non detto ma arrivato diversamente. Il peso del suo comportamento, se mai lo capirà. Non mi sono fatto rovinare questa mattinata di uomo eternamente più solo, ogni giorno che passa, ma oggi più lieve e tranquillo. Questione di quieto vivere.

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